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LA MOBILITA’ SOSTENIBILE IN ITALIA. Leggi il rapporto pubblicato da Euromobility

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Bologna si scopre la città più “ecomobile d’Italia” nel 2014 migliorando così rispetto al secondo posto dell’anno scorso.
Lo dice l’VIII rapporto di Euromobility, che analizza le cinquanta principali città italiane (tutti i capoluoghi di regione e i centri con più di 100mila abitanti).

Per stilare la pagella si analizzano il numero di utenti di car sharing e bike sharing, le emissioni prodotte dalle auto, l’offerta del trasporto pubblico, le zone a traffico limitato e quelle riservate ai pedoni, i parcheggi di scambio e a pagamento, le flotte di veicoli comunali, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile.

Bologna è prima in assoluto, seguita da Parma e da Milano: sul podio anche quest’anno tutte città del Nord.
Poco sotto Venezia al quarto posto e Brescia al quinto.
Nella “top ten” si confermano anche Bergamo al sesto posto e Firenze al settimo, mentre Roma è soltanto al ventiquattresimo posto.

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Chiudono la “top ten” Padova all’ottavo posto, Torino al nono e Genova al decimo. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.
Per scaricare il report di Euromobility, clicca QUI 

I MOSTRUOSI AUMENTI DELLE TARIFFE PUBBLICHE IN ITALIA. Scarica l’indagine della CGIA di Mestre

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Nell’ultimo anno boom dei rifiuti: con l’introduzione della Tari abbiamo pagato il 12,2 per cento in più.

 
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Luce, gas e trasporti sono le voci di spesa che gravano maggiormente sui bilanci delle famiglie e delle piccole imprese italiane

Tra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più delle nostre.

Se a Madrid l’aumento medio è stato del 23,7 per cento, in Italia, come del resto è successo in Irlanda, l’incremento è stato del 19,1 per cento.

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Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2 per cento.

L’area dell’euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell’11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi.

I calcoli sono stati effettuati dall’Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l’andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d’Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese.

Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5 per cento, l’acqua è aumentata del 79,5 per cento, i rifiuti del 70,8 per cento, l’energia elettrica del 48,2 per cento, i pedaggi autostradali del 46,5 per cento, i trasporti ferroviari del 46,3 per cento, il gas del 42,9 per cento, i trasporti urbani del 41,6 per cento, il servizio taxi del 31,6 per cento e i servizi postali del 27,9 per cento.

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Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8 per cento.

In linea di massima, oggi siamo chiamati a pagare di più, ma la qualità dei servizi resi non ha subito sensibili miglioramenti.

 

Per scaricare l’indagine della CGIA di Mestre, clicca QUI

A TUTTO SI PUO’ RINUNCIARE …MA NON ALLA BELLEZZA. Scarica il rapporto sul mercato della cosmetica in Italia

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Nel 2014, nonostante un mercato interno ancora in stallo, le industrie del settore della cosmetica hanno registrato una variazione positiva della produzione (+1%), per un valore del fatturato globale di 9,37 miliardi di euro.
 
Secondo la consueta Indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia, ancora una volta è la componente estera della domanda a consentire la crescita dei fatturati: seppur a ritmi meno evidenti, le esportazioni hanno segnato a fine 2014 una crescita del 5,5 per cento.
 
A fine 2014 il valore globale di mercato ha toccato i 9,5 miliardi di euro con una lieve contrazione (-1,4%) generata dalla riduzione del valore medio: si acquistano più o meno le stesse quantità, ma a prezzi più bassi.
 

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La profumeria è il canale che maggiormente ha risentito della modificazione repentina di gusti e atteggiamenti dei consumatori: anche nel secondo semestre 2014 il consumo è calato del 2,5% con una contrazione media annua del 2,7 per cento.
 
Mentre la grande distribuzione si è confermata il più importante canale di vendita per il cosmetico con un valore prossimo ai 3,8 miliardi di euro.
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La razionalizzazione della domanda verso il canale farmacia ha inciso sulla debole crescita dello 0,5% per il secondo semestre 2014 e sulle previsioni per i primi mesi 2015, +1 per cento.
L’erboristeria rimane uno tra i più dinamici canali tradizionali, con una crescita media annua del 2,4% e una previsione di +3% per il primo semestre 2015. “Questi trend positivi – segnala una nota del Centro Studi –  sono dovuti alla crescente attenzione verso il cosmetico di derivazione naturale, che il consumatore cerca anche in canali non esclusivamente legati al green”.
 
 
Per scaricare il report, clicca QUI

DA OGGI SLIDESHARE ANALYTICS GRATIS PER TUTTI GLI ISCRITTI. Ecco come funziona

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Slideshare è il social network leader nel mondo delle presentazioni manageriali.
E’nato nel 2006 e due anni fa è stato acquistato da Linkedin.
In questi giorni ha reso disponibile gratuitamente il suo strumento di analisi delle performance: Slideshare Analytics.
Fino ad oggi era disponibile solo per le versioni a pagamento.
Slideshare Analytics si trova cliccando sotto la foto del profilo.
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Ecco le aree disponibili:
Summary
Mostra il trend delle visualizzazioni totalizzate nel periodo selezionato, la somma complessiva e il numero delle “Slideshare Actions” ossia del Total Engagement, calcolato come somma di like, commenti e presentazioni incorporate in siti.
Views
contiene il trend e la lista dei cinque contenuti con più visualizzazioni.
Actions
mostra i valori complessivi delle azioni fatte sulle presentazioni caricate e una tabella di dettaglio;
Viewers
espone le visualizzazioni dei soli ultimi 30 giorni, con indicazione della data e ora, della città, e del contenuto visto;
Export
permette di scegliere un periodo preciso e di scaricare un file .csv con le metriche più importanti per presentazione (visualizzazioni,downloads,preferiti,commenti, condivisioni via email, Facebook, Twitter e LinkedIn).
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In tutte le aree è possibile scegliere un periodo di analisi predefinito (1 settimana, 1-3-6 mesi, 1 anno, dal primo upload) e la singola presentazione per analizzare le sue statistiche in dettaglio.
Il rilascio degli Analytics gratuiti dovrebbe essere la prima di una serie di iniziative atte a rilanciare Slideshare.
Ecco l’annuncio ufficiale di Slideshare.

L’ITALIA E’ UNA GRANDE NAZIONE MANIFATTURIERA. Ecco i numeri nel rapporto pubblicato da Symbola

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L’Italia è in crisi, una crisi profonda.

Ma non è un Paese senza futuro.

Dobbiamo affrontare problemi che vengono da lontano, e che vanno ben oltre il pesante debito pubblico.

E la crisi mondiale si è innestata su questi mali.

Rimediare non è facile, ma non è impossibile.

Basta guardare con occhi nuovi al Paese e avere chiaro quali sono i nostri punti di forza.

Da qui l’idea di Fondazione Symbola, Fondazione Edison e Unioncamere di dar vita al documento “10 verità sulla competitività italiana”.

L’Italia è tra i soli cinque paesi al mondo ad avere un surplus commerciale manifatturiero con l’estero superiore ai 100 miliardi di dollari; dal 2008 al 2013 abbiamo incrementato l’export del 16,5% facendo meglio di Germania (11,6%) e Francia (5,9%).

Il sistema produttivo italiano, inoltre, è anche quello che guida la “riconversione verde” dell’occupazione europea.

Secondo l’Eurobarometro, entro la fine del 2014, il 51% delle PMI italiane avrà almeno un “green job”, quasi quanto Germania e Francia insieme.

In questo quadro di eccellenza, uno dei settori driver, con 53 miliardi di dollari di surplus, è l’industria italiana del machinery, terza nella graduatoria internazionale che misura il saldo della bilancia commerciale, preceduta da quella tedesca e giapponese ma davanti a quella cinese e sud coreana.

Su un totale di 496 prodotti, la meccanica italiana risulta essere prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 235 casi.

Per scaricare il report di Symbola, clicca QUI

LO SCENARIO DI MARCHI & BREVETTI IN ITALIA ED EUROPA. Scarica il rapporto pubblicato da UnionCamere

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Unioncamere ha pubblicato il Rapporto 2014 su Brevetti, Marchi e Design.

La culla dell’innovazione si trova presso le imprese italiane, alle quali si devono l’85% delle domande di brevetto pubblicate dall’EPO, l’88% dei marchi comunitari depositati presso l’UAMI tra il 2004 e il 2013, e il 93% delle domande di design comunitario depositate tra il 2009 e il 2013.

E’ in diminuzione il numero delle aziende che hanno sviluppato almeno un brevetto europeo (circa 6 mila), restano stabili le imprese che hanno depositato almeno un disegno comunitario (circa 4 mila), mentre sono in forte crescita quelle che ricorrono alla protezione dei prodotti e dei servizi registrando un marchio comunitario (oltre 14 mila).

Per scaricare il rapporto di UnionCamere, clicca QUI

L’ANALISI PIU’ COMPLETA SUL SISTEMA RICETTIVO ITALIANO. Scarica gratis il documento di 323 pagine

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Federalberghi ha pubblicato il 7° Rapporto sul Sistema Alberghiero in Italia.

In questo corposo documento si analizza:

  • L’evoluzione del sistema dell’ospitalità alberghiera

  • Il confronto fra ricettività alberghiera ed extralberghiera

  • La domanda del turismo in Italia.

  • Il posizionamento assoluto e relativo di ogni regione;

  • La scheda tecnica delle catene alberghiere internazionali, nazionali e locali.

Per scaricare il rapporto di Federalberghi, clicca QUI

21 MILIONI DI ITALIANI NON UTILIZZANO IL WEB. Scarica il rapporto Istat

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L’Istat ha studiato il rapporto fra gli italiani e le nuove tecnologie.

Ecco i principali indicatori.

Nel 2014, aumenta rispetto all’anno precedente la quota di famiglie che dispongono di un accesso ad Internet da casa e di una connessione a banda larga (rispettivamente dal 60,7% al 64% e dal 59,7% al 62,7%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente:l’87,1% possiede un personal computer, l’89% ha accesso ad Internet da casa.

All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani ultrasessantacinquenni: appena il 17,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 16,3% dispone di una connessione per navigare su Internet.

Nel 2014 oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (54,7%) utilizza il pc e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (57,3%) naviga su Internet.

Sono 21 milioni 994 mila le persone di 6 anni e più che nel 2014 non utilizzano Internet (38,3% della popolazione residente in Italia).

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Utilizza il personal computer il 59,3% degli uomini, a fronte del 50,2% delle donne, naviga su Internet il 62,3% degli uomini e il 52,7% delle donne.

I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani 15-24enni .

Aumenta leggermente la quota di utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni. Sono il 29,8% degli utenti di Internet, in aumento dal 28,5% del 2013.

Cresce anche l’e-commerce: nel 2014 il 34,1% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che registrano la crescita maggiore sono gli articoli per la casa (+5,1 punti percentuali) e gli abiti e gli articoli sportivi (+3,8 punti percentuali).

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Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

C’E’ ANCORA MOLTO DA FARE NELLE IMPRESE ITALIANE. Scarica il rapporto dell’ISTAT

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L’Istat ha pubblicato il nuovo rapporto sull’utilizzo delle tecnologie ICT da parte delle imprese italiane.

Ecco alcuni indicatori.

Nel 2014 il 98,2% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di una connessione a Internet (96,8% nel 2013).

Il 95,0% delle imprese è connesso a Internet in banda larga fissa o mobile (94,8% nel 2013).

L’utilizzo della banda larga mobile è in ulteriore crescita, coinvolge nel 2014 il 60,0% delle imprese (49,8% nel 2013).

Il 69,2% delle imprese con almeno 10 addetti (88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti) dispone di un sito web (67,3% nel 2013).

Il 31,8% delle imprese (51,9% tra quelle con almeno 250 addetti) utilizza un social media (24,7% nel 2013); gli strumenti più diffusi tra le imprese sono i social network (29,3%) e i siti web di condivisione di contenuti multimediali (10,3%).

Pressoché stabile la percentuale di imprese attive nel commercio elettronico nel 2013; sono il 42,5% contro il 44,4% del 2012.

Aumentano le imprese che hanno venduto on-line i propri prodotti o servizi (da 7,6% nel 2012 a 8,2% nel 2013), ma diminuiscono quelle che hanno acquistato on-line (41,7% nel 2012 e 39,6% nel 2013).

Soltanto l’8,2% delle imprese dichiara di fatturare esclusivamente in forma cartacea ad altre imprese o alla P.A., ma è ancora bassa la percentuale delle imprese che utilizzano la fatturazione elettronica in un formato adatto all’elaborazione automatica (5,4%), mentre è molto diffusa la fatturazione digitale non adatta all’elaborazione automatica (56,7%).

Prosegue a ritmi elevati la crescita, registrata già negli anni precedenti, nell’adozione di software specifici per la raccolta e condivisione con altre aree aziendali di informazioni sulla clientela (CRM): dal 13,3% nel 2009 al 23,1% nel 2013 fino al 28,2% nel 2014.

È nettamente aumentata anche la diffusione di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree funzionali dell’impresa (ERP), che passa dal 9,7% del 2009 al 27,2% del 2013 fino al 37,2% del 2014.

La minore dimensione di impresa spiega il mancato investimento in molti degli strumenti tecnologici analizzati, come nel caso dell’adozione di software di condivisione di informazioni tra funzioni diverse (ERP), di soluzioni RFID, dell’impiego di personale specializzato in sistemi ICT.

Se la tecnologia è più neutrale e flessibile rispetto al livello di complessità organizzativa, le imprese sembrano maggiormente orientate verso l’adozione di strumenti ICT finalizzati a risparmi di costo e miglioramenti di efficienza, come nel caso del cloud computing, che coinvolge il 40,1% delle imprese.

Le piccole imprese, pur essendosi dotate per la maggior parte di siti web (67,4%), ancora non colgono le opportunità offerte da sistemi di vendita on-line; l’11,5% ha attivato sistemi di ordinazione sul proprio sito web e il 7,3% ha effettuato nel 2013 vendite on-line via web o altre reti.

Per una informazione completa sull’utilizzo dell’ICT a livello europeo è possibile scaricare l’ultima pubblicazione disponibile dal sito di Eurostat al link:
http://ec.europa.eu/eurostat/web/information-society/publications

Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

IL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA. Scarica il rapporto annuale dell’Isfol (158 pagine)

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L’Isfol ha pubblicato il suo annuale Rapporto sul mercato del lavoro in Italia.

I risultati riflettono un quadro di grande criticità vista l’attuale fase recessiva, tanto da registrare un balzo indietro di quasi 10 anni dal punto di vista dei tassi di occupazione.

Gli ultimi dati sulle comunicazioni obbligatorie forniti dal Ministero del Lavoro presentano alcuni timidi segnali di ripresa.

Il Rapporto mostra come alla caduta di occupazione si affianchi la diminuzione di intensità di lavoro delle persone occupate intesa come contrazione delle ore mediamente lavorate, aumento dell’incidenza del part time involontario e massiccio utilizzo degli ammortizzatori in deroga.

In particolare sono i precari i soggetti maggiormente esposti al rischio disoccupazione anche in ragione di contratti che si fanno progressivamente più brevi.

La rilevazione sottolinea come anche i giovani si trovino sempre più in difficoltà a trovare lavoro una volta terminato il percorso di studi.

Se nel 2008 un giovane su due risultava occupato dopo un anno dal primo ingresso nel mondo del lavoro nel 2013 questa quota risulta dimezzata.

Per scaricare il rapporto dell’Isfol, clicca QUI

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