Il Management.it

Home » 2014 » giugno

Monthly Archives: giugno 2014

EXPORT: Perché non siamo i numeri 1?

made in italy

Il settore agroalimentare riveste un peso considerevole nell’economia mondiale e presenta notevoli margini di crescita. Sia la crescente domanda di prodotti tipici, biologici e di qualità, che il sovraffollamento del mercato italiano, fornisce valide motivazioni alle nostre aziende per investire anche fuori dai confini internazionali. Pur essendo il sistema agroalimentare italiano legato ad un elevato numero di prodotti tipici nazionali, alla straordinaria ricchezza delle diversità che caratterizzano l’agricoltura e ad un’affascinante tradizione culinaria, nel panorama internazionale si rileva una quota dell’export agroalimentare made in Italy in linea con quella di Cina, Brasile, Argentina e Canada: concorrenti che evidenziano una maggiore dinamicità nel lungo periodo.
La qualità del made in Italy, ampiamente riconosciuta dai consumatori esteri, è un patrimonio per il nostro Paese, che ha l’opportunità di trasformare il suo sistema agroalimentare di qualità da potenzialmente a concretamente primo nel mondo, riuscendo a qualificare il settore e rendendo adeguatamente produttiva e remunerativa l’agricoltura nel suo complesso.

Ma perché ciò non avviene? Perché non siamo i numeri 1?

1) “All’estero, stima la Coldiretti, sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro. Il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari “Made in Italy” vale oltre 50 miliardi di euro. In altre parole le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, causa di danni economici e di immagine”.

2) All’interno dell’azienda spesso non si trovano conoscenze e competenze idonee per effettuare azioni di marketing verso i potenziali clienti stranieri e a volte l’insostenibilità di un budget di progetto troppo elevato ostacola il processo export. Troppo spesso poi, le nostre aziende “tentano” di esportare senza un valido studio alle spalle e senza la convinzione necessaria.

3) Non facciamo rete, non ci aiutiamo. Non abbiamo ancora compreso che i nostri concorrenti non si trovano all’interno dei confini nazionali,…ma all’estero!

LA COLLABORAZIONE PREMIA LE IMPRESE. Scarica il rapporto UnionCamere

coesione

 

 

“….C’è un’Italia che, nonostante la crisi, resiste e sa essere innovativa, creativa, unita, vocata alla qualità e alla bellezza.

 

In una parola competitiva.

 

È l’Italia della coesione, quella che vede le aziende camminare con le comunità, coinvolgere i cittadini, valorizzare e sostenere i lavoratori.
 

Proprio le imprese “coesive” – quelle fortemente legate a comunità di appartenenza e territorio in cui operano, che investono nel benessere economico e sociale, nelle competenze e cura dei propri lavoratori, nella sostenibilità, nella qualità e bellezza, radicate nella filiera territoriale e tese a soddisfare le esigenze di fornitori, clienti e stakeholder in generale, che hanno relazioni con il non profit e le istituzioni territoriali – hanno una marcia in più che permette loro di andare lontano.

 
Tanto che le nostre imprese “coesive” hanno registrato nel 2013 aumenti del fatturato, rispetto al 2012, nel 39% dei casi, mentre fra le imprese “non coesive” tale quota si ferma ben al di sotto, al 31%.

E’ quanto emerge dal rapporto “Coesione è Competizione – Le nuove geografie della produzione del valore in Italia”realizzato da Consorzio Aaster, Fondazione Symbola e Unioncamere.

 

“La buona riuscita di un’iniziativa economica – ha detto il Segretario Generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi – non si gioca più soltanto sul prezzo di un prodotto o servizio ma soprattutto su aspetti qualitativi di ciò che viene offerto.

 

La coesione tra impresa, lavoratori, territorio, istituzioni, mondo del non profit sta sempre più diventando un elemento vincente della competizione economica nei Paesi evoluti.

 

A differenza di altri Paesi, la forza dell’Italia non è nella standardizzazione dei grandi numeri, ma nella qualità di un’offerta altamente specializzata di filiere e distretti che ci fanno grandi nel mondo.

 

Alla base c’è un tessuto di piccole imprese su cui il Paese deve continuare a puntare.

 

La piccola dimensione di per sé non è un ostacolo, perché si traduce in una maggiore capacità di adattamento al mercato.

 

Lo diventa se l’impresa opera isolata dal contesto, se non ha strutture di riferimento, come le Camere di commercio, che l’aiutino a crescere per esempio con la formula dei contratti di rete e sostenendo il rafforzamento delle filiere produttive a maggior radicamento territoriale”.

 

Ecco il link per scaricare lo studio promosso da UnionCamere:

http://www.unioncamere.gov.it/download/3487.html

LE STATISTICHE SUL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA. Scarica il volume pubblicato dall’ISFOL

Isfol2

 

 

“….Negli ultimi anni le politiche del lavoro dirette ad accrescere la flessibilità contrattuale e deregolamentare le norme a tutela dell’impiego non hanno migliorato significativamente l’efficienza e la competitività delle imprese, né le prospettive occupazionali e salariali dei lavoratori.

 

L’economia italiana soffre infatti di una serie di nodi strutturali che non riguardano solo l’organizzazione normativa del mercato del lavoro, ma hanno a che fare soprattutto con le caratteristiche produttive, manageriali e proprietarie del sistema delle imprese. In particolare, il tessuto produttivo è eccessivamente frammentato in imprese di piccole dimensioni, specializzate in produzione di basso contenuto di innovativo e gestite da imprenditori con un livello di istruzione inferiore a quello che si riscontra negli altri competitori europei.

 

L’insieme di questi elementi favorisce un modello di competizione che tende a privilegiare la riduzione del costo del lavoro piuttosto che l’aumento del valore della produzione, attraverso la valorizzazione delle competenze professionali e la crescita della produttività.

 

L’efficacia delle politiche del lavoro dipende quindi dalla capacità di integrarle con misure di politica industriale e con interventi nel mercato del credito in grado di riorientare gli incentivi produttivi e strategici del sistema imprenditoriale.

 

Il volume sviluppa questi argomenti sulla base di dati macroeconomici e microeconomici sulle imprese e sui lavoratori, proponendo analisi comparative a livello europeo e specifiche dell’esperienza italiana….”

 

 

Ecco il link per scaricare il volume:

http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/ShowFile.aspx?FileName=R2AsBCDdEuk+5t9G5HRnOMPncEgolAb7RIqkExuCCiDF/6dDfBBnCTYiWiX827/y&SID=ISFLDEFAULT5vis0sm23mkxsg550qpbcsym

UNA REALTA’ CHE FACCIAMO FINTA DI NON VEDERE. Scarica il rapporto pubblicato dall’ISFOL

isfol

 

 

Il documento presenta una sintesi dei risultati di una ricerca promossa e realizzata dall’Isfol sul tema del lavoro nero ed irregolare dei lavoratori stranieri in Italia.

Il progetto si è posto l’obiettivo di migliorare la comprensione del mercato del lavoro degli stranieri in Italia, approfondendo le caratteristiche e le motivazione del lavoro nero e irregolare, anche mediante un confronto con i lavoratori regolari.

Ecco il link per scaricare il rapporto:

http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/895/3/Ficco_Iadevaia_Pomponi_Tagliaferro_Lavoro%20stranieri.pdf

Dai 30 in su ora è POS…SIBILE

POSArticolo a cura di Lilli De Liddo

Dal 30 giugno, col decreto del Ministero dell’Economia e Finanze numero 51 del 14 febbraio 2014, tutte le imprese e i professionisti che esercitano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, a prescindere dal fatturato, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso Pos (Point of Sale) utilizzando bancomat, carte di credito, di debito e prepagate. L’obbligo è previsto dal Decreto Ministeriale 24/01/2014 (Disposizioni sui pagamenti elettronici) e riguarda le transazioni aventi come oggetto la vendita di beni, servizi e prestazioni professionali con costo di acquisto a partire da 30 euro(altro…)

SEI UN IMPRENDITORE STRANIERO E VUOI AVVIARE UNA START UP IN ITALIA ? Da oggi è molto più facile. Leggi i dettagli

italia start up visaok

 

“…Prende il via Italia Startup Visa, strumento per gli investimenti esteri.

Gli imprenditori extra-Ue che intendono avviare una startup innovativa in Italia potranno usufruire da oggi di una serie di procedure molto più snelle e veloci.

Il risultato è possibile grazie a un programma innovativo, denominato Italia Startup Visa, presentato dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, presso l’acceleratore di startup LUISS ENLABS alla Stazione Termini.

L’iniziativa, cui hanno collaborato anche il Ministero dell’Interno, il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, facilita la fase di ottenimento del visto d’ingresso per lavoro autonomo per quei cittadini dei Paesi extra-UE che intendono avviare una startup innovativa nel nostro Paese.

Tutta la procedura sarà gestita in modalità telematica attraverso il sito dedicato consultando il quale l’utente può apprendere tutte le informazioni utili e fare domanda per ottenere il visto d’ingresso.

Tra le novità più significative, la centralizzazione della procedura di concessione del visto in capo a un unico Comitato tecnico, insediato presso il Ministero dello sviluppo economico, composto da rappresentanti di associazioni riconosciute e qualificate, a valenza nazionale e fortemente legate all’universo delle startup.

 

Ecco il sito di Italian Start Up Visa:

http://italiastartupvisa.mise.gov.it/#landing-section

 

 

 

E’ POSSIBILE ESSERE FELICI IN ITALIA ? Scarica l’e-book pubblicato da Istat Cnel (273 pagine)

bes

 

 

“…Il secondo rapporto sul Benessere equo e sostenibile, realizzato da un’iniziativa congiunta del Cnel e dell’Istat, si pone l’obiettivo di rappresentare una guida utile per policy maker, arti sociali e mondo della ricerca per identificare le priorità da affrontare nel breve e nel lungo periodo al fine di garantire un benessere equo e sostenibile alle generazioni presenti e future….”

 

 

Ecco il link per scaricare il rapporto:

 

http://www.istat.it/it/files/2014/06/Rapporto_Bes_2014.pdf

 

UNA GUIDA IMPORTANTE PER GIOVANI E AZIENDE. Scarica l’E-Book

stage

 

 

“L’ e-book vuole fare il punto della situazione sull’universo stage e fornire a tutti i giovani che stanno attraversando il momento di passaggio dalla formazione al lavoro, o compiendo i loro primi passi nel mondo del lavoro, una bussola per orientarsi, conoscere i numeri, le leggi, le novità”.

 

 

Ecco il link per scaricare l’e-book (se il link non funziona, visita il sito http://www.repubblicadeglistagisti.it) :

file:///C:/Users/user/Downloads/BESTSTAGE2014____%20(2).pdf

 

 

 

 

 

 

COSA SONO I CONTRATTI DI RETE ? In questo nuovo portale trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno

contratti di rete

 

 

“…Una piattaforma articolata ma di semplice lettura per capire cosa è una rete d’impresa,a cosa serve e come si fa per crearne una.

 

E’ il nuovo portale concepito per sostenere la nascita e lo sviluppo delle reti d’impresa in Italia.

 

La piattaforma è realizzata da InfoCamere  e offre a imprese, associazioni, professionisti e Istituzioni gli strumenti utili e i suggerimenti per valutare la costituzione di una nuova rete ed evitare errori prima di iniziare il percorso che porta alla realizzazione di un contratto.

 

Il portale mette a disposizione, oltre a una descrizione semplice e intuitiva dello strumento “contratto di rete”, i riferimenti normativi, i requisiti di base, la descrizione degli strumenti operativi e i passaggi necessari da seguire per fare rete, a cui si aggiunge
un monitoraggio periodico mensile per analizzare dinamiche e consistenze del fenomeno nel corso del tempo….”.

 

Ecco il link:

http://contrattidirete.registroimprese.it/reti/

 

 

PORTA LA TUA ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE SU GOOGLE MY BUSINESS. Bastano 10 minuti. Ecco il link

googleok

 

Google Places diventa Google My Business.

Ecco il link per le imprese:

http://www.google.it/intl/it/business/

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: