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Monthly Archives: luglio 2014

RIDIAMO LA TERRA AL POPOLO. Ecco come partecipare al bando di assegnazione

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“…Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto “terrevive”, che consente la messa in vendita o in locazione di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici.
Il provvedimento individua i terreni coinvolti che appartengono nello specifico al Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra – Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882).

 

Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari.

Nei prossimi mesi si proseguirà  questo lavoro anche con le Regioni e i Comuni, che potranno dare nuova vita al loro patrimonio di terre agricole incolte.

 

Si vogliono  rendere di nuovo produttive tante terre, troppo spesso frazionate, che potranno contribuire al rilancio del settore.

 
Le terre, equivalenti a circa 7 mila campi da calcio, saranno concesse in affitto o cedute da settembre, con prelazione per i giovani e con procedure trasparenti. Per la vendita di terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro si procederà tramite asta pubblica.

Al di sotto dei 100.000 euro, come previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si farà ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto alla base di partenza.

Alla locazione è destinata una quota minima del 20% del totale delle aree individuate più i lotti che rimarranno eventualmente invenduti, con una prelazione sempre per i giovani.

Sia in caso di locazione che in caso di vendita è riconosciuta una prelazione per gli eventuali conduttori dei terreni.

 

Ecco le slide con tutte le informazioni:

http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Fd%252F9%252FD.64dbcd6817b38d8907fb/P/BLOB%3AID%3D7867

GLI OBIETTIVI STRATEGICI DELL’U.E. PER IL 2014-2020 – Scarica il rapporto

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E’ stata pubblicata la Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale della Commissione europea.

 

Gli investimenti per il prossimo periodo 2014-2020 saranno concentrati su settori fondamentali quali l’efficienza energetica, l’occupazione, l’inclusione sociale e le PMI.
La relazione dimostra che la politica di coesione dell’UE rispetta gli obiettivi di crescita della strategia Europa 2020 creando posti di lavoro e riducendo le disparità in tutta Europa.

 

La relazione analizza lo stato della coesione dell’Unione e mette in evidenza le sfide cui devono far fronte le autorità nazionali, regionali e locali per superare le difficoltà poste dalla crisi economica e finanziaria.

 

In particolare rileva che la politica di coesione ha attenuato la drastica riduzione degli investimenti pubblici, iniettando risorse finanziarie indispensabili in molti Stati membri e creando la stabilità necessaria ad attrarre gli investimenti privati.

Nell’ambito della politica di coesione dell’UE saranno disponibili più di 38 miliardi di euro per sostenere il passaggio a un’economia più ecocompatibile mediante investimenti a favore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili e ciò a fronte di 16,6 miliardi investiti nell’economia a basse emissioni di carbonio nel periodo 2007‑2013.
Oltre 80 miliardi di euro saranno investiti in capitale umano mediante il Fondo sociale europeo e l’iniziativa per l’occupazione giovanile.

 

Ecco il link per scaricare il report:

http://www.sistema.puglia.it/portal/pls/portal/sispuglia.ges_blob.p_retrieve?p_tname=sispuglia.documenti&p_cname=testo&p_cname_mime=mime_type_testo&p_rowid=AAAh67AARAAP2hoAAB&p_esito=0

ECCO LA LETTURA IDEALE PER LE TUE VACANZE ESTIVE. L’Annuario Statistico con tutte le spese e gli incassi dello Stato Italiano

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Il documento della Ragioneria Generale dello Stato riassume i principali elementi del bilancio statale.

 

Ecco i principali indicatori:

  • Lo Stato Italianp ha incassato poco più di 765 miliardi e speso poco più di 839

 

  • Il fabbisogno del settore pubblico nell’anno 2013 è stato pari a 74 miliardi (4,7% del Pil), in peggioramento rispetto al 2012 di 23,9 miliardi.

 

  • Il peso di questo peggioramento, come già appuntato nel rendiconto consuntivo dello Stato, si può legare alla decisione di accelerare i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione.

 

  • Alta l’incidenza della spesa per interessi, nonostante il miglioramento del quadro internazionale che ha portato alla contrazione degli spread, con un saldo al netto degli interessi (avanzo primario) positivo per 9.381 milioni.

 

  • A livello geografico, spiega ancora la Ragioneria, “le spese finali dello Stato nel 2012, al netto di quelle per interessi sui titoli di Stato, sono attribuite al Nord per il 39,3 per cento, al Centro per il 21,2 per cento e al Sud per il 39,5 per cento”.

 

  • Lo Stato Italiano ha attività patrimoniali per poco meno di 1.000 miliardi e passività per 2.561 miliardi.

 

  • Si compone di oltre 10 mila amministrazioni pubbliche

 

  • I dipendenti sono 3,3 milioni di dipendenti a tempo determinato e indeterminato con un spesa annua di 160,4 miliardi”.

 

 

Scarica il documento completo:

 

http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Studi-e-do/Annuario_statistico_RGS/Annuario_statistico_della_RGS_2014.pdf

 

COLPO GROSSO DI YAHOO. Ha comprato il leader mondiale nell’analytics delle APP

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Yahoo ha comprato in questi giorni Flurry.

 

Flurry è la società leader mondiale nel monitoraggio delle performance di applicazioni mobili per smartphone e tablet.

Ecco i numeri di Flurry:

– 500.000 app monitorate

– 170,000 sviluppatori usano l’analytics di  Flurry

– Flurry studia ogni mese l’attività di 1,4 miliardi di smartphone e tablet

– Flurry studia ogni giorno 5,5 miliardi di sessioni app

– Flurry Analytics è presente mediamente in 7 applicazioni  per apparecchi mobili

– 8,000 editori monetizzano I loro contenuti with Flurry

– Flurry lavora con sviluppatori di app in 150 paesi

 

Dal 2012 sono state ben 30 le acquisizioni direttamente o indirettamente legate al mondo mobile da parte di Yahoo, dalla sopra citata Tumblr a Qwiki e Summly.

 

Non sono stati pubblicati i valori dell’operazioni, che secondo TechCrunch dovrebbe risultare intorno ai 700 milioni di dollari.

 

Ecco il comunicato ufficiale di Yahoo:
http://yahoo.tumblr.com/post/92461312524/yahoo-to-acquire-flurry-to-strengthen-mobile-products

TUTTI PARLANO DELL’ILVA. Ma è Cerano l’impianto più inquinante d’Italia. Scarica il rapporto completo

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E’ stato pubblicato dal WWF il rapporto “Europès Dirty 30.

 

La centrale Enel “Federico II” di Cerano è tra i dieci impianti più inquinanti di Europa.

 

Ecco il rapporto completo.

http://awsassets.panda.org/downloads/dirty_30_report_finale.pdf

FACEBOOK HA PUBBLICATO I RISULTATI DI BILANCIO DEL 1° SEMESTRE 2014. Impressionanti.

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Fatturato: 5.412 milioni di dollari

Utile netto: 1.433 milioni di dollari

 

Ecco il bilancio completo del 1° semestre 2014:

http://investor.fb.com/releasedetail.cfm?ReleaseID=861599

 

 

 

IL TURISMO NEL MONDO. Tutte le statistiche nel nuovo rapporto UNWTO

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Tutti i numeri del turismo internazionale nel 2013 nel nuovo rapporto pubblicato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo:

http://dtxtq4w60xqpw.cloudfront.net/sites/all/files/pdf/unwto_highlights14_en_hr.pdf

 

 

 

COSME: dall’UE 25 mld di finanziamenti alle PMI. Scarica le linee guida del Programma UE

Boccata d’ossigeno per le oltre 350 mila piccole e medie imprese europee: la Commissione europea ha firmato un accordo con Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) per dare il via a 25 miliardi di euro di finanziamenti addizionali. Il risultato è frutto dello stanziamento di 1,3 miliardi di euro nel bilancio del programma COSME per il periodo 2014-2020 (il programma europeo per la competitività delle imprese) per il finanziamento alle PMI che nell’arco dei prossimi sette anni produrranno un effetto leva proveniente dagli intermediari finanziari capace di mobilitare fino a 25 miliardi di euro.

 

L’intesa infatti l’impiego delle risorse per iniziative nel settore del venture-capital e per facilitare il flusso dei prestiti offrendo garanzie alle istituzioni finanziarie eroganti. Secondo i calcoli della Commissione UE, ad usufruire dei prestiti garantiti attraverso i fondi COSME saranno circa 330 mila PMI europee, delle quali il 90% con un organico fino a 10 dipendenti, per un volume totale di finanziamenti erogati che potrà arrivare fino a 21 miliardi di euro. I rimanenti 4 miliardi di euro stimati dovrebbero andare a sostenere l’espansione delle attività delle imprese di medio-piccole dimensioni in Paesi europei diversi da quelli di origine attraverso operazioni di venture capital.

 

Per la Commissione questo accordo prepara la via a finanziamenti di capitale e di debito per le PMI nell’ambito del programma COSME entro la fine del 2014.

COSME è il nuovo Programma UE 2014-2020 per la Competitività delle imprese e delle PMI che sostituisce il Programma Quadro 2007-2013 CIP.

 

Le azioni chiave del Programma sono:

  1. Accesso alla finanza per le PMI attraverso strumenti finanziari dedicati;
  2. Enterprise Europe Network: una rete di centri che offrono servizi alle imprese;
  3. Sostegno alle iniziative che favoriscono l’imprenditorialità;
  4. Accesso ai mercati: per il supporto alle PMI nei mercati al di fuori dell’Unione europea attraverso centri specifici e help desk.

 

Soggetti ammissibili

  •  Enti locali
  • Enti regionali
  • Imprese
  • Persone fisiche
  • Amministrazioni nazionali

 

 

Scarica le linee guida del Programma:

http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/cosme/index_en.htm

LA CRISI DEL LAVORO IN ITALIA. Scarica l’11° Rapporto Cisl

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La Cisl ha pubblicato l’XI Rapporto Industria, mercato del lavoro e contrattazione.

 

 

I numeri.

 

Nel corso del 2014 i lavoratori a rischio di perdita di lavoro è di 136.616 unità, in aumento di 13.486 unità rispetto alle previsioni del 2013.

 

In costante crescita il numero di interventi per le persone che hanno perso il lavoro.

 

Fra il 2010 e il 2013, aumenta del 66,5% fino a 2.186.358 di interventi di sostegno nel 2013.

 

L’incremento maggiore riguarda i lavoratori in mobilità (+81,8%), che sono 217.597 nel 2013.

Nei primi mesi di quest’anno i dati sulla produzione industriale hanno deluso le aspettative, seppur modeste di crescita.

 

Ciò dopo sei anni di crisi che hanno provocato una caduta drammatica dell’attività produttiva: rispetto alla fase più alta del ciclo precedente (2007-2008), la produzione industriale si è contratta di un quarto, la capacità produttiva intorno al 15%, i consumi delle famiglie di circa l’8%, gli investimenti del 26%.

La crisi ha colpito soprattutto l’industria manifatturiera e le costruzioni, che hanno subito complessivamente (2008-2013) circa l’89% della diminuzione totale degli occupati, rispettivamente con 482 mila e 396 mila occupati in meno.
Solo le esportazioni, tornate nell’ultimo trimestre del 2013 quasi ai livelli della fine del 2007, hanno impedito una caduta catastrofica dei livelli produttivi.

Nel 2013 nel Mezzogiorno il PIL si è ridotto del 4% e le Unità di Lavoro del 4,5%; al polo opposto, nel Nord-ovest, il PIL è sceso dello 0,6% e le Unità di Lavoro dello 0,3%.

Nei settori industriali c’è un mix di ripresa e recessione.

 

 

 

 

Nel Rapporto sono espresse, inoltre, le proposte di dettaglio su cui la CISL intende avviare un ampio confronto in particolare sui temi:

  1. dell’Unione Europea, che deve porre al centro delle proprie politiche il perseguimento di una crescita sostenibile;
  2. della Politica Industriale, con la costruzione di un’Agenda per l’ “Italia 2020”;
  3. dell’ efficienza ed efficacia nell’impiego dei Fondi Europei;
  4. delle Politiche dell’energia e delle Infrastrutture, quest’ultime attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione e la Cassa Depositi e Presititi
  5. delle Politiche per il lavoro.

 

Ecco il link per scaricare il report:

http://www.cisl.it/sito.nsf/Documenti/65B1ED9B40AFEFD4C1257D19003D1041/$File/XI-Rapporto-industria-Cisl.pdf

Silicon Valley: le strategie che hanno portato alla creazione della “valle dell’innovazione”

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Sino alla metà del ventesimo secolo, la parte meridionale della baia di San Francisco che si estende dalla contea di Oakland fino a Santa Cruz (California), era nota come la valle delle delizie americane per via della produzione fruttifera. In seguito le cose cambiarono. A partire dagli anni 70 nacquero infatti attorno all’Università di Berkeley numerose aziende high-tech: Apple, Netscape, Hewlett-Packard, Sun Microsystems etc., che ben presto divennero il motore dell’economia americana. Questo territorio, denominato “ Silicon Valley” per l’elevata concentrazione d’industrie produttrici di semiconduttori e computer basati sul silicio, ospita 20 delle prime 100 imprese ad alta tecnologia del mondo che producono da sole il 40% dell’export della California.
Per comprendere la strategia territoriale che ha comportato la valorizzazione e l’attrattività del territorio della Silicon Valley, è opportuno analizzare la sinergia di fattori da cui è composta:

– Il governo californiano ha creduto prima di tutti nello sviluppo dell’high-tech finanziando i progetti dei giovani imprenditori con ingenti fondi, servendosi intensamente del venture capital e creando forti incentivi fiscali per permettere l’investimento nel settore. Si è venuta a creare così sul territorio una stretta interazione fra business e mondo accademico;
– L’università di Stanford, una vera e propria cittadina con negozi, pronto soccorso e stazione dei pompieri, ha ospitato studenti del calibro dei fondatori di Google e You Tube. Quando un aspirante imprenditore appena uscito dall’università proponeva un’idea convincente, spesso veniva affiancato da un network di venture capitalist, avvocati e consulenti che lo assistevano nella creazione della propria azienda. La creatività e le buone idee sono inutili senza gli investimenti: non a caso proprio nella valle si è installata nel 1972 la Oleine Perkins, una delle più grandi firme del venture capital;
– Le imprese californiane storicamente sono propense alla cooperazione e al rischio. Ciò si può rilevare soprattutto in attività di supporto nei confronti delle aziende in fase start-up, da parte delle aziende più esperte. Queste aziende hanno inoltre la capacità di reinventarsi e di interpretare il fallimento come un arricchimento del curriculum;
– Gli imprenditori possiedono una spiccata creatività ed una flessibilità mentale che li porta a credere nella realizzazione di visioni economicamente rischiose. Per di più hanno promosso una serie di eventi sociali, come degli incontri informali al bar in cui avvengono conversazioni professionali (community of practice), ed uno stile di vita invidiato in tutto il mondo;
– Sul territorio è presente un’elevata concentrazione di banche d’affari e di studi legali, che vengono coinvolti in prima persona nella costruzione e gestione del business;
– L’idea dell’integrazione verticale è stata sostituita in nome del network, ovvero una costruzione di aziende legate tra loro nella duplice relazione di collaborazione e competizione che consente di abbattere i confini aziendali creando nonostante ciò uno spirito d’indipendenza;
– I network sociali garantiscono uno scambio d’informazioni tale da equiparare le conoscenze e acquisire competenze;
– Nonostante il costo della vita in California fosse elevato, il territorio non solo ha attratto investitori da tutto il mondo, ma anche una moltitudine d’immigrazione qualificata, assistendo alla creazione di un vero e proprio patrimonio costituito da persone altamente istruite, specializzate e multilingue impegnate nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie e conoscenze avanzate.

Questi fattori hanno permesso di creare un vero e proprio vantaggio competitivo territoriale in grado di produrre valore e di rendere la Silicon Valley competitiva a livello internazionale. Lo sviluppo di tali capacità è stato ottenuto attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento delle risorse da parte di attori dotati di capacità innovative ed organizzative. Ciò ha permesso la creazione di competenze distintive utili ad assicurarsi vantaggi competitivi sostenibili.
Per mantenere tali vantaggi occorre però talento umano, idee creative e un sistema finanziario flessibile. Tutto questo è stato reso possibile da un apprendimento costante nato sia dai buoni risultati, che dalla conoscenza fornita dagli insuccessi. Nella valle del silicio infatti, le esperienze maturate dalle sconfitte vengono messe a disposizione dalle aziende del territorio, che pur rivaleggiando, cooperano.
Recentemente anche la California è stata investita dalla crisi economica. Dal 2008 al 2009, la sola Valle del Silicio ha perso 90.000 posti di lavoro e si rileva una scarsa propensione a investire da parte dei capitalisti di ventura. A pesare sul territorio è stato principalmente il calo massiccio delle esportazioni, ma anche la riduzione dell’afflusso dei nuovi laureati dall’estero, che non sono più sicuri di voler investire il loro avvenire negli Stati Uniti. In questa situazione, le imprese della Silicon Valley, mediante la propria capacità di reinventarsi, cercano di reagire tentando di dar vita ad un nuovo vantaggio competitivo attraverso il settore delle biotech e cleantech.

Ci si chiede se sia possibile replicare il successo della Silicon Valley nel nostro paese.

L’Italia possiede una spiccata capacità creativa, in grado di produrre idee geniali foriere di innovazione. Quello che manca però per ottenere un vantaggio competitivo, è l’opportunità di relazionarsi con degli imprenditori in grado di tramutare la creatività in qualcosa di concreto.
La vocazione alla specializzazione industriale della Silicon Valley, ha permesso di concentrarsi sull’innovazione, fondamentale in quanto necessaria per porsi in relazione al futuro proiettandosi verso gli spazi strategicamente più interessanti.

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