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Monthly Archives: gennaio 2015

COME ATTIRARE I MIGLIORI TALENTI AL MONDO. Scarica il rapporto Insead Adecco

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Insead in collaborazione con Adecco ha pubblicato il Global Talent Competitiveness Index (GTCI).
La ricerca classifica 93 Paesi in base alla capacità di far crescere, attrarre e trattenere i talenti.
Per il 2014 il Global Talent Competitiveness Index ha assegnato alla Svizzera la prima posizione, seguita da Singapore e Lussemburgo.
L’Italia si aggiudica un onorevole 36° posto, dimostrando di avere buone capacità di sviluppare i propri talenti, ma non riuscendo ancora a tenere il passo nella capacità di attirare risorse ad alto valore aggiunto e creare i giusti presupposti per farle crescere.

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Secondo la ricerca, gli investimenti in competenze per l’idoneità al lavoro e formazione professionale sono la chiave per attrarre e sviluppare i talenti all’interno di mercati del lavoro in continuo cambiamento e a crescente disoccupazione.
I tre paesi in testa alla classifica hanno optato per economie aperte, un ingrediente essenziale per essere competitivi a livello dei talenti.
Molte delle altre economie tra le “top 20” sono caratterizzate da radicate tradizioni d’immigrazione, come Stati Uniti (al quarto posto), Canada (al quinto), Svezia (al sesto) e Regno Unito (al settimo).

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Tutti i paesi con le performance più elevate sono caratterizzati anche da un altro fattore: una lunga educazione prioritaria, come nel caso degli altri paesi scandinavi, tutti tra i primi 15, con la Danimarca all’ottavo posto, la Norvegia all’undicesimo e la Finlandia al tredicesimo.
Ciò che colpisce, più ancora delle differenze all’interno della stessa Europa, è lo squilibrio correlato ai talenti a livello globale. Nonostante 33 milioni di persone in cerca di un lavoro negli Stati Uniti e in Europa, sono oltre 8 milioni i posti di lavoro ancora scoperti.
Contemporaneamente, in alcuni paesi d’Europa, persiste una disoccupazione giovanile pari ad oltre il 50%.
Tra le strade indicate per un miglioramento dell’indice italiano non si può non menzionare una maggiore attenzione allo STEM, acronimo utilizzato in riferimento alle discipline accademiche di Scienze, Teconologie, Ingegneria e Matematica, per il quale, già nel 2004, è stato avviato il Progetto Lauree Scientifiche, nato con la motivazione di incrementare il numero di iscritti ai corsi di Laurea in Chimica, Fisica e Matematica, frutto della collaborazione del Ministero dell’Istruzione, della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze e Tecnologie e di Confindustria.

Per scaricare il report di Insead, clicca QUI

LA QUALITA’ DELL’ARIA IN ITALIA E IN EUROPA. Scarica il report pubblicato da Legambiente

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Siamo solo alla fine di gennaio ma la situazione dell’inquinamento atmosferico del 2015 appare già fuori controllo. 
 
32 capoluoghi hanno registrato, dall’inizio dell’anno ad oggi, oltre 10 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di PM10 e in 14 si è registrato un superamento un giorno su due. 
 
Tra queste città  troviamo tutti i principali centri urbani dell’area padana e alcune grandi città del centro sud, come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11).  
 
Frosinone e Parma aprono la classifica delle più colpite dalle polveri sottili del 2015 con 20 giorni di superamento del limite.

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Il trasporto su gomma è  tra le principali fonti di inquinamento nelle città. 
 
L’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni, e il trasporto privato continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno.
 
Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto  pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita. 
 

Per scaricare il report di Legambiente, clicca QUI

MIRACOLO. Il mercato immobiliare inizia a dare qualche segno di ripresa. Ecco i dati pubblicati dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato i dati del mercato immobiliare nell’ultimo trimestre del 2014.
Si intravedono finalmente i primi segni di ripresa.
Nel III trimestre del 2014 il mercato immobiliare riprende a crescere, segnando un +3,7% sul III trim 2013.

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Tutte le regioni mostrano segnali di recupero nel comparto dell’abitativo, con valori sopra la media nazionale al Centro (+5,2%), al Nord-Est (+4,5%) e nelle Isole (+3,9%).
Le convenzioni notarili per compravendite immobiliari ad uso economico fanno registrare aumenti significativi nelle Isole (+17,7%) e al Centro (+16,6%), mentre al Nord-Ovest (+1,4%) e al Nord-Est (-3,6%) risultano inferiori alla media nazionale.

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Nel III trimestre 2014 i mutui, i finanziamenti e le altre obbligazioni con costituzione di ipoteca (66.350) registrano un forte aumento (+13,9%, per un totale di 66.350 mutui).
Nei primi nove mesi dell’anno, la crescita è pari al 7,8%. per un totale di 201.079 convenzioni rogate.

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Per i dati completi pubblicati dall’Istat, clicca QUI

LA POTENZA DELLA GDO NEL MONDO. Leggi la classifica completa pubblicata da Deloitte

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Deloitte presenta la diciottesima edizione dello studio Global Powers of Retailing, realizzato in collaborazione con Media STORES 2015.
In questo documento sono analizzati i risultati di bilancio resi pubblici dai più grandi retailer del mondo.
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Nonostante le prolungate difficili condizioni economiche, nell’ultimo anno fiscale  i fatturati dei 250 più grandi Retailer mondiali hanno raggiunto i 4.355 miliardi di dollari, con un tasso di crescita aggregato del 4,1%, in rallentamento rispetto al +4,9% dell’anno precedente.
Il Rapporto include anche una lista dei top 50 e-Retailer di tutto il mondo  ed evidenzia che circa tre quarti di essi (37 aziende) fanno parte dei primi 250 retailer a livello mondiale.

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La situazione in Italia
Secondo un’indagine di Deloitte Italia condotta sui bilanci dei principali retailer italiani e di alcuni operatori europei per il periodo 2009-13, si è registrato un rallentamento della crescita del fatturato totale nell’ultimo esercizio (+0,6% rispetto all’anno precedente) anche in Italia,  principalmente a seguito della riduzione dei volumi di vendita.
Gli italiani hanno cambiato il comportamento di acquisto.
Il consumismo sfrenato che ha caratterizzato gli anni di ricchezza economica è ormai superato e pensare di fare paragoni tra oggi è il passato può risultare fuorviante.
Nel periodo 2009-2013 la redditività dei retailer italiani è sostanzialmente rimasta invariata.
L’incidenza sul fatturato del margine commerciale della GDO (differenza tra ricavi e costo di acquisto dei prodotti venduti) è stata praticamente costante passando dal 25,4% al 25,6%, quasi tre punti in più rispetto al campione internazionale (22,9% -22,3%) che peraltro risulta essere in calo.
In Italia Coop, numero 67 del ranking globale, si deve guardare le spalle: Conad è poco dietro e fa registrare un alto tasso di crescita.
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Per scaricare il report di Deloitte, clicca QUI



GLI ITALIANI SONO I PIU’ DEPRESSI IN EUROPA. Leggi i dati completi pubblicati dalla Nielsen


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Da oltre tre anni gli Italiani sono depressi e almeno per ora,non c’è niente che lasci supporre un recupero della fiducia dei consumatori.
Secondo l’ultima rilevazione condotta dalla Nielsen (relativa al quarto trimestre del 2014), la situazione è ancora peggiorata.

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L’indice di fiducia è infatti sceso a 45 punti dai 47 punti del periodo agosto-settembre.
La situazione italiana è di gran lunga la peggiore del Vecchio Continente ma nell’ultimo scorcio del 2014 le cose sono andate male anche in Francia e Spagna, mentre non conosce ostacoli la fiducia dei consumatori tedeschi e inglesi, per i quali la recessione è solo un lontano ricordo.

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Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso l’indicatore spagnolo è sceso da 65 a 63 punti, mentre quello francese da 59 a 57 punti. Quello tedesco e quello inglese sono invece rispettivamente saliti a quota 98 e 94 punti, a conferma del fatto che ormai l’Europa viaggia a due velocità, anche molto lontane fra loro.
La preoccupazione maggiore per gli Italiani continua a essere quella del lavoro: il 23% indica infatti come maggiore preoccupazione per i prossimi sei mesi la “sicurezza del lavoro”.
Per un altro 12% è “l’economia” a togliere il sonno, mentre per il 9% è “la salute“.
Il 78% degli intervistati, inoltre, ritiene “non buono” o “pessimo” lo stato delle proprie finanze, un dato che ha effetti devastanti sui consumi: l’87% degli Italiani ritiene infatti che non sia il “momento per effettuare degli acquisti”.
Anche perché il 90% è convinto che le prospettive per il mercato del lavoro nei prossimi dodici mesi siano “non buone” o “pessime”.
L’occupazione, dunque, continua ad essere il vero nodo da sciogliere prima di poter anche solo sperare che vi sia una ripresa economica.
Per scaricare il report della Nilesen, clicca QUI

IL MERCATO DEL LAVORO PER I DOTTORI DI RICERCA. Leggi la ricerca pubblicata dall’Istat

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L’Istat diffonde i risultati della seconda rilevazione censuaria sui dottori di ricerca, condotta nel 2014 con l’obiettivo di studiare la condizione occupazionale di quanti hanno conseguito il titolo nel 2008 e nel 2010.
Nel 2014, a quattro anni dal conseguimento del titolo (2010), lavora il 91,5% dei dottori di ricerca mentre è in cerca di un lavoro il 7%.
A sei anni dal conseguimento del titolo (2008) lavora invece il 93,3% (un valore ancora molto elevato e solo in leggera diminuzione rispetto all’edizione precedente) e cerca un lavoro il 5,4%.
Permane dunque il vantaggio competitivo associato al dottorato di ricerca.

L’occupazione è elevata in tutte le aree disciplinari, in particolare tra i dottori delle Scienze matematiche e informatiche e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione (oltre il 97% lavora a sei anni dal dottorato e oltre il 95% a quattro anni); risulta più bassa tra i dottori delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (intorno all’88% in media).

Il 73,4% dei dottori occupati del 2008 e il 74,4% di quelli del 2010 svolgono attività di ricerca e sviluppo.
La quota è più bassa tra le donne: 3 su 10 sono impegnate in attività lavorative per nulla connesse alla ricerca.
Per scaricare il report, clicca QUI

LE PRIVATE LABEL IN ITALIA E NEL MONDO. Leggi i dati del 2014

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La società di ricerche IRI Infoscan ha pubblicato l’edizione 2014 dello Special Report sulla Marca del Distributore.
E’ studiato il mercato in sette tra i principali paesi Europei (Francia, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Germania, Grecia e Paesi Bassi) e negli Stati Uniti.
Tradizionalmente la marca commerciale è sempre stata in grado di aiutare i consumatori a risparmiare e dal punto di vista della distribuzione rappresenta un elemento di diversificazione oltre che un modo per accrescere i margini.
Oggi lo scenario sta mutando a causa di un consumatore sempre più attento e di una competizione incentrata sulla leva del prezzo.
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La marca del distributore sembra aver raggiunto un livello di saturazione in molti mercati (Francia, Spagna, Italia e Paesi Bassi) dove la quota a valore di questi prodotti manifesta un arresto nella crescita o addirittura una fase di declino, per la prima volta dall’inizio della recessione economica.

Per scaricare il report, clicca QUI

Cosa ci spinge ad entrare in un negozio? Il Neuromarketing risponde

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Perché dovrei essere attratto da un negozio rispetto ad un altro?

Ci entrano le persone che vorrei imitare o che sono come me:
Colpa dei neuroni specchio, neuroni che si attivano quando si osserva un’azione “finalizzata” compiuta da altri. Quando infatti vediamo qualcuno fare qualcosa, il nostro cervello reagisce come se stessimo compiendo noi stessi quelle attività.

Al suo interno mi sento bene e l’esperienza d’acquisto è stata fantastica:
Le decisioni d’acquisto molto spesso dipendono dalla Dopamina, una sostanza chimica che il nostro cervello rilascia quando facciamo shopping in un negozio che ci piace. Le cellule cerebrali che liberano dopamina secernono un’ondata di benessere e di euforia che crea dipendenza e voglia di ripetere l’acquisto nella stessa modalità.

Quel negozio è unico ed i suoi prodotti/servizi sono unici:
La contraddizione è che, per quanto siamo portati ad imitare gli altri e a voler far parte di una comunità, noi vogliamo sentirci unici! Il negozio dovrebbe differenziare la propria offerta ed offrire sempre un servizio “diverso” da quello dei concorrenti. Non bisogna far entrare i consumatori usando mega cartelli, ma incuriosirli, farli entrare e stregarli…

Tutto ciò sembra fantascienza?

Facciamo un’ipotesi…

Sono una donna che non ha intenzione di acquistare nulla, ho ancora le scarpe dell’anno scorso in perfette condizioni ed il clima sempre mite mi permette di acquistare prodotti “4 stagioni”. Non voglio comprare! Ci sono negozi ovunque che soddisfano qualsiasi target e poi magari potrei comprare online, comodamente da casa…quindi passeggio senza alcun desiderio.

Improvvisamente scorgo un negozio con una vetrina “diversa” dalle altre, anche meno bella, ma che osa, sento una musica “particolare” (non la solita stazione radio) e vedo il personale vestito con un camice bianco e con uno stetoscopio appeso al collo. “Che cosa strana, devo entrare anche solo per vedere…”

All’ingresso vengo accolta con un grosso sorriso dal proprietario che mi spiega il suo concetto di punto vendita e mi invita a far parte di una community online di appassionati di moda che creano eventi all’insegna del mondo della calzatura e del vino…che binomio!

All’interno del negozio si sente un gradevole odore di melograno e limone, i colori sono caldi ed avvolgenti e vengo seguita dal gentile personale che mi offre una bevanda rigenerante…

Nel punto vendita sono presenti libri e riviste sul mondo della moda, sul benessere, su tematiche green, new age, sulla spiritualità…e diversi oggettini carini: portachiavi a forma di scarpetta,orecchini, lacci personalizzabili, calzanti con stampe divertenti, borsette per la spesa…tutti rigorosamente con il marchio del negozio…

Ma le guest star del negozio sono le scarpe, valorizzate in cornici ed appese alle pareti, nascoste tra gli oggetti e poste su piedistalli…

Decido di comprare un semplice portachiavi, non sono venuta a comprare delle scarpe…

Mi registro come cliente del negozio, ottengo una tessera per usufruire dei codici per entrare agli eventi e per rimanere sempre aggiornata sulle offerte e sui consigli online…

Insomma, un’esperienza d’acquisto memorabile…

Esco con la mia busta fantastica che userei anche per uscire e dopo qualche isolato incontro un’altra donna con quella busta…la guardo e le porgo un sorriso, capendo di essere entrata in una community di persone come me, semplici e amanti delle calzature…

 

Ora vi pongo un quesito, la donna della storia comprerebbe online o vorrebbe rivivere la stessa emozione d’acquisto da voi?

STAI PENSANDO DI APRIRE UNA START UP INNOVATIVA? Leggi le nuove guide

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E’ stata pubblicata la nuova versione delle Guide sintetiche sugli adempimenti societari per la startup innovativa e per l’incubatore certificato. 
La guida sintetica per la startup introduce una nuova procedura – estremamente agile e flessibile, fondata sulla rendicontazione dell’impatto sociale, sulla trasparenza e sul controllo diffuso delle informazioni – per il riconoscimento delle startup innovative a vocazione sociale, una particolare tipologia che dà diritto a maggiorazioni dei benefici fiscali sugli investimenti.
Contestualmente, per meglio accompagnare l’utente nell’utilizzo della nuova procedura, è pubblicata anche la “Guida per la redazione del Documento di Descrizione di Impatto Sociale“, frutto di una collaborazione con il MIUR e con diversi attori dell’imprenditoria sociale.
I testi sono disponibili sul sito internet del Ministero dello sviluppo economico.

FINALMENTE WHATSAPP SUL TUO PC: SCOPRI COME FARE.

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Finalmente potremo utilizzare il nostro profilo WhatsApp comodamente dal nostro PC. Schermo grande, funzioni invariate e tastiera!

Ecco come fare:

1) Apri Google Chrome dal tuo PC ed accedi al sito: web.whatsapp.com (apparirà un Qr code);

2) Vai sul tuo cell, entra su WhatsApp (ultima versione), Menu, Whatsapp Web;

3) Ora fotografa il Qr code che era apparso sul tuo PC;

Enjoy!

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