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Monthly Archives: aprile 2015

LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI IN ITALIA E IN EUROPA. Scarica gratis il rapporto pubblicato dalla Cisl

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In questi giorni la Cisl ha pubblicato il Rapporto sulla Formazione degli adulti in Italia e in Europa.

I dati purtroppo non sono incoraggianti.

Solo una persona ogni tredici – tra i 25 e i 64 anni – partecipa nel nostro Paese ad attività di istruzione e formazione permanente.

La partecipazione ad attività formative in Europa

Una quota, pari al 7,6% degli aventi diritto, ancora molto lontana dall’obiettivo del 15% fissato da Europa 2020 (la strategia decennale per la crescita sviluppata dall’Unione europea).

Fra il 2008 – anno di inizio della crisi – e il 2014 si sono persi oltre 900mila posti di lavoro.

Occupati in Italia
Secondo le tabelle pubblicate dall’organizzazione sindacale, la quota di popolazione tra i 25 e i 64 anni che partecipa all’apprendimento permanente è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 6% dal 2007 al 2013 per poi segnare un balzo al 7,6% nel 2014, un dato comunque ancora lontano dal 10,7% della media europea (era all’8,1% nel 2007).

Attività fotmative in Europa negli ultimi 12 mesi

I dati italiani mostrano una distribuzione delle opportunità formative molto sperequata a danno degli addetti che hanno un basso titolo di studio, delle persone non più giovani, di coloro che lavorano nelle piccole imprese.

Si accentua così il dualismo del mercato del lavoro e la diseguaglianza nella società.

Ad essere penalizzato nella formazione è soprattutto il Sud, con tassi di partecipazione nel 2014 inferiori al 5 per cento.

Discrepanza formazione al sud

Per scaricare il rapporto della CISL, clicca QUI

VUOI LAVORARE NEL DIGITALE ? Iscriviti a Garanzia Giovani e partecipa a questo bando

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Google e Unioncamere, presenta “Crescere in Digitale”: un progetto che punta a formare giovani in cerca di occupazione attraverso training online e sul territorio focalizzata sulle competenze digitali, e a inserirli nel mondo del lavoro attraverso tirocini formativi nelle imprese italiane.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma “Garanzia Giovani“.

“Crescere in Digitale” prende spunto dal successo del progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale“, portato avanti da Google e Unioncamere, che per avvicinare le PMI italiane al web ha formato oltre 100 giovani e li ha incaricati di svolgere attività di sensibilizzazione ai temi del digitale, coinvolgendo oltre 20mila imprese in tutta Italia.

Attraverso l’iniziativa “Crescere in Digitale” agli oltre 500.000 giovani iscritti a Garanzia Giovani verrà offerta l’opportunità di seguire un percorso formativo definito dal Comitato scientifico del progetto, per acquisire competenze digitali strategiche per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Per saperne di più clicca QUI

IL MERCATO MONDIALE DELLA MUSICA DIGITALE. Scarica gratis il rapporto 2015 pubblicato da IFPI

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La musica digitale è pronta al sorpasso sui dischi fisici, compact disc o vinile che siano.

I ricavi ottenuti a livello mondiale grazie alla vendita di file mp3 hanno pressoché raggiunto quelli fisici.

Nel 2014 sono stati incassati 6.9 miliardi di dollari, il 46 per cento del mercato globale, testimonia il Digital Music Report della IFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica.

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I ricavi dei servizi di musica digitale hanno insomma quasi pareggiato quelli generati dalla vendita di supporti fisici, e sono cresciuti lo scorso anno del 6,9 per cento.

Ciò testimonia una profonda trasformazione nel modo di ascoltare e acquistare la musica, ma i nuovi consumi dell’industria musicale sono solo una parte della rivoluzione in corso, i cui effetti non sono ancora terminati.

Si affermano sempre più lo streaming gratuito e i servizi in abbonamento che hanno visto un rapido aumento dei ricavi (+39%), mentre scendono quelli ottenuti attraverso il download (-8%).

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Il numero dei consumatori a pagamento per i servizi musicali è aumentato del 46.4% raggiungendo quota 41 milioni.

I ricavi totali nel 2014 hanno registrato una leggera flessione dello 0.4% per un valore di 14.97 miliardi di dollari.

L’artista che ha venduto di più nel mondo: Taylor Swift

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Ecco la classifica di album e singoli:

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Per scaricare l’intero report, clicca QUI

LE 250 SOCIETA’ LEADER MONDIALI NEI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO. Scarica il rapporto completo pubblicato da Deloitte

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Deloitte ha pubblicato l’annuale rapporto Global Powers of Consumer Products 2015.

Contiene la classifica delle 250 società più importanti al mondo nel largo consumo.

Al vertice, così come l’anno precedente, si conferma Samsung, con 211 miliardi di vendite, in crescita di quasi 14 punti percentuali.

Seguono Apple (171 miliardi) e Nestlè (99 miliardi), davanti a Procter & Gamble.

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Crescita a doppia cifra per Sony, che sale al quinto posto mentre PepsiCo scavalca Unilever una piazza più indietro.

Per scaricare il report, clicca QUI

LO SCENARIO DELL’E-Commerce in Italia – Scarica gratis il report pubblicato da Casaleggio e Associati

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Casaleggio e Associati ha pubblicato l’annuale indagine sullo scenario dell’E-Commerce in Italia.

Nel 2014 l’e-commerce si è profondamente trasformato mantenendo una crescita invidiabile per un Paese abituato a vedere il suo PIL decrescere.

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La crescita dell’8% è però ancora molto limitata se si considera che mercati come quello britannico che vale dieci volte tanto continuano ad avere crescite simili alle nostre o che il mercato mondiale dell’e-commerce galoppa con una crescita prevista per quest’anno del 20,9% che lo farà arrivare a 1600 miliardi di dollari entro la fine del 2015.

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I marketplace e gli attori stranieri si stanno posizionando sul nostro mercato e sono responsabili della trasformazione a cui stiamo assistendo, dove i rivenditori on line italiani, in particolare nei settori dell’elettronica di consumo e dell’editoria, stanno lasciando spazio a economie di scala che non riescono a contrastare.

Gli esercenti italiani dovranno quindi capire come sfruttare al meglio questa affermazione sempre più ingombrante dei marketplace, in particolare utilizzandoli per espandere le proprie vendite all’estero.


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Per quanto riguarda il mercato interno assisteremo probabilmente all’importazione di nuovi modelli logistici che ci permetteranno di ricevere i nostri acquisti sempre più velocemente, come le consegne entro un’ora dall’acquisto oggi offerte in alcune città statunitensi.

Alcune novità normative europee creeranno costi aggiuntivi per gli esercenti ma in generale dovrebbero migliorare l’esperienza di vendita del cliente e agevolare le vendite oltre confine.

Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sarà probabilmente possibile contrattare al ribasso anche le commissioni bancarie per la gestione delle carte di credito.

Nel 2015 resteremo in attesa di altri attori stranieri (es. Netflix) che possano lanciare il mercato dei servizi di intrattenimento on line, che tuttavia è frenato dalla velocità della banda in Italia, ancora troppo legata all’ADSL fuori dai perimetri delle città metropolitane.

Il mondo della moda invece si affermerà come uno dei settori a maggiore crescita grazie all’ingresso di tutti i principali marchi e alla concorrenza lanciata dai retailer on line europei su questo mercato.

 
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Per scaricare il file del rapporto clicca QUI

ECCO COME FUNZIONA LA NUOVA VERSIONE DI YOUTUBE RIVOLTA AI BAMBINI

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Nel 2015 YouTube ha lanciato un applicazione dedicata ai bambini.

Su tablet e smartphone possono accedere a una versione semplificata del sito con video adatti alla loro età.

YouTube per bambini ha icone grandi, un design ad hoc e quattro sezioni: spettacoli, musica, impara ed esplora.

I genitori potranno scegliere contenuti e tempi di fruizione.

L’applicazione YouTube Kids, separata da quella principale della piattaforma è disponibile su dispositivi Apple e Android.

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Ha un’interfaccia semplificata che non richiede di scorrere molto la pagina e icone più grandi per dare i comandi.

I genitori potranno stabilire un tempo massimo per la fruizione dei video e scegliere tra una lista di contenuti approvati, tra cui i video di National Geographic Kids e Thomas & Friends.

Le immagini sono grandi, così come i tasti, e visto che i bambini più piccoli non sanno scrivere, potranno fare ricerche con i comandi vocali.

Ecco il video di presentazione di Youtube Kids

I COMUNI ITALIANI AMANO GLI ANIMALI? Scarica il rapporto pubblicato da Legambiente

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Legambiente presenta “Animali in città“ IV Rapporto nazionale sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia e delle Aziende sanitarie locali per gli amici a quattro .

 

Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese.

Moltissimi in famiglia, tanti nelle colonie controllate, decisamente troppi per strada, nei canili o nei rifugi d’emergenza.

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E se cani e gatti sono le specie animali più diffuse nelle nostre case, sono moltissimi anche i conigli nani e i piccoli roditori, pesci, rettili più o meno innocui, uccelli autoctoni o tropicali.

Le nostre città, inoltre, risultano essere sempre più popolate da animali selvatici come il gabbiano reale, storni, cornacchie ma anche volpi e cinghiali, attratti dal cibo disponibile e dalla minore presenza di predatori.

Per conoscere la situazione delle politiche per la gestione e il benessere degli animali in Italia, Legambiente, per il quarto anno consecutivo, ha sottoposto uno specifico questionario a tutte le Amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane.

Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

MANDA I TUOI CONTENUTI FACEBOOK ALLA LISTA DI AMICI SU WHATSAPP. Partono i primi test

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Facebook ha sborsato 19 miliardi dollari per acquistare Whatsapp.

Arrivano i primi test per integrare le due piattaforme.

Da oggi alcuni utenti potranno inviare i loro contenuti facebook agli amici presenti sulla rubrica di Whatsapp.

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Ecco i dettagli apparsi sulla rivista GEEK TIME

IL MERCATO FARMACEUTICO IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dal Monte Paschi di Siena

Copertina Industria Farmaceutica nel mondo
Il Monte Paschi di Siena ha pubblicato il Rapporto sull’Industria farmaceutica in Italia.
La ricerca si occupa in particolare della formazione dei prezzi dei farmaci e della distribuzione, un segmento di attività economica molto strutturato e di diffusione capillare.

La struttura della distribuzione farmaceutica in Italia

Ecco alcuni indicatori.
Sei euro su dieci del prezzo al banco di un farmaco ha origine dai costi legati ai grossisti, alla vendita al dettaglio e al Fisco.

Contributi medi alla formazione del prezzo al dettaglio del farmaco

Solo una quota minoritaria, per quanto importante (il 40% del prezzo), si deve alle spese per ricerca e sviluppo e ai contributi delle attività d’importazione.
Non a caso si parla di un settore industriale tra “i più dinamici al mondo”, con il mercato raddoppiato durante gli ultimi dieci anni e le vendite che per la prima volta “hanno superato la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari, nel 2014”.


il mercato farmaceutico nel mondo

Anche in Italia, nonostante il contesto economico molto difficile nel 2013, il farmaceutico era cresciuto di poco meno del 6%, con il 72% dell’intera produzione destinato all’esportazione.
Per il Belpaese, però, si registra una spesa media inferiore a quella di Ue e Usa.
Il contributo dei farmaci alla spesa sanitaria globale in Italia

Il rapporto sfata anche alcuni luoghi comuni, “come il mito che la spesa sanitaria sia elevata quando rappresenta solo il 9% del Pil contro il 12% della media europea e addirittura il 17% negli Usa”.

Anche il confronto internazionale dei prezzi dei farmaci mette in rilievo come quelli praticati in Italia non siano elevati rispetto alla media estera.

Costo dei farmaci in Italia rispetto alla media europea

Recenti studi mettono in evidenza come i prezzi dei prodotti farmaceutici nel nostro paese siano del 14,6% più bassi rispetto alla media europea.
I costi che devono essere sostenuti dalle aziende per completare il processo di approvazione dei farmaci sono aumentati del 145% durante gli ultimi 10 anni, un tasso medio di crescita composto annuo dell’8,5%.
Vendite farmaci per classe teraupetica
Per scaricare il report, clicca QUI

LE PRIVATE LABEL IN ITALIA, IN EUROPA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dalla Nielsen

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Le marche commerciali sono parte integrante degli acquisti degli italiani rappresentando nel 2014 il 18,4% a valore del Grocery, anche se ancora lontano dal 41% di UK e Spagna e 34% della Germania.
Tra le ragioni principali di acquisto dei prodotti a marchio commerciale, per il 66% degli italiani c’è il risparmio.
Cosa intendono i consumatori italiani per risparmio?

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Dall’indagine Nielsen Global Survey on Private Label and Premiumization Trends condotta intervistando oltre 30.000 utenti internet in 60 Paesi, tra i quali l’Italia, emerge che ciò non significa necessariamente prodotti a basso costo, quanto la possibilità di poter spendere meno per gli stessi benefici offerti dai prodotti di marca: il rapporto qualità-prezzo della marca del distributore è ritenuto ottimo dal 67% dei consumatori.
Questo dato è in linea con la media europea, anche se non ancora al livello di paesi come la Germania, dove raggiunge il 79%.

private label in europa

Le catene distributive negli ultimi anni hanno concentrato le proprie energie nello sviluppo della marca commerciale focalizzandosi anche sulla qualità e i consumatori italiani le hanno premiate.
Emerge, infatti, che per il 60% degli italiani la qualità della marca del distributore è migliorata, anche se questo dato mostra una percentuale minore rispetto ad altri paesi europei come Svizzera e Francia (73%) e Regno Unito (71%).
Nell’ottica della qualità sono state sviluppate nel corso degli ultimi anni linee premium e green (biologico, ecosostenibile), che oggi raggiungono circa il 10% del totale del venduto della marca del distributore.
Il confronto tra prodotto a marca del distributore e industriale è costante e continuo da parte del consumatore, sia per ciò che riguarda il risparmio offerto che per la qualità dei prodotti.
l 56% degli italiani ritiene che le marche private abbiano una qualità assimilabile a quella dei prodotti di marca (rispetto al 23% del 2010) e il 47% ritiene che alcune siano superiori ai brand industriali.
I prodotti per cui il consumatore è disposto a spendere di più per la qualità offerta sono soprattutto gli alimentari freschi, in particolare pesce e carne freschi o surgelati (46%), pane e prodotti da forno (33%), formaggio (32%), latte (26%) e uova (21%).
Seguono i prodotti per la cura della persona e della casa.
Ma cosa vogliono gli italiani in termini di assortimento, prezzi, esposizione e prestazione?
Innanzitutto il 51% degli italiani dichiara che comprerebbe più prodotti a marchio del distributore se ci fosse maggior varietà.
Il 61% degli intervistati vorrebbe averli a fianco dei marchi dei produttori in modo da poter più facilmente compararne caratteristiche e prezzi.
Inoltre la maggioranza dei consumatori (62%) richiede un’offerta completa, che spazi dal primo prezzo ai prodotti di alta gamma, includendo i brand nazionali: tenere un giusto equilibrio tra le due tipologie di brand a scaffale diviene quindi una strategia fondamentale.
Nonostante l’atteggiamento dei consumatori sia molto positivo e la popolarità della marca del distributore sia molto cresciuta negli ultimi anni, nel 2014 la marca del distributore ha subito una battuta di arresto.
La sua quota sul totale del fatturato Grocery nel progressivo a settembre 2014 si è mantenuta agli stessi livelli del 2013 (18,4%) e per la prima volta le vendite non hanno sostenuto la crescita del largo consumo: -1,5% della marca del distributore rispetto al -0,9% degli altri brand.
Se i giudizi dei consumatori sulla marca del distributore sono molto positivi, la distribuzione non può disattendere le loro crescenti aspettative: risultati del breve mostrano che è arrivato il momento di fare un bilancio e valutare quali scelte passate sono state vincenti e su quali occorre invece ritornare, cercando di allinearsi maggiormente ai desideri dei clienti.
Per scaricare il rapporto della Nielsen, clicca QUI
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