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Monthly Archives: luglio 2015

GLI ULTIMI DATI DI MERCATO. Scarica il report pubblicato da Pambianco

copertina arredo

La società di consulenza Pambianco ha pubblicato i dati 2014 sul mercato dell’Arredamento e Design.

Ecco i principali indicatori.

Natuzzi mantiene la leadership fra i produttori italiani.

fatturato gruppi arredamento

La crisi dei consumi ha drasticamente ridimensionato i volumi di vendita.

mercato italia

L’export ha salvato i conti della nostra filiera.

export

Importiamo sempre più mobili dall’estero.

import

Ikea consolida la leadership come quote di mercato.

ikea

Per scaricare il report di Pambianco, clicca QUI

LINKEDIN HA PUBBLICATO UNA INTERESSANTE RICERCA SUL RECRUITING MARKETING. Ecco il link per scaricare il documento

Copertina recruiting

Linkedin ha pubblicato l’indagine Talent Trends 2015.

 

La ricerca è stata condotta su 20mila (700 in Italia) dei propri 347 milioni di iscritti nel mondo.

L’obiettivo:

individuare i fattori che possono determinare il maggiore o minore interesse per una nuova posizione di lavoro e fornire così alle aziende informazioni utili ad affinare le proprie tecniche di ricerca dei candidati.

le priorità aziendali nel recruiting

In Italia quali sono le fonti più utilizzate dai candidati?

le fonti della ricerca del lavoro

Per le imprese è importante riuscire a capire “come convincere un candidato di talento ad accettare la posizione di lavoro offertagli”.

Per crescere le aziende hanno bisogno di competenze e di talenti professionali e, anche in periodi di bassa offerta occupazionale, trovare le persone giuste è una sfida per la maggior parte delle imprese.

Il primo colloquio è un banco di prova tanto per il candidato quanto per l’azienda.

Se è vero che il candidato deve fare buona impressione, altrettanto deve fare l’azienda.

Secondo LinkedIn, l’83% delle persone declinerebbe l’offerta di lavoro, anche da parte di un’azienda considerata interessante, se il colloquio non risultasse soddisfacente.

A giocare il ruolo maggiore nella decisione è l’incontro con il potenziale futuro superiore, che il 53% delle persone reputa essere l’interazione più importante in fase di selezione.

Un colloquio positivo, per contro, può fare cambiare idea ai dubbiosi, e l’87% degli intervistati dichiara che una buona prima impressione potrebbe spingerli ad accettare una proposta da parte di un’azienda inizialmente ritenuta poco interessante.

A margine, LinkedIn fa notare alcune norme di corretto comportamento da parte delle aziende, soprattutto quelle che si vantano di “non avere orari”.

I potenziali candidati non amano essere contattati né al di fuori dell’orario tradizionale di lavoro, né durante il weekend, specialmente se sono le aziende a cercare loro e non viceversa.

Dopo il colloquio, la quasi totalità delle persone si aspetta di ricevere un feedback, quale che esso sia, ma sembra che solo il 41% di chi ha partecipato a una selezione abbia poi risentito l’azienda.

“Con pochi aggiustamenti ai propri processi di selezione”, commenta Marcello Albergoni, a capo di LinkedIn in Italia, “le aziende potrebbero non solo attirare in modo più efficace i migliori talenti professionali, ma anche lasciare un’impressione positiva nei candidati che non superano la selezione.

Un risultato semplice da ottenere ma interessante per le aziende che puntano a migliorare la propria reputazione tra i professionisti del proprio settore”.

Comunque, se l’esito del colloquio è positivo il 73% delle persone vorrebbe gli fosse comunicato per telefono, mentre in caso negativo il 65% preferirebbe ricevere una mail.

Infine, l’aspetto economico.

Per gli italiani è una priorità.

L’offerta retributiva è quella che pesa di più nella decisione se accettare o meno un’offerta di lavoro per il 54% delle persone.

L’opportunità di un avanzamento di carriera o di un lavoro più stimolante vengono dopo.

Le imprese italiane si dimostrano molto sensibili al recruiting universitario.

italia leader nel recruiting universitario

Per scaricare l’indagine di Linkedin, clicca QUI

IL DIGITALE HA TRASFORMATO RADICALMENTE IL NOSTRO PROCESSO DI ACQUISTO. Leggi la ricerca pubblicata da PWC.

tota retail

La società di consulenza PWC ha pubblicato la ricerca TOTAL RETAIL 2015.

Giunta alla sua ottava edizione a livello globale, la ricerca prosegue nel monitorare come i canali digitali – PC, tablet e smartphone – stiano modificando il modo in cui i consumatori ricercano e acquistano prodotti e servizi.

La ricerca Total Retail 2015 si è avvalsa di un campione di oltre 19.000 consumatori, dislocati in 19 Paesi nel mondo.

Il campione comprende Paesi con caratteristiche diverse per sviluppo economico, penetrazione della tecnologia, attitudini culturali e predisposizione al consumo.

Eppure, nonostante queste diversità, i risultati principali sono sorprendentemente coerenti e indicano l’esistenza di nuove forze di rottura nel comportamento dei consumatori derivanti dalla pervasiva adozione di tecnologie digitali.

Quest’anno la ricerca si è avvalsa anche dell’opinione di operatori del settore Retail & Consumer Goods, che stanno vivendo in prima persona questi cambiamenti.

La ricerca di quest’anno rafforza questa conclusione, in quanto ci mostra che i comportamenti digitali sono ormai un fenomeno di massa, coprendo oltre il 60% della popolazione a inizio 2015.

tabella consumatori digitali

Ecco alcuni indicatori:

  • Il 75% degli italiani fa showrooming: ricerca in negozio e acquista online, ma il 38% non rinuncia alla visita settimanale sul punto vendita

  • Il 50% usa lo smartphone per confrontare i prezzi o cercare un prodotto

  • Il 63% dichiara che i social media influiscono nel processo d’acquisto

Dalla ricerca, emerge in maniera molto chiara che il negozio sia ancora fermamente al centro del processo di acquisto, ben lontano dal diventare una forma di distribuzione destinata all’obsolescenza.

il piacere di comprare on negozio

I dati rivelano che il 36% dei consumatori intervistati compra in un negozio almeno una volta alla settimana, quasi il doppio rispetto al PC (20%) e quattro volte tanto rispetto a tablet e smartphone (10%).

La ricerca evidenzia in modo indiscutibile la grande influenza degli smartphone nelle decisioni di acquisto, con circa il 75% degli intervistati che ha utilizzato lo smartphone in fase di preacquisto.

penetrazione degli smartphone in italia

Gli ambiti dove lo smartphone è più utilizzato sono

  • ricerca di prodotto (49% dei consumatori),

  • paragone di prezzo (49%)

  • localizzazione di un punto vendita (31%).

Inoltre gli smartphone permettono al consumatore un’estensione della fase di ricerca anche negli attimi immediatamente precedenti all’acquisto stesso in negozio.

In concomitanza con lo smartphone, la nostra ricerca evidenzia che i social media sono il secondo fattore ad alto impatto sui comportamenti di acquisto dei consumatori.

interaxioni social

Il 62% dei partecipanti alla nostra ricerca ha acquistato grazie a consigli
 e notizie reperiti sui social media.

Per scaricare la ricerca PWC, clicca QUI

GLI ITALIANI STANNO SEMPRE A PARLARE DI CIBO. Leggi il rapporto pubblicato dal Censis

copertina censis

Il Censis ha presentato la ricerca “Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere

Sono 29,4 milioni gli italiani che si definiscono “appassionati” di cibo, amano parlarne ed essere informati su novità e tendenze.

coinvolgimento

Per il 17,9% delle persone la cucina “made in Italy” rappresenta un motivo di orgoglio e un fattore identitario che unisce il Paese.

Dal rapporto emerge però anche un altro dato allarmante: sono 2,4 milioni le famiglie italiane (il 9,2% del totale) a cui, nell’ultimo anno, per ragioni economiche è capitato di non poter acquistare il cibo necessario: un milione in più rispetto al pre-crisi.

Il cibo italiano vince nel mondo perché «esiste uno specifico modello italiano, quotidiano, minuto, di massa, virale», di rapportarsi all’alimentazione.

Sono 29,4 milioni gli italiani che si definiscono appassionati, ovvero persone a cui piace informarsi e parlare di cibo.

12,6 milioni si ritengono intenditori, capaci di discutere con buone nozioni su preparazioni, ricette e tradizioni.

Non solo.

Ben 4,1 milioni di italiani si considerano veri esperti.

Una passione che si esprime anche per il vino.

Sono infatti 19,7 milioni gli italiani appassionati di vino, 7,2 milioni gli intenditori e 1,9 milioni gli esperti.

L’enogastronomia «è il nostro grande tema nazionale, pervasivo sul piano sociale, una componente fondamentale dello stile di vita, della cultura e dell’identità italica».

Ecco l’attenzione degli italiani per la certificazione di tipicità protetta.

i criteri di scelta dei prodotti

Nella scelta del locale, la tranquillità è fondamentale.i criteri di scelta dei locali

Per scaricare la ricerca del Censis, clicca QUI

FINALMENTE. Facebook spartirà gli incassi pubblicitari con i creatori di contenuti. Ecco i dettagli

copertina facebook

Facebook va all’attacco di Youtube.

Fra poco verrà lanciato un nuovo tipo di contenuti, chiamati Suggested Videos.

Saranno piccoli gruppi di filmati visibili scorrendo il News Feed.

cellulare facebook

In questa prima fase si vedranno video delle aziende partner del test:

NBA, Fox Sports, Funny or Die e Tastemade.

Dopo che un utente guarda un video, Facebook gli mostrerà filmati aggiuntivi che possano interessarlo, inframmezzati da video pubblicitari che partiranno in autoplay con il sonoro.

Il modello di business proposto da Facebook è in effetti come quello di Youtube: dei proventi della pubblicità, il 55% andrà al creatore del video e il rimanente 45% resterà alla piattaforma.

Facebook con questo progetto vuole attirare nuovi produttori di contenuti e di conseguenza, tenere gli utenti più a lungo sulla piattaforma.

Questa novità partirà su iOS nelle prossime settimane, mentre il lancio su Android e Web avverrà nei prossimi mesi.

Ecco l’articolo del Re/Code che annuncia questa novità

TUTTI I NUMERI DEL MERCATO ASSICURATIVO IN ITALIA. Scarica il report pubblicato dall’ANIA (292 pagine)

ania

 L’Ania ha pubblicato il nuovo report 2015 sul mercato assicurativo in Italia.

Ecco i principali indicatori.

Cala il costo medio dell’assicurazione Rc Auto a carico degli automobilisti.

A fine 2014, è stato in media di 40 euro in meno rispetto al 2013.

A causare il calo la riduzione del costo dei risarcimenti, specie dei ‘colpi di frusta’ a seguito delle nuove norme.

Secondo i dati dell’Ania, sono quasi 4 milioni i veicoli ‘fantasma’, senza assicurazione Rc auto.

E ammontano a 3,9 milioni le auto senza ‘copertura’ nel 2014, l’8,7% di quelle circolanti, in ”progressivo e preoccupante innalzamento” rispetto ai 3,5 milioni nel 2013 e ai 3,1 milioni nel 2012.

La quota sale al 13,5% al Sud, è dell’8,5% al Centro e del 6,2% al Nord.

La dematerializzazione del contrassegno assicurativo RC Auto troverà applicazione dal prossimo 18 ottobre e dovrebbe costituire un prezioso strumento per ridurre drasticamente l’evasione assicurativa.

Nel 2014 diminuisce ”lievemente” il numero di sinistri relativi all’Rc auto e si riduce la frequenza sinistri del 3,2%.

Le imprese assicurative italiane hanno chiuso il 2014 con un risultato, al netto della tassazione (pari a 2,4 miliardi) di 6 miliardi: l’utile del settore vita è stato pari a 3,5 miliardi mentre quello relativo al settore danni è stato pari a 2,5 miliardi (2,1 nel 2013).

La raccolta premi è aumentata nel complesso del 19,9%. 

Nel 2015, i premi contabilizzati totali (danni e vita) dovrebbero sfiorare i 156 miliardi, in crescita dell’8,8% rispetto all’anno appena concluso.

Per scaricare il rapporto completo dell’ANIA, clicca QUI

ARRIVA UNA RIVOLUZIONE PER CONSUMATORI, FARMACIE E PARAFARMACIE. Ecco come funzionerà la vendita on-line di farmaci

asprina

Dal 1 luglio, l’Italia recepisce la direttiva europea che permette di comprare confezioni di automedicazione on line (senza obbligo di ricetta).

Il tutto in completa sicurezza.

Basta controllate se sul sito è presente il logo voluto dalla Ue: una croce bianca su uno sfondo a righe verdi.

Il logo sarà pienamente disponibile nel secondo semestre del 2015.

clicca qui

Questo è il logo da cercare sulla homepage di una farmacia online.

Il rettangolo nella metà sinistra deve recare la bandiera del paese in cui è sita la farmacia online e il testo dovrà essere tradotto nella lingua o nelle lingue ufficiali di tale paese.

Per la gestione “tecnica” del logo, ecco le informazioni di dettaglio dell’Unione Europea.

 

A vendere online saranno solo le farmacie e parafarmacie autorizzate, attraverso siti contrassegnati da questo ‘bollino di qualità’.

Il ‘marchio’ del ministero della Salute, conforme a quello previsto dalla direttiva Ue, renderà ogni prodotto identificabile e sicuro.

In questo modo,i cittadini potranno riconoscere i ‘negozi virtuali’ certificati ed evitare così le truffe.

Per tutelare ancora più i consumatori,  l’Agenzia europea dei medicinali fornirà alle autorità competenti per ogni stato della Ue la lista ufficiale dei rivenditori autorizzati.

Su internet i prodotti avranno un costo simile a quello delle farmacie o parafarmacie.

Il prezzo potrà variare esattamente come avviene nei negozi ‘reali’.

Al costo della confezione andranno solo aggiunti pochi euro per le spese di spedizione.

Si aprono importanti scenari sulle abitudini di acquisto dei consumatori.

Per farmacie e parafarmacie si prevedono nuovi investimenti in strategie di marketing, comunicazione, web & social media.

Ecco il comunicato ufficiale dell’Agenzia del Farmaco.

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