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Yearly Archives: 2016

L’INCUBO DEGLI ITALIANI ? LE TASSE. Scarica il report dell’Ipsos

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Rino Scoppio

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Ipsos ha pubblicato in questi giorni una ricerca internazionale:

“COSA PREOCCUPA IN MONDO”.

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Sono state effettuate 18.014 interviste in 25 paesi.

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Ecco i risultati più interessanti.

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Gli italiani sono scoraggiati e sfiduciati.

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Per l’83% degli intervistati stiamo andando verso la direzione sbagliata, e solo i francesi, i messicani e i brasiliani la vedono più nera di noi.

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Ma quali sono le paure + grandi?

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Non è il terrorismo ma la disoccupazione la grande paura collettiva del pianeta.

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Spagna e Italia sono ai primi posti.

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Il 66% degli intervistati italiani l’ha inserita tra le tre preoccupazioni principali.

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Ma il vero incubo degli italiani sono le tasse.

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In questa preoccupazione ci piazziamo al primo posto nel mondo.

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L’elenco completo delle nostre paure, aggiornato ad agosto, è questo:

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– disoccupazione 66%

– tasse 40%

– corruzione 34%

– immigrazione 32%

– povertà e diseguaglianza 31%;

– criminalità 20%

– salute 14%

– terrorismo 13%

– istruzione 8%

– declino morale 8%

– conservazione dei programmi sociali 7%

– minacce all’ambiente 7%

– estremismo 4%

– inflazione 3%

– cambiamento climatico 3%

– accesso al credito 2%;

– obesità infantile 1%.

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Per scaricare il report completo di Ipsos, clicca QUI

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Nuovo biglietto da visita in jpeg - agosto 2016

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CRESCONO SENZA SOSTA GLI AGRITURISMI IN ITALIA. Scarica gli ultimi dati pubblicati dall’Istat

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Rino Scoppio

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L’Istat ha pubblicato in questi giorni gli ultimi dati sugli agriturismi in Italia.

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Prosegue nel 2015 il trend di crescita del settore dell’agriturismo registrato negli ultimi anni, sia per il numero di strutture sia per le presenze.

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Le aziende agrituristiche autorizzate nel 2015 sono 22.238, 494 in più rispetto all’anno precedente (+2,3%).

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Tale incremento è dato dalla differenza tra le 1.628 nuove aziende e le 1.134 cessazioni.

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Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 11,3 milioni (+4,9% rispetto al 2014).

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Viene confermata anche nel 2015 la tendenza a di-versificare i servizi proponendo pacchetti turistici integrati.

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8.162 aziende svolgono contemporaneamente attività di alloggio e ristorazione, 10.440 offrono oltre all’alloggio altre attività agrituristiche e 1.707 svolgono tutte le tipologie di attività agrituristiche autorizzate (alloggio, ristorazione, degustazione, ecc.).

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Il centro Italia e il Trentino Alto Adige  vede la maggiore presenza di agriturismi.

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Per scaricare il report dell’Istat clicca QUI

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I NUOVI INCENTIVI DEL PIANO INDUSTRIA 4.0

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Tra le novità della Legge di Stabilità 2017, che il Governo presenterà alle Camere il 15 ottobre, ci sono la riconferma del superammortamento al 140% del costo di acquisto dei beni strumentali e l’introduzione di ulteriori incentivi all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 finalizzato a promuovere la Quarta rivoluzione industriale del nostro Paese attraverso incentivi alle imprese per 700 milioni di euro.

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L’iniziativa del governo punta decisamente all’Innovazione, in attuazione della Strategia europea per la Digital Industrial Leadership secondo la quale la Commissione europea prevede di dedicare alla digitalizzazione e all’Industria 4.0 circa 500 milioni di euro per i prossimi 5 anni attraverso 8 aree di intervento: rilanciare gli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in R&S, conoscenza e innovazione; favorire la crescita dimensionale delle imprese; sostenere la nuova imprenditorialità innovativa; definire protocolli, standard e criteri di interoperabilità condivisi a livello europeo; garantire la sicurezza delle reti e la tutela della privacy; assicurare adeguate infrastrutture di rete; diffondere le competenze per Industry 4.0; canalizzare le risorse finanziare.

I nuovi incentivi fiscali e finanziari che entreranno in vigore dal 2017 riguardano in particolare: 1) un incremento dell’aliquota per investimenti legati a Industria 4.0 con iper-ammortamento al 250% ai fini IRPEF e IRES sugli investimenti in Tecnologie digitali, Agrifood e Impianti per il miglioramento dei consumi energetici; 2) un Credito d’imposta potenziato dal 25% al 50% per gli investimenti incrementali in R&S; 3) la detassazione del salario di produttività cui sono destinati 1,3 miliardi di euro nel periodo 2017-2020; 4) nuove detrazioni fiscali al 30% per gli investimenti fino a 1 milione di euro realizzati dalle PMI innovative e per le startup, oltre le detrazioni fiscali anche l’assorbimento delle perdite registrate nei primi 4 anni da parte di società “sponsor”; 5) detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine; 6) programma “acceleratori di impresa” per finanziare la nascita di nuove imprese; 7) fondi di investimento per l’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico; 8) fondi di Venture Capital dedicati a startup Industria 4.0 in co-matching.

Per maggiori informazioni scarica la scheda piano-nazionale-industria-4-0

“COME TI PERMETTI DI DARMI DELL’ANZIANO?!”. Scarica la nuova indagine pubblicata dall’Osservatorio Senior

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Rino Scoppio

LAssociazione Osservatorio Senior e il Laboratorio TRAIL dell’Università Cattolica, hanno pubblicato la Ricerca“Un ritratto dei nuovi Senior – Generazioni a confronto”.

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L’indagine,svoltasi tra settembre 2015 e settembre 2016, si è focalizzata sulla “percezione dei senior”, intesa sia come immagine che i senior hanno di se stessi, sia come rappresentazione sociale dei senior.

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È in corso una rivoluzione demografica, in tutto il mondo e in modo particolarmente accentuato in Italia.

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Questa comporta una reinterpretazione delle fasi della vita, e con essa un cambiamento delle aspettative esistenziali delle persone.

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Nello studio è stata dedicata una particolare attenzione alle seguenti dimensioni:

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  • Capacità fisiche e condizioni di salute

  • Capacità lavorative e motivazioni di lavoro

  • Relazioni affettiveorizzonte

Ecco i principali risultati.

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In Italia al 1° gennaio 2016 i residenti over55 sono oltre 21 milioni.

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L’aspettativa di vita è di circa 80 anni per gli uomini e 85 per le donne, 2 anni in più rispetto alla media europea.

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La prima evidenza della ricerca è che i senior non si sentono anziani.

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Il 43,9% degli uomini e il 37,6% delle donne  dichiarano di non sentirsi per nulla anziani.

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In quali occasioni le persone iniziano a sentirsi anziane?

A cosa viene associato il proprio invecchiamento?

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Donne e uomini vivono in maniera diversa la percezione di PENSIONE e PROBLEMI FISICI

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Per scaricare il report completo dell’Osservatorio Senior, clicca QUI

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HAI PRESENTE QUELLI CHE SE NE VANNO DALL’ITALIA ? Ecco i numeri. Scarica il rapporto pubblicato dalla Fondazione Migrantes

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Rino Scoppio

La Fondazione Migrantes ha pubblicato il Rapporto Italiani nel mondo 2016.

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Cresce il numero dei connazionali che lascia l’Italia per lavorare e cercare nuove opportunità all’estero.

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In 107.529 sono espatriati nel 2015, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente.

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La Germania e la Gran Bretagna rimangono le destinazioni preferite.

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A partire sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni.

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Gli italiani partiti nel 2015 provengono, per la maggior parte, da Lombardia (20.088), Veneto (10.374) e Sicilia (9.823).

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Si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese.

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Gli italiani presenti all’estero e iscritti all’Anagrafe Italiana Residenti all’Estero (AIRE) sono in totale 4.811.163.

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Ecco i principali paesi nei quali vivono.

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L’Argentina rimane la nazione al mondo con il maggior numero di italiani residenti.

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Per scaricare il rapporto della Fondazione Migrantes, clicca QUI

 

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GLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE & INFORMAZIONE UTILIZZATI DAGLI ITALIANI. Scarica il 13° Rapporto pubblicato dal Censis

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| Autore: Rino Scoppio |

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Oggi il Censis ha pubblicato la tredicesima edizione del “Rapporto sulla Comunicazione”.

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Prosegue dunque l’analisi dei cambiamenti avvenuti nelle diete mediatiche degli italiani.

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Ecco i principali indicatori.

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La penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali nell’ultimo anno e l’utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani.

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I giovani sono al 95,9%.

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Diminuiscono gli utenti dei telefoni cellulari basic, in grado solo di telefonare e inviare sms.

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Continua la crescita impetuosa degli smartphone, utilizzati dal 64,8% degli italiani: +12% di utenza complessiva in un anno, una crescita superiore a quella di qualsiasi altro mezzo.

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Si registrano pure piccole oscillazioni al rialzo per la diffusione di e-reader (+0,7%) e tablet (+1,7%).

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La televisione continua ad avere un pubblico coincidente con la quasi totalità della popolazione: il 97,5% degli italiani.

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I telespettatori aumentano ancora (+0,8% nell’ultimo anno), soprattutto quelli della tv digitale terrestre (+1,5%) e satellitare (+1%).

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Gli utenti delle diverse forme di tv via internet (la web tv attraverso il pc e la smart tv) si attestano al 24,4% e quelli della mobile tv all’11,2%.

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La crescita cumulata per la tv via internet nel periodo 2007-2016 è pari a +14,4 punti percentuali.

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Ottimi anche gli ascolti della radio, con una utenza complessiva pari all’83,9% degli italiani.

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I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani.

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Continua ad aumentare l’utenza dei quotidiani online (+1,9% nell’ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%).

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L’andamento della spesa per consumi delle famiglie conferma il trend anticiclico dei consumi tecnologici in un decennio caratterizzato da una lunga e profonda recessione.

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Gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione.

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Oggi gli italiani usano internet per tanti motivi:

– informarsi,

– prenotare viaggi e vacanze,

– confrontare i prezzi e acquistare prodotti

– guardare film

– seguire partite di calcio

– entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche

– svolgere operazioni bancarie

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Con internet si spende meno e si risparmia tempo.

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Social Network e sistemi di Messaggistica occupano buona parte del nostro tempo.

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WhatsApp e Facebook hanno conosciuto un vero e proprio boom.

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Per scaricare la tredicesima edizione del Rapporto Censis sulla Comunicazione, clicca qui

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LA PERCEZIONE DEL CIBO NELLA MENTE DEI CONSUMATORI. Scarica la nuova indagine italiana e internazionale pubblicata dalla Nielsen

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|Autore: Rino Scoppio|

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Nielsen ha pubblicato 2 nuovi report:

– “Global Health and Ingredient-Sentiment

– “Global Out-of-Home Dining

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L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 30.000 individui in 61 Paesi tra l’agosto 2015 e marzo 2016.

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Il 63% del campione, afferma di essere attento all’alimentazione per prevenire alcune malattie croniche (obesità, diabete, colesterolo alto, ipertensione).

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Il 53% si dichiara disponibile a pagare un prezzo più alto per cibi che non contengono alimenti indesiderati.

 

Si individuano 5 macro trend:

1) il progressivo aumento dell’età media della popolazione,

2) una crescita dei tassi delle malattie croniche come ipertensione e diabete,

3) le allergie o intolleranze per determinati cibi,

4) l’affermarsi dell’atteggiamento propenso all’auto-diagnosi del proprio stato di salute,

5) la crescita di consumatori informati e connessi.

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Oltre un terzo (36%) della popolazione globale dichiara di essere allergico a uno o più cibi.

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Quasi due terzi (64%) segue una dieta restrittiva.

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I dati sul vissuto degli italiani nel campo dell’alimentazione spiegano i trend di mercato.

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Il 18% evita i grassi e l’11% i carboidrati.

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In Italia, d’altra parte, si riscontra una propensione a non consumare gli zuccheri.

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Tra le allergie e intolleranze più comuni si riscontrano quelle al lattosio e derivati (8%) e al glutine (5%).

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Lo studio di Nielsen mette in luce che il 23% degli italiani dichiara di essere affetto da allergia o che ne soffre un membro della propria famiglia.

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C’è un desiderio di ritorno agli alimenti base e privi di grassi, conservanti, coloranti, idrogenanti.

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A fronte di ciò, deriva il fatto che il 72% degli intervistati si dichiara molto interessato a conoscere la composizione degli alimenti acquistati.

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Dall’indagine Global Out-of-Home Dining emerge che la cena è il pasto più comunemente consumato fuori casa.

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Ecco la tipologia di locali più frequentati.

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Cosa spinge il consumatore a scegliere un locale piuttosto che un altro?

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Per scaricare l’indagine internazionale della Nilesen, clicca qui

Per scaricare i dati sui consumi degli italiani, clicca qui

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ECCO I PUNTI VENDITA PIÙ CONVENIENTI D’ITALIA. Scarica il rapporto annuale pubblicato da Altro Consumo

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|Autore: Rino Scoppio|

 

AltroConsumo, storica associazione di tutela dei consumatori, ha pubblicato la sua annuale indagine sui punti vendita alimentari più convenienti in Italia.

 

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Sono stati rilevati 1.002.269 prezzi in 922 punti vendita di 67 città italiane per tracciare la mappa del risparmio.

 

Si può risparmiare tantissimo a seconda del supermercatoipermercato discount prescelto.

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Ecco i punti vendita più convenienti per la totalità dei prodotti (di marca e non).

Legenda: La catena più conveniente d’Italia viene indicata con il valore 100.

Quella che ad esempio viene indicata con il valore 101 significa che i suoi prezzi sono più alti in media dell’1% rispetto alla catena prima in classifica.

 

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Ecco la classifica sui prodotti a marchio commerciale dell’insegna distributiva (ad esempio i biscotti a marchio Coop).

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Ecco la classifica dei punti vendita dove trovare i prodotti di “primo prezzo”; quelli con i prezzi più bassi in assoluto.

 

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Per scaricare l’indagine completa di Altro Consumo, clicca QUI

 

 

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POR PUGLIA 2014-2020: AIUTI AL SETTORE TURISMO E SERVIZI ANNESSI

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Nel 2015 la Regione Puglia ha pubblicato 2 Avvisi per la presentazione di domande di Aiuti a valere sulle risorse assegnate dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per la valorizzazione del patrimonio del territorio costituito da masserie, trulli, torri e fortificazioni e da palazzi che presentano un interesse artistico e storico-architettonico, nonché per la riqualificazione delle strutture turistiche.

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Sono previste 2 Misure di intervento:

  • Aiuti alle grandi imprese e alle PMI per Programmi Integrati di Agevolazione per investimenti promossi dalle grandi imprese e dalle PMI il cui importo può essere compreso tra 1 e 40 milioni di euro

  • Aiuti agli investimenti delle PMI nel settore Turistico-alberghiero riservato alle PMI che realizzano investimenti di importo non superiore a 4 milioni di euro

Le agevolazioni previste dalle Misure regionali non possono eccedere l’intensità di Aiuto pari al 45% e sono cumulabili con la maggiorazione del 40% (c.d. super ammortamento) del costo dei beni acquistati entro il 31.12.2016.

Per scaricare la scheda sinottica clicca qui

I NUMERI DI SCUOLA E UNIVERSITÀ IN ITALIA E NEI PAESI OCSE. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’OCSE

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|Autore: Rino Scoppio|

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L’OCSE ha pubblicato l’edizione 2016 del rapporto «Education at glance».

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Il documento analizza i sistemi educativi di 35 paesi nel mondo.

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Si tratta di dati del 2014 e, dunque, per quel che riguarda il livello di spesa, i numeri non considerano gli investimenti messi in campo con la «Buona scuola».

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Secondo i dati, tra il 2008 e il 2013 l’Italia ha tagliato la spesa pubblica per le istituzioni scolastiche del 14%.

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Nel 2013 il nostro Paese ha stanziato solo il 7% della spesa pubblica complessiva per l’insieme dei cicli d’istruzione – contro l’11% della media Ocse.

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La spesa annua dell’Italia per l’istruzione dalla scuola primaria all’istruzione universitaria nel 2013 è stata in media di 9.238 dollari per studente, inferiore di oltre 1.200 dollari alla media Ocse.

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In ogni caso, spiega il rapporto, la gran parte della spesa per l’istruzione in Italia resta finanziata da fonti pubbliche (il 96%, 5 punti più della media Ocse).

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Il corpo insegnante italiano è il più anziano rispetto a quello di tutti i Paesi Ocse e registra una delle quote più basse di docenti di sesso maschile.

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Sei/sette prof su dieci sono ultracinquantenni (58% nella scuola primaria, 59% nelle medie e 69% nelle superiori).

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Otto su dieci sono di sesso femminile.

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Nel rapporto Ocse si dà tuttavia atto al governo italiano di aver varato un piano di assunzioni che potrebbe “ringiovanire” il corpo insegnante del Paese.

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Lo squilibrio di genere è molto meno spiccato a livello dirigenziale.

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Sul fronte delle retribuzioni, l’Ocse indica poi che dal 2010 al 2014 i salari degli insegnanti sono diminuiti del 7% in termini reali sia nella scuola primaria che in quella secondaria.

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Nel 2014 un insegnante italiano poteva contare su un salario di 32.995 dollari.

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I prof più “ricchi” sono quelli del Lussemburgo con 108mila dollari, ma ben sopra la media risultano anche i quasi 64mila dollari dei tedeschi.

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Il tasso di ingresso dei giovani italiani nei corsi di laurea triennale, dice il rapporto, non supera il 37%, contro una media Ocse del 59 per cento.

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Sugli studi universitari pesa anche il nodo del diritto allo studio, che secondo l’Ocse è lungi dal garantire l’equità.

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Infatti circa l’80% degli iscritti a corsi di primo e secondo livello non riceve alcun aiuto finanziario per le tasse d’iscrizione.

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I dati Ocse dicono che in Italia oltre un terzo dei giovani tra i 20 e i 24 anni di età non lavora e non studia e tra il 2005 e il 2015 la loro percentuale è aumentata di 10 punti, molto più che negli altri paesi.

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Unica nota positiva sul fronte dell’occupazione è quella di chi ha frequentato un istituto tecnico o professionale.

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In Italia i giovani con questo titolo di studio vantano un tasso di disoccupazione inferiore rispetto agli altri paesi.

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Per scaricare il rapporto completo dell’OCSE, clicca QUI

 

Per scaricare il capitolo del rapporto dedicato all’Italia, clicca QUI

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