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IN ITALIA MIGLIAIA DI PERSONE NON POSSO COMPRARE I FARMACI DI CUI HANNO BISOGNO. Ecco l’ultima ricerca

La Fondazione Banco Farmaceutico ha presentato il rapporto “Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci”.
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In Italia sono 405mila le persone che non possono permettersi i farmaci di cui hanno bisogno.
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Nel 2015 la richiesta di medicinali da parte degli enti caritativi è risultata in aumento del 6,4% rispetto allo scorso anno.
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Le malattie respiratorie sono quelle per cui c’è più richiesta, seguite da quelle cardiovascolari e gastrointestinali.
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Lo studio, in particolare, e’ stato condotto su un campione di 1.640 enti convenzionati con il Banco Farmaceutico, dispensatori di farmaci.
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A crescere, soprattutto, è il numero di italiani in difficoltà.
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Oggi sono 182.400, contro i 179mila dell’anno passato (+1,9%), anche se gli stranieri restano maggioritari 222.982 (55%), contro i 230mila dell’anno passato.
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Nel nostro paese 4,1 milioni di persone spendono 69 euro l’anno per curarsi, a fronte di una spesa media nazionale di 444 euro.
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Per scaricare il report, clicca QUI
IL FUTURO DELLA LOGISTICA. Ecco l’evento promosso dalla CCIAA di Bari



Ecco il video di presentazione:
LE SCELTE DI RISPARMIO DEGLI ITALIANI. Leggi la ricerca pubblicata dal Centro Einaudi

Il Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo hanno presentato “L’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2015”.
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Il progetto è basato su interviste effettuate da Doxa fra gennaio e febbraio 2015 a 1.076 famiglie detentrici di conto corrente bancario e/o postale.
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All’interno della famiglia è stato intervistato il principale decisore in merito a risparmio e investimento, ossia la persona più informata e interessata circa gli argomenti trattati nel questionario (nel 77 per cento dei casi, il capofamiglia).
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Il campione selezionato è rappresentativo per classi d’età, professioni, titoli di studio e zone geografiche.
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L’indagine affronta ogni anno un tema monografico.
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Nel 2015 l’attenzione si è concentrata sul ceto medio.
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Per scaricare lo studio, clicca QUI
IL MERCATO DEL LUSSO NEL MONDO. Leggi gli ultimi dati 2015 pubblicati da Bain e Altagamma

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Bain & Company, in collaborazione con la Fondazione AltaGamma, ha pubblicato gli ultimi dati sul mercato mondiale del lusso.
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Nel 2015 il settore raggiungerà un fatturato globale di 1.000 miliardi di euro.
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Auto e Personal Luxury Goods rappresentano una fetta significativa del mercato.
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Negozi monomarca e Department Stores rappresentano il canale privilegiato di distribuzione.
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Stati Uniti, Giappone, Cina e Italia sono i mercati geografici di riferimento.
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Per scaricare il report integrale di Bain & Company, clicca QUI
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LA LOGISTICA, FATTORE DI COMPETITIVITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE. Scarica il Rapporto Banche Imprese

L’Osservatorio Banche Imprese ha pubblicato Rapporto Obi 2015 su Imprese e Competitività.
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Il 70% delle imprese italiane si ritiene abbastanza competitivo, il 15% più che adeguato, mentre l’11% non si giudica all’altezza della concorrenza, a causa dei modesti tassi di innovazione tecnologica e di una scarsa capacità di cooperazione.
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Il settore delle costruzioni è quello in cui vengono rilevate le situazioni più critiche; viceversa quello dell’Ict ha i più alti livelli.
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In generale, le cause che limitano il potenziale competitivo delle imprese italiane sono costo del lavoro, inefficienza dei servizi alle imprese e difficoltà di accesso al credito.
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Per scaricare il report, clicca QUI
ALTRO CHE ANZIANI. Scopri il valore economico della longevità in Italia.

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In Italia vivono più di 13 milioni di anziani, con un’articolazione estrema di stili di vita e bisogni:
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– 7 milioni aiutano economicamente i giovani;
– 6 milioni frequentano cinema, teatri, musei;
– 3,5 milioni si dedicano all’attività fisica;
– oltre 3 milioni viaggiano;
– 400.000 si preparano ad avviare un’attività autonoma.
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È un universo che mobilita risorse e genera nuovi fabbisogni.
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In questa ricerca, Censis e Future Concept Lab presentano dati e riflessioni inediti.
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Il documento contiene anche il programma di attività elaborato congiuntamente dai 2 partner del progetto.
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Lo scopo:
affiancare istituzioni, aziende e organismi sociali interessati a trasformare la longevità in opportunità per se stessi e per la società.
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Per scaricare la ricerca, clicca QUI
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ECCO LE AZIENDE ITALIANE LEADER NELLA PRODUZIONE DI OCCHIALI. Scarica la ricerca

Nel 2014, il comparto dell’eyewear made in Italy ha registrato nel complesso una crescita del fatturato del 6,3%.
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L’ebitda (earnings before interest, taxes, depreciation and amortization) totale in rapporto ai ricavi si è attestato al 18% (contro il 17 dell’anno prima).
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Sono i risultati dell’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa sui bilanci 2014 del settore.
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Il fatturato complessivo del campione preso in esame (comprende 11 aziende che nel periodo hanno tutte registrato segni positivi), è di 9,7 miliardi di euro, rispetto ai 9,1 miliardi dell’anno precedente.
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Il leader di mercato è Luxottica.
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Per scaricare il report, clicca sul magazine di Pambianco.
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La ricerca si trova a pagina 50.
LE BIOTECNOLOGIE NON FINISCONO DI STUPIRE. Scarica la ricerca

Il Centro studi Assobiotec di Federchimica ha pubblicato il Rapporto BioInItaly 2015 sulle imprese di biotecnologie in Italia.
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Nel nostro Paese la ricerca e la creazione di aziende che si occupano di tecnologie per la vita sono un’eccellenza.
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Il rapporto è piuttosto articolato e analizza l’andamento facendo una puntuale suddivisione tra i diversi settori:
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red biotech (salute dell’uomo e degli animali),
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green biotech (agroalimentare),
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white biotech (biotecnologie industriali).
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Al 31 dicembre del 2014 tutti gli indicatori davano questo settore in crescita:
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+ 1,6% il numero delle imprese (384 di cui 251 pure biotech e di cui 225 pure biotech a capitale italiano);
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+ 4,2% il fatturato complessivo che supera i 7,7 miliardi di euro;
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+ 4,5% investimenti in ricerca e sviluppo a oltre 1,5 miliardi di euro con circa 7300 ricercatori.
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In pratica il biotech è in Italia uno dei settori che maggiormente investe in innovazione: mediamente il 19% del fatturato che cresce al 31% sulle pure biotech a capitale italiano.
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Anche in un confronto europeo l’Italia appare ben messa: è terza per numero di imprese pure biotech (225) dopo Germania (428) e Regno Unito (309).

Per scaricare il report, clicca QUI
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I CRIMINI INFORMATICI IN ITALIA. Scarica gratis il libro
“Migliorare la sicurezza informatica del sistema Paese rappresenta una sfida nazionale della massima importanza per la crescita e per il benessere e la sicurezza dei cittadini”
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La correlazione tra prosperità economica di una nazione e la qualità delle sue infrastrutture cyber sarà sempre più stretta.
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Roberto Baldoni e Rocco De Nicola hanno pubblicato il libro
“Il Futuro della Cyber Security in Italia-Un libro bianco per raccontare le principali sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi cinque anni”.
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Il documento è curato dal Cyber security lab del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale informatico), sotto l’egida del Dis, il dipartimento informazioni e sicurezza.
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Il volume sottolinea la necessità di “aumentare, a tutti i livelli, la consapevolezza della minaccia cyber e le capacità difensive del nostro Paese”.
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Perché è indubbio “il progressivo incremento, quantitativo e qualitativo, di attacchi e minacce criminali con le finalità più disparate, in quella “terra di mezzo” che è oramai diventato il cyberspace.
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I crimini più diffusi:
Frodi ed estorsioni informatiche , furti di identità e di dati sensibili, spionaggio, sabotaggi atti vandalici meramente emulativi.
Le violazioni perpetrate tramite il cyber space sono di fatto prive di confini fisici e di limiti geografici.
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Spesso il crimine informatico è dunque più conveniente, anche per via della mancanza della sua percezione fisica da parte della vittima.
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Oggi il cyber crime, si legge nel documento, è “un business fiorente (300 miliardi circa il costo per l’economia globale) che rappresenta il motore principale delle trasformazioni prossime e future delle minacce informatiche.
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Il libro bianco spiega come è “oggi possibile ipotizzare che il mercato sia suddiviso in “cyberprofessionisti“ singoli o strutturati in piccoli gruppi (70%), organizzazioni criminali (20%), cyber-terroristi (5%), cyber-criminali afferenti/assoldati da enti governativi (4%), attivisti (1%).
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L’assenza di una politica digitale in un Paese può produrre danni gravissimi nel breve e nel medio periodo, esponendolo al rischio di perdere rilevante opportunità di crescita, quali:
posti di lavoro qualificati in tutti i settori industriali e nei servizi, ricerca universitaria e privata, produzione di know how, imprese innovative e startup.
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TANTE STATISTICHE SU ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN ITALIA E NEI PAESI DELL’U.E. Scarica i documenti
Pubblicata con cadenza annuale, la relazione illustra l’evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione in Europa.
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Mette insieme gli ultimi dati quantitativi e qualitativi, recenti relazioni tecniche e studi, nonché documenti e sviluppi strategici.
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Pur soffermandosi soprattutto sui dati empirici, ogni sezione della relazione di monitoraggio reca chiare indicazioni politiche per gli Stati membri.
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La relazione di monitoraggio sostiene l’attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e formazione rafforzandone la base di conoscenze e collegandolo più strettamente alla più ampia strategia Europa 2020.
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Per scaricare il report completo per tutti i paesi dell’U.E, clicca QUI
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Per scaricare la sezione dedicata all’Italia, clicca QUI
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