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LE NAZIONI LEADER MONDIALI NEL TURISMO. Scarica il report completo (516 pagine)

travel

Il World Economic Forum ha pubblicato il “Travel and Tourism Competitiveness Report 2015”.

E’ la Spagna il Paese più competitivo del mondo per il turismo.

L’Italia è solo ottava

 classifica

Per gli analisti del World Economic Forum pesa di più la scarsa priorità data al turismo, i prezzi alti e la pressione delle tasse.

La graduatoria 2015 oltre ad assegnare per la prima volta la palma d’oro alla Spagna mette sul podio anche la Francia e la Germania, davanti agli Usa, al Regno Unito e alla Svizzera.

La forza dell’Italia – sottolinea il rapporto – sta nelle sue risorse naturali e culturali (quinta) e nelle infrastrutture (13esima), ma resta molto cara (133esima per la competitività dei prezzi) e risente di un contesto poco favorevole per le imprese (127esima), di una burocrazia soffocante, di tasse elevate e una normativa sul lavoro molto rigida.

Andando nel dettaglio dei singoli indicatori, l’Italia è infatti 140esima (quindi penultima) per le ricadute della tassazione sugli incentivi a lavorare o a investire.

Per l’aliquota delle tasse sui profitti è al 129esimo posto.

Pesa anche il sistema giudiziario, visto il 140esimo posto nell’efficienza del contesto legale per risolvere le dispute.

 

Per scaricare il report del World Economic Forum, clicca QUI

LA COLONNA PORTANTE DEL COMMERCIO ITALIANO. Scarica l’ultima indagine con tutte le statistiche del 2014

Copertina Bar

La FIPE Confcommercio ha pubblicato i dati sui bar in Italia nel 2014.

Con la crisi cambiano i consumi e le attività commerciali si trasformano.

E’ questo un fenomeno che investe tutta la filiera del “fuoricasa”, ma che trova la sua massima espressione nel mondo dei bar: un comparto da sempre più dinamico e più sensibile ai mutamenti della società rispetto ad altre tipologie di locali della ristorazione.

Il settore  genera consumi per 18 miliardi di euro, che impiega oltre 360.000 addetti, di cui il 60% donne, con una situazione occupazionale improntata ad una sostanziale stabilità, come testimoniano i 154.205 contratti a tempo indeterminato (il 72% dei rapporti di lavoro stipulati in questo mercato).

Ecco allora la progressiva affermazione di bar pasticceria, bar gelateria, lunch bar, bar multi proposta ed evening bar.

Tipologie bar

Sono tutti locali che cambiano pelle lungo l’arco della giornata diversificando le occasioni di consumo: dalla colazione al pranzo fino alla cena e al dopo cena.

Ripartizione fatturato bar

Guardando ai consumi alimentari, il risultato di questa metamorfosi ha in parte consentito al settore di resistere meglio alla crisi rispetto ai tradizionali locali come i ristoranti e simili.

Numeri alla mano, secondo l’ultimo report del Fipe (Federazione italiana pubblici uffici), risulta che la spesa delle famiglie per il “fuori casa” è stata nel 2014 di 73 miliardi di euro, di cui 18 miliardi di euro hanno riguardato i bar nelle loro diverse tipologie.

Consumi ripartizione casa fuori casaa

Ad oggi in Italia sono attivi 149.085 bar che danno lavoro ad oltre 360mila addetti, di cui il 60% donne, con una situazione occupazionale improntata ad una sostanziale stabilità, come testimoniano i 154.205 contratti a tempo indeterminato (il 72% dei rapporti di lavoro stipulati in questo mercato).

Bar attivi

Lo scontrino medio è di 3,50 euro, per un totale di oltre 5 miliardi di transazioni commerciali effettuate nei bar: in particolare, la colazione vale 2,20 euro e il pranzo 6,40 euro.

 Scontino medio

Analizzando invece gli acquisti per occasione di consumo si evidenzia che il 58% della spesa effettuata a colazione riguarda caffetteria e prodotti da forno, mentre nel dopocena oltre un acquisto su due è relativo alle bevande, sia alcoliche che analcoliche.

 Ripartizione occasione di consumo

Per quanto riguarda la questione prezzi e consumi, ad oggi in media un espresso consumato al bar costa 0,94 euro, un cappuccino 1,27 euro e un panino 3 euro.

La ricerca della Fipe mette in evidenza, però, che nel solo 2014 sono stati aperti 8.236 esercizi e 13.256 ne sono stati chiusi, con un saldo negativo di 5.020 imprese.

Lo scenario risulta sempre variabile, con un tasso di sopravvivenza degli esercizi a cinque anni che si aggira intorno al 50%: questo significa che delle 8.000 imprese avviate nel corso del 2015 solo 4.000 saranno ancora in attività nel 2018.

Parlando della ripartizione territoriale lungo lo Stivale, ben il 17,1% del totale dei bar si concentra in Lombardia con oltre 25.000 esercizi; si segnalano inoltre i 15.187 bar del Lazio (10,2% del totale) e i 13.859 della Campania (9,3% del totale).

Per scaricare il rapporto della FIPE, clicca QUI

I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO DEI CONSUMATORI. Scarica gratis l’indagine mondiale pubblicata dalla Nielsen

Nielsen

La Nielsen ha pubblicato il Rapporto THE FUTURE OF GROCERY.

L’indagine è stata eseguita su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi, tra i quali l’Italia.

L’80% degli italiani frequenta mercati rionali e negozi tradizionali parallelamente a ipermercati e supermercati, scelti ancora dal 97% della popolazione.

Il 22% dichiara di andare più spesso nei discount rispetto a 12 mesi fa per acquisti food & grocery.

Le casse self service dei supermercati vengono utilizzate dal 33% dei consumatori (23% la media UE) e solo il 17% dichiara di non volerne ancora fare uso.

I consumatori italiani sono più propensi rispetto agli europei a rivolgersi a diverse tipologie di punti di vendita coniugando la frequentazione delle grandi superfici a quella di superette e negozi tradizionali

Il canale fisico e il digitale stanno avendo sempre più punti di intersezione e si configurano come uno complementare all’altro.

E’ opportuno studiare iniziative che avvicinino l’acquisto presso i punti fisici alla dimensione online, fornendo sempre più informazioni e servizi lungo il percorso della spesa degli italiani.

Il 50% dei consumatori, emerge ancora dalla ricerca, acquista online.

Ma l’esperienza del virtuale sta prendendo piede anche all’interno del canale fisico.

Inoltre, il 42% degli intervistati si dichiara favorevole a fare uso dei buoni sconto promozionali online o mobile, con un gradimento significativamente superiore rispetto agli europei (30%).

Tra le esigenze dei consumatori nel punto di vendita fisico emerge che il 47% ritiene che recarsi in un supermercato possa essere un’occasione di svago, il 45% desidera collegarsi alla rete WIFI del distributore per rendere l’esperienza d’acquisto più personalizzata, il 41% vorrebbe poter esporre le proprie esigenze personali al retailer per avere offerte più targettizzate e il 24% vorrebbe avere a disposizione un personal shopper che lo aiuti nella spesa.

Per scaricare l’indagine della Nilesen, clicca QUI

GLI ITALIANI VANNO PAZZI PER CANI, GATTI & C. Scarica l’ultimo rapporto con tutti i dati di mercato

assalco copertina

Assalco è l’Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia.

Ha pubblicato l’ottava edizione del loro Rapporto Annuale sullo scenario di mercato.

Gli italiani sono pazzi per cani, gatti e piccoli animali fra cui pesci, uccelli, rettili e roditori.

Sono 60 milioni. Per l’esattezza 14 milioni fra cani (48,2%) e gatti (51,8%) e 46 milioni mettendo insieme tutti gli altri.

 gli animali da affezione in italia

In Italia siamo fermamente convinti dell’influenza positiva della presenza di un animale da compagnia in famiglia.

Gli attribuiscono infatti la capacità di generare benessere e di favorire uno stile di vita sano e piacevole.

Viverci insieme (lo sostiene il 67% degli italiani e il 74% dei proprietari) può far bene a fisico e psiche.

Per il 95% accudire un cucciolo in casa produce infatti benefici psicologici profondi come riduzione dell’ansia, diminuzione della tensione e attenuazione dei problemi legati alla depressione.

Inoltre chi ha un cane accanto testimonia positive ricadute nel praticare più attività fisiche all’aria aperta come passeggiare e correre insieme (94%).

Se ne avvantaggiano anche la socialità e la comunicazione: gli animali in famiglia trasmettono infatti a gran parte dei proprietari intervistati serenità e gioia (43% del totale) mentre tra i giovani fra i 14 e i 24 anni si accentuano l’allegria e il divertimento (55%).

I dati di quest’anno rafforzano inoltre un’evidenza emersa da un’altra indagine, la Iri 2014 inclusa nel settimo rapporto promosso dalle stesse sigle.

E cioè il fatto che il 92% delle persone che vivono con un animale da compagnia ritiene di non poterne più fare a meno.

Una volta accolto, l’animale fa parte della famiglia.

Un sentimento legato non solo a cani e gatti, protagonisti d’altronde di numerosi studi che confermano questo legame e le sue ricadute, ma anche ai pesci o agli uccellini da compagnia.

Un’altra parte del rapporto ha infatti toccato proprio il tema del mercato del “pet food“, cioè dei prodotti alimentari.

Per Fido e Micio spendiamo moltissimo, circa 1,8 miliardi di euro l’anno con cui acquistiamo 544mila tonnellate di cibo.

 valori e volumi

Una crescita contro ogni crisi (+2,4% sul 2013, superiore ai livelli dell’anno precedente) pur con una lieve flessione dei volumi.

 il mercato

Il 54% (992 milioni di euro) finisce ai gatti, i cui padroni appaiono molto attenti, mentre il 46% va ai cani (838 milioni).

Agli altri animali destiniamo 18 milioni di euro (uccelli 55,7%, roditori 40,7%, tartarughe 2%, pesci 1,6%) mentre tirano molto gli accessori (66 milioni di euro) e l’universo dell’igiene: shampoo, spazzole, ossi masticabili e per dentizione, deodoranti sono cresciuti del 12,8% a valore e del 10,7% a volume.

Per scaricare il report completo, clicca QUI

IL COMMERCIO EQUO-SOLIDALE NEL MONDO. Leggi il rapporto pubblicato da Fairtrade

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Diffusa la sesta edizione del report Monitoring the scope and the benefits of Fairtrade, il rapporto di Fairtrade International che testimonia l’impatto di Fairtrade per gli agricoltori e i lavoratori del circuito.

Lo studio rappresenta il rapporto più ampio e dettagliato a disposizione sul circuito del commercio equo certificato e fa riferimento al periodo 2012-2013.

Sono 1,5 milioni gli agricoltori e i lavoratori parte del sistema, +7% rispetto al periodo preso in considerazione nel penultimo rapporto, raggruppati in 1.210 organizzazioni di 74 paesi di Asia, Africa e America Latina.

Tra le prime nazioni per numero di persone coinvolte vi sono il Kenya, la Tanzania e l’India; in media gli agricoltori lavorano su appezzamenti di terreno grandi 1.5 ettari.

Complessivamente le vendite a condizioni Fairtrade hanno generato presso le organizzazioni più di 944 milioni di euro, e parallelamente, il Fairtrade premium, ovvero il margine di guadagno aggiuntivo che i produttori ricevono per avviare progetti a vantaggio del lavoro e della comunità, ha raggiunto i 95 milioni di euro.

Secondo gli Standard Fairtrade sono i produttori a decidere collettivamente come impiegare la quota, sia nel caso dei soci delle cooperative che per i lavoratori delle piantagioni (attraverso un’assemblea di rappresentanti, il joint body).

Il rapporto mostra che i produttori hanno scelto di utilizzare il Premium per il 37% per il miglioramento della qualità del prodotto e per il 6% in attività per bambini, giovani e donne.

Nelle piantagioni invece i lavoratori hanno speso il 24% del Fairtrade premium per l’educazione.

Per scaricare il rapporto, clicca QUI.

LE 250 SOCIETA’ LEADER MONDIALI NEI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO. Scarica il rapporto completo pubblicato da Deloitte

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Deloitte ha pubblicato l’annuale rapporto Global Powers of Consumer Products 2015.

Contiene la classifica delle 250 società più importanti al mondo nel largo consumo.

Al vertice, così come l’anno precedente, si conferma Samsung, con 211 miliardi di vendite, in crescita di quasi 14 punti percentuali.

Seguono Apple (171 miliardi) e Nestlè (99 miliardi), davanti a Procter & Gamble.

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Crescita a doppia cifra per Sony, che sale al quinto posto mentre PepsiCo scavalca Unilever una piazza più indietro.

Per scaricare il report, clicca QUI

ECCO I BIG ITALIANI DEL VINO.

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I vignaioli italiani ringraziano l’euro debole.

Il valore dell’export è cresciuto superando i 5 miliardi, mentre il mercato domestico ha tenuto, chiudendo i conti con il segno positivo, nonostante le permanenti difficoltà, calo dei consumi in testa.

La tabella in alto anticipa qualche dato delle 14 superbig del mercato: le aziende con un giro d’affari superiore ai 100 milioni.

Il vertice è dominato ancora una volta da due cooperative, che appaiono al momento irraggiungibili.

Prima, con oltre 500 milioni, è l’emiliana Cantine Riunite Civ, di Compagine (Reggio Emilia). Leader nella produzione di Lambrusco e vini frizzanti, la coop presieduta da Corrado Casoli guarda tutti dall’alto al basso grazie al contributo decisivo del controllato Gruppo italiano vini, di gran lunga il maggiore singolo protagonista del mercato, con più di 300 milioni di consolidato.

Il secondo posto assoluto spetta alla Caviro di Faenza (Ravenna) con oltre 230 milioni nella sola divisione vino (il consolidato cresce considerando anche distilleria e energia).

Guidata da Sergio Dagnino, Caviro è numero uno per volumi, big nella grande distribuzione nell’area dei vini quotidiani e ha potenziato il suo portafoglio con prodotti di pregio.

Il terzo posto sul podio tocca ancora a una coop: è il gruppo trentino Mezzacorona presieduto da Luca Rigotti che consolida la sua posizione in vetta, con una crescita del fatturato al di sopra della media registrata dal gruppo di testa.

Meno di 2 milioni separano Mezzacorona dal gruppo Antinori, al quarto posto con 169,5 milioni.

E’ la più grande realtà privata del mercato, produttrice di etichette celebri.

Appartiene da nove secoli alla famiglia fiorentina dei marchesi Antinori, proprietaria della maggiore estensione di vigneti: ben 2.670 ettari.

Il quinto posto è della piemontese Fratelli Martini di Gianni Martini, grande azienda vinificatrice e imbottigliatrice, seguita, a distanza di pochi spiccioli, dalla Zonin 1821.

E’ questo il nuovo logo della storica cantina veneta di proprietà della famiglia Zonin, tra le più note in Italia nella produzione di vino, titolare di 1.900 ettari di vigne.

Al settimo posto riecco una grande coop trentina che marcia di buona lena: è la Cavit di Ravina guidata da Enrico Zanoni.

E’ quindi la volta del polo vino della Campari affidato alle cure di Sascha Cumia, managing director wines dal 1° marzo.

La flessione del fatturato si deve al differente perimetro operativo, a seguito della vendita di Odessa Sparkling wine.

Al nono posto ecco la grossa novità nella fascia dei big: l’Italian wine brands (Iwb) è il primo gruppo vinicolo italiano quotato in Borsa (sul mercato Aim).

Ammessa al listino a gennaio 2015, è una holding di taglio industriale con in pancia due aziende operanti in differenti aree di business: la piemontese Giordano vini, unica impresa attiva nella vendita diretta che nel 2013 era presente in classifica con poco più di 100 milioni, e la Provinco Italia di Rovereto, azienda che lavora esclusivamente all’estero nel canale della grande distribuzione con circa 38,9 milioni di ricavi nel 2013.

Presieduta da Mario Resca, la Iwb ha progetti di crescita ambiziosi, con nuove acquisizioni.

Al decimo e undicesimo posto altre due aziende venete a vocazione industriale e forte impegno export: Casa vinicola Botter ed Enoitalia, guidate rispettivamente dalle famiglie Botter e Pizzolo. Santa Margherita guadagna un posto e sale a quota 12, mettendo a segno il maggiore incremento del fatturato tra i big.

Di proprietà di Gaetano Marzotto e dei suoi fratelli attraverso la holding Zignago, è tra le realtà più solide e più pronte a crescere.

L’olimpo del vino si chiude con due coop: il romagnolo Gruppo Cevico presieduto da Ruenza Santandrea e la Cantina di Soave diretta da Bruno Trentini.

LA REGIONE PUGLIA LANCIA IN NUOVO MICRO-PRESTITO FINO A 25.000 EURO. Possono accedere anche commercianti e professionisti. Ecco come funziona

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Il Microcredito/MicroPrestito d’Impresa è lo strumento con cui la Regione Puglia offre alle microimprese pugliesi già operative e non bancabili un finanziamento per realizzare nuovi investimenti.
L’iniziativa è attuata da Puglia Sviluppo SpA.

CHI PUÒ RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO?

L’impresa deve:
  • aver emesso la prima fattura almeno 6 mesi prima della domanda preliminare (le imprese del settore del commercio devono aver emesso la prima fattura almeno 24 mesi prima della domanda ed aver avuto un fatturato di almeno 60.000€ negli ultimi 12 mesi)
  • avere meno di 10 addetti e non essere partecipata per la maggioranza da altre imprese
  • avere una delle seguenti forme giuridiche: ditta individuale, soc. coop., s.n.c., s.a.s., associazione tra professionisti, s.r.l. ordinarie e semplificate.
  • essere non bancabile, avendo rispettato negli ultimi 12 mesi tutti i seguenti requisiti:
    • non avere avuto liquidità per più di € 50.000
    • non essere stata proprietaria di immobili e macchinari per un valore superiore a € 200.000
    • non avere fatturato più di € 240.000
    • non aver beneficiato di finanziamenti superiori a € 30.000
QUALI ATTIVITÀ NON SI POSSONO FINANZIARE?
Il Fondo non finanzia i settori seguenti:
  • pesca, agricoltura e zootecnia
  • energia, acqua e fogne
  • lotterie, scommesse, case da gioco
  • organizzazioni associative
COME FUNZIONA IL FINANZIAMENTO?
Importo: da € 5.000 a € 25.000
Durata massima: 60 mesi (più preammortamento di 6 mesi)
Tasso di interesse: fisso, 70% del tasso di riferimento UE (da gennaio 2015 il tasso è stato 0,24%)
Rimborso: in rate mensili costanti posticipate. È possibile, in qualsiasi momento, estinguere il finanziamento
Modalità di rimborso: RID con addebito sul conto corrente.

Alle imprese che avranno rispettato tutte le scadenze del finanziamento sarà riconosciuta una premialità di importo pari a tutti gli interessi pagati.

SONO RICHIESTE GARANZIE?
Le garanzie patrimoniali e finanziarie sono richieste solo per le soc. coop., per le s.r.l. semplificate e per le associazioni professionali.

In questo caso saranno richieste garanzie personali nel caso in cui il patrimonio non sia proporzionato all’entità del finanziamento concesso.

L’impresa dovrà essere presentata da un garante morale o da una Associazione imprenditoriale o sindacale.
La garanzia morale o la presentazione tecnica – che non potrà essere rilasciata dietro compenso – non costituisce responsabilità patrimoniale del garante.
Potranno rilasciare garanzie morali persone che operano con un ruolo di riferimento in organizzazioni, associazioni, comunità o gruppi sociali purché radicati sul territorio.
QUALI SPESE SI POSSONO FINANZIARE?
Spese di investimento (almeno il 30% del totale):
  • opere murarie e assimilate
  • macchinari, impianti, attrezzature, automezzi di tipo commerciale
  • programmi informatici, brevetti e licenze
Altre spese:
  • materie prime, semilavorati, materiali di consumo
  • locazione di immobili, affitto apparecchiature di produzione
  • utenze
  • polizze assicurative
COME RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO
Si compila su Internet una domanda preliminare sintetica.
Non è previsto l’invio di documenti cartacei.
Sono a disposizione sul territorio sportelli gratuiti informativi e di assistenza.
L’istanza di finanziamento vera e propria sarà redatta durante un colloquio di tutoraggio presso Puglia Sviluppo S.p.A.
Il bando si estende anche a commercianti e professionisti

Per maggiori dettagli, clicca QUI

IL NUOVO PROGETTO DI EXPO 2015 PER GLI ITALIANI CHE VIVONO ALL’ESTERO. Ecco le agevolazioni

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Al via la procedura di selezione dei fornitori di beni e servizi nell’ambito del programma “Made of Italians” di Expo Milano 2015.

Made of Italians si rivolge a tutti gli italiani residenti all’estero e a tutti i cittadini stranieri di origine italiana.

Il programma vuole incoraggiare queste persone a cogliere l’occasione di Expo per tornare a visitare il proprio Paese di origine.
A tutti i cittadini che aderiranno al programma, verranno riservate esclusive promozioni e offerte su un’ampia gamma di beni e servizi.

La procedura attivata da Expo Milano spa è finalizzata alla ricezione di manifestazioni di interesse alla fornitura di beni e servizi per il programma Made of Italians a condizioni agevolate ed esclusive per il programma Made of Italians di Expo Milano 2015 e rientrare nelle categorie merceologiche specificate nel documento.

Per beni e servizi si intende qualsiasi merceologia che potrebbe risultare d’interesse per il programma Made of Italians, limitatamente ai settori: servizi di viaggio, musei e mostre, ristorazione e divertimenti, shopping.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 28 febbraio 2015.

Ecco il sito web dedicato

LE VACANZE DEGLI ITALIANI. Scarica il rapporto completo pubblicato oggi dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato oggi l’indagine sulle vacanze degli italiani nel 2014.

 

Ecco i principali indicatori.

 

Nel 2014, i residenti in Italia hanno effettuato 63 milioni e 632 mila viaggi con pernottamento,

il 9,5% in meno rispetto all’anno precedente (erano 70 milioni e 350 mila).

La durata media dei viaggi resta stabile a 5,8 notti per un totale di 370 milioni di pernottamenti.

Diminuiscono le vacanze brevi (-23,6% e -21,2% in termini di pernottamenti), mentre i viaggi per vacanza lunga (29,9 milioni) e quelli effettuati per motivi di lavoro (8,2 milioni) rimangono sostanzialmente invariati (anche in termini di pernottamenti).

Il calo si registra tra i viaggi in Italia (-15,2%), che rappresentano oltre i tre quarti del totale, mentre quelli all’estero aumentano (+19,7%), a seguito della crescita dei viaggi di lavoro nei paesi dell’Ue (+23,8%).

Francia e Spagna sono le destinazioni europee preferite per le vacanze: nella prima si trascorre circa un terzo (32,8%) delle vacanze brevi, mentre nella seconda il 16,5% delle lunghe.

La Germania è, invece, il paese più visitato per motivi di affari (21,9%).

Tra le destinazioni extra-europee, il Marocco e la Tunisia sono i luoghi più visitati per le vacanze (3,5% e 2,7%) e gli USA per i viaggi di lavoro (8%).

In Italia, oltre il 10% delle vacanze lunghe estive è trascorso in Toscana (13,2%) e Puglia (10,2%), mentre le mete invernali preferite sono Trentino-Alto Adige (27,6%) e Lombardia (16,7%).

 

Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI