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LA CLASSIFICA DELLE RETRIBUZIONI IN ITALIA. Guarda la provincia dove si guadagna di più

Jobpricing ha pubblicato il Geography Index 2015.
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E’ la classifica della retribuzione media rilevata nelle 110 province italiane.
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Il Geography Index ha l’obiettivo di far luce sulle retribuzioni relative all’intero territorio italiano, individuando un valore di riferimento per ogni provincia.
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Con tale classifica si vuole tentare di fornire indicazioni su quali sono i territori dove un lavoratore può cogliere opportunità di crescita retributiva.
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Il Report contiene la graduatoria retributiva delle 20 regioni italiane e la graduatoria delle 110 province.
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La regione con i redditi più alti è la Lombardia.
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Ecco le 20 province con le retribuzioni più alte.
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Milano conferma la sua leadership
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Ecco le 20 province dove si guadagna di meno.
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Per scaricare il report completo di Jobpricing, clicca QUI
LE AZIENDE FAMILIARI PRODUCONO REDDITO E POSTI DI LAVORO.Leggi la ricerca

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E’ stata pubblicata la settima edizione dell’Osservatorio AUB sulle aziende familiari italiane.
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L’Osservatorio è realizzato da Bocconi, AIdAF, Unicredit e Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Borsa Italiana ed Allianz.

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Le aziende familiari vincono il confronto con le non familiari in termini di crescita, redditività e creazione di posti di lavoro.
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Le aziende familiari rappresentano l’ossatura della nostra economia.
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Sono il fiore all’occhiello del nostro Made in Italy.
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I dati della settima edizione sono rappresentativi dell’universo dell’impresa italiana.
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L’Osservatorio monitora tutte le 15.722 aziende con fatturato superiore a 20 milioni di euro, responsabili del 66,5% del valore aggiunto delle imprese italiane attive in industria e servizi e del 33,1% della loro occupazione.
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Le imprese familiari sono molto più longeve rispetto alle altre.
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Nel periodo 2010-2014 le imprese familiari hanno aumentato il numero di dipendenti del 5,3% medio l’anno, contro l’1,2% delle non familiari.
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Il trend di crescita del fatturato è allineato a quelle non familiari per quanto riguarda le piccole imprese (20-50 milioni di fatturato), ma sostanzialmente maggiore per quelle medio grandi (più di 50 milioni).
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Fatto 100 il fatturato del 2007, quello del 2014 è stato 126,4 per le non familiari e 133,6 per le familiari.
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In termini di redditività, invece, i risultati migliori delle imprese familiari riguardano tutte le dimensioni:
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il Roi è del 7,8% contro 6,8% per le medio-grandi e dell’8,6% contro 7,4% per le piccole.
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Più preoccupante il fatto che l’età dei leader delle aziende familiari italiane sia molto elevata.
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Con l’età del leader peggiorano le performance aziendali.
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Il 22,6% dei leader ha più di 70 anni.
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Per scaricare il report, clicca QUI
CROLLA IL REDDITO DEGLI ISCRITTI AGLI ORDINI PROFESSIONALI. Scarica il rapporto completo

Adepp è l’associazione delle casse di previdenza private.
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Oggi ha pubblicato il 5° Rapporto sul sistema pensionistico delle professioni ordinistiche.
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Ecco alcuni indicatori.
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I Liberi Professionisti sono sempre più poveri.
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Il reddito medio degli iscritti ha avuto una perdita in termini reali del 18,35% tra 2007 e il 2014, anno per cui è disponibile l’ultimo aggiornamento.
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In euro, sempre in termini reali, ossia considerando il valore al netto dell’inflazione, il reddito dei liberi professionisti iscritti all’Adepp è sotto quota 30 mila, fermandosi a 28.960,02 euro annui.
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A pagare maggiormente sono le donne, che mediamente percepiscono un reddito dimezzato rispetto ai colleghi maschi.
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Nel 2014 infatti il divario economico si è ulteriormente ampliato.
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Un dato positivo è la fortissima crescita della componente femminile nel numero dei nuovi iscritti alle casse previdenziali.
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Per scaricare il report ADEPP, clicca QUI
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LA SALUTE DEI CITTADINI PRODUCE RICCHEZZA E POSTI DI LAVORO. Scarica il rapporto pubblicato dal Censis e Unipol

Censis e Unipol hanno pubblicato il report
“Welfare Italia 2015 Impatto e potenziale di crescita della White Economy”.
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È ormai chiaro a tutti che la domanda di salute e di assistenza è destinata ad aumentare nel tempo.
Questa domanda potrà essere soddisfatta solo con un sistema di offerta solido, integrato, in grado di crescere e di adeguare rapidamente le prestazioni che eroga.
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Un sistema in cui l’offerta privata, nelle sue tante e diverse forme, potrà e dovrà giocare un ruolo sempre più rilevante.
La ricerca mette in luce il valore economico e occupazionale dell’insieme delle attività pubbliche e private riconducibili al benessere delle persone (salute, previdenza, assistenza).
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La domanda di welfare e la filiera della «white economy» che vi dà risposta sarà il vero driver della ripresa.
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Per scaricare il report del Censis, clicca QUI
Black Friday: il disastro online dei siti italiani

Venerdì 27 Novembre è stato il giorno del Black Friday:
sconti (quelli veri) su migliaia di prodotti nei negozi fisici e online.
Mentre nei comuni negozi sparsi per le vie dello stivale procedeva tutto liscio, online si generavano problemi a non finire.
Importanti siti come Mediaworld, Euronics e Gli Stockisti presentavano siti lenti, processi di acquisto interminabili e nelle peggiori delle
ipotesi server down.
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Cosa c’è dietro questo disastro italiano?
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C’è da dire che il Black Friday, evento nato in America ed esportato in tutto il mondo, è ancora in una fase quasi sperimentale nel nostro bel paese, ma da colossi come quelli sopra citati ci si aspettava maggiore attenzione ed una stima del traffico più accurata.
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Gli “addetti ai lavori” hanno sottovalutato l’evento, lasciando i server dei siti così com’erano, come se il “venerdì nero” fosse un giorno come tutti gli altri.
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Il risultato lo abbiamo visto tutti: disastroso!
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Gli unici siti a tenere testa al giorno degli sconti folli sono stati Amazon ed Ebay: due realtà di origine Statunitense (guarda caso), che
hanno monopolizzato le vendite grazie agli errori (sciocchi) dei diretti competitors.
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Avranno imparato la lezione gli e-commerce che hanno commesso l’imperdonabile errore di sottovalutare l’utenza del web?
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Non ci resta che aspettare il prossimo Black Friday e provare a collegarci in uno di questi siti!
L’autore

IL NUOVO MANUALE ISFOL SUL TIROCINIO. Scarica il documento

L’Isfol ha pubblicato “Il Manuale del tirocinante.
Guida pratica al tirocinio extracurriculare”(seconda edizione).
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Una guida indispensabile per i giovani che vogliono affrontare questo tipo di esperienza, spesso decisiva per il loro futuro professionale, in quanto primo passo nel mondo del lavoro.
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Il tirocinio consiste in un periodo di orientamento e di formazione on the job.
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In particolare Il Manuale del tirocinante si occupa dei tirocini extracurriculari, vale a dire quelli destinati a inoccupati, disoccupati e a giovani che hanno concluso gli studi, per agevolare il passaggio dalla scuola al lavoro.
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La guida, arricchita da testimonianze dirette di ex tirocinanti e di aziende che da anni utilizzano questo strumento, è corredata da dettagliate schede che illustrano le norme previste in ogni singola Regione, con indicazioni su:
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– tipologie, destinatari e durata;
– soggetti ospitanti;
– soggetti promotori;
– convenzione e progetto formativo;
– diritti e doveri;
– indennità (dal 2013 è prevista un’indennità regolata dalle Regioni, che va dai 300 ai 600 euro);
– attestazione;
– riferimenti legislativi.
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Inoltre nel manuale vengono dati consigli su come valorizzare la propria esperienza al fine di trovare un impiego.
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Per scaricare il report dell’Isfol, clicca QUI
L’ITALIA HA I CONTRIBUTI PENSIONISTICI PIÙ ALTI DELL’AREA OCSE. Scarica il rapporto completo

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Con un’aliquota del 33%, l’Italia è il Paese con il più alto peso dei contributi pensionistici sul lavoro dipendente dell’intera area Ocse.
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A rilevarlo è la stessa Organizzazione di Parigi nel rapporto “Pensions at a glance” che fotografa i sistemi previdenziali nei vari Stati.
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Avvisando: contributi obbligatori elevati, «possono abbassare l’occupazione complessiva e aumentare il sommerso».
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La spesa previdenziale italiana resta fuori misura: nel 2013 è stata pari al 15,7% del Pil, quasi il doppio di quella degli altri Paesi, che si ferma all’8,4 per cento.
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Le riforme hanno sì migliorato la sostenibilità finanziaria del sistema, grazie all’aumento dell’età pensionabile e alla perequazione tra donne e uomini, ma l’invecchiamento della popolazione continuerà a esercitare pressione sul finanziamento.
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Per questo l’Ocse invita a ulteriori sforzi.
Per scaricare il report dell’Ocse, clicca QUI
IN ITALIA MIGLIAIA DI PERSONE NON POSSO COMPRARE I FARMACI DI CUI HANNO BISOGNO. Ecco l’ultima ricerca

















