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Category Archives: Lavoro

DA OGGI, COLLAGE DI FOTO SU INSTAGRAM. Ecco come funziona la nuova app LAYOUT

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Instagram ha lanciato poche ore fa la nuova app Layout.

Layout consente di realizzare collage di foto.

L’app nasce proprio dalla constatazione per gli sviluppatori di Instagram che uno su cinque dei suoi utenti mensili attivi condivide composizioni e collage di immagini create con app di terze parti.
Questo vuol dire che oltre 60 milioni di utenti Instagram utilizza queste applicazioni per realizzare modifiche e collage.
Mentre la prima app stand-alone di Instagram, Hyperlapse, è stato il frutto della mente di

Come funziona?

Quando scegli le foto dal rullino foto, Layout ti mostra automaticamente le anteprime delle tue composizioni personalizzate.
Troverai un’opzione Volti che ti mostra tutte le foto in cui sono presenti persone.
Per catturare gli attimi di spontaneità, Layout ha anche una feature Multiscatto che avvia un conto alla rovescia per consentirti di scattare foto che vengono visualizzate istantaneamente in una composizione.
Come per Instagram, puoi modificare le foto come vuoi tu.
Trascina e rilascia le foto per riorganizzarle, apri e chiudi le dita per ingrandirle o ridurle o tira i bordi di ogni foto per modificarne le dimensioni.
Capovolgi e ruota le foto così da poter creare composizioni originali ed effetti specchio.

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Dopo aver modificato i collage, puoi inoltre condividere direttamente su Instagram e Facebook, o puoi aprirlo in un’altra applicazione.

Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.

Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.

IL NUOVO LIBRO DI LAURA CONTE. Domani

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TI OCCUPI DI LAVORO E FORMAZIONE ? Ecco una nuova importante banca dati da consultare

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Isfol e Istat hanno presentato un nuovo strumento di di analisi:

il ‘Sistema informativo sulle professioni’

E’ un insieme aggiornato di dati utili sui percorsi di lavoro, di formazione e di sviluppo della carriera.
Assembla e arricchisce le informazioni sull’occupazione attuale e tendenziale e sulle caratteristiche delle professioni presenti nel mercato del lavoro. 
Gli utenti potenziali di tale sistema sono decisori politici, imprese, istituzioni pubbliche, giovani in cerca di lavoro, lavoratori, operatori della formazione, operatori del mercato del lavoro e famiglie”.
In tempo reale si possono ottenere informazioni qualitative e dati statistici utili a definire politiche del lavoro e della formazione nonché a scegliere percorsi professionali, di aggiornamento e di sviluppo di carriera.

Il Sistema informativo delle professioni è nato “dall’idea di valorizzare il patrimonio di dati statistici e-o amministrativi che diversi soggetti, in prevalenza istituzioni pubbliche, producono con finalità di vario genere”.

Nell’ambito del sistema sono descritte e analizzate circa 800 unità professionali, rappresentative dell’intero panorama del mercato del lavoro.
“E’, infatti, possibile navigare -si chiarisce- attraverso la classificazione delle professioni e ottenere informazioni e dati relativi a stock di occupati, caratteristiche delle professioni, fabbisogni professionali, previsioni di assunzione a breve e a medio termine, incidentalità, incrocio domanda-offerta di lavoro, offerta di formazione professionale e mercato del lavoro locale (a livello regionale), iscritti agli ordini professionali”.
Attualmente, gli attori che partecipano al Sistema e che producono informazioni sono: Isfol, Istat, ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, albo professionale agrotecnici. Sono in procinto di entrare nel Sistema Miur, Inps e Enpam.

Un generico utente può decidere di accedere al Sistema informativo per acquisire informazioni sulle caratteristiche dell’unità professionale di suo interesse, per esempio quella identificata dal codice 21141 ‘Analisti e progettisti di software’.

L’utente può scegliere di entrare nel Sistema attraverso la porta del sito Isfol (professionioccupazione.isfol.it), cominciando ad acquisire, per la professione scelta, le informazioni che riguardano i fabbisogni professionali (conoscenze e competenze da aggiornare nel breve termine) e le prospettive di occupazione a medio termine.
Proseguendo attraverso gli altri ‘nodi’ del Sistema, potrebbe verificare se e dove, al momento della consultazione, sono disponibili delle concrete offerte di lavoro da cogliere al volo (sito del ministero del Lavoro).
Può, inoltre, ottenere informazioni relative al numero e alle caratteristiche degli occupati che esercitano quella professione (sito Istat), alle previsioni di assunzione nel breve termine (sito Unioncamere), nonché ai rischi e agli incidenti connessi al suo svolgimento (sito Inail).
Se la professione di suo interesse fosse tra quelle regolamentate, l’utente potrebbe continuare il suo percorso di navigazione nel Sistema consultando il sito dell’ordine professionale di riferimento (per esempio il sito degli Agrotecnici), per sapere più in dettaglio quanti sono coloro che possono esercitarla legittimamente e la loro distribuzione per sesso, classe di età e territorio.

Ecco il link.

SCARICA IL 27° RAPPORTO EURISPES SULLA TRISTE SITUAZIONE SOCIALE DEL NOSTRO PAESE

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L’Eurispes ha pubblicato la 27^ edizione del Rapporto Italia.
Gli indicatori non sono positivi.
E’ un racconto impietoso del grande freddo che si è abbattuto sul nostro paese, alle prese con la peggiore recessione di sempre.

Dopo sette anni di ciclo economico negativo, le ripercussioni si abbattono anche sulla tenuta sociale: l’Italia è in cima alla classifica degli abbandoni scolastici e siamo tra gli europei che hanno subito la maggior caduta del potere d’acquisto.

Non per nulla, è in costante aumento il numero di coppie, più o meno giovane, che per tirare avanti deve ricorrere all’aiuto dei genitori.

Per scaricare il rapporto, clicca QUI

(previa iscrizione gratuita al sito di Scribd)

COME ATTIRARE I MIGLIORI TALENTI AL MONDO. Scarica il rapporto Insead Adecco

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Insead in collaborazione con Adecco ha pubblicato il Global Talent Competitiveness Index (GTCI).
La ricerca classifica 93 Paesi in base alla capacità di far crescere, attrarre e trattenere i talenti.
Per il 2014 il Global Talent Competitiveness Index ha assegnato alla Svizzera la prima posizione, seguita da Singapore e Lussemburgo.
L’Italia si aggiudica un onorevole 36° posto, dimostrando di avere buone capacità di sviluppare i propri talenti, ma non riuscendo ancora a tenere il passo nella capacità di attirare risorse ad alto valore aggiunto e creare i giusti presupposti per farle crescere.

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Secondo la ricerca, gli investimenti in competenze per l’idoneità al lavoro e formazione professionale sono la chiave per attrarre e sviluppare i talenti all’interno di mercati del lavoro in continuo cambiamento e a crescente disoccupazione.
I tre paesi in testa alla classifica hanno optato per economie aperte, un ingrediente essenziale per essere competitivi a livello dei talenti.
Molte delle altre economie tra le “top 20” sono caratterizzate da radicate tradizioni d’immigrazione, come Stati Uniti (al quarto posto), Canada (al quinto), Svezia (al sesto) e Regno Unito (al settimo).

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Tutti i paesi con le performance più elevate sono caratterizzati anche da un altro fattore: una lunga educazione prioritaria, come nel caso degli altri paesi scandinavi, tutti tra i primi 15, con la Danimarca all’ottavo posto, la Norvegia all’undicesimo e la Finlandia al tredicesimo.
Ciò che colpisce, più ancora delle differenze all’interno della stessa Europa, è lo squilibrio correlato ai talenti a livello globale. Nonostante 33 milioni di persone in cerca di un lavoro negli Stati Uniti e in Europa, sono oltre 8 milioni i posti di lavoro ancora scoperti.
Contemporaneamente, in alcuni paesi d’Europa, persiste una disoccupazione giovanile pari ad oltre il 50%.
Tra le strade indicate per un miglioramento dell’indice italiano non si può non menzionare una maggiore attenzione allo STEM, acronimo utilizzato in riferimento alle discipline accademiche di Scienze, Teconologie, Ingegneria e Matematica, per il quale, già nel 2004, è stato avviato il Progetto Lauree Scientifiche, nato con la motivazione di incrementare il numero di iscritti ai corsi di Laurea in Chimica, Fisica e Matematica, frutto della collaborazione del Ministero dell’Istruzione, della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze e Tecnologie e di Confindustria.

Per scaricare il report di Insead, clicca QUI

L’ITALIA E’ UNA GRANDE NAZIONE MANIFATTURIERA. Ecco i numeri nel rapporto pubblicato da Symbola

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L’Italia è in crisi, una crisi profonda.

Ma non è un Paese senza futuro.

Dobbiamo affrontare problemi che vengono da lontano, e che vanno ben oltre il pesante debito pubblico.

E la crisi mondiale si è innestata su questi mali.

Rimediare non è facile, ma non è impossibile.

Basta guardare con occhi nuovi al Paese e avere chiaro quali sono i nostri punti di forza.

Da qui l’idea di Fondazione Symbola, Fondazione Edison e Unioncamere di dar vita al documento “10 verità sulla competitività italiana”.

L’Italia è tra i soli cinque paesi al mondo ad avere un surplus commerciale manifatturiero con l’estero superiore ai 100 miliardi di dollari; dal 2008 al 2013 abbiamo incrementato l’export del 16,5% facendo meglio di Germania (11,6%) e Francia (5,9%).

Il sistema produttivo italiano, inoltre, è anche quello che guida la “riconversione verde” dell’occupazione europea.

Secondo l’Eurobarometro, entro la fine del 2014, il 51% delle PMI italiane avrà almeno un “green job”, quasi quanto Germania e Francia insieme.

In questo quadro di eccellenza, uno dei settori driver, con 53 miliardi di dollari di surplus, è l’industria italiana del machinery, terza nella graduatoria internazionale che misura il saldo della bilancia commerciale, preceduta da quella tedesca e giapponese ma davanti a quella cinese e sud coreana.

Su un totale di 496 prodotti, la meccanica italiana risulta essere prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 235 casi.

Per scaricare il report di Symbola, clicca QUI

IL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA. Scarica il rapporto annuale dell’Isfol (158 pagine)

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L’Isfol ha pubblicato il suo annuale Rapporto sul mercato del lavoro in Italia.

I risultati riflettono un quadro di grande criticità vista l’attuale fase recessiva, tanto da registrare un balzo indietro di quasi 10 anni dal punto di vista dei tassi di occupazione.

Gli ultimi dati sulle comunicazioni obbligatorie forniti dal Ministero del Lavoro presentano alcuni timidi segnali di ripresa.

Il Rapporto mostra come alla caduta di occupazione si affianchi la diminuzione di intensità di lavoro delle persone occupate intesa come contrazione delle ore mediamente lavorate, aumento dell’incidenza del part time involontario e massiccio utilizzo degli ammortizzatori in deroga.

In particolare sono i precari i soggetti maggiormente esposti al rischio disoccupazione anche in ragione di contratti che si fanno progressivamente più brevi.

La rilevazione sottolinea come anche i giovani si trovino sempre più in difficoltà a trovare lavoro una volta terminato il percorso di studi.

Se nel 2008 un giovane su due risultava occupato dopo un anno dal primo ingresso nel mondo del lavoro nel 2013 questa quota risulta dimezzata.

Per scaricare il rapporto dell’Isfol, clicca QUI

TANTI ITALIANI SE NE VANNO ALL’ESTERO. TANTI IMMIGRATI ABBANDONANO L’ITALIA. Ecco l’indagine completa dell’Istat

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L’Istat ha pubblicato l’indagine sui flussi migratori nel nostro paese.

Nel 2013 le immigrazioni dall’estero sono state 307 mila, 43 mila in meno rispetto all’anno precedente (-12,3%).

Con 58 mila ingressi la comunità più rappresentata tra gli immigrati è quella rumena, seguono: marocchina (20 mila), cinese (17 mila) e ucraina (13 mila).

Le principali mete di destinazione per gli italiani sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera e la Francia. Nel loro insieme questi paesi accolgono oltre la metà dei flussi in uscita.

Per scaricare l’indagine dell’Istat, clicca QUI

VUOI LAVORARE IN GERMANIA? Ecco il nuovo sito web in lingua italiana promosso dal governo tedesco

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Da qualche mese il governo tedesco ha lanciato un portale interamente in lingua italiana per evitare problemi di traduzione e incomprensioni lessicali: www.riconoscimento-in-germania.it.

L’idea è di aiutare chi vuole trasferirsi in Germania ad ottenere il riconoscimento della qualifica professionale anche nel loro Paese senza perdersi nei mille rivoli della burocrazia.

Prima fase:

 trova l’ufficio di riconoscimento.

Basta inserire dove sei (o dove vuoi andare a vivere) e il sistema ti elabora immediatamente lo sportello più vicino per adempiere tutte le pratiche del caso.

 

 

Seconda fase: sezione riconoscimento professionale. 

Il portale ti spiega per filo e per segno che cosa significa riconoscere la propria professione, distinguendo tra quelle regolamentate e quelle no, perché le prime hanno l’obbligo di dover essere riconosciute (ad esempio medici e infermieri), le seconde invece hanno una procedura di riconoscimento opzionale.

Terza fase: Il sito ideato dai consulenti del governo in tema di immigrazione qualificata ha previsto anche una serie di informazioni utili per la parte relativa al soggiorno e all’accesso al mercato del lavoro, ovviamente distinguendo tra chi è cittadino dell’Unione europea e chi non lo è.

Prevedendo persino una Borsa lavoro che segnala in tempo reale quali sono le professioni più ricercati e le posizioni attualmente aperte divise per categoria.

Quarta fase: il servizio di assistenza telefonica.

Se il portale non risponde a tutti quesiti ci pensa l’ufficio federale per la migrazione (Bamf) attivo dalle 9 alle 15 dal lunedì al venerdì e disponibile in tedesco e in inglese.

Qui l’operatore in lingua italiana non c’è, ma d’altronde una minima della conoscenza della lingua inglese è di ordinanza. Infine i numeri: in pochi mesi gli accessi dall’Italia sono stati 27mila.

Ecco il sito

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, UN INNOVATIVO SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA SCUOLA SUPERIORE. Ecco di cosa si tratta

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“…Entro poche settimane mezzo milione di studenti e le loro famiglie in Italia dovranno scegliere a quale scuola superiore iscriversi.

Per una ragazza o un ragazzo è la prima grande scelta della sua vita, un momento importante e per molti aspetti decisivo per il suo futuro.

Per aiutarli a scegliere la scuola migliore per ciascuno di essi, la Fondazione Giovanni Agnelli ha creato un nuovo strumento, Eduscopio.it.

È un sito web a disposizione di tutti, gratuito e utile non solo per gli studenti e le loro famiglie, ma anche per i docenti e i dirigenti scolastici, che permette di confrontare le scuole italiane, a partire dal modo in cui hanno preparato i loro diplomati per il percorso universitario.

 

Il nuovo portale offre gratuitamente un servizio agli studenti di terza media e alle loro famiglie per aiutarli a scegliere in modo più consapevole la scuola superiore a cui iscriversi.

Con EDUSCOPIO.it, infatti, potranno confrontare la qualità di oltre 4.000 scuole superiori in tutta Italia, in relazione a uno dei loro compiti fondamentali: la capacità di preparare e orientare gli studenti agli studi universitari.

L’idea di fondo del progetto è analizzare uno degli esiti successivi della formazione secondaria – la frequenza all’università – per trarne un’indicazione di qualità sull’offerta formativa delle scuole da cui i diplomati provengono.

I risultati universitari, infatti, riflettono e danno informazioni anche sulla qualità delle “basi” formative ricevute, sulla bontà del metodo di studio e l’utilità dei suggerimenti orientativi acquisiti presso le scuole secondarie.

In questa prospettiva,EDUSCOPIO.it fornisce informazioni comparabili sulle scuole italiane che offrono gli indirizzi del liceo (classico, scientifico ecc.) e anche dell’istituto tecnico (economico e tecnologico), poiché oggi anche questi ultimi mandano molti loro diplomati all’università.

EDUSCOPIO.it, invece, non esamina gli istituti professionali, la cui missione prioritaria è preparare al mercato del lavoro subito dopo il diploma.

Come funziona EDUSCOPIO.it?

La Fondazione Agnelli ha analizzato i risultati al primo anno di università di 700mila diplomati italiani (i voti agli esami, ma anche i crediti, perché all’università è importante avere buoni vuoti, ma anche superare gli esami nei tempi previsti) negli anni 2009-10, 2010-11 e 2011-12.

Sulla base di questi propone in modo semplice e trasparente informazioni utili a capire se la scuola superiore dove questi studenti hanno preso la maturità ha svolto un buon lavoro.

 

Per avere più idee su quali siano le scuole che maggiormente soddisfano le proprie aspettative e inclinazioni, lo studente non dovrà fare altro che indicare (a) quale indirizzo vuole scegliere alle superiori e (b) in quale comune italiano risiede.

In un paio di click avrà la possibilità di confrontare gli esiti delle scuole che si trovano nella sua zona e offrono quel percorso di studi. In questo modo, EDUSCOPIO.it permette, grazie a informazioni oggettive e trasparenti, di integrare i suggerimenti di orientamento ricevute dalle scuole stesse e dal Miur, andando al di là del “tam-tam” e del “passaparola” che oggi sono ancora modalità assai diffuse per la scelta di una scuola.

In coerenza con la filosofia di “servizio alle famiglie” alla base del progetto, che rappresenta un’evoluzione di quelli già realizzati negli anni scorsi dalla Fondazione per alcune regioni italiane, l’intenzione non è dunque suggerire quale sia la “migliore scuola d’Italia” o “la migliore scuola della Regione”, ma piuttosto quale possa essere la scuola “più giusta” per ciascuno studente, là dove vive.

Infine, EDUSCOPIO.it è anche una risorsa utile per i docenti e i presidi, con dati per sapere che cosa hanno fatto i loro diplomati dopo la maturità.

Si tratta di informazioni che oggi spesso le scuole non riescono ad avere, attraverso le quali potranno essere maggiormente responsabilizzate rispetto alla preparazione e all’orientamento in uscita in vista degli studi universitari.

WWW.EDUSCOPIO.IT