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IN ITALIA QUANTI SONO I DIPLOMATI E I LAUREATI? Scarica i nuovi dati pubblicati dall’Istat

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Rino Scoppio 

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Secondo l’ultimo rapporto Istat, in Italia la quota di popolazione con titolo di studio universitario continua a essere molto bassa: il 19,6% contro il 33,2% dell’Ue.

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02. livelli di diplomati e laureati

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Nel Mezzogiorno rimangono decisamente inferiori sia i livelli di istruzione  sia i tassi di occupazione.

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mezzogiorno

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Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI 

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Quanti sono i NEET in Italia ? Te lo dice il nuovo rapporto dell’Istat.

istat

L’Istat ha pubblicato un interessante report sui NEET in Italia.

Scarica qui il report

LA LAUREA SERVE ANCORA A TROVARE LAVORO IN ITALIA? Scarica tutte le statistiche sul nostro sistema universitario.

 

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Rino Scoppio con microfono

Rino Scoppio

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01 - copertina

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L’Anvur ha pubblicato la nuova edizione 2018 del “RAPPORTO SULLO STATO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E DELLA RICERCA”.

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I numeri purtroppo non sono confortanti.

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Siamo al penultimo posto nell’U.E. come numero di laureati; ci precede solo la Romania.

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07 I- Italia al penultmo posto come numero di laureati

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Molto bassa anche la spesa annuale per studente.

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02 - spesa annuale per studente

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I finanziamenti del MIUR continuano a calare negli ultimi anni; il trend sembra inarrestabile.

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03 - il calo dei finanziamenti dello stato all'Università

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Non c’è stato turnover nella platea dei dipendenti universitari; è il comparto della Pubblica Amministrazione che ha sofferto di più.

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04 - continua a calare il numero dei dipendenti unversitari.png

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Questo ha comportato un evidente innalzamento dell’età media con scarso innesto di giovani leve.

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Unica nota positiva:

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negli ultimi anni ha ripreso a crescere il numero degli immatricolati.

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Ha superato quota 290.000.

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05 - ha ripreso a crescere il numero dei laureati in Itallia

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E infine, la domanda che abbiamo posto nel titolo di questo articolo:

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Con la laurea si trova lavoro?”

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I numeri dimostrano in maniera inconfutabile che si hanno maggiori opportunità di trovare lavoro.

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La differenza con i diplomati però non è molto alta.

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Questo probabilmente spinge molti giovani a cercare una via più agevole per trovare il primo stipendio.

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06 - con la laurea o il diploma si trova lavoro?

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Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI

 

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I DIPLOMATI ITALIANI? Incredibile ma vero sono soddisfatti della loro scuola, dei docenti e anche dei progetti di alternanza. Scarica il nuovo report pubblicato da AlmaDiploma.

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Rino Scoppio

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AlmaDiploma ha pubblicato la 15^ edizione del Rapporto sul profilo dei diplomati italiani.
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I risultati ci danno molte indicazioni sui luoghi comuni relativi alla scuola italiana.
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Mediamente i nostri ragazzi sono soddisfatti del rapporto che hanno instaurato con i loro docenti.
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Meno lusinghiero il giudizio sulle infrastrutture.

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02 - giudizio su docenti e infrastrtture

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Molti ragazzi cambierebbero il percorso di studi scelto.

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02 - perchè cambierebbero

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Le ore di studio settimanali sono mediamente più alte nei licei.
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Colpisce il dato generale sulle ore di studio delle ragazze rispetto ai loro colleghi.

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03 - ore di studio alla settimana

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Gli istituti professionali sono i protagonisti nei progetti di alternanza Scuola-Lavoro.

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04 - Quali indirizzi di studio fanno progetti di alternanza

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Contrariamente a quello che si può pensare dalle notizie di cronaca quotidiana, i ragazzi guardano con interesse ai progetti di alternanza.

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Va migliorato sicuramente l’aspetto organizzativo.

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05 - soddisfazione sui progetti di altrrnanza

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Per scaricare il report  di AlmaLaurea, clicca QUI

TUTTI I NUMERI DELLA SCUOLA ITALIANA. Scarica l’ultimo rapporto pubblicato dal MIUR

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Rino Scoppio 

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Il MIUR ha pubblicato le ultime statistiche sulla scuola italiana.

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Le sedi scolastiche statali in Italia sono 41.060

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41mila sedi scoladtiche

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Gli alunni che nell’anno scolastico 2017/2018 frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi.

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totale 7 milioni di salunni

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Relativamente alla scuola secondaria di II grado, ecco la distribuzione degli studenti per percorso di studi.

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ripartizione scuolla superire per indirizzo di studio

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La ripartizione fra Licei, Tecnici e Professionali.

 

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tripartizione fra tipo di scuola

 

Per scaricare il rapporto del MIUR, clicca QUI

 

 

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Nella Tab.6 con maggiore dettaglio è presentata la distribuzione degli studenti per indirizzo di studio ed anno di corso

SE PRENDO LA LAUREA, COSA SUCCEDE ALLA MIA CARRIERA? Ecco i risultati della nuova ricerca pubblicata da Jobpricing

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Rino Scoppio 

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JobPricing ha pubblicato l’University Report 2017.
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E’ un’indagine sui livelli di retribuzione dei diplomati e laureati italiani.

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Il titolo di studio (sul lungo periodo) offre sicuramente buone possibilità di stipendi e carriera.

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03 - quanto vale livello di istruzione

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Un dilemma per molte famiglie: meglio l’università pubblica o privata?

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07 - guadagna di più

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I numeri sono abbastanza eloquenti.

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.04 meglio private o pubbliche

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La Bocconi mostra le migliori performance in tal senso.

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05 Classifica atenei bocconi

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Per scaricare il report completo di Jobpricing, clicca QUI

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“…IN ITALIA CI SONO TROPPI LAUREATI…”. Si, come no. Siamo al penultimo posto nell’U.E. Scarica il nuovo rapporto pubblicato da Eurostat

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Rino Scoppio 

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Eurostat ha pubblicato un interessante studio sui laureati all’interno dell’U.E.

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Nel 2016, la percentuale di laureati tra le persone tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutti i paesi membri dell’Ue rispetto al 2002 ma l’Italia è tra gli Stati con la percentuale più bassa (26,2%).

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Una quota inferiore a quella dei laureati italiani si registra solo in Romania (25,6%).

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italia

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Per quanto riguarda la distinzione tra maschi e femmine, la maggioranza dei laureati è donna in tutte la nazioni dell’Unione, fatta eccezione per la Germania.

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Uomini donne otale

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L’Italia da questo punto di vista è in linea con tutti gli altri Stati: il 32,5% dei laureati è donna contro il 19,9% di uomini.

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donne
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Lo studio di Eurostat prende in considerazione anche i tassi di abbandono scolastico (early school leavers).

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L’Italia è la quinta peggiore dietro solo, oltre a Malta e Spagna,  a Portogallo e Romania.

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Per scaricare lo studio Eurostat, clicca QUI

 

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INNOLABS: SOSTEGNO A PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Il 13 marzo si aprirà lo sportello per la presentazione delle Domande di agevolazione previste da INNOLABS, il nuovo strumento della Regione Puglia a sostegno di Progetti pilota per la sperimentazione di soluzioni innovative di specifiche problematiche di carattere sociale. La metodologia di approccio prevede la partecipazione di 4 gruppi di Attori: la Pubblica Amministrazione, le Imprese, il sistema della Ricerca ed i Cittadini o loro Associazioni in qualità di co-sviluppatori di innovazione. Una quadrupla elica di soggetti in grado di dialogare tra loro per la sperimentazione di nuovi prodotti o nuovi servizi.

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I progetti pilota, di importo pari almeno a € 150.000,00 e durata massima di 18 mesi, devono essere riferiti ad un dominio tematico (Ambiente, Sicurezza e Tutela Territoriale; Cultura e Turismo; Energia Rinnovabile e Competitiva; Governo elettronico per la PA; Salute, Benessere e Dinamiche Socio-Culturali; Istruzione ed Educazione; Economia Creativa e Digitale; Trasporti e Mobilità Sostenibile) e collegati ad una Tipologia di aggregazione: 1) Smart City & Community; 2) Knowledge Community; 3) Business Community.

Le agevolazioni consistono in un Contributo in conto impianti fino ad un importo massimo di € 150.000,00 per singola impresa.

Per maggiori informazioni scarica la scheda innolabs

I NUMERI DI SCUOLA E UNIVERSITÀ IN ITALIA E NEI PAESI OCSE. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’OCSE

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|Autore: Rino Scoppio|

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L’OCSE ha pubblicato l’edizione 2016 del rapporto «Education at glance».

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Il documento analizza i sistemi educativi di 35 paesi nel mondo.

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Si tratta di dati del 2014 e, dunque, per quel che riguarda il livello di spesa, i numeri non considerano gli investimenti messi in campo con la «Buona scuola».

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Secondo i dati, tra il 2008 e il 2013 l’Italia ha tagliato la spesa pubblica per le istituzioni scolastiche del 14%.

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Nel 2013 il nostro Paese ha stanziato solo il 7% della spesa pubblica complessiva per l’insieme dei cicli d’istruzione – contro l’11% della media Ocse.

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La spesa annua dell’Italia per l’istruzione dalla scuola primaria all’istruzione universitaria nel 2013 è stata in media di 9.238 dollari per studente, inferiore di oltre 1.200 dollari alla media Ocse.

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In ogni caso, spiega il rapporto, la gran parte della spesa per l’istruzione in Italia resta finanziata da fonti pubbliche (il 96%, 5 punti più della media Ocse).

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Il corpo insegnante italiano è il più anziano rispetto a quello di tutti i Paesi Ocse e registra una delle quote più basse di docenti di sesso maschile.

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Sei/sette prof su dieci sono ultracinquantenni (58% nella scuola primaria, 59% nelle medie e 69% nelle superiori).

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Otto su dieci sono di sesso femminile.

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Nel rapporto Ocse si dà tuttavia atto al governo italiano di aver varato un piano di assunzioni che potrebbe “ringiovanire” il corpo insegnante del Paese.

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Lo squilibrio di genere è molto meno spiccato a livello dirigenziale.

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Sul fronte delle retribuzioni, l’Ocse indica poi che dal 2010 al 2014 i salari degli insegnanti sono diminuiti del 7% in termini reali sia nella scuola primaria che in quella secondaria.

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Nel 2014 un insegnante italiano poteva contare su un salario di 32.995 dollari.

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I prof più “ricchi” sono quelli del Lussemburgo con 108mila dollari, ma ben sopra la media risultano anche i quasi 64mila dollari dei tedeschi.

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Il tasso di ingresso dei giovani italiani nei corsi di laurea triennale, dice il rapporto, non supera il 37%, contro una media Ocse del 59 per cento.

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Sugli studi universitari pesa anche il nodo del diritto allo studio, che secondo l’Ocse è lungi dal garantire l’equità.

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Infatti circa l’80% degli iscritti a corsi di primo e secondo livello non riceve alcun aiuto finanziario per le tasse d’iscrizione.

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I dati Ocse dicono che in Italia oltre un terzo dei giovani tra i 20 e i 24 anni di età non lavora e non studia e tra il 2005 e il 2015 la loro percentuale è aumentata di 10 punti, molto più che negli altri paesi.

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Unica nota positiva sul fronte dell’occupazione è quella di chi ha frequentato un istituto tecnico o professionale.

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In Italia i giovani con questo titolo di studio vantano un tasso di disoccupazione inferiore rispetto agli altri paesi.

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Per scaricare il rapporto completo dell’OCSE, clicca QUI

 

Per scaricare il capitolo del rapporto dedicato all’Italia, clicca QUI

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TUTTI I NUMERI DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Anvur

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In questi giorni l’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario,  ha presentato il “Rapporto 2016 sullo stato del sistema universitario e della ricerca”.

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Il fenomeno di maggior rilievo rispetto al precedente rapporto è dato dalla ripresa delle immatricolazioni, soprattutto nella fascia di età più giovane”, dopo stagioni di continue riduzioni.

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Negli ultimi due anni il calo si è arrestato e negli ultimi dodici mesi si è registrata “una decisa inversione di tendenza, con un incremento dell’1,6 per cento del numero di immatricolati.

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Il sistema universitario italiano è basato sulle università statali (61 atenei), che accolgono nove iscritti su dieci.

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Nelle lauree triennali,  solo il 58 per cento arriva in fondo al percorso, a fronte di un 39 per cento di abbandoni.

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Una quota alta rispetto ai paesi industrializzati.

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Il 55 per cento delle matricole è donna.

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Nonostante una costante crescita osservata negli ultimi anni, siamo tra gli ultimi in Europa per quota di popolazione in possesso di un titolo di istruzione terziaria.

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numero di laureati

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Crolla il numero docenti in cattedra: erano 62.753 nel 2008, sono diventati 50.369 nel 2015.

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numero docenti

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Negli ultimi ventisette anni il processo di innalzamento dell’età dei docenti è stato continuo: dal 1988 al 2015 l’età media è aumentata di quasi 7 anni, arrivando a sfiorare i 53.

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I professori ordinari e associati  insegnano mediamente per 111 ore l’anno.

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ore

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Per scaricare il report dell’Anvur, clicca QUI

 

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