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CREA UNA CAMPAGNA FACEBOOK RIVOLTA AI TUOI CLIENTI. Ecco come si fa

In questi ultimi mesi Facebook ha messo a disposizione delle aziende inserzioniste un nuovo strumento pubblicitario.
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Possiamo rendere visibili i nostri annunci agli utenti Facebook che sono anche nostri clienti e di cui abbiamo l’indirizzo email e il numero di cellulare.
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Ecco la procedura da seguire.
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1) Andiamo su Facebook for Business e clicchiamo su CREA INSERZIONE.

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2) Scegliamo l’obiettivo della campagna e clicchiamo sul bottone RACCOGLI CONTATTI PER LA TUA AZIENDA.
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Clicca sulla PAGINA Facebook di cui sei già amministratore.

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3) Scegliamo il target che vogliamo raggiungere.
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3) Definiamo il pubblico personalizzato.
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4) Importiamo il file contenente gli indirizzi email o di cellulare dei nostri contatti (clienti o utenti del nostro sito web).

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5) E infine passiamo alla fase creativa.
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Buon lavoro!

LA DIFFUSIONE DEI SOCIAL MEDIA IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il nuovo report pubblicato da We Are Social. (537 pagine)

La società di consulenza We Are Social ha pubblicato la nuova edizione di Digital in 2016.
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Il report contiene i dati legati all’utilizzo dei canali social in Italia e nel mondo.
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Ecco i principali indicatori.
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A livello mondiale possono accedere ad internet 3,4 miliardi di persone; il 46% della popolazione mondiale.
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Sono 2,3 miliardi gli account social attivati nel mondo.
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Il numero di utenti internet totali è cresciuto del +10%.
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Il numero di utenti attivi sui canali social è aumentato di 219 milioni di unità (+10%).
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Il dato maggiormente in crescita riguarda il numero di persone che accedono a social media da dispositivi mobile: +17% (l’incremento è di 283 milioni di persone).
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Facebook è – di gran lunga – il canale social maggiormente utilizzato (più di 1.5 miliardo di utenti attivi), ma è in enorme crescita l’uso di servizi di instant messaging.
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Whatsapp si sta avvicinando al miliardo di utenti attivi (oggi ne conta 900 milioni, contro i 600 di 12 mesi fa).
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Facebook Messenger ha superato gli 800 milioni (erano 500 milioni nel 2015).
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Snapchat ha raddoppiato la sua base utenti, passando da 100 a 200 milioni.
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Ecco lo scenario italiano.
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Il 63% degli italiani accedono regolarmente ad internet.

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Il dato maggiormente in crescita riguarda l’utilizzo dei canali social da dispositivi mobile.
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Questi sono i device più utilizzati per accedere ad internet.

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Gli smartphone hanno oramai una penetrazione quasi pari a quella dei computer.
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Per quanto concerne la diffusione dei social media in Italia, Facebook è la piattaforma più usata.
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Seguono WhatsApp e Facebook Messenger (entrambi parte dell’ecosistema costruito da Zuckerberg).
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Instagram passa, invece, a una penetrazione del 12% (contro il 6% del 2015).
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Per scaricare il report completo di We Are Social, clicca QUI.
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INFURIA LA BATTAGLIA SOCIAL SUL LIVE STREAMING. Da oggi le dirette su Periscope si possono realizzare con la telecamera GoPro. Ecco come funziona

Periscope ha siglato da poche ore un accordo con l’azienda produttrice delle telecamere GoPro.
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Ora è possibile effettuare il live streaming direttamente dalla propria GoPro.
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I possessori di una GoPro HERO4 potranno infatti integrare la videocamera con il loro iPhone (modello 5S o superiore) per trasmettere le loro immagini in diretta su Periscope.
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Ecco l’annuncio ufficiale
HAI FAME ? Gli autisti di Uber ti portano pranzo & cena a casa tua. Ecco come funziona

Uber lancia UberEats.
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Gli autisti ti portano pranzo e cena a casa tua.
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Ecco come funziona.
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Una volta ricevuto l’ordine, Uber contatta il ristorante convenzionato e fa una stima del tempo di preparazione.

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Poi avverte gli autisti più vicini al locale, che potranno accettare o rifiutare la chiamata.

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Il servizio costa 5 dollari.
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Sarà pagato a Uber, che poi darà una parte della commissione al ristoratore.
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Viene anche lanciato un servizio speciale: Instant Delivery.
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Gli autisti ti possono fare la consegna a pranzo entro 10 minuti.
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Al momento il servizio Uber Eats è disponibile in queste città :
Los Angeles, Chicago, New York, Parigi, Toronto, Atlanta, Austin, Chicago, Dallas, Houston, San Francisco, Seattle, Washington.
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Per saperne di più, visita il sito web di Uber Eats.
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TWITTER INTRODUCE UN NUOVO FORMATO PUBBLICITARIO: Conversational Ads. Ecco come funziona.

Martedi 5 gennaio 2016 Twitter ha introdotto un nuovo formato pubblicitario: Conversational Ads.
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Questo nuovo strumento rende ancora più facile per i consumatori interagire con il brand e diffonderne le campagne di comunicazione.
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Fino ad oggi i promoted tweet chiedevano all’utente un like, una risposta, un retweet.
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Conversational Ads li stimola a partecipare in prima persona.
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Questo nuovo formato si compone di un testo, un’immagine o video e due pulsanti con hashtag personalizzabili dal brand.
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Quando uno dei due viene premuto, l’utente vede aprirsi il modulo di composizione del tweet con una frase precompilata.
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Il tweet pubblicato contiene a sua volta i pulsanti di call to action in modo da stimolare ulteriori utenti ad interagire.
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Dopo la pubblicazione, l’utente riceve un ringraziamento da parte dell’azienda.

Ecco un primo esempio di Conversational Ads lanciato da Mercedes:

Cliccando su una delle 2 scelte, l’utente si trova un tweet precompilato e può a sua volta lanciare un sondaggio cliccando sull’apposito bottone:

Al momento Conversational Ads è in fase di test per un selezionato gruppo di aziende investitrici.
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Ecco l’annuncio ufficiale di Twitter con tutti i dettagli sui Conversational Ads
DA OGGI IL LIVE STREAMING DI PERISCOPE È ANCHE SU TWITTER

Un importante annuncio.
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Da oggi le dirette live di Periscope saranno visibili anche nel newsfeed di Twitter.
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Chi utilizza Twitter da iOS (successivamente anche da Android) vedrà comparire nella propria timeline anche le dirette fatte con Periscope, che partiranno automaticamente.
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Ecco l’annuncio ufficiale di Twitter
GLI ITALIANI E IL RAPPORTO CON IL DIGITALE. Scarica il documento pubblicato dall’Istat

L’Istat ha pubblicato un interessante studio sul rapporto fra cittadini e tecnologia.
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Ecco i principali indicatori.
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Nel 2015 cresce il numero di famiglie che si connettono a Internet mediante banda larga, mentre è stabile e vicina alla saturazione la quota di imprese che la utilizzano.
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Il 60,2% delle persone di 6 anni e più (circa 34milioni 500mila persone) si è connesso alla Rete negli ultimi 12 .
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Il 40% accede tutti i giorni.
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Solo il 16,8% vi accede almeno una volta a settimana.
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È ancora l’età il principale fattore discriminante nell’uso di Internet:
sono i giovani ad utilizzare di più il web (oltre 91% tra i 15- 24enni).
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L’indicatore di digitalizzazione, basato sull’adozione di 12 attività in Rete, è basso o molto basso per circa nove imprese su 10 (otto su 10 a livello europeo).

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Fra le persone che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi:
– sette su 10 (71,0%) hanno fruito di contenuti culturali
– il 56,1% ha utilizzato un social network
– un terzo ha pubblicato sul web contenuti di propria creazione (32,1%).

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Il 70,7% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di un sito web.
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Una impresa su quattro ha sul sito un link al proprio profilo social mentre il 37,3% utilizza un social media (32% nel 2014), soprattutto per finalità di marketing (29,6%).
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Sono in aumento le imprese che utilizzano la fatturazione elettronica in un formato adatto all’elaborazione automatica (da 5,4 del 2014 a 15,5% del 2015) e quelle che adottano software specifici per la condivisione interna di informazioni sulla clientela (da 28 a 30,2%).
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Le competenze digitali all’interno delle imprese presentano alcune criticità, sia per scelte aziendali sia per fattori strutturali legati soprattutto alle ridotte dimensioni d’impresa.
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La maggioranza degli utenti ha dichiarato di avere competenze di base (36,6%) o basse (31,4%).
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Il 60,7% delle imprese con almeno 10 addetti ricorre a personale esterno per le funzioni ICT e solo il 12,5% sceglie di svolgerle per lo più con addetti interni all’impresa o al gruppo.
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Aumenta rispetto al 2014 la quota di internauti che hanno effettuato acquisti online e quella di imprese che vendono online.
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Purtroppo in Europa, l’Italia è ancora molto indietro.
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Per scaricare il report, clicca QUI
Per scaricare le tabelle di dettaglio, clicca QUI
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Black Friday: il disastro online dei siti italiani

Venerdì 27 Novembre è stato il giorno del Black Friday:
sconti (quelli veri) su migliaia di prodotti nei negozi fisici e online.
Mentre nei comuni negozi sparsi per le vie dello stivale procedeva tutto liscio, online si generavano problemi a non finire.
Importanti siti come Mediaworld, Euronics e Gli Stockisti presentavano siti lenti, processi di acquisto interminabili e nelle peggiori delle
ipotesi server down.
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Cosa c’è dietro questo disastro italiano?
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C’è da dire che il Black Friday, evento nato in America ed esportato in tutto il mondo, è ancora in una fase quasi sperimentale nel nostro bel paese, ma da colossi come quelli sopra citati ci si aspettava maggiore attenzione ed una stima del traffico più accurata.
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Gli “addetti ai lavori” hanno sottovalutato l’evento, lasciando i server dei siti così com’erano, come se il “venerdì nero” fosse un giorno come tutti gli altri.
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Il risultato lo abbiamo visto tutti: disastroso!
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Gli unici siti a tenere testa al giorno degli sconti folli sono stati Amazon ed Ebay: due realtà di origine Statunitense (guarda caso), che
hanno monopolizzato le vendite grazie agli errori (sciocchi) dei diretti competitors.
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Avranno imparato la lezione gli e-commerce che hanno commesso l’imperdonabile errore di sottovalutare l’utenza del web?
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Non ci resta che aspettare il prossimo Black Friday e provare a collegarci in uno di questi siti!
L’autore

I CRIMINI INFORMATICI IN ITALIA. Scarica gratis il libro
“Migliorare la sicurezza informatica del sistema Paese rappresenta una sfida nazionale della massima importanza per la crescita e per il benessere e la sicurezza dei cittadini”
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La correlazione tra prosperità economica di una nazione e la qualità delle sue infrastrutture cyber sarà sempre più stretta.
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Roberto Baldoni e Rocco De Nicola hanno pubblicato il libro
“Il Futuro della Cyber Security in Italia-Un libro bianco per raccontare le principali sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi cinque anni”.
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Il documento è curato dal Cyber security lab del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale informatico), sotto l’egida del Dis, il dipartimento informazioni e sicurezza.
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Il volume sottolinea la necessità di “aumentare, a tutti i livelli, la consapevolezza della minaccia cyber e le capacità difensive del nostro Paese”.
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Perché è indubbio “il progressivo incremento, quantitativo e qualitativo, di attacchi e minacce criminali con le finalità più disparate, in quella “terra di mezzo” che è oramai diventato il cyberspace.
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I crimini più diffusi:
Frodi ed estorsioni informatiche , furti di identità e di dati sensibili, spionaggio, sabotaggi atti vandalici meramente emulativi.
Le violazioni perpetrate tramite il cyber space sono di fatto prive di confini fisici e di limiti geografici.
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Spesso il crimine informatico è dunque più conveniente, anche per via della mancanza della sua percezione fisica da parte della vittima.
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Oggi il cyber crime, si legge nel documento, è “un business fiorente (300 miliardi circa il costo per l’economia globale) che rappresenta il motore principale delle trasformazioni prossime e future delle minacce informatiche.
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Il libro bianco spiega come è “oggi possibile ipotizzare che il mercato sia suddiviso in “cyberprofessionisti“ singoli o strutturati in piccoli gruppi (70%), organizzazioni criminali (20%), cyber-terroristi (5%), cyber-criminali afferenti/assoldati da enti governativi (4%), attivisti (1%).
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L’assenza di una politica digitale in un Paese può produrre danni gravissimi nel breve e nel medio periodo, esponendolo al rischio di perdere rilevante opportunità di crescita, quali:
posti di lavoro qualificati in tutti i settori industriali e nei servizi, ricerca universitaria e privata, produzione di know how, imprese innovative e startup.














