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IL MERCATO DELL’USATO IN ITALIA. Scarica l’indagine pubblicata da DOXA

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Il mercato dell’usato è oggi un paradigma economico e sociale che coinvolge il 50% della popolazione italiana under 45 che vende e acquista oggetti usati, grazie alla tecnologia, anche online (40%).
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La ricerca Doxa commissionata da Subito, conferma che la Second Hand Economy genera un volume di affari pari a 18 miliardi di euro, ovvero l’1% del PIL italiano.
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Ai veicoli la leadership indiscussa del volume d’affari online con 4,2 miliardi di euro, seguiti dal mondo dell’arredamento e degli elettrodomestici (980 milioni).
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In questo scenario sta crescendo anche il peso di altri settori come la moda, che copre un volume di affari pari a 360 milioni di euro, e l’, con 340 milioni.
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Chi compra il second hand continua a farlo anno dopo anno (56%), confermando la propria scelta verso uno stile di vita smart e sostenibile, in cui i mercatini e le modalità offline stanno progressivamente lasciando il posto al digitale.
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Sempre più gli italiani sono dunque sensibili al tema del second hand per motivazioni economiche, ambientali e legate al proprio stile di vita.
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La volontà degli italiani di liberarsi del superfluo (58%) e di soddisfare il desiderio di cambiamento (13%) stimola la crescita di questo mercato.
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Per scaricare il report della DOXA, clicca QUI

CREA UNA CAMPAGNA FACEBOOK RIVOLTA AI TUOI CLIENTI. Ecco come si fa

In questi ultimi mesi Facebook ha messo a disposizione delle aziende inserzioniste un nuovo strumento pubblicitario.
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Possiamo rendere visibili i nostri annunci agli utenti Facebook che sono anche nostri clienti e di cui abbiamo l’indirizzo email e il numero di cellulare.
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Ecco la procedura da seguire.
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1) Andiamo su Facebook for Business e clicchiamo su CREA INSERZIONE.

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2) Scegliamo l’obiettivo della campagna e clicchiamo sul bottone RACCOGLI CONTATTI PER LA TUA AZIENDA.
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Clicca sulla PAGINA Facebook di cui sei già amministratore.

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3) Scegliamo il target che vogliamo raggiungere.
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3) Definiamo il pubblico personalizzato.
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4) Importiamo il file contenente gli indirizzi email o di cellulare dei nostri contatti (clienti o utenti del nostro sito web).

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5) E infine passiamo alla fase creativa.
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Buon lavoro!

LE FIGURE PROFESSIONALI PIÙ RICHIESTE NEL SETTORE DEL FASHION. Scarica la ricerca pubblicata da Pambianco Magazine

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La società di consulenza Pambianco ha pubblicato uno studio sulle figure professionali più richieste nel settore del fashion & luxury.
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Sono stati analizzati 2.044 annunci di lavoro pubblicati sul portale di ricerca del personale nel corso dello scorso anno.
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Commerciale – Retail – Stile. Sono state queste le figure più richieste nel 2015 in un ampio spettro di ambiti del made in Italy che va dal lusso all’abbigliamento, dal design alla cosmetica e i servizi.
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Ma a in prospettiva una delle aree professionali più interessanti in termini di domanda è quella legata al mondo della digital communication e dell’e-commerce, a conferma dell’importanza crescente e strategica di tutto l’universo dell’online.
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La macro voce relativa al retail ha totalizzato quasi la metà delle richieste, nel dettaglio il 40% del totale, seguita dal commerciale che ha ottenuto il 17 per cento.
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Si tratta per lo più di annunci legati a punti vendita spesso dislocati in città non di prima categoria che si trovano comunque nel centro nord Italia.
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Cosa cercano le aziende?
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Nel caso del settore retail a fare la parte del leone sono soprattutto store manager e sales assistant.
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Seguono figure professionali la cui funzione è quella di coprire determinate aree geografiche come gli area manager.
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Sempre nella macro area del retail, le professioni più quotate sono quelle dei professional che gravitano nell’headquarter come visual, buyer.
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In crescita l’area dedicata alle nuove tecnologie che vanno dall’It (2%) all’E-commerce (2%) ma che rientrano anche nella voce marketing e comunicazione (5%).
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Tre le figure cardine: il digital content, il social media editor e il web editor.
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Il settore più presente negli annunci di lavoro è quello dell’abbigliamento seguito dal lusso.
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La ricerca si trova a pagina 49 dell’ultimo numero di Pambianco Magazine.
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Clicca QUI per scaricare il file.

DA OGGI IL LIVE STREAMING DI PERISCOPE È ANCHE SU TWITTER

Un importante annuncio.
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Da oggi le dirette live di Periscope saranno visibili anche nel newsfeed di Twitter.
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Chi utilizza Twitter da iOS (successivamente anche da Android) vedrà comparire nella propria timeline anche le dirette fatte con Periscope, che partiranno automaticamente.
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Ecco l’annuncio ufficiale di Twitter
IL BOOM DELLA MOVIDA IN ITALIA. Scarica gli ultimi dati pubblicati da Confcommercio

Da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio emerge che tra il 2008 e il 2015 nelle medie città italiane i negozi in sede fissa sono diminuiti del 15%, ma c’è un vero e proprio “boom” del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo, soprattutto nei centri storici.
I risultati sono estremamente interessanti: se da una parte c’è la conferma del calo complessivo, anche se più marcato rispetto al resto d’Italia, del numero di imprese (-3,2% contro -0,1%), dall’altro si notano differenze marcate tra la varie categorie.
Così, se il numero di distributori di carburante è sceso di quasi il 30%, nell’altro senso il commercio ambulante è cresciuto del 43,3% e bar, alberghi e ristoranti del 5%.

Ecco, il punto che emerge chiaramente dallo studio è proprio quest’ultimo: nelle medie città i negozi in sede fissa diminuiscono molto più rapidamente che nel resto del Paese (-15% contro -6%), ma in questi contesti urbani c’è un vero e proprio “boom” del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo.
Per scaricare il report completo di ConfCommercio, clicca QUI
LO SCENARIO DELLE PMI IN ITALIA. Scarica il nuovo rapporto pubblicato da Cerved

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Il Rapporto Cerved PMI 2015 è dedicato all’analisi delle piccole e medie imprese italiane (PMI), individuate in base alla classificazione della Commissione Europea:

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In particolare, si analizza il complesso di società di capitale non finanziarie che soddisfano i requisiti di dipendenti, fatturato e attivo definiti dalla Commissione.
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In base agli ultimi bilanci disponibili, soddisfano i requisiti di PMI 137.046 società, tra le quali 113.387 aziende rientrano nella definizione di ‘piccola impresa’ e 23.659 in quella di ‘media impresa’.
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Queste società, che rappresentano più di un quinto (il 22%) delle imprese che hanno depositato un bilancio valido, hanno occupato 3,9 milioni di addetti, di cui oltre la metà lavorano in aziende piccole.
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Le PMI realizzano un volume d’affari pari a 838 miliardi di euro, un valore aggiunto di 189 miliardi di euro (pari al 12% del Pil) e hanno contratto debiti finanziari per 255 miliardi di euro.
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Per scaricare il report Cerved, clicca QUI
TIMIDAMENTE, RIPARTE IL LAVORO IN PUGLIA. Leggi l’ultimo rapporto

L’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Regione Puglia ha pubblicato la terza edizione del suo rapporto annuale.
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L’Osservatorio si pone l’ambizioso obiettivo di rappresentare al decisore e all’opinione pubblica uno studio completo sulle dinamiche del mercato del lavoro pugliese.
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Uno strumento capace di andare oltre le informazioni dell’analisi a campione, tenendo insieme i dati reali delle Comunicazioni Obbligatorie con le proiezioni della statistica.
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È interessante scoprire che dal 1992 al 2008 l’andamento dell’occupazione in Puglia è simile a quello del Mezzogiorno, ma notevolmente diverso da quello dell’area del centro-nord.
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Nel periodo in oggetto, infatti, mentre il centro-nord registra dinamiche occupazionali positive, il sud e la Puglia restano sostanzialmente stazionari.
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Al contrario, a partire dal terzo trimestre del 2008, cioè quando la crisi economica investe l’Italia e la comunità internazionale, l’occupazione scende al centro-nord ma scende ancor più velocemente in Puglia e nel Mezzogiorno.
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La chiave di lettura di un sud che non cresce quando il sistema paese va bene e che sprofonda se l’Italia va male, è un’informazione preziosa che invoglia a scelte sistemiche e anticicliche.
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Certamente utile è lo studio dei dati relativi ai trend più recenti, che segnano un andamento lievemente positivo.
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Nel secondo trimestre del 2015, l’occupazione ammonta a 1.189.800 unità, con un aumento di 32.600 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,8%).
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Per scaricare il report, clicca QUI
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LA RIPRESA DELL’INDUSTRIA COSMETICA ITALIANA. Scarica il report

Il Centro Studi Cosmetica Italia ha pubblicato i pre-consuntivi per il 2015.
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La cosmesi italiana sta attraversando una fase positiva.
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Secono l’analisi del Centro Studi Cosmetica Italia, il 2015 dovrebbe chiudersi con un fatturato di 9,7 miliardi di euro, ovvero con una crescita dei ricavi del 4% rispetto all’anno precedente.

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Rimane tuttavia l’export il fattore trainante della cosmesi italiana.
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3,7 miliardi di euro, sono i ricavi prodotti dall’export in questo settore.
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La Francia primeggia con una quota di mercato superiore al 12% (con un +5% rispetto all’anno precedente), in seconda posizione troviamo la Germania con un import del 10,4%.

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Rispetto al 2014, il mercato interno segna una leggera ripresa nelle vendite (+5%), in particolare nei settori delle erboristerie (+2,9%) e delle farmacie (+1,5%).
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Calano le performance dei canali professionali (-2,6%) mentre aumentano le vendite dirette (+0,2%).

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Le proiezioni per il 2016 sono improntate a un’ulteriore crescita dei consumi, che risentono della rinnovata fiducia dei consumatori.
Per scaricare il report completo, clicca QUI
DOPO TANTI ANNI DI CRISI, ARRIVANO I PRIMI SEGNALI DI RIPRESA PER LE IMPRESE EDILI IN ITALIA. Leggi il rapporto completo

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L’Ance è l’Associazione dei costruttori italiani.
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Ha pubblicato in questi giorni l’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni in Italia.
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Nel 2016 il mattone sarà fuori dal tunnel della crisi, trainato da una ripresa degli investimenti.
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Inserisci una didascalia
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La crescita è stimata intorno all’1% in termini reali; si interrompe finalmente il trend negativo iniziato nel 2008.
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I primi segnali positivi attenuano ma solo di poco il quadro fosco del settore edilizio italiano che dall’inizio della crisi ha perso 502mila posti di lavoro (-25,3%).
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La lenta ripresa del settore costruzioni, si rispecchia negli ultimi dati sul mercato immobiliare, dove la ripartenza sembra in atto.
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L’Ance stima per il prossimo anno un aumento delle compravendite del 13,5%, con una crescita del 5,3% per il 2015.
Le aziende edili in Italia sono moltissime, ma la dimensione media non consente loro di essere competitive sui mercati internazionali.
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L’industria delle costruzioni deve investire molto sulle ristrutturazioni.
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Più della metà dei nostri immobili sono stati costruiti prima degli anni 70′ quando ancora non esistevano le norme antisismiche.
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Infine, una buona notizia.
Le banche hanno ripreso a erogare i mutui alle famiglie.
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