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I NUOVI INCENTIVI DEL PIANO INDUSTRIA 4.0

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Tra le novità della Legge di Stabilità 2017, che il Governo presenterà alle Camere il 15 ottobre, ci sono la riconferma del superammortamento al 140% del costo di acquisto dei beni strumentali e l’introduzione di ulteriori incentivi all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 finalizzato a promuovere la Quarta rivoluzione industriale del nostro Paese attraverso incentivi alle imprese per 700 milioni di euro.

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L’iniziativa del governo punta decisamente all’Innovazione, in attuazione della Strategia europea per la Digital Industrial Leadership secondo la quale la Commissione europea prevede di dedicare alla digitalizzazione e all’Industria 4.0 circa 500 milioni di euro per i prossimi 5 anni attraverso 8 aree di intervento: rilanciare gli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in R&S, conoscenza e innovazione; favorire la crescita dimensionale delle imprese; sostenere la nuova imprenditorialità innovativa; definire protocolli, standard e criteri di interoperabilità condivisi a livello europeo; garantire la sicurezza delle reti e la tutela della privacy; assicurare adeguate infrastrutture di rete; diffondere le competenze per Industry 4.0; canalizzare le risorse finanziare.

I nuovi incentivi fiscali e finanziari che entreranno in vigore dal 2017 riguardano in particolare: 1) un incremento dell’aliquota per investimenti legati a Industria 4.0 con iper-ammortamento al 250% ai fini IRPEF e IRES sugli investimenti in Tecnologie digitali, Agrifood e Impianti per il miglioramento dei consumi energetici; 2) un Credito d’imposta potenziato dal 25% al 50% per gli investimenti incrementali in R&S; 3) la detassazione del salario di produttività cui sono destinati 1,3 miliardi di euro nel periodo 2017-2020; 4) nuove detrazioni fiscali al 30% per gli investimenti fino a 1 milione di euro realizzati dalle PMI innovative e per le startup, oltre le detrazioni fiscali anche l’assorbimento delle perdite registrate nei primi 4 anni da parte di società “sponsor”; 5) detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine; 6) programma “acceleratori di impresa” per finanziare la nascita di nuove imprese; 7) fondi di investimento per l’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico; 8) fondi di Venture Capital dedicati a startup Industria 4.0 in co-matching.

Per maggiori informazioni scarica la scheda piano-nazionale-industria-4-0

I REGOLAMENTI SONO PRONTI. A dicembre si parte con lo Spid. Ecco come funziona

Copertina spid

Sono pronte le regole per lo Spid, le istruzioni per l’uso del cosiddetto ‘Pin unico‘ siglate dall’Agid, in accordo con il Garante della Privacy.

Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale permetterà l’accesso con un’unica chiave, o lucchetto (è questo il logo), ai servizi online della P.A, dal fisco alla sanità.

Prima dopo spid

Dopo spid

Si tratta di quattro regolamenti che danno la linea su tempi e procedure.

i 4 regolamenti

“Grazie ad un’efficace e proficua attività di collaborazione con il Garante per la Protezione dei Dati Personali”, spiega l’Agid, sono stati emanati i provvedimenti relativi alle caratteristiche dello Spid;

  • Caratteristiche del Sistema Pubblico di Identità Digitale

  • Tempi e modalità di adozione del sistema da parte delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese;

  • Accreditamento dei gestori di identità digitale;

  • Le regole necessarie agli identity provider per il riuso delle identità digitali già esistenti.

La prima identità digitale sarà rilasciata a dicembre.

Il meccanismo degli accessi dovrebbe funzionare così:

Il provider darà una password (lunga e complessa) per accedere ai servizi meno personali e privati.

Per quelli più riservati, invece, il cittadino dovrà accedere anche con una “one time password”.

Il sistema è simile a quello già attivo con molte banche o con i servizi di Google o Facebook (“autenticazione a doppio fattore”).

La one time password è un ulteriore codice che ci potrà arrivare via sms oppure generato da un app su cellulare o da un dispositivo apposito con display.

Il tutto, come sempre, fornito dall’identity provider, gratis al cittadino.

A pagamento sarà solo un terzo livello di accesso ai servizi: via dispositivo smart card con firma digitale.

Probabilmente sarà destinato a professionisti e addetti a certi servizi (per esempio a medici che accedono così al fascicolo sanitario elettronico del cittadino).

3 livelli spid

Dal 15 settembre si apre l’accreditamento per i gestori di Spid.

Ecco i 4 regolamenti pubblicati dall’AGID (si trovano a fine pagina).

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