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ATTENZIONE. Negli U.s.A sono partiti i primi test per fare E-Commerce su Pinterest. Ecco come funziona
Nei primi giorni di giugno 2015 Pinterest ha annunciato l’introduzione dei
PIN ACQUISTABILI.
Con questa nuova funzione, gli utenti possono completare il processo di acquisto senza uscire dalla piattaforma.
Il 30 giugno 2015 è partito ufficialmente il test negli Stati Uniti.
Ecco le novità.
Per il momento si potrà acquistare su Pinterest con l’applicazione per Iphone e Ipad.
A breve l’opportunità verrà estesa al mondo Android.
Il bottoncino blu ci fa capire che il prodotto inserito nel pin è acquistabile.
Potremo filtrare la ricerca per fascia di prezzo.
https://www.youtube.com/watch?t=13&v=ePBym2HybYA
È anche possibile confrontare tutte le scelte di colore per il prodotto che ci interessa.
https://www.youtube.com/watch?v=K5YmndE7WFo
Effettuata la scelta, potremo pagare con carta di credito o con Apple Pay.
https://www.youtube.com/watch?v=8c0CCAw6ruM
Dopo aver inserito le nostre informazioni personali, non ci sarà più bisogno di riscriverle all’acquisto successivo.
Nelle prossime settimane, 30 milioni di Pins saranno acquistabili su Pinterest.
Sono stati presi degli accordi con alcune aziende: Macy , Neiman Marcus e Nordstrom, Michaels, Poler Outdoor Stuff e Sobu.
Molto interessante è la partnership stipulata con la piattaforma Shopify.
Ecco le immagini della conferenza stampa con la quale
il fondatore di Pinterest Ben Silbermann ha presentato le novità.
IL DIGITALE HA TRASFORMATO RADICALMENTE IL NOSTRO PROCESSO DI ACQUISTO. Leggi la ricerca pubblicata da PWC.
La società di consulenza PWC ha pubblicato la ricerca TOTAL RETAIL 2015.
Giunta alla sua ottava edizione a livello globale, la ricerca prosegue nel monitorare come i canali digitali – PC, tablet e smartphone – stiano modificando il modo in cui i consumatori ricercano e acquistano prodotti e servizi.
La ricerca Total Retail 2015 si è avvalsa di un campione di oltre 19.000 consumatori, dislocati in 19 Paesi nel mondo.
Il campione comprende Paesi con caratteristiche diverse per sviluppo economico, penetrazione della tecnologia, attitudini culturali e predisposizione al consumo.
Eppure, nonostante queste diversità, i risultati principali sono sorprendentemente coerenti e indicano l’esistenza di nuove forze di rottura nel comportamento dei consumatori derivanti dalla pervasiva adozione di tecnologie digitali.
Quest’anno la ricerca si è avvalsa anche dell’opinione di operatori del settore Retail & Consumer Goods, che stanno vivendo in prima persona questi cambiamenti.
La ricerca di quest’anno rafforza questa conclusione, in quanto ci mostra che i comportamenti digitali sono ormai un fenomeno di massa, coprendo oltre il 60% della popolazione a inizio 2015.
Ecco alcuni indicatori:
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Il 75% degli italiani fa showrooming: ricerca in negozio e acquista online, ma il 38% non rinuncia alla visita settimanale sul punto vendita
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Il 50% usa lo smartphone per confrontare i prezzi o cercare un prodotto
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Il 63% dichiara che i social media influiscono nel processo d’acquisto
Dalla ricerca, emerge in maniera molto chiara che il negozio sia ancora fermamente al centro del processo di acquisto, ben lontano dal diventare una forma di distribuzione destinata all’obsolescenza.
I dati rivelano che il 36% dei consumatori intervistati compra in un negozio almeno una volta alla settimana, quasi il doppio rispetto al PC (20%) e quattro volte tanto rispetto a tablet e smartphone (10%).
La ricerca evidenzia in modo indiscutibile la grande influenza degli smartphone nelle decisioni di acquisto, con circa il 75% degli intervistati che ha utilizzato lo smartphone in fase di preacquisto.
Gli ambiti dove lo smartphone è più utilizzato sono
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ricerca di prodotto (49% dei consumatori),
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paragone di prezzo (49%)
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localizzazione di un punto vendita (31%).
Inoltre gli smartphone permettono al consumatore un’estensione della fase di ricerca anche negli attimi immediatamente precedenti all’acquisto stesso in negozio.
In concomitanza con lo smartphone, la nostra ricerca evidenzia che i social media sono il secondo fattore ad alto impatto sui comportamenti di acquisto dei consumatori.
Il 62% dei partecipanti alla nostra ricerca ha acquistato grazie a consigli e notizie reperiti sui social media.
Per scaricare la ricerca PWC, clicca QUI
SCARICA ORA IL NUOVO RAPPORTO SUL FRANCHISING IN ITALIA.
Il “Rapporto Assofranchising Italia – Strutture, Tendenze e Scenari” raccoglie, come tradizione, i principali indicatori sulle reti in franchising operanti in Italia.
Fornisce ad operatori, ricercatori e istituzioni i principali trend statistici del settore.
Gli indicatori elaborati rappresentano l’unica fonte ufficiale italiana anche a livello internazionale, sia per il rigore scientifico sia per quello metodologico con cui sono condotte le rilevazioni e le successive elaborazioni.
Il censimento delle reti italiane in franchising, condotto in collaborazione tra Assofranchising e l’Osservatorio Permanente sul Franchising dell’Università La Sapienza di Roma, a partire dall’anno 2008, ha consentito di costruire un set di serie storiche omogenee e confrontabili dei diversi indicatori strutturali per un arco temporale sufficiente per studiare anche i trend futuri.
Si tratta certamente di un patrimonio di dati e informazioni che possono essere utilizzati per meglio studiare il fenomeno del franchising in Italia.
Il Rapporto racchiude tutti i dati di chiusura d’anno, elaborati in forma aggregata, dei quasi 1.000 franchisor presenti in Italia.
La rilevazione è svolta dall’Ufficio Studi dell’Associazione tra gennaio e maggio e i risultati dell’indagine relativa all’anno 2014 sono stati presentati alla stampa e agli operatori del settore durante l’ Assemblea Pubblica Assofranchising svoltasi lo scorso 24 giugno 2015 a Bologna.
Per scaricare il rapporto di Assofranchising in Italia, clicca QUI
TUTTI I NUMERI DELL’INDUSTRIA CULTURALE IN ITALIA. Scarica gratis il rapporto pubblicato da Symbola/Unioncamere (238 pagine)
Dalla bellezza, alla cultura alla green economy le imprese italiane più illuminate hanno già colto i segnali che ci parlano del futuro.
IO SONO CULTURA, arrivato alla quinta edizione e realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, racconta un pezzo di questa Italia.
Un’Italia che punta sulla cultura e la creatività per rafforzare le manifatture, come già fanno Germania, Gran Bretagna, Giappone e Corea.
Che punta sul suo soft-power e che dimostra, bilanci alla mano, che con la cultura si mangia, eccome.
E si costruisce il futuro.
Infatti, alle imprese del sistema produttivo culturale italiano (industrie culturali, industrie creative, performing arts e arti visive, attività legate alla gestione del patrimonio storico artistico e produzioni di beni e servizi a driver creativo) si devono oggi 78,6 miliardi di euro (5,4% della ricchezza prodotta in Italia).
Che arrivano a 84 circa (il 5,8% dell’economia nazionale) se includiamo istituzioni pubbliche e non profit.
Ma il valore trainante della cultura non si ‘limita’ a questo.
Contamina, invece, il resto dell’economia, con un effetto moltiplicatore pari a 1,7: per ogni euro prodotto dalla cultura, cioè, se ne attivano 1,7 in altri settori.
Gli 84 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 143, per arrivare a 226,9 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano.
Le sole imprese del sistema produttivo culturale (443.208, il 7,3% del totale delle imprese italiane) danno lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,9% del totale degli occupati in Italia (1,5 milioni, il 6,3%, se includiamo pubblico e non profit).
Per non parlare delle ricadute occupazionali – difficilmente misurabili ma indiscutibili – su altri settori, come il turismo.
La cultura e la creatività, poi, mettono il turbo alle nostre imprese: infatti chi ha investito in creatività(impiegando professionalità creative o stimolando la creatività del personale aziendale) ha visto il proprio fatturato salire del 3,2% tra il 2013 e il 2014; mentre tra chi non lo ha fatto il fatturato è sceso dello 0,9%. Tendenza ancor più spiccata per l’export, cresciuto lo scorso anno del 4,3% per i primi e solo dello 0,6% per i secondi.
E si tratta di un differenziale competitivo che riguarda non solo le imprese di più grandi dimensioni, ma anche le più piccole, incluse quelle operanti nei settori del made in Italy.
In “Io sono cultura” – una sorta di annuario, per numeri e storie, realizzato anche grazie al contributo prezioso di circa 40 personalità di punta nei diversi settori analizzati – scandagliamo questa realtà: musei, gallerie, festival, beni culturali, letteratura, cinema, performing arts, ma anche industrie creative e made in Italy, cioè tutte quelle attività produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività.
Quindi il design, l’architettura e la comunicazione: industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti nel resto dell’economia, dando vita ad una ‘zona ibrida’ in cui si colloca la produzione creative-driven, fatta, ad esempio, di manifattura evoluta.
Per scaricare il rapporto di Symbola/Unioncamere, clicca QUI
I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO DEI CONSUMATORI ITALIANI. Scarica gratis la ricerca pubblicata da Nielsen
Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico hanno pubblicato l’ottava edizione dell’Osservatorio Multicanalità 2015.
Aumenta il numero di consumatori che ha acquistato un prodotto o servizio su internet nell’ultimo anno (+11%) ma aumenta anche la frequenza degli acquisti online.
Sono 4,8 milioni le persone che nell’arco di un anno acquistano online almeno 10 volte.
Per questi individui l’eCommerce è una pratica ricorrente: in prevalenza uomini (59%) e maggiormente concentrati nella fascia d’età 25-44 (60%) con un livello socio-economico marcatamente sopra la media.
Per oltre il 60% degli italiani, inoltre, la multicanalità non rappresenta più una novità ma una pratica comune vissuta nella quotidianità nel processo di acquisto e indipendentemente dalle categorie merceologiche acquistate.
A conferma che la multicanalità sia ormai parte della quotidianità sono i dati di scenario digitale: a marzo 2015 sono stati 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta.
La total digital audience nel giorno medio è stata di 21,5 milioni di utenti, online per circa 2 ore in media per persona.
In decisa crescita il ruolo del mobile: l’accesso a internet da Mobile è aumentato del 20% in un anno, passando da 14,5 a 17,4 utenti unici nel giorno medio.
Negli acquisti di prodotti online, cresce l’utilizzo di smartphone e tablet.
Per scaricare i risultati della ricerca, clicca QUI
CARREFOUR LANCIA LA SPESA CON IL QR CODE. Ecco come funziona
A Milano, nella stazione della metropolitana di Loreto, ha aperto il primo negozio virtuale, lungo più di duecento metri, con esposti oltre mille prodotti della grande distribuzione.
Possono essere ordinati online, scansionando i codici con il proprio smartphone, per poi ritirali in un supermercato Carrefour o farseli consegnare a domicilio.
La spesa, ovunque venga ordinata, può essere ritirata nel negozio preferito già un’ora dopo l’ordine, saltando la fila, grazie ad una cassa dedicata.
In alternativa si può scegliere il servizio di consegna a domicilio, gratuita per consegne sopra i 70 euro, disponibile già tre ore dopo l’ordine.
L’idea è quella di far risparmiare tempo ai consumatori.
Lo spazio espositivo nella metropolitana milanese è stata l’occasione per lanciare il sito cliccaeritira.it, un servizio di spesa online via web o mobile, ideato da Carrefour insieme aRisparmio Super, che attualmente è attivo su 120 punti vendita a Milano, Roma, Genova, Firenze, Bologna e nelle principali città della Lombardia.
Il servizio, che verrà presto esteso al resto d’Italia, garantisce gli stessi prezzi del negozio tradizionale e tutte le offerte di Carrefour.
Per maggiori dettagli, clicca QUI
LE REGIONI ITALIANE CON LA MIGLIORE REPUTAZIONE ON-LINE
Il Trentino-Alto Adige conquista il primo posto e domina l’edizione 2015 del Trivago Online Reputation Ranking.
Ogni anno stila la classifica delle regioni italiane con la migliore reputazione online.
Sul podio anche l’Umbria, che scende dal gradino più alto raggiunto nella scorsa edizione, mentre la Campania conferma il terzo posto.
Il Trivago Online Reputation Ranking si basa sulle recensioni online degli ospiti italiani e stranieri che hanno soggiornato negli hotel locali durante il precedente anno e prende in considerazione le regioni che complessivamente hanno ricevuto un minimo di 100.00o di valutazioni.
Con un rating di 85,40 punti su 100, il Trentino-Alto Adige è l’area che ha raccolto la quota maggiore di recensioni positive, davanti a Umbria (83,38) e Campania (82,85). Tra le novità della classifica 2015 l’ingresso nella top 10 del Friuli Venezia Giulia (81,94) e delle Marche (81,86), rispettivamente sesta e settima. A farne le spese sono il Veneto e la Sardegna, che scivolano fuori dalla graduatoria pur mantenendo valutazioni superiori agli 80 punti.
Da segnalare anche l’avanzata della Sicilia (82,22), dal nono posto dello scorso anno all’attuale quinto, alle spalle della Puglia (82,55), che sale di una posizione ed è quarta.
Pur mantenendo salda la presenza nella top 10, scendono in coda alla classifica Piemonte (81,72), Toscana (81,55) ed Emilia Romagna (81,48).
NUOVA GRAFICA E NUOVI CONTENUTI PER I PORTALI TURISTICI DELLA REGIONE PUGLIA. Ecco tutte le novità
Pubblicata on line la versione rinnovata di viaggiareinpuglia.it, il portale ufficiale del turismo in Puglia
E’ disponibile anche il nuovo portale per la community di partecipazione “Puglia, Il Turismo che Vorrei” , che ha l’obiettivo di definire le linee guida del nuovo Piano di marketing strategico regionale.
Su viaggiareinpuglia.it sono presenti 2.400 organizzatori di eventi e oltre 1500 attrattori turistici.
Questa fase segue la digitalizzazione dei rapporti con il sistema turistico regionale con Spot (sistema Puglia per l’Osservatorio Turistico) e la piattaforma tecnologica per la promozione dell’offerta turistica con il Dms (Destination Management System), sul quale oggi sono presenti 4130 strutture ricettive, 185 Tour Operator e 1064 operatori dei servizi.
I nuovi servizi innovativi contribuiscono all’ecosistema digitale della puglia turistica.
Il rinnovato portale turistico è inoltre aperto ai contenuti promo-commerciali degli operatori turistici (iscritti al Dms), grazie ad una vetrina autogestita.
Il turista può costruire il suo viaggio basandosi sulle proprie preferenze, grazie a ‘Lasciati Ispirarè, il prodotto editoriale che aggrega luoghi, attività, eventi, offerte delle strutture ricettive e le proposte di viaggio degli operatori dell’intermediazione.
E’ stata inoltre presentata la nuova campagna internazionale di promozione della Regione, collegata al portale internet weareinpuglia.it e all’hashtag #WeAreinPuglia,
Presentato il ciclo di seminari “Puglia Tourism Update” rivolto ad operatori e istituzioni sui temi del turismo digitale (prossime tappe a Taranto e Lecce il 25 maggio, ad Ostuni il 26).
E’ stata anche lanciata una nuova iniziativa per valorizzare le strutture ricettive accessibili ai diversamente abili.
Puglia for All è il progetto che punta alla qualificazione dell’accessibilità turistica e culturale in Puglia, con l’obiettivo di permettere a tutti di godere di un’esperienza turistica sul territorio regionale.
Da sempre presente nelle varie edizioni dei progetti di valorizzazione promossi da PugliaPromozione, come Puglia Open Days e Discovering Puglia.
Si comincia con la mappatura delle strutture accessibili attraverso rilevazioni svolte direttamente sul campo da una squadra di rilevatori, opportunamente formati e dotati di sistema informativo e software dedicato.
Le strutture interessate al progetto potranno auto candidarsi entro il 31 maggio, compilando l’apposito modulo di iscrizione on line.
E infine, nuova grafica per il portale PUGLIA EVENTS, la grande banca dati degli eventi in Puglia.
LA CLASSIFICA DEI MUSEI PIU’ IMPORTANTI AL MONDO. Leggi il rapporto completo
E’ stato pubblicato il rapporto Tea-Aecom Global Attraction Attendance Report.
In questo documento vengono presentati le attrazioni più importanti al mondo:
– Musei
– Parchi a tema
– Parchi acquatici.
Per quanto concerne i musei in vetta c’è il Louvre.
Seguono il Museo nazionale di storia naturale di Washington e il quello nazionale cinese a piazza Tienanmen, Pechino.
Più avanti saltano fuori nomi come:
– lo Smithsonian National Air and Space Museum di Washington (7 milioni di biglietti staccati),
– il British Museum di Londra (6,7 milioni, in rialzo del 20%),
– il Metropolitan di New York (6,3 milioni),
la National Gallery di Londra (6 milioni)
i Musei Vaticani con 5,5 milioni.
Chiudono la top 10 il Museo di storia naturale sempre nella capitale britannica (5,3 milioni) e quello di New York (sì, proprio quello del blockbuster Una notte al museo ma il sequel è ambientato in quello di Washington, 5 milioni di visitatori).
Ecco la classifica dei parchi a tema; Disney domina da sempre il settore.
E infine la classifica dei parchi acquatici.
Per scaricare il rapporto, clicca QUI
IL LUSSO NON VA MAI IN CRISI. Leggi il rapporto pubblicato da Pambianco
È Milano la capitale dello shopping mondiale.
Lo conferma una ricerca condotta da Pambianco Stategie di Impresa per Sea presentata nei giorni all’aeroporto di Malpensa.
Ad oggi, il 37% del lusso mondiale è acquistato dai turisti e l’Europa è il mercato che registra le più alte percentuali di vendita rispetto a quelle realizzate dai consumatori locali.
In Italia, il 60% dello shopping viene realizzato dagli stranieri.
Ma è entrando nel dettaglio dei dati relativi agli scontrini medi che Milano conquista un ruolo rilevante.
Pur avendo un numero di visitatori inferiore rispetto alle capitali internazionali (poco più di 6 milioni all’anno), Milano vanta l’acquisto medio più alto rispetto a tutte le altre capitali: 1.398 euro contro i 1.241 di Parigi e 1.240 di Londra.
La ragione è legata alla tipologia di turisti e al percepito di Milano nel mondo.
Il capoluogo è considerato la capitale dello shopping e attira un target di turisti omogeneo di livello alto o medio-alto il cui principale scopo della visita a Milano è proprio lo shopping .
I Duty Free Shop sono fra i canali preferiti insieme ai negozi monomarca.








































