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INNOLABS: SOSTEGNO A PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Il 13 marzo si aprirà lo sportello per la presentazione delle Domande di agevolazione previste da INNOLABS, il nuovo strumento della Regione Puglia a sostegno di Progetti pilota per la sperimentazione di soluzioni innovative di specifiche problematiche di carattere sociale. La metodologia di approccio prevede la partecipazione di 4 gruppi di Attori: la Pubblica Amministrazione, le Imprese, il sistema della Ricerca ed i Cittadini o loro Associazioni in qualità di co-sviluppatori di innovazione. Una quadrupla elica di soggetti in grado di dialogare tra loro per la sperimentazione di nuovi prodotti o nuovi servizi.

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I progetti pilota, di importo pari almeno a € 150.000,00 e durata massima di 18 mesi, devono essere riferiti ad un dominio tematico (Ambiente, Sicurezza e Tutela Territoriale; Cultura e Turismo; Energia Rinnovabile e Competitiva; Governo elettronico per la PA; Salute, Benessere e Dinamiche Socio-Culturali; Istruzione ed Educazione; Economia Creativa e Digitale; Trasporti e Mobilità Sostenibile) e collegati ad una Tipologia di aggregazione: 1) Smart City & Community; 2) Knowledge Community; 3) Business Community.

Le agevolazioni consistono in un Contributo in conto impianti fino ad un importo massimo di € 150.000,00 per singola impresa.

Per maggiori informazioni scarica la scheda innolabs

LO SCENARIO DEI MASS MEDIA IN ITALIA. Scarica l’ultimo report pubblicato dall’AGCom

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Rino Scoppio 

 

 

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha pubblicato il suo ultimo report sullo scenario italiano.

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Ecco i dati più importanti.

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Calano gli accessi alle reti fisse telefoniche: meno 120.000 linee negli ultimi dodici mesi.

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Telecom Italia perde 540 mila accessi, gli altri operatori ne guadagnano circa 420 mila.

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Negli ultimi 4 anni Telecom Italia ha perso 2,79 milioni di accessi di cui circa 1,3 milioni sono migrati verso gli altri operatori.

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Su base annua le linee mobili hanno registrato un leggero aumento (+0,41 milioni di unità), dovuto in larga parte agli operatori virtuali.

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Poste Mobile rappresenta il 51,4% degli utenti di servizi mobili virtuali.

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Nell’ultimo anno il numero delle SIM con accesso a Internet è cresciuto del 9,7% arrivando a superare 53 milioni di unità.

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Interessante il dato relativo agli sms inviati da inizio anno (17,8 miliardi):

si sono ridotti del 27,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 e di oltre il 75% rispetto al livello massimo raggiunto nel 2012 (72,2 miliardi).

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Sempre di più sono “cannibalizzati” da nuove applicazioni di comunicazione, in particolare

Whatsapp.

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Per quanto concerne la TV, Rai e Mediaset sono i due principali operatori in termini di audience.

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Si acuisce la crisi nel settore della stampa.

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Rcs Mediagroup e il Gruppo Editoriale L’Espresso mantengono una posizione di leadership nella vendita di quotidiani.

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Sul fronte radiofonico, i dati mostrano una sostanziale stabilità negli ascolti, con l’emittente RTL 102.5 che mantiene la leadership.

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Per quanto concerne il web, nel mese di settembre 2016, 29,4 milioni di individui si sono collegati ad internet di cui 25,1 da dispositivi mobili (+4,4 milioni di individui in più rispetto a settembre 2015).

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Google resta stabile al primo posto con il 96,7% degli utenti che navigano in Internet.

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Mediamente la navigazione su Whatsapp e Facebook supera di poco le 23 ore mensili per utente.

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Per scaricare il rapporto di AGCom, clicca QUI

 

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I NUOVI INCENTIVI DEL PIANO INDUSTRIA 4.0

|Autore: Giorgio Caracciolo|

Tra le novità della Legge di Stabilità 2017, che il Governo presenterà alle Camere il 15 ottobre, ci sono la riconferma del superammortamento al 140% del costo di acquisto dei beni strumentali e l’introduzione di ulteriori incentivi all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 finalizzato a promuovere la Quarta rivoluzione industriale del nostro Paese attraverso incentivi alle imprese per 700 milioni di euro.

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L’iniziativa del governo punta decisamente all’Innovazione, in attuazione della Strategia europea per la Digital Industrial Leadership secondo la quale la Commissione europea prevede di dedicare alla digitalizzazione e all’Industria 4.0 circa 500 milioni di euro per i prossimi 5 anni attraverso 8 aree di intervento: rilanciare gli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in R&S, conoscenza e innovazione; favorire la crescita dimensionale delle imprese; sostenere la nuova imprenditorialità innovativa; definire protocolli, standard e criteri di interoperabilità condivisi a livello europeo; garantire la sicurezza delle reti e la tutela della privacy; assicurare adeguate infrastrutture di rete; diffondere le competenze per Industry 4.0; canalizzare le risorse finanziare.

I nuovi incentivi fiscali e finanziari che entreranno in vigore dal 2017 riguardano in particolare: 1) un incremento dell’aliquota per investimenti legati a Industria 4.0 con iper-ammortamento al 250% ai fini IRPEF e IRES sugli investimenti in Tecnologie digitali, Agrifood e Impianti per il miglioramento dei consumi energetici; 2) un Credito d’imposta potenziato dal 25% al 50% per gli investimenti incrementali in R&S; 3) la detassazione del salario di produttività cui sono destinati 1,3 miliardi di euro nel periodo 2017-2020; 4) nuove detrazioni fiscali al 30% per gli investimenti fino a 1 milione di euro realizzati dalle PMI innovative e per le startup, oltre le detrazioni fiscali anche l’assorbimento delle perdite registrate nei primi 4 anni da parte di società “sponsor”; 5) detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine; 6) programma “acceleratori di impresa” per finanziare la nascita di nuove imprese; 7) fondi di investimento per l’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico; 8) fondi di Venture Capital dedicati a startup Industria 4.0 in co-matching.

Per maggiori informazioni scarica la scheda piano-nazionale-industria-4-0

GLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE & INFORMAZIONE UTILIZZATI DAGLI ITALIANI. Scarica il 13° Rapporto pubblicato dal Censis

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| Autore: Rino Scoppio |

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Oggi il Censis ha pubblicato la tredicesima edizione del “Rapporto sulla Comunicazione”.

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Prosegue dunque l’analisi dei cambiamenti avvenuti nelle diete mediatiche degli italiani.

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Ecco i principali indicatori.

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La penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali nell’ultimo anno e l’utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani.

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I giovani sono al 95,9%.

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Diminuiscono gli utenti dei telefoni cellulari basic, in grado solo di telefonare e inviare sms.

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Continua la crescita impetuosa degli smartphone, utilizzati dal 64,8% degli italiani: +12% di utenza complessiva in un anno, una crescita superiore a quella di qualsiasi altro mezzo.

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Si registrano pure piccole oscillazioni al rialzo per la diffusione di e-reader (+0,7%) e tablet (+1,7%).

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La televisione continua ad avere un pubblico coincidente con la quasi totalità della popolazione: il 97,5% degli italiani.

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I telespettatori aumentano ancora (+0,8% nell’ultimo anno), soprattutto quelli della tv digitale terrestre (+1,5%) e satellitare (+1%).

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Gli utenti delle diverse forme di tv via internet (la web tv attraverso il pc e la smart tv) si attestano al 24,4% e quelli della mobile tv all’11,2%.

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La crescita cumulata per la tv via internet nel periodo 2007-2016 è pari a +14,4 punti percentuali.

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Ottimi anche gli ascolti della radio, con una utenza complessiva pari all’83,9% degli italiani.

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I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani.

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Continua ad aumentare l’utenza dei quotidiani online (+1,9% nell’ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%).

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L’andamento della spesa per consumi delle famiglie conferma il trend anticiclico dei consumi tecnologici in un decennio caratterizzato da una lunga e profonda recessione.

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Gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione.

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Oggi gli italiani usano internet per tanti motivi:

– informarsi,

– prenotare viaggi e vacanze,

– confrontare i prezzi e acquistare prodotti

– guardare film

– seguire partite di calcio

– entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche

– svolgere operazioni bancarie

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Con internet si spende meno e si risparmia tempo.

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Social Network e sistemi di Messaggistica occupano buona parte del nostro tempo.

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WhatsApp e Facebook hanno conosciuto un vero e proprio boom.

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Per scaricare la tredicesima edizione del Rapporto Censis sulla Comunicazione, clicca qui

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TUTTI I NUMERI DEL MERCATO ICT IN ITALIA. Scarica il nuovo report pubblicato da Assinform

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Assinform ha pubblicato gli ultimi dati sul mercato digitale ICT in Italia.

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Nel 2015 è cresciuto dell’1% a 64.908 milioni di euro.

Il mercato digitale in italia

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Il dato interrompe una tendenza negativa che durava da anni e si affianca a una stima per il 2016 a 65.882 milioni di euro (+1,5%), che cancella abbondantemente i cali dei due anni precedenti .

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Il mercato dei dispositivi e sistemi è paradossalmente quello che più evidenzia lo spostamento dalla “materialità” alla “funzionalità” dell’ICT.

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È infatti cresciuto dello 0,6% pur a fronte del calo dei PC (-13,7% in volumi, fra portatili, desktop e server) e dei tablet (-15,1%).

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Vendite Pc e Tablet

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A trainare sono stati gli smartphone, cresciuti del 9,9% a 15,5 milioni di pezzi, nel loro ruolo di device per l’utilizzo di nuove applicazioni e di nuovi servizi in mobilità.

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E infatti gli utenti di banda larga su rete mobile sono cresciuti ancora, dell’8,8% a 34,5 milioni.

Vendite Smartphone

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In calo generalizzato i servizi ICT fatta esclusione per i Data Center (+ 6,7%).

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Servizi Ict

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Per scaricare il report di Assinform, clicca QUI

 

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Firma tua il management

Black Friday: il disastro online dei siti italiani

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Venerdì 27 Novembre è stato il giorno del Black Friday:
sconti (quelli veri) su migliaia di prodotti nei negozi fisici e online.

Mentre nei comuni negozi sparsi per le vie dello stivale procedeva tutto liscio, online si generavano problemi a non finire.

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Importanti siti come Mediaworld, Euronics e Gli Stockisti presentavano siti lenti, processi di acquisto interminabili e nelle peggiori delle
ipotesi server down.

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Cosa c’è dietro questo disastro italiano?

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C’è da dire che il Black Friday, evento nato in America ed esportato in tutto il mondo, è ancora in una fase quasi sperimentale nel nostro bel paese, ma da colossi come quelli sopra citati ci si aspettava maggiore attenzione ed una stima del traffico più accurata.

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Gli “addetti ai lavori” hanno sottovalutato l’evento, lasciando i server dei siti così com’erano, come se il “venerdì nero” fosse un giorno come tutti gli altri.

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Il risultato lo abbiamo visto tutti: disastroso!

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Gli unici siti a tenere testa al giorno degli sconti folli sono stati Amazon ed Ebay: due realtà di origine Statunitense (guarda caso), che
hanno monopolizzato le vendite grazie agli errori (sciocchi) dei diretti competitors.

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Avranno imparato la lezione gli e-commerce che hanno commesso l’imperdonabile errore di sottovalutare l’utenza del web?

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Non ci resta che aspettare il prossimo Black Friday e provare a collegarci in uno di questi siti!

L’autore

Scheda protano

FINALMENTE WHATSAPP SUL TUO PC: SCOPRI COME FARE.

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Finalmente potremo utilizzare il nostro profilo WhatsApp comodamente dal nostro PC. Schermo grande, funzioni invariate e tastiera!

Ecco come fare:

1) Apri Google Chrome dal tuo PC ed accedi al sito: web.whatsapp.com (apparirà un Qr code);

2) Vai sul tuo cell, entra su WhatsApp (ultima versione), Menu, Whatsapp Web;

3) Ora fotografa il Qr code che era apparso sul tuo PC;

Enjoy!

21 MILIONI DI ITALIANI NON UTILIZZANO IL WEB. Scarica il rapporto Istat

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L’Istat ha studiato il rapporto fra gli italiani e le nuove tecnologie.

Ecco i principali indicatori.

Nel 2014, aumenta rispetto all’anno precedente la quota di famiglie che dispongono di un accesso ad Internet da casa e di una connessione a banda larga (rispettivamente dal 60,7% al 64% e dal 59,7% al 62,7%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente:l’87,1% possiede un personal computer, l’89% ha accesso ad Internet da casa.

All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani ultrasessantacinquenni: appena il 17,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 16,3% dispone di una connessione per navigare su Internet.

Nel 2014 oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (54,7%) utilizza il pc e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (57,3%) naviga su Internet.

Sono 21 milioni 994 mila le persone di 6 anni e più che nel 2014 non utilizzano Internet (38,3% della popolazione residente in Italia).

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Utilizza il personal computer il 59,3% degli uomini, a fronte del 50,2% delle donne, naviga su Internet il 62,3% degli uomini e il 52,7% delle donne.

I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani 15-24enni .

Aumenta leggermente la quota di utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni. Sono il 29,8% degli utenti di Internet, in aumento dal 28,5% del 2013.

Cresce anche l’e-commerce: nel 2014 il 34,1% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che registrano la crescita maggiore sono gli articoli per la casa (+5,1 punti percentuali) e gli abiti e gli articoli sportivi (+3,8 punti percentuali).

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Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

C’E’ ANCORA MOLTO DA FARE NELLE IMPRESE ITALIANE. Scarica il rapporto dell’ISTAT

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L’Istat ha pubblicato il nuovo rapporto sull’utilizzo delle tecnologie ICT da parte delle imprese italiane.

Ecco alcuni indicatori.

Nel 2014 il 98,2% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di una connessione a Internet (96,8% nel 2013).

Il 95,0% delle imprese è connesso a Internet in banda larga fissa o mobile (94,8% nel 2013).

L’utilizzo della banda larga mobile è in ulteriore crescita, coinvolge nel 2014 il 60,0% delle imprese (49,8% nel 2013).

Il 69,2% delle imprese con almeno 10 addetti (88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti) dispone di un sito web (67,3% nel 2013).

Il 31,8% delle imprese (51,9% tra quelle con almeno 250 addetti) utilizza un social media (24,7% nel 2013); gli strumenti più diffusi tra le imprese sono i social network (29,3%) e i siti web di condivisione di contenuti multimediali (10,3%).

Pressoché stabile la percentuale di imprese attive nel commercio elettronico nel 2013; sono il 42,5% contro il 44,4% del 2012.

Aumentano le imprese che hanno venduto on-line i propri prodotti o servizi (da 7,6% nel 2012 a 8,2% nel 2013), ma diminuiscono quelle che hanno acquistato on-line (41,7% nel 2012 e 39,6% nel 2013).

Soltanto l’8,2% delle imprese dichiara di fatturare esclusivamente in forma cartacea ad altre imprese o alla P.A., ma è ancora bassa la percentuale delle imprese che utilizzano la fatturazione elettronica in un formato adatto all’elaborazione automatica (5,4%), mentre è molto diffusa la fatturazione digitale non adatta all’elaborazione automatica (56,7%).

Prosegue a ritmi elevati la crescita, registrata già negli anni precedenti, nell’adozione di software specifici per la raccolta e condivisione con altre aree aziendali di informazioni sulla clientela (CRM): dal 13,3% nel 2009 al 23,1% nel 2013 fino al 28,2% nel 2014.

È nettamente aumentata anche la diffusione di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree funzionali dell’impresa (ERP), che passa dal 9,7% del 2009 al 27,2% del 2013 fino al 37,2% del 2014.

La minore dimensione di impresa spiega il mancato investimento in molti degli strumenti tecnologici analizzati, come nel caso dell’adozione di software di condivisione di informazioni tra funzioni diverse (ERP), di soluzioni RFID, dell’impiego di personale specializzato in sistemi ICT.

Se la tecnologia è più neutrale e flessibile rispetto al livello di complessità organizzativa, le imprese sembrano maggiormente orientate verso l’adozione di strumenti ICT finalizzati a risparmi di costo e miglioramenti di efficienza, come nel caso del cloud computing, che coinvolge il 40,1% delle imprese.

Le piccole imprese, pur essendosi dotate per la maggior parte di siti web (67,4%), ancora non colgono le opportunità offerte da sistemi di vendita on-line; l’11,5% ha attivato sistemi di ordinazione sul proprio sito web e il 7,3% ha effettuato nel 2013 vendite on-line via web o altre reti.

Per una informazione completa sull’utilizzo dell’ICT a livello europeo è possibile scaricare l’ultima pubblicazione disponibile dal sito di Eurostat al link:
http://ec.europa.eu/eurostat/web/information-society/publications

Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

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