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PER LA PRIMA VOLTA L’ARTIGIANATO DIGITALE ENTRA NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA. Ecco di cosa si tratta
Il 28 luglio 2015 si è aperto il punto vendita Makerland all’interno della galleria commerciale Auchan di Monza.
Makerland è il primo retail store dedicato al mondo del nuovo artigianato e alle sue tecnologie.
I promotori dell’iniziativa:
– Auchan e Gallerie Commerciali Italia (GCI)
– Talent Garden,
– Sharazad,
– Opendot
– Gummy Industries
L’obiettivo è di creare un nuovo punto d’incontro per i maker e per i curiosi che vorranno avvicinarsi al mondo dell’innovazione e dell’artigianato 2.0.
Makerland è uno spazio dove scoprire la realtà del making e utilizzare le sue nuove tecnologie, oltre a poter acquistare kit, schede elettroniche, stampanti 3D, oggetti da personalizzare e prodotti di aziende con alto contenuto DIY (“do it yourself”), tutti strumenti che abilitano all’invenzione e alla creazione.
E’ anche un luogo d’incontro e confronto: lo spazio offre servizi di consulenza per le lavorazioni con le stampanti 3D e i macchinari lasercut.
Da Makerland, inoltre, saranno organizzati eventi dedicati al grande pubblico per diffondere la cultura maker sia tra gli adulti che tra i bambini.
TECHNOGYM LANCIA LA SECONDA EDIZIONE DEL SUO PROGRAMMA DI SOSTEGNO ALLE START UP. Hai tempo fino al 26 agosto per presentare la candidatura.
Technogym lancia la seconda edizione del Wellness Accelerator Technogym, il programma di accelerazione per startup .
Focalizzato su progetti in ambito wellness, il programma avrà come obiettivo individuare startup europee operanti nel settore salute e benessere, per dare vita a progetti innovativi in grado di rivoluzionare e migliorare questo settore in costante crescita.
Il programma, in partenza per fine settembre della durata di 4 mesi, prevede l’inserimento di 5 team composti da ragazzi accompagnati da una buona idea e competenze tecniche, da affinare con il supporto di un team di mentors dedicato durante il percorso all’interno del Wellness Acceleration Program.
Ciascun team scelto avrà a disposizione 80mila euro di finanziamento suddivisi in diversi servizi tra cui attività di mentoring, networking, vitto e alloggio, spazi di lavoro, eventi ad hoc, servizi tecnici e professionali presso H-Farm e una parte in cash.
Il focus dei progetti dovrà essere su:
– Wearable Devices,
– Platforms&Tools,
– Big Data e Analytics,
– Soluzioni Healthcare.
Ecco il sito su cui presentare la candidatura.
HAI VOGLIA DI INVESTIRE IN UNA IMPRESA INNOVATIVA ? Leggi la guida sulle agevolazioni fiscali
Lo studio legale Legalitax ha pubblicato una interessante guida.
Quali sono gli incentivi fiscali per chi investe in startup e PMI innovative?
Le persone fisiche che investono in startup e PMI innovative possono detrarre ai fini Irpef un importo pari al 19% della somma investita direttamente o anche per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in startup innovative o PMI innovative.
Le persone giuridiche, invece, possono dedurre ai fini Ires un importo pari al 20% direttamente ovvero indirettamente per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in startup innovative o PMI innovative.
Gli incentivi fiscali sono validi per tutti gli investimenti in imprese innovative effettuati negli anni fiscali 2013, 2014, 2015 e 2016.
La Guida fa anche il punto sulle fonti normative da tenere d’occhio: dal Decreto Crescita 2.0, che ha introdotto le disposizioni riguardanti la nascita e lo sviluppo delle startup innovative, all’Investment Compact che ha introdotto la definizione di PMI innovativa, estendendo a tale tipologia di azienda la possibilità di avvantaggiarsi di alcuni degli incentivi previsti a favore delle startup innova.
Per scaricare la guida di Legalitax, clicca QUI.
SEI INDECISO SE APRIRE UNA STARTUP INNOVATIVA O PMI INNOVATIVA ? Leggi la nuova guida pubblicata da Infocamere
Infocamere ha pubblicato un nuovo kit di strumenti informativi predisposti ad hoc per favorire le imprese che vogliono candidarsi al riconoscimento dello status di “PMI innovativa” previsto dal DL 3/2015.
Per accedere al regime di agevolazioni e incentivi fiscali stabiliti dalla norma, è infatti indispensabile che le imprese interessate siano inserite nell’apposita sezione del Registro delle imprese delle Camere di commercio.
Il kit informativo comprende:
-
la Guida degli adempimenti al Registro delle imprese,
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un tutorial sull’utilizzo del software per l’iscrizione alla nuova sezione,
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il modello di dichiarazione del possesso dei requisiti,
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una check-list online per scoprire rapidamente se la propria impresa ha i requisiti richiesti,
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le statistiche e l’elenco delle PMI innovative già registrate.
Secondo la norma, possono aspirare allo status di “PMI innovativa” le società di capitali, anche in forma cooperativa, già iscritte nel registro delle imprese che posseggono almeno 2 su 3 dei seguenti requisiti:
-
l’attività di ricerca e sviluppo riguarda almeno il 3% della maggiore tra le seguenti voci di bilancio: costi e valore totale della produzione;
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il team è formato per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale; oppure per 1/5 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di esperienza in attività di ricerca certificata;
-
l’impresa è depositaria o licenziataria di privativa industriale, oppure titolare di software registrato.
Ecco il link della nuova guida Infocamere
FINALMENTE UN SITO DOVE TROVARE TUTTI I FINANZIAMENTI ALLE START UP. Salvati il link
Una piattaforma online per accedere ai fondi regionali, nazionali ed europei, suddivisi per singole regioni italiane.
Italia Start-up – l’associazione che aggrega e rappresenta l’ecosistema delle startup italiane – insieme a Warrant Group (società di consulenza associata a Italia Startup che accompagna e supporta le imprese in tutte le fasi di sviluppo del business) hanno ideato un portale interamente dedicato alle startup per l’accesso ai finanziamenti regionali, nazionali, europei: www.warrantgroup.it/startup.
Il portale – presentato a Bologna nell’ambito di Smau Bologna – oltre ad offrire news e approfondimenti dedicati, raccoglie tutti i bandi di finanziamento – selezionati per Regione – aggiornati quotidianamente e disponibili per la consultazione da parte delle startup e dei loro partner (incubatori, investitori e abilitatori) avendo la possibilità di visualizzare l’elenco di tutti quelli disponibili nell’area geografica di competenza.
In Italia sono iscritte al registro dedicato oltre 4mila start up innovative, in aumento del 16,7% rispetto alla fine dello scorso anno.
LO SCENARIO ITALIANO DELL’INNOVAZIONE. Scarica gratis l’E-Book pubblicato da Studio Amborsetti
Lo studio di consulenza Ambrosetti ha pubblicato il report
“L’ECOSISTEMA PER L’INNOVAZIONE: QUALI STRADE PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE E DEL PAESE”
Il rapporto descrive fra gli altri provvedimenti messi in campo da Governo e Parlamento per spingere la creazione di un ecosistema efficace, dal Fondo per progetti di Ricerca e sviluppo nelle Pmi e nelle imprese a media capitalizzazione del giugno 2014 a quello per la Crescita sostenibile dello scorso dicembre passando per altri progetti come il PhD ITalents del ministero dell’Istruzione o il Bando per i progetti transazionali nelle biotecnologie del ministero per lo Sviluppo economico.
E ancora altri provvedimenti dall’Investment Compact al bando Smart&Start fino al visto lampo per chi voglia lanciare una startup .
Lo studio Ambrosetti Club coglie infatti un incremento dell’orientamento a investire in innovazione e ad assumere personale qualificato per la R&S nel nostro Paese nell’arco del prossimo triennio.
Il documento fa infine il punto sulle principali dinamiche che stanno modellando la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, cioè la progressiva integrazione dei “vecchi” processi fisici all’economia digitale e ai suoi vantaggi: big data, automazione e intelligenza artificiale, connettività diffusa, disintermediazione.
Per scaricare l’E-Book, clicca QUI
IL CAPITALE DI RISCHIO IN ITALIA. Scarica il rapporto completo pubblicato da AIFI
AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital) in collaborazione con PwC – Transaction Services hanno pubblicato l’annuale indagine sul mercato italiano del capitale di rischio.
Il private equity internazionale torna in Italia e nel 2014 investe il 39% in più rispetto al 2013.
Sotto il segno positivo anche tutti i dati registrati:
– nel 2014 gli investimenti arrivano a 3,5 miliardi di euro per 311 operazioni di cui 106 in seed e startup;
– L’ammontare investito stabile rispetto all’anno precedente, i fondi internazionali investono 1.905 milioni di euro in crescita rispetto ai 1.366 milioni di euro del 2013.
– La raccolta indipendente a 1.348 milioni di euro è in crescita rispetto ai 623 milioni dell’anno precedente e aumenta il peso della raccolta degli investitori istituzionali.
Il primo settore di investimento per numero è l’IT con 47 operazioni, per ammontare, il lusso con 680 milioni investiti.
Aumentano anche i disinvestimenti: 2.632 milioni di euro, cioè +36% rispetto al 2013 con 174 operazioni.
Ad oggi, gli operatori di private equity e di venture capital hanno in portafoglio 1.245 aziende che complessivamente impiegano 480mila addetti e fatturano 100 miliardi di euro.
Nonostante i dati positivi, però, quello del private equity è ancora un settore sottodimensionato perché l’Italia è ancora fortemente ancorata al sistema bancario, sistema che però non ha grandi margini per investire nelle piccole e medie imprese.
Le dimensioni del nostro mercato non sono affatto pari a quanto il nostro Paese potrebbe e dovrebbe permettersi.
Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI
LO SCENARIO ITALIANO DELLE START UP. Scarica l’ultimo rapporto con i dati completi del 2014
È un ecosistema vitale, quello delle startup hi-tech italiane.
Nell’ultimo anno sono più che raddoppiate passando dalle 1.227 del 2013 alle 2.716 censite nel 2014.
Al dinamismo dell’innovazione creativa made in Italy non corrisponde però un altrettanto dinamico supporto economico, visto che gli investimenti sono calati del 9%, attestandosi nel 2014 a 118 milioni di euro.
Pochi, rispetto agli altri grandi paesi europei: in Italia si investe nelle startup tecnologiche un ottavo rispetto a Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito e poco meno della metà rispetto alla Spagna.
L’associazione Italia Startup e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano indicano che i trend di investimento stanno cambiando.
A fronte di una flessione del 23% dei finanziamenti provenienti da investitori istituzionali – nel 2014 pari a 63 milioni di euro – sono aumentati (del 17%) quelli resi disponibili da altre tipologie di investitori attraverso business angel, incubatori e acceleratori, che con 55 milioni hanno raggiunto quasi metà della quota investita.
“L’iniziativa privata sta acquisendo un peso significativo nell’ecosistema italiano e sta diventando un riferimento per i giovani startupper”, commenta Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup, “ma le aziende italiane sono ancora troppo timide negli investimenti finanziari industriali in startup e quelle estere troppo spesso non hanno nei loro radar il nostro ecosistema, ricco di startup di valore capaci di stare sulla frontiera dell’innovazione mondiale”.
La ricerca sull’ecosistema italiano delle startup ha comunque rilevato uno scenario articolato.
In Italia sono registrate:
– 2.716 startup innovative,
– 118 startup finanziate,
– 36 investitori istituzionali, di cui 6 pubblici e 30 privati,
– 100 incubatori e acceleratori, di cui 60 pubblici e 40 privati,
– 38 parchi scientifici,
– 62 spazi di coworking
– 52 competizioni e 46 bandi dedicati alle startup.
Fra le startup finanziate da investitori istituzionali, quelle nel settore information e communication technology sono il 68% del totale e hanno raccolto il 74% dei fondi.
Seguono quelle del settore medico-farmaceutico-biotecnologie, poi l’ambito delle tecnologie pulite e dell’energia.
Gli startupper italiani sono all’85% uomini e al 57% sotto i 40 anni; la quasi totalità è laureata, prevalentemente con un backgroud manageriale: solo un terzo dei fondatori di startup ha una formazione tecnica.
Per scaricare il report completo, clicca QUI
DIGITAL MEDIA LAB. La nuova iniziativa di Mediaset rivolta alle Start Up. Ecco come candidarsi
Digital Media Lab è un’iniziativa promossa da Mediaset, in collaborazione con PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, che premia e supporta i progetti imprenditoriali più innovativi in ambito Internet Media.
In particolare i progetti possono essere candidati nelle seguenti categorie:
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Mobile advertising: cioè progetti innovativi volti a monetizzare al meglio, tramite qualsiasi formato di pubblicità, i contenuti editoriali su Smartphone;
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Second screen: cioè progetti volti a innovare e arricchire l’interazione con i programmi televisivi attraverso Smartphone;
Digital Media Lab è aperto a startup, team, sviluppatori, aziende con progetti innovativi negli ambiti sopra descritti.
I progetti ritenuti più interessanti (finalisti) dopo una prima fase di selezione, saranno invitati a partecipare ad una giornata di confronto finalizzata, attraverso incontri one-to-one con i manager di Mediaset e con gli esperti universitari, ad approfondire la conoscenza reciproca e a ipotizzare collaborazioni win-win.
I progetti vincitori:
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potranno contare sul supporto di Mediaset, con tutti i suoi asset, per accelerare il raggiungimento dei propri obiettivi di business;
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in particolare – ove vi fossero le condizioni di reciproca convenienza – potranno diventare partner/fornitori di Mediaset;
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potranno essere ospitati per 6 mesi all’interno di PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, in cui saranno seguiti da mentor del Politecnico e manager di Mediaset.




















