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IL BOOM DELLA MOVIDA IN ITALIA. Scarica gli ultimi dati pubblicati da Confcommercio

Da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio emerge che tra il 2008 e il 2015 nelle medie città italiane i negozi in sede fissa sono diminuiti del 15%, ma c’è un vero e proprio “boom” del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo, soprattutto nei centri storici.
I risultati sono estremamente interessanti: se da una parte c’è la conferma del calo complessivo, anche se più marcato rispetto al resto d’Italia, del numero di imprese (-3,2% contro -0,1%), dall’altro si notano differenze marcate tra la varie categorie.
Così, se il numero di distributori di carburante è sceso di quasi il 30%, nell’altro senso il commercio ambulante è cresciuto del 43,3% e bar, alberghi e ristoranti del 5%.

Ecco, il punto che emerge chiaramente dallo studio è proprio quest’ultimo: nelle medie città i negozi in sede fissa diminuiscono molto più rapidamente che nel resto del Paese (-15% contro -6%), ma in questi contesti urbani c’è un vero e proprio “boom” del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo.
Per scaricare il report completo di ConfCommercio, clicca QUI
TUTTI I NUMERI DEL TRASPORTO AEREO IN ITALIA. Leggi il rapporto pubblicato dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato gli ultimi dati sul trasporto aereo in Italia.
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Dopo due anni di calo, nel 2014 il traffico aereo da e verso gli scali nazionali ha segnato una significativa ripresa rispetto all’anno precedente.
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I passeggeri sono aumentati del 4,7%, le merci e la posta del 6,2%, i movimenti di aeromobili dell’1,2%.
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Continua a diminuire l’utilizzo dei vettori nazionali da parte dei passeggeri arrivati e partiti negli aeroporti italiani: la relativa quota è scesa tra il 2009 e il 2014 dal 44,1% al 30,8%.
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Gli aeroporti che registrano i maggiori aumenti di passeggeri rispetto all’anno precedente sono Catania (+14,4%, +916mila passeggeri), Firenze (+13,6%, +268mila) e Lamezia Terme (+10,5%, +229mila); quelli con i maggiori cali sono Trapani (-14,9%, -280mila), Rimini (-15,7%, -87mila) e Cuneo (-18,7%, -53mila).
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Il 48,5% dei passeggeri utilizza voli low cost (46,4% nel 2013), quota che scende al 15% se si considerano solo le linee aeree italiane (17% nel 2013).
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Il Low cost detiene anche i migliori coefficienti di riempimento.
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Sul mercato italiano, le tratte aeree dalla Sicilia sono quelle con il maggior numero di passeggeri.

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Dall’Italia, la destinazione preferita è London Stansted.
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Sul datawarehouse I.Stat sono disponibili dati di maggior dettaglio relativi al trasporto aereo in Italia.
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Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI
Black Friday: il disastro online dei siti italiani

Venerdì 27 Novembre è stato il giorno del Black Friday:
sconti (quelli veri) su migliaia di prodotti nei negozi fisici e online.
Mentre nei comuni negozi sparsi per le vie dello stivale procedeva tutto liscio, online si generavano problemi a non finire.
Importanti siti come Mediaworld, Euronics e Gli Stockisti presentavano siti lenti, processi di acquisto interminabili e nelle peggiori delle
ipotesi server down.
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Cosa c’è dietro questo disastro italiano?
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C’è da dire che il Black Friday, evento nato in America ed esportato in tutto il mondo, è ancora in una fase quasi sperimentale nel nostro bel paese, ma da colossi come quelli sopra citati ci si aspettava maggiore attenzione ed una stima del traffico più accurata.
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Gli “addetti ai lavori” hanno sottovalutato l’evento, lasciando i server dei siti così com’erano, come se il “venerdì nero” fosse un giorno come tutti gli altri.
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Il risultato lo abbiamo visto tutti: disastroso!
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Gli unici siti a tenere testa al giorno degli sconti folli sono stati Amazon ed Ebay: due realtà di origine Statunitense (guarda caso), che
hanno monopolizzato le vendite grazie agli errori (sciocchi) dei diretti competitors.
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Avranno imparato la lezione gli e-commerce che hanno commesso l’imperdonabile errore di sottovalutare l’utenza del web?
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Non ci resta che aspettare il prossimo Black Friday e provare a collegarci in uno di questi siti!
L’autore

ECCO LE AZIENDE ITALIANE LEADER NELLA PRODUZIONE DI OCCHIALI. Scarica la ricerca

Nel 2014, il comparto dell’eyewear made in Italy ha registrato nel complesso una crescita del fatturato del 6,3%.
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L’ebitda (earnings before interest, taxes, depreciation and amortization) totale in rapporto ai ricavi si è attestato al 18% (contro il 17 dell’anno prima).
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Sono i risultati dell’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa sui bilanci 2014 del settore.
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Il fatturato complessivo del campione preso in esame (comprende 11 aziende che nel periodo hanno tutte registrato segni positivi), è di 9,7 miliardi di euro, rispetto ai 9,1 miliardi dell’anno precedente.
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Il leader di mercato è Luxottica.
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Per scaricare il report, clicca sul magazine di Pambianco.
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La ricerca si trova a pagina 50.
IL MERCATO DELLE PROFUMERIE IN ITALIA. Scarica la ricerca pubblicata da Pambianco Beauty
Pambianco Strategie di Impresa ha pubblicato una interessante ricerca sul mercato delle profumerie in Italia.
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Oggi le profumerie made in Italy devono ‘svecchiarsi’ e per ritrovare la leadership devono puntare a nuove strategie più competitive e digitalizzate.
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La ricerca, dove sono stati esclusi i department store e i consorzi, evidenzia che le catene considerate (15 in totale), hanno registrato complessivamente nel 2014 un fatturato di 859,7 milioni di euro, in calo dello 0,5% rispetto all’anno precedente.
N.B LLG Leading Luxury Group comprende le profumerie Limoni, La Gardenia e beauty Shop
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Se si scorporano le realtà regionali e nazionali, le prime hanno ottenuto risultati più positivi.
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Le catene regionali (12) hanno infatti archiviato il 2014 con ricavi pari a 293,7 milioni in crescita del 4,5%, mentre quelle nazionali (3) hanno fatto meno bene, avendo registrato un calo di fatturato del 2,9% a 566 milioni di fatturato.
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In positivo anche il risultato dei negozi indipendenti (62) che hanno totalizzato un giro d’affari di 264,5 milioni, in aumento dell’1,7%, con incrementi individuali più sostenuti rispetto alle catene, e in diversi casi a doppia cifra.
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Dal punto di vista dimensionale, emerge che nessuna di queste realtà indipendenti supera i 20 milioni di euro di ricavi.
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La ricerca è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista Pambianco Beauty.
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Si trova a pagina 30 del file che puoi scaricare QUI
CRESCE IN ITALIA LA PASSIONE PER LE BICI. Scarica il rapporto Confartigianato con tutte le statistiche
La passione degli italiani per la bicicletta fa bene anche alla salute della nostra economia: le imprese che producono, riparano e noleggiano le ‘due pedali’ sono 3.066, danno lavoro a 7.940 addetti e, nell’ultimo anno, sono aumentate dell’1,5%.
Un piccolo ma agguerrito esercito di aziende in cui dominano gli artigiani con 2.133 imprese e 4.064 addetti.

La fotografia del settore che unisce tradizione produttiva e innovazione tecnologica è stata scattata da Confartigianato e presentata in questi giorni, in un rapporto dell’Ufficio studi della Confederazione, a ‘Cosmobike Show’, la Fiera internazionale della bicicletta che si è tenuta fino al 14 settembre a Veronafiere.
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Per scaricare il rapporto, clicca QUI
SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE. La presenza di telecamere nei negozi deve essere adeguatamente segnalata al cliente. Ecco il testo
Compie una violazione della privacy il titolare di un negozio che all’interno del locale installa per ragioni di sicurezza una videocamera senza però avvisare la clientela con l’informativa prevista dal codice per la protezione dei dati personali.
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Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 17440/15.
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Il caso nasce perché il titolare di un negozio aveva fatto installare una videocamera per sorvegliare l’accesso dei clienti all’interno del locale.
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Al termine di un controllo amministrativo, gli agenti verificavano che la telecamera era stata installata senza l’informativa prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 196/03 e procedevano alla contestazione dell’illecito.
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Il legale rappresentante del negozio chiariva che la videocamera aveva un’esclusiva funzione di sicurezza, non concretizzandosi alcuna violazione della privacy ai danni dei clienti.
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Anche il tribunale calabrese arrivava alla stessa conclusione, ritenendo che la videosorveglianza rientrasse sì nel concetto di trattamento, ma non integrasse gli estremi della definizione di “dato personale” ai sensi della normativa vigente, pertanto la privacy non era compromessa.
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Le conclusioni della Corte di Cassazione che accolgono il ricorso del Garante, sono del tutto differenti.
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Non era preclusa al titolare del negozio la possibilità d’installare la videocamera per esigenze di sicurezza commerciale, ma l’attività, “integrante trattamento di dati personali – spiega la Cassazione – avrebbe dovuto formare oggetto di apposita informativa ai sensi dell’articolo 13 del decreto sulla Privacy”.
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Ecco il testo completo della sentenza della Corte di Cassazione.
SE GESTISCI UN AGRITURISMO, STUDIATI BENE QUESTA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE. Le cartelle esattoriali non perdonano
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 65685 pubblicata l’11 agosto 2015 ha ribadito il principio:
nell’agriturismo l’attività agricola deve essere prevalente.
La decisione si fonda su diverse considerazioni:
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il quantitativo di merce acquistata da terzi era superiore a quella prodotta dall’azienda
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il lavoro svolto dalla ricorrente nell’azienda agricola era minore rispetto a quello prestato dai familiari e da terzi
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il reddito dell’attività di ristorazione era maggiore di quello ricavato con il fondo
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il tempo dedicato agli ospiti superava quello riservato alla campagna.
Un’organizzazione non in linea né con la legge 730 del 1985 né con il Dlgs 228 del 2001, norme in base alle quali l’imprenditore agricolo può utilizzare l’azienda per fare agriturismo a patto che si tratti di un uso connesso.
Via libera dunque all’ospitalità stagionale anche in spazi aperti e destinati alla sosta dei campeggiatori, alla fornitura per la consumazione sul posto di pasti e bevande, alcolici e superalcolici compresi, purché prevalentemente di propria produzione.
La Cassazione ricorda che sono considerate “fatti in casa” cibi e bibite prodotti e lavorati nell’azienda agricola, oltre a quelli ricavati da materie prime anche attraverso lavorazioni esterne.
L’imprenditore agricolo può anche organizzare attività ricreative o culturali.
Il tutto è in armonia con la legge e «non costituisce distrazione della destinazione agricola dei fondi e degli edifici interessati», se il terreno viene utilizzato soprattutto per l’allevamento del bestiame e la coltivazione.
Le cose cambiano quando nel caso esaminato:
– accogliere ospiti e “sfamarli” diventa la maggiore fonte di reddito
– si assume personale esterno alla famiglia (3 dipendenti)
– si fa una sostanziosa spesa al supermercato anziché scendere in campo.
Inutile per la ricorrente invocare leggi regionali più favorevoli.
Ecco il testo completo della sentenza della Corte di Cassazione
COME CAMBIANO I CONSUMI DEGLI ITALIANI. Leggi l’indagine pubblicata oggi dalla Confcommercio.
La Confcommercio ha pubblicato un interessante studio sulle abitudini di consumo degli italiani.
Ecco i principali indicatori.


















