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CI SAI FARE CON I NEET ? Ecco il bando della Regione Puglia. Scade il 15 settembre 2014
Anche per questa seconda edizione la Regione Puglia cerca 30 giovani residenti in Puglia di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
La Scuola avrà carattere residenziale e si svolgerà a Taranto, per la durata di 8 settimane, nel periodo novembre 2014 – gennaio 2015.
Durante la Scuola verranno trattati i temi dello sviluppo locale, delle politiche giovanili, dell’imprenditoria sociale, della rigenerazione urbana e dell’animazione di comunità attraverso metodologie di apprendimento sul campo, in forte relazione con il contesto locale in cui verrà realizzata e con il coinvolgimento di esperienze di eccellenza a livello regionale, nazionale e internazionale.
L’obiettivo della Scuola di Bollenti Spiriti è formare nuove figure professionali in grado di:
– contribuire a estendere le opportunità di partecipazione al Piano Bollenti Spiriti 2014-2015: Tutti i giovani sono una risorsa;
– promuovere azioni generative in diversi campi di attività che valorizzino il contributo dei giovani cittadini al bene comune e siano occasione di sperimentazione, apprendimento non formale e scoperta dei talenti inespressi;
– favorire l’emersione e l’interconnessione di energie e risorse latenti degli attori istituzionali, economici e sociali e dei giovani cittadini pugliesi.
Ai partecipanti sarà garantito l’alloggio e verrà corrisposta un’indennità di partecipazione.
Per partecipare è necessario presentare una domanda di candidatura secondo le modalità indicate nell’Avviso entro e non oltre le ore 16:00 del 15 settembre 2014.
Per scaricare il bando, clicca QUI:
Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014. Scarica il documento

Il nuovo Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014, pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, contiene l’analisi della situazione sul costo dell’energia per consumatori e aziende (fra i più alti d’Europa), il livello di autonomia energetica (con un’alta quota di importazioni che coprono l’82% del fabbisogno), sui buoni risultati in materia di efficienza energetica e sui passi avanti, anche normativi, compiuti in questa direzione. Particolare attenzione viene posta al Dlgs 102/2014 di recepimento della Direttiva UE e agli obiettivi al 2020:
- Allineamento con i prezzi europei di elettricità e gas (-9 miliardi di euro l’anno).
- Riduzione delle emissioni di gas serra (21%) e dei consumi primari (24%).
- Investimenti nella Green Economy per 170-180 miliardi di euro.
- Approvvigionamento estero ridotto (-14 miliardi di euro l’anno).
- Quota 19-20% di Rinnovabili sui consumi finali lordi.
Secondo il PAEE l’efficienza energetica si persegue attraverso molteplici canali, fra cui i certificati bianchi, le agevolazioni fiscali (la detrazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici), il conto termico e altre misure come ad esempio gli eco-incentivi auto. Per quanto riguarda le imprese, l’Italia utilizza anche il sistema delle diagnosi energetiche, obbligatori dal 5 dicembre 2015 per le grandi aziende e per quelle ad alto consumo di energia, indipendentemente dalle dimensioni.
Entro fine 2014, il MiSE pubblicherà un bando per la selezione e il cofinanziamento di progetti presentati dalle Regioni che dovranno avere l’obiettivo di promuovere gli audit (le diagnosi energetiche) anche fra le PMI. Il programma è finanziato con 15 milioni di euro l’anno per il 2014-2020. Nell’ipotesi di finanziare il 50% delle spese sostenute dalle PMI per la realizzazione della diagnosi energetica, si stima di coinvolgere nell’iniziative circa 15mila imprese ogni anno.
Scarica il PAEE dal seguente link:
COSME: dall’UE 25 mld di finanziamenti alle PMI. Scarica le linee guida del Programma UE
Boccata d’ossigeno per le oltre 350 mila piccole e medie imprese europee: la Commissione europea ha firmato un accordo con Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) per dare il via a 25 miliardi di euro di finanziamenti addizionali. Il risultato è frutto dello stanziamento di 1,3 miliardi di euro nel bilancio del programma COSME per il periodo 2014-2020 (il programma europeo per la competitività delle imprese) per il finanziamento alle PMI che nell’arco dei prossimi sette anni produrranno un effetto leva proveniente dagli intermediari finanziari capace di mobilitare fino a 25 miliardi di euro.
L’intesa infatti l’impiego delle risorse per iniziative nel settore del venture-capital e per facilitare il flusso dei prestiti offrendo garanzie alle istituzioni finanziarie eroganti. Secondo i calcoli della Commissione UE, ad usufruire dei prestiti garantiti attraverso i fondi COSME saranno circa 330 mila PMI europee, delle quali il 90% con un organico fino a 10 dipendenti, per un volume totale di finanziamenti erogati che potrà arrivare fino a 21 miliardi di euro. I rimanenti 4 miliardi di euro stimati dovrebbero andare a sostenere l’espansione delle attività delle imprese di medio-piccole dimensioni in Paesi europei diversi da quelli di origine attraverso operazioni di venture capital.
Per la Commissione questo accordo prepara la via a finanziamenti di capitale e di debito per le PMI nell’ambito del programma COSME entro la fine del 2014.
COSME è il nuovo Programma UE 2014-2020 per la Competitività delle imprese e delle PMI che sostituisce il Programma Quadro 2007-2013 CIP.
Le azioni chiave del Programma sono:
- Accesso alla finanza per le PMI attraverso strumenti finanziari dedicati;
- Enterprise Europe Network: una rete di centri che offrono servizi alle imprese;
- Sostegno alle iniziative che favoriscono l’imprenditorialità;
- Accesso ai mercati: per il supporto alle PMI nei mercati al di fuori dell’Unione europea attraverso centri specifici e help desk.
Soggetti ammissibili
- Enti locali
- Enti regionali
- Imprese
- Persone fisiche
- Amministrazioni nazionali
Scarica le linee guida del Programma:
http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/cosme/index_en.htm
Silicon Valley: le strategie che hanno portato alla creazione della “valle dell’innovazione”
Sino alla metà del ventesimo secolo, la parte meridionale della baia di San Francisco che si estende dalla contea di Oakland fino a Santa Cruz (California), era nota come la valle delle delizie americane per via della produzione fruttifera. In seguito le cose cambiarono. A partire dagli anni 70 nacquero infatti attorno all’Università di Berkeley numerose aziende high-tech: Apple, Netscape, Hewlett-Packard, Sun Microsystems etc., che ben presto divennero il motore dell’economia americana. Questo territorio, denominato “ Silicon Valley” per l’elevata concentrazione d’industrie produttrici di semiconduttori e computer basati sul silicio, ospita 20 delle prime 100 imprese ad alta tecnologia del mondo che producono da sole il 40% dell’export della California.
Per comprendere la strategia territoriale che ha comportato la valorizzazione e l’attrattività del territorio della Silicon Valley, è opportuno analizzare la sinergia di fattori da cui è composta:
– Il governo californiano ha creduto prima di tutti nello sviluppo dell’high-tech finanziando i progetti dei giovani imprenditori con ingenti fondi, servendosi intensamente del venture capital e creando forti incentivi fiscali per permettere l’investimento nel settore. Si è venuta a creare così sul territorio una stretta interazione fra business e mondo accademico;
– L’università di Stanford, una vera e propria cittadina con negozi, pronto soccorso e stazione dei pompieri, ha ospitato studenti del calibro dei fondatori di Google e You Tube. Quando un aspirante imprenditore appena uscito dall’università proponeva un’idea convincente, spesso veniva affiancato da un network di venture capitalist, avvocati e consulenti che lo assistevano nella creazione della propria azienda. La creatività e le buone idee sono inutili senza gli investimenti: non a caso proprio nella valle si è installata nel 1972 la Oleine Perkins, una delle più grandi firme del venture capital;
– Le imprese californiane storicamente sono propense alla cooperazione e al rischio. Ciò si può rilevare soprattutto in attività di supporto nei confronti delle aziende in fase start-up, da parte delle aziende più esperte. Queste aziende hanno inoltre la capacità di reinventarsi e di interpretare il fallimento come un arricchimento del curriculum;
– Gli imprenditori possiedono una spiccata creatività ed una flessibilità mentale che li porta a credere nella realizzazione di visioni economicamente rischiose. Per di più hanno promosso una serie di eventi sociali, come degli incontri informali al bar in cui avvengono conversazioni professionali (community of practice), ed uno stile di vita invidiato in tutto il mondo;
– Sul territorio è presente un’elevata concentrazione di banche d’affari e di studi legali, che vengono coinvolti in prima persona nella costruzione e gestione del business;
– L’idea dell’integrazione verticale è stata sostituita in nome del network, ovvero una costruzione di aziende legate tra loro nella duplice relazione di collaborazione e competizione che consente di abbattere i confini aziendali creando nonostante ciò uno spirito d’indipendenza;
– I network sociali garantiscono uno scambio d’informazioni tale da equiparare le conoscenze e acquisire competenze;
– Nonostante il costo della vita in California fosse elevato, il territorio non solo ha attratto investitori da tutto il mondo, ma anche una moltitudine d’immigrazione qualificata, assistendo alla creazione di un vero e proprio patrimonio costituito da persone altamente istruite, specializzate e multilingue impegnate nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie e conoscenze avanzate.
Questi fattori hanno permesso di creare un vero e proprio vantaggio competitivo territoriale in grado di produrre valore e di rendere la Silicon Valley competitiva a livello internazionale. Lo sviluppo di tali capacità è stato ottenuto attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento delle risorse da parte di attori dotati di capacità innovative ed organizzative. Ciò ha permesso la creazione di competenze distintive utili ad assicurarsi vantaggi competitivi sostenibili.
Per mantenere tali vantaggi occorre però talento umano, idee creative e un sistema finanziario flessibile. Tutto questo è stato reso possibile da un apprendimento costante nato sia dai buoni risultati, che dalla conoscenza fornita dagli insuccessi. Nella valle del silicio infatti, le esperienze maturate dalle sconfitte vengono messe a disposizione dalle aziende del territorio, che pur rivaleggiando, cooperano.
Recentemente anche la California è stata investita dalla crisi economica. Dal 2008 al 2009, la sola Valle del Silicio ha perso 90.000 posti di lavoro e si rileva una scarsa propensione a investire da parte dei capitalisti di ventura. A pesare sul territorio è stato principalmente il calo massiccio delle esportazioni, ma anche la riduzione dell’afflusso dei nuovi laureati dall’estero, che non sono più sicuri di voler investire il loro avvenire negli Stati Uniti. In questa situazione, le imprese della Silicon Valley, mediante la propria capacità di reinventarsi, cercano di reagire tentando di dar vita ad un nuovo vantaggio competitivo attraverso il settore delle biotech e cleantech.
Ci si chiede se sia possibile replicare il successo della Silicon Valley nel nostro paese.
L’Italia possiede una spiccata capacità creativa, in grado di produrre idee geniali foriere di innovazione. Quello che manca però per ottenere un vantaggio competitivo, è l’opportunità di relazionarsi con degli imprenditori in grado di tramutare la creatività in qualcosa di concreto.
La vocazione alla specializzazione industriale della Silicon Valley, ha permesso di concentrarsi sull’innovazione, fondamentale in quanto necessaria per porsi in relazione al futuro proiettandosi verso gli spazi strategicamente più interessanti.
ASSINFORM: E-COMMERCE E CLOUD IN CRESCITA. Scarica la sintesi del rapporto ASSINFORM
Assinform ha reso noti i risultati del 45° Rapporto realizzato in collaborazione con NetConsulting sull’informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, il quale rivela timidi segnali di ripresa per l’ICT italiano e un trend in crescita per Cloud ed e-Commerce.

Assinform ha reso noti i risultati del 45° Rapporto realizzato in collaborazione con NetConsulting sull’informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, il quale rivela timidi segnali di ripresa per l’ICT italiano e un trend in crescita per Cloud ed e-Commerce. Il presidente di Assinform, Agostino Santoni, ha spiegato:
«L’innovazione digitale sta contribuendo ad aprire nuovi scenari in Italia nonostante le difficoltà e le resistenze evidenti».
Quest’anno potrebbero tornare a crescere gli investimenti in ICT, secondo le previsioni Assinform del +0,6%, contro il -4.4% dello scorso anno. Santoni ha fatto notare:
«A fine 2013 le componenti più innovative del mercato legate ad un uso diffuso e avanzato del web, Cloud, servizi mobili, pagamenti elettronici, e-Commerce, sicurezza, Internet delle cose, soluzioni di integrazione estesa in rete, piattaforme di gestione avanzate, hanno raggiunto un volume di circa 13 miliardi di euro. Si tratta, è vero, di una fetta ancora minoritaria per un settore che totalizza oltre 65 miliardi di euro l’anno, ma va considerato che l’accelerazione verso il cambiamento che queste componenti inducono nell’economia è molto forte, con effetti moltiplicatori e risultati in tempi sorprendentemente rapidi.
Cloud computing
Interessanti i dati relativi al Cloud Computing: una crescita del +32,2% rispetto al 2013, quando i ricavi hanno superato i 750 milioni.
e-Commerce
Con la diffusione delle tecnologie e di internet, continua a crescere anche l’e-Commerce: +17% per 13,2 milioni, contro il +18% del 2013 per 11,3 milioni.
Internet delle cose
Trend positivo anche per l’Internet delle cose che già nel 2013 presentava un mercato di 1.430 milioni (+13%).
Opportunità per PMI
Per massimizzare le opportunità legate a questi trend, le PMI dovrebbero avere piena percezione delle potenzialità dello sviluppo e della diffusione del digitale mentre, sottolinea Santoni, le PMI italiane non sembrano averne ancora preso coscienza. A dimostrarlo il fatto che
«… oggi le piccole imprese contribuiscono a più della metà del PIL e al 65% dell’occupazione, ma sono soltanto al 24% della domanda business di ICT».
Per questo Assinform chiede al Governo di concretizzare il proprio impegno a mettere l’innovazione al centro del rilancio del Paese:
«Ci aspettiamo azioni conseguenti, a partire dall’attuazione dei progetti di digitalizzazione connessi all’Agenda Digitale, che hanno grande impatto nel Paese come l’identità digitale, l’anagrafe unica, il fascicolo sanitario elettronico, la scuola digitale, i pagamenti e la fatturazione elettronica».
Ecco il link per scaricare la sintesi del rapporto ASSINFORM:
Presentazione di Giancarlo Capitani – AD NetConsulting
Fondi Ue 2014-2020: le novita’ per lo Sviluppo Locale di tipo partecipativo – CLLD
Nell’ambito dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020, la Commissione Ue intende rafforzare lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), già promosso dal 1991 attraverso l’approccio LEADER del Programma di sviluppo rurale e dal 2007 nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.
Lo sviluppo locale di tipo partecipativo prevede:
- che si concentri l’attenzione su aree subregionali specifiche;
- il coinvolgimento di gruppi di azione locale costituiti da rappresentanti degli interessi socioeconomici pubblici e privati del territorio;
- la previsione di strategie di sviluppo locale integrate e multi-settoriali, da implementare attraverso reti di cooperazione.
Nello specifico:
- l’attenzione alle aree subregionali mira ad affrontare le sfide territoriali, promuovendo il senso di appartenenza comunitario, stimolando l’innovazione e coinvolgendo i vari livelli di governance;
- i gruppi di azione locale devono includere soggetti quali imprese, autorità locali, associazioni di cittadini e organizzazioni collettive e di volontariato;
- le strategie di sviluppo locale devono essere coerenti con i programmi dei fondi strutturali e di investimento europei (ESI), individuare obiettivi misurabili e includere un piano di azione che spieghi come realizzarli attraverso progetti concreti.
Per stimolare lo sviluppo locale di tipo partecipativo nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 è prevista:
- una singola metodologia per agevolare l’accesso dei territori al sostegno dell’Unione europea;
- la possibilità di finanziare i costi di esercizio delle strategie locali plurifondo tramite un unico fondo, denominato Lead;
- l’opportunità di incrementare il tasso massimo di cofinanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e/o del Fondo sociale europeo (FSE), a livello di ciascun asse prioritario, di dieci punti percentuali.
Gli Stati membri sono tenuti a specificare nell’Accordo di partenariato i programmi e le aree di intervento in cui prevedono il sostegno allo sviluppo locale di tipo partecipativo. Questo tipo di approccio è facoltativo per il FESR, il FSE e per il FEAMP, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, mentre è obbligatorio per il FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.
Inoltre, i paesi dell’Unione sono chiamati a definire i criteri per la selezione delle strategie di sviluppo locale, che dovranno essere approvate entro la fine del 2017. I gruppi di azione locale già esistenti in relazione alle programmazioni FEASR e FEP 2007-2013 dovranno presentare nuove strategie locali per il nuovo settennato, che potranno includere anche il ricorso agli altri fondi ESI.
Per approfondire:
FINANZIAMENTI UE ALLE PMI: Strumento per le PMI
Da quest’anno, le PMI possono accedere alle linee di finanziamento agevolato previste dai nuovi Fondi Europei: il programma UE Horizon 2020, che offre una grossa opportunità di sostegno agli investimenti in innovazione, ricerca e internazionalizzazione a beneficio della competitività.
Horizon 2020 è il nuovo programma UE per che finanzia le attività di Ricerca e Innovazione dopo quello FP7: rispetto a quelli passati, copre tutte le fasi di progetto: dallo sviluppo dell’idea all’approdo sul mercato, con un’attenzione particolare all’impatto sulla società di quanto realizzato grazie ai finanziamenti.
Nell’ambito di Horizon 2020 è stato inserito lo strumento per le PMI. Si tratta di una nuova misura specifica espressamente dedicata alle piccole e medie imprese. Il suo scopo è incoraggiare la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici.
Lo strumento intende rivolgersi a tutte le piccole e medie imprese, orientate all’ internazionalizzazione e in grado di sviluppare un progetto di eccellenza nel campo dell’innovazione, di dimensione europea e ad elevato impatto economico.
E’ previsto che solo le PMI possano partecipare al bando di finanziamento e che il supporto avvenga in tre fasi, a copertura dell’intero ciclo di innovazione. L’impresa riceve un primo finanziamento per predisporre un’analisi di fattibilità tecnico-scientifica del progetto.
Se il progetto dimostra di avere potenziale tecnologico e commerciale, l’impresa riceve un ulteriore finanziamento per svilupparlo fino alla fase di dimostrazione.
Il sostegno alla fase di commercializzazione, finanziata con capitali privati, avviene invece indirettamente, tramite accesso agevolato agli strumenti finanziari e misure di gestione e sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale.
Parallelamente alle attività di ricerca, lo strumento offre gratuitamente alle imprese anche un supporto manageriale attraverso un servizio di Mentoring e Coaching.
Il coaching serve a rafforzare le capacità gestionali della PMI al fine di garantirne il massimo raggiungimento delle opportunità di crescita oltre alla concretizzazione del progetto in un prodotto commercializzabile a livello internazionale.
Entità del finanziamento:
Fase 1 “Studio di fattibilità”: somma forfettaria 50.000 euro (durata 6 mesi) + 3 giorni Coaching
Fase 2 “Innovazione”: finanziamento tra 0,5 e 2,5 milioni euro (durata 12/24 mesi) + 12 giorni Coaching
Fase 3 “Commercializzazione”: nessun finanziamento diretto, possibili facilitazioni indirette comprese debt e equity facilities + supporto Enterprise Europe Network per innovazione e internazionalizzazione
Ecco la pagina dell’APRE (Agenzia Per la Promozione della Ricerca Europea) dedicata allo Strumento PMI:
http://www.apre.it/le-pmi-in-europa/lo-strumento-pmi/
:
SEI UN IMPRENDITORE STRANIERO E VUOI AVVIARE UNA START UP IN ITALIA ? Da oggi è molto più facile. Leggi i dettagli
“…Prende il via Italia Startup Visa, strumento per gli investimenti esteri.
Gli imprenditori extra-Ue che intendono avviare una startup innovativa in Italia potranno usufruire da oggi di una serie di procedure molto più snelle e veloci.
Il risultato è possibile grazie a un programma innovativo, denominato Italia Startup Visa, presentato dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, presso l’acceleratore di startup LUISS ENLABS alla Stazione Termini.
L’iniziativa, cui hanno collaborato anche il Ministero dell’Interno, il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, facilita la fase di ottenimento del visto d’ingresso per lavoro autonomo per quei cittadini dei Paesi extra-UE che intendono avviare una startup innovativa nel nostro Paese.
Tutta la procedura sarà gestita in modalità telematica attraverso il sito dedicato consultando il quale l’utente può apprendere tutte le informazioni utili e fare domanda per ottenere il visto d’ingresso.
Tra le novità più significative, la centralizzazione della procedura di concessione del visto in capo a un unico Comitato tecnico, insediato presso il Ministero dello sviluppo economico, composto da rappresentanti di associazioni riconosciute e qualificate, a valenza nazionale e fortemente legate all’universo delle startup.
Ecco il sito di Italian Start Up Visa:
http://italiastartupvisa.mise.gov.it/#landing-section
ECCO A VOI IL GRANDE MASSIMO BANZI. Un mito per tutti i makers. Leggi l’intervista
L’intervista di Riccardo Luna a Massimo Banzi la trovate a pagina 44 di questo inserto pubblicato da Repubblica:
Fai clic per accedere a 22062014.pdf










