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Category Archives: Agricoltura & Agroalimentare

LE NUOVE ABITUDINI ALIMENTARI DEGLI ITALIANI. Scarica il nuovo report pubblicato da GS1

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rino ok

Rino Scoppio 

01 copertina

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GS1 è l’organizzazione delle imprese di Largo Consumo in Italia.

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Gestisce fra le altre cose il rilascio del codice a barre.
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Ha pubblicato in questi giorno il nuovo rapporto sulle abitudini alimentari degli italiani dal titolo:

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Osservatorio Immagino di GS1 Italy

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Ecco alcuni dei risultati più interessanti .

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Gli alimenti che comunicano l’assenza di alcune componenti nutrizionali sono 13.153, ossia il 18,3% sull’assortimento nei supermercati e ipermercati,con un giro di affari che sfiora i 7 miliardi di euro.

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L’analisi mette a confronto le performance di aziende food che abbiano focalizzato l’attenzione sulla privazione.

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Emerge che tra gli slogan che hanno incrementato maggiormente le vendite ci sono:

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 “senza antibiotici” (+62%),

senza zuccheri aggiunti” (+9,1%)

senza glutammato” (+4,9%),

senza lievito” (+1,9%)

non fritto” (+6,1%)

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02 - senza conservanti

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Fra le caratteristiche nutrizionali più richieste troviamo le Fibre, le Vitamine, l’Integrale.

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04 - fibre

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Sempre più richiesti i prodotti arricchiti con particolari componenti nutrizionali.

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05 - Superfruit

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Ecco i CLAIM più utilizzati dalle aziende nella presentazione dei prodotti.

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07 - i claim più utilizzati

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Anche nel settore dalla cura della persona assistiamo a nuove tendenze nelle preferenze dei consumatori.

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08- I prodotti per la cura della persona
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Per scaricare il report integrale, clicca QUI

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IL SETTORE TRAINANTE DELLA NOSTRA INDUSTRIA AGROALIMENTARE. Scarica il report pubblicato da Mediobanca

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Rino Scoppio 

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Mediobanca ha publicato una interessante ricerca sulla nostra industria vitivinicola.

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Sono stati indagati i bilanci delle principali aziende con fatturato superiore ai 20 milioni euro.

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Ecco la loro localizzazione.

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03 localizzazione

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Questa è la classifica delle aziende leader.

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Al primo posto le Cantine Riunite & CIV.

.02 cantine riunite

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Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI

 

 

PER IL CIBO GLI ITALIANI FANNO FOLLIE. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Università di Bergamo.

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Rino Scoppio con microfono

Rino Scoppio

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L’Università di Bergamo ha pubblicato il 1° Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano.
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Gli italiani scelgono la loro vacanza non solo per il sole e il mare.
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Il  cibo (e tutto quello che vi è collegato) rappresenta una delle principali motivazioni nella scelta di una vacanza.

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Il 63% degli intervistati lo considera un fattore importantissimo.

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Per scaricare il report, clicca QUI

 

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TUTTI I NUMERI DEL BIOLOGICO IN ITALIA. Guarda il nuovo rapporto pubblicato da BioBank

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Rino Scoppio con microfono

Rino Scoppio

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In questi giorni è stato presentato il nuovo Rapporto BioBank 2018.

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Le vendite hanno superato i 5 miliardi di euro tra Italia ed estero, con un incremento del 16,3% rispetto all’anno precedente.

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Sul Rapporto sono pubblicati e analizzati i dati riferiti alle 10.001 attività censite da Bio Bank nel 2017: 9.075 per l’alimentazione e 926 per la cosmesi.

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Negli ultimi cinque anni il numero di attività delle otto tipologie monitorate nel Rapporto per gli Alimenti è cresciuto di oltre il 6%.

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A volare sono invece le tre tipologie di attività monitorate per la Cosmesi, cresciute del 177%.

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Per gli Alimenti:

– in testa gli e-commerce di alimenti bio, passati dai 147 del 2013 ai 344 del 2017, con una crescita del 134%

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– i ristoranti bio, passati da 350 a 556, con una crescita del 58,9%.

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In calo gli agriturismi a quota 1.497 (-4,5%) e i gruppi d’acquisto solidale (GAS) a 813 (-8,3%).

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Per la Cosmesi guidano ancora il trend le profumerie bio, balzate dalle 49 del 2013 alle 245 del 2017 (+400%).

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Notevole lo sviluppo degli e-commerce di cosmesi bio, passati da 70 a 255 (+264,3%).

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La classifica delle regioni leader per numero assoluto di attività bio nel 2017 riconferma la Lombardia con ben 1.417 attività, prima per numero di gruppi d’acquisto, negozi, mense, aziende ed e-commerce di cosmesi.

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04 - regioni leader

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Ecco QUI in link per leggere il Rapporto Biobank

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PSR PUGLIA 2014-2020: 40 Milioni per il Primo insediamento dei Giovani in Agricoltura

Al via il bando per sostenere il primo insediamento in agricoltura di donne e uomini d’età compresa tra i 18 e i 40 anni.

Con Determinazione dell’Autorità di Gestione n. 248 del 25 luglio 2016 (Burp n. 87 del 28 luglio 2016) è stato pubblicato l’avviso della Sottomisura 6.1 «Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori» e altre Sottomisure comprese nel «Pacchetto Giovani».

agricoltori2

L’Assessore regionale Di Gioia ha dichiarato che la misura sostiene le start up e, dunque, l’occupazione giovanile nel settore agricolo, contrastando anche l’abbandono dei campi, in favore, del progresso di processo e di prodotto in agricoltura, grazie ai giovani con idee innovative e con una formazione adeguata e specializzata.

Il bando è disponibile sul sito http://svilupporurale.regione.puglia.it

Per scaricare la scheda sinottica clicca QUI

BANDO ISI-AGRICOLTURA 2016: AIUTI PER L’ACQUISTO DI MACCHINARI INNOVATIVI

Autore: Giorgio Caracciolo

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Il finanziamento – sostenuto da INAIL e Ministero del Lavoro – è destinato agli investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori con caratteristiche innovative, in grado di abbattere le emissioni inquinanti, ridurre il rischio rumore e migliorare il rendimento e la sostenibilità globali delle aziende agricole.

Macchine agricole innovative

 

Per il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, “Sostenibilità, Innovazione e Sicurezza sono i tre principi cardine di questo intervento, finalizzato ad ammodernare il parco macchine in attività, mirando soprattutto a prevenire i rischi sul lavoro. Attenzione ai giovani che, anche in questo bando, hanno una corsia preferenziale per il sostegno ai loro investimenti”.

Agricoltura-e-giovani

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Le Domande si potranno compilare on line dal 10 novembre 2016.

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Per scaricare la scheda sinottica, clicca QUI

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Jpeg biglietto da visita Giorgio Caracciolo - 2 agosto 2016

 

LA POTENZA ECONOMICA DELL’AGROALIMENTARE IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il nuovo report pubblicato da Ismea

Copertina dop

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Il 17 febbraio 2016 è stato presentato il “13°Rapporto Ismea – Qualivita sulle produzioni italiane agroalimentare e vitivinicole Dop, Igp e Stg“.
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PRINCIPALI NUMERI DEL COMPARTO 

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In Italia si produce una quantità certificata pari a 1,47 milioni di tonnellate di prodotti Food e 23 milioni di ettolitri per il comparto Wine.

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1,47

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Complessivamente il valore alla produzione Food e Wine raggiunge i 13,4 miliardi di euro, per una crescita del +4% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare.

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Il valore delle esportazioni è di 7,1 miliardi di euro, un incremento di oltre il +8% su base annua, per un peso del 21% sul totale dell’export agroalimentare italiano (anno produzione 2014).

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L’Italia rimane leader mondiale per numero certificazioni, con 801 prodotti iscritti nel registro UE, di cui 278 Food e 523 Wine.

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il settore nel mondo in italia ue

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Siamo da sempre i leader all’interno dell’U.E. come numero di prodotti certificati e impatto economico.

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la diffusione dop in italia e nei paesi europei

 

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Ecco l’impatto sulle diverse province italiane: Parma mantiene la leadership.

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impatto nelle province italiane.

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Per quanto concerne le categorie di prodotti certificati, Ortofrutta e Cereali rimangono le protagoniste sia in valore assoluto che per incremento percentuale.

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incremento dop per categorie di prodotti

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Per scaricare il rapporto Ismea, clicca QUI

 

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Firma tua il management

IL CONSUMO DI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA. Scarica il rapporto completo pubblicato da ISMEA

biologico

L’istituto di ricerca ISMEA ha presentato in questi giorni il rapporto

“Tutti i numeri del biologico italiano”.

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Un giro d’affari al consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro nel solo canale domestico, senza considerare quindi tutto quello che passa attraverso la ristorazione, i bar, le mense e in generale il food service.

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distribuzione bio
A fare la parte da leoni sono la Distribuzione moderna (ipermercati, supermercati, discount, libero servizio) con un fatturato nel segmento di circa 855 milioni (il 40% del valore del bio-retail) e le superfici specializzate nella vendita di prodotti biologici che muovono più di 760 milioni di euro  (equivalenti al 35% del totale).

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Ai restanti canali le stime Ismea attribuiscono un’incidenza complessiva di quasi il 25%, rappresentata per il 10% da mercatini, vendite dirette, gruppi di acquisto solidali (Gas) ed e-commerce, per l’8,9% dai negozi tradizionali e per il 5,1% dalle farmacie.

Quasi trascurabile, pari allo 0,6%, la quota complessiva riconducibile ad erboristerie e parafarmacie.

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consumi di alimenti biologici presso la Gdo, spiega l’Ismea nel Rapporto BIO-RETAIL, esprimono tassi di crescita molto sostenuti, in evidente controtendenza rispetto alle vendite di prodotti alimentari convenzionali.

gdo bio

Dopo aver chiuso il 2014 con un incremento dell’11%, gli acquisti di food bio hanno spiccato letteralmente il volo nei primi sei mesi dell’anno in corso facendo registrare un aumento in valore vicino al 20%, che allarga ulteriormente il gap con il trend dell’agroalimentare nel complesso, fermo nello stesso periodo a un +0,1%.

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Per scaricare il report di ISMEA, clicca QUI

SE GESTISCI UN AGRITURISMO, STUDIATI BENE QUESTA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE. Le cartelle esattoriali non perdonano

agriturismo

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 65685 pubblicata l’11 agosto 2015 ha ribadito il principio:

nell’agriturismo l’attività agricola deve essere prevalente.

La decisione si fonda su diverse considerazioni:

  • il quantitativo di merce acquistata da terzi era superiore a quella prodotta dall’azienda

  • il lavoro svolto dalla ricorrente nell’azienda agricola era minore rispetto a quello prestato dai familiari e da terzi

  • il reddito dell’attività di ristorazione era maggiore di quello ricavato con il fondo

  • il tempo dedicato agli ospiti superava quello riservato alla campagna.

Un’organizzazione non in linea né con la legge 730 del 1985 né con il Dlgs 228 del 2001, norme in base alle quali l’imprenditore agricolo può utilizzare l’azienda per fare agriturismo a patto che si tratti di un uso connesso.

Via libera dunque all’ospitalità stagionale anche in spazi aperti e destinati alla sosta dei campeggiatori, alla fornitura per la consumazione sul posto di pasti e bevande, alcolici e superalcolici compresi, purché prevalentemente di propria produzione.

La Cassazione ricorda che sono considerate “fatti in casa” cibi e bibite prodotti e lavorati nell’azienda agricola, oltre a quelli ricavati da materie prime anche attraverso lavorazioni esterne.

L’imprenditore agricolo può anche organizzare attività ricreative o culturali.

Il tutto è in armonia con la legge e «non costituisce distrazione della destinazione agricola dei fondi e degli edifici interessati», se il terreno viene utilizzato soprattutto per l’allevamento del bestiame e la coltivazione.

Le cose cambiano quando nel caso esaminato:

– accogliere ospiti e “sfamarli” diventa la maggiore fonte di reddito 

– si assume personale esterno alla famiglia (3 dipendenti)

– si fa una sostanziosa spesa al supermercato anziché scendere in campo.

Inutile per la ricorrente invocare leggi regionali più favorevoli.

Ecco il testo completo della sentenza della Corte di Cassazione

GLI ITALIANI STANNO SEMPRE A PARLARE DI CIBO. Leggi il rapporto pubblicato dal Censis

copertina censis

Il Censis ha presentato la ricerca “Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere

Sono 29,4 milioni gli italiani che si definiscono “appassionati” di cibo, amano parlarne ed essere informati su novità e tendenze.

coinvolgimento

Per il 17,9% delle persone la cucina “made in Italy” rappresenta un motivo di orgoglio e un fattore identitario che unisce il Paese.

Dal rapporto emerge però anche un altro dato allarmante: sono 2,4 milioni le famiglie italiane (il 9,2% del totale) a cui, nell’ultimo anno, per ragioni economiche è capitato di non poter acquistare il cibo necessario: un milione in più rispetto al pre-crisi.

Il cibo italiano vince nel mondo perché «esiste uno specifico modello italiano, quotidiano, minuto, di massa, virale», di rapportarsi all’alimentazione.

Sono 29,4 milioni gli italiani che si definiscono appassionati, ovvero persone a cui piace informarsi e parlare di cibo.

12,6 milioni si ritengono intenditori, capaci di discutere con buone nozioni su preparazioni, ricette e tradizioni.

Non solo.

Ben 4,1 milioni di italiani si considerano veri esperti.

Una passione che si esprime anche per il vino.

Sono infatti 19,7 milioni gli italiani appassionati di vino, 7,2 milioni gli intenditori e 1,9 milioni gli esperti.

L’enogastronomia «è il nostro grande tema nazionale, pervasivo sul piano sociale, una componente fondamentale dello stile di vita, della cultura e dell’identità italica».

Ecco l’attenzione degli italiani per la certificazione di tipicità protetta.

i criteri di scelta dei prodotti

Nella scelta del locale, la tranquillità è fondamentale.i criteri di scelta dei locali

Per scaricare la ricerca del Censis, clicca QUI

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