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Author Archives: Rino Scoppio

IN ITALIA QUANTI LIBRI SI LEGGONO ? Scarica l’indagine pubblicata dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato il rapporto “LA PRODUZIONE E LA LETTURA DI LIBRI IN ITALIA”.
Ecco i principali indicatori.
Nel 2014, oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali.
Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.

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La popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età.
Complessivamente il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno.
La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).
Quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100.

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I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% dei lettori, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo.
Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

IL NUOVO PORTALE DELL’AGROALIMENTARE ITALIANO. Iscrivi la tua azienda

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E’ nata la piattaforma web che valorizza le eccellenze agroalimentari italiane.

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Italian Quality Experience è un portale nato per iniziativa di Unioncamere e delle Camere di commercio in occasione dell’Expo 2015.
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Vuole far conoscere al mondo la complessità del modello produttivo agroalimentare italiano, composto da circa 700mila imprese della filiera allargata.
Ecco il sito

SCARICA IL TESTO DELLA GAZZETTA UFFICIALE

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Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, uscito nella Gazzetta datata 12 gennaio 2014 , si intitola “Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonchè di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni“.


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Stabilisce quindi tutte le modalità, uguali per l’intero Paese sia per la Pa che per i privati, con cui ‘scrivere’, e non solo, un file, che ha valore legale, di certificato o di qualsiasi altro atto amministrativo.

L’obbligo di adottare per tutte le amministrazioni pubbliche il documento elettronico nasce dal Codice per l’amministrazione digitale (Cad).

Il Cad stabilisce come “gli atti formati dalle pubbliche amministrazioni con strumenti informatici, nonchè i dati e i documenti informatici detenuti dalle stesse, costituiscono informazione primaria ed originale da cui è possibile effettuare, su diversi o identici tipi di supporto, duplicazioni e copie per gli usi consentiti dalla legge”.
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Nelle disposizioni finali del Dpcm, che entra in vigore tra 30 giorni, è stabilito che “le pubbliche amministrazioni adeguano i propri sistemi di gestione informatica dei documenti entro e non oltre diciotto mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
Fino al completamento di tale processo possono essere applicate le previgenti regole tecniche.

A questo punto ci sono tutti gli strumenti affinchè la Pa, ma anche i privati, possano superare l’utilizzo della carta e la diffusione del documento digitale diventi una realtà per il Paese.

Per scaricare la Gazzetta Ufficiale con il decreto, clicca QUI

IL MERCATO DEL VINO IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il report completo

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Il Corriere Vitivinicolo ha pubblicato l’annuario statistico del mercato del vino in Italia e nel mondo.

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E’disponibile in versione free scaricabile online: 56 pagine di dati per un’informazione completa sul settore vitivinicolo a livello globale.

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L’iscrizione è gratuita con password.

Clicca QUI per scaricare il documento.

GLI INGRESSI NEI MUSEI ITALIANI NEL 2014. Ecco i dati completi

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Il Ministero dei Beni Culturali ha pubblicato i dati di ingresso nei Musei italiani nel 2014.
E’ stata un’annata positiva.
Nei 430 musei ed aree archeologiche gestite dallo Stato si sono messi in fila oltre 40 milioni di visitatori, 2 milioni e 355mila in più sul 2013 (+ 6,2%).
Gli ingressi in crescita hanno fatto lievitare le entrate, salite a 134 milioni di euro, + 7% sull’anno precedente.
Un bilancio più che positivo, favorito da nuove tariffe e le domeniche gratis introdotte a luglio.
Nelle sei edizioni 2014 delle “Domeniche al museo” più di un milione e mezzo di persone hanno avuto modo di visitare gratuitamente i musei statali.
I visitatori che hanno usufruito della gratuità nella prima domenica di dicembre sono stati del 40% superiori a quelli della prima domenica di luglio(+120.967 visitatori).

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Un piccolo boom che ha evidentemente inciso sul trend generale, portando gli ingressi gratuiti 2014 a quota 21,3 milioni (+5% rispetto al 2013, +987.067 visitatori).
Nelle prime tre posizioni per numero di ingressi abbiamo il Colosseo (oltre 6 milioni di presenze), Pompei (circa 2 milioni e mezzo) e gli Uffizi (leggermente sotto i 2 milioni).
Oltre ai numeri dei musei il Ministro Franceschini si è soffermato sul bando per i nuovi direttori dei 20 principali musei italiani.
Resteranno in carica per 4 anni con una retribuzione lorda tra i 78mila e 145mila euro, integrabile da una eventuale retribuzione di risultato (con “tetto” a 15 o 40 mila euro in funzione dell’importanza del museo).
Per i dati completi sui musei italiani, clicca QUI

INCREDIBILE MA VERO. NEL 2014 IL MERCATO DELL’AUTO IN ITALIA SI E’ RIPRESO. Leggi i dati completi

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato i dati sulle immatricolazioni di auto in Italia nel 2015.

Le autovetture complessivamente vendute sono state 1.359.616, in crescita del 4,2% sulle 1.304.648 dello scorso anno.

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Il solo mese di dicembre, inoltre, ha contribuito al risultato totale con 91.518 autovetture immatricolate e un incremento del 2,4% rispetto alle 89.415 auto vendute nello stesso periodo dello scorso anno.

L’andamento dell’intero 2014 dettagliato nella struttura del mercato indica una crescita rispetto all’anno precedente di quasi tutte le motorizzazioni, con incrementi particolarmente sostenuti per le vetture ibride (+41% in volume, all’1,6% di quota) ed elettriche (+26%). Fanno eccezione le vetture a benzina che proseguono il loro calo, fermandosi al 28,7% di quota sul totale. In crescita la rappresentatività del diesel (55,2% del totale) e qualche decimo di quota acquistano GPL e metano, rispettivamente al 9,1% e al 5,3%.

Sul fronte dei segmenti registrano una buona performance le vetture utilitarie (seg. B) e medie (seg. C), rispettivamente in crescita del 6,5% edel 6,7%.

In leggera stasi le vetture dei segmenti D ed E, mentre ottima la crescita delle vetture alto di gamma (+60%), grazie alla commercializzazione di alcuni modelli di successo.

La regina delle carrozzerie nel 2014 è rappresentata dai crossover che, dopo aver acquisito nell’anno 3 punti percentuali di quota, raggiungono il secondo posto nel ranking delle più vendute (13,8% del totale), dopo le berline, che perdono invece rappresentatività fermandosi al 56,3%.

In crescita, infine, anche il mercato delle autovetture usate che con 4.248.229 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee al concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) archivia un incremento del 2,6% rispetto ai 4.141.295 dello stesso periodo 2013.

Per scaricare i dati completi dell’UNRAE, clicca QUI

LA MOBILITA’ SOSTENIBILE IN ITALIA. Leggi il rapporto pubblicato da Euromobility

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Bologna si scopre la città più “ecomobile d’Italia” nel 2014 migliorando così rispetto al secondo posto dell’anno scorso.
Lo dice l’VIII rapporto di Euromobility, che analizza le cinquanta principali città italiane (tutti i capoluoghi di regione e i centri con più di 100mila abitanti).

Per stilare la pagella si analizzano il numero di utenti di car sharing e bike sharing, le emissioni prodotte dalle auto, l’offerta del trasporto pubblico, le zone a traffico limitato e quelle riservate ai pedoni, i parcheggi di scambio e a pagamento, le flotte di veicoli comunali, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile.

Bologna è prima in assoluto, seguita da Parma e da Milano: sul podio anche quest’anno tutte città del Nord.
Poco sotto Venezia al quarto posto e Brescia al quinto.
Nella “top ten” si confermano anche Bergamo al sesto posto e Firenze al settimo, mentre Roma è soltanto al ventiquattresimo posto.

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Chiudono la “top ten” Padova all’ottavo posto, Torino al nono e Genova al decimo. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.
Per scaricare il report di Euromobility, clicca QUI 

I MOSTRUOSI AUMENTI DELLE TARIFFE PUBBLICHE IN ITALIA. Scarica l’indagine della CGIA di Mestre

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Nell’ultimo anno boom dei rifiuti: con l’introduzione della Tari abbiamo pagato il 12,2 per cento in più.

 
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Luce, gas e trasporti sono le voci di spesa che gravano maggiormente sui bilanci delle famiglie e delle piccole imprese italiane

Tra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più delle nostre.

Se a Madrid l’aumento medio è stato del 23,7 per cento, in Italia, come del resto è successo in Irlanda, l’incremento è stato del 19,1 per cento.

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Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2 per cento.

L’area dell’euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell’11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi.

I calcoli sono stati effettuati dall’Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l’andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d’Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese.

Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5 per cento, l’acqua è aumentata del 79,5 per cento, i rifiuti del 70,8 per cento, l’energia elettrica del 48,2 per cento, i pedaggi autostradali del 46,5 per cento, i trasporti ferroviari del 46,3 per cento, il gas del 42,9 per cento, i trasporti urbani del 41,6 per cento, il servizio taxi del 31,6 per cento e i servizi postali del 27,9 per cento.

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Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8 per cento.

In linea di massima, oggi siamo chiamati a pagare di più, ma la qualità dei servizi resi non ha subito sensibili miglioramenti.

 

Per scaricare l’indagine della CGIA di Mestre, clicca QUI

A TUTTO SI PUO’ RINUNCIARE …MA NON ALLA BELLEZZA. Scarica il rapporto sul mercato della cosmetica in Italia

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Nel 2014, nonostante un mercato interno ancora in stallo, le industrie del settore della cosmetica hanno registrato una variazione positiva della produzione (+1%), per un valore del fatturato globale di 9,37 miliardi di euro.
 
Secondo la consueta Indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia, ancora una volta è la componente estera della domanda a consentire la crescita dei fatturati: seppur a ritmi meno evidenti, le esportazioni hanno segnato a fine 2014 una crescita del 5,5 per cento.
 
A fine 2014 il valore globale di mercato ha toccato i 9,5 miliardi di euro con una lieve contrazione (-1,4%) generata dalla riduzione del valore medio: si acquistano più o meno le stesse quantità, ma a prezzi più bassi.
 

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La profumeria è il canale che maggiormente ha risentito della modificazione repentina di gusti e atteggiamenti dei consumatori: anche nel secondo semestre 2014 il consumo è calato del 2,5% con una contrazione media annua del 2,7 per cento.
 
Mentre la grande distribuzione si è confermata il più importante canale di vendita per il cosmetico con un valore prossimo ai 3,8 miliardi di euro.
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La razionalizzazione della domanda verso il canale farmacia ha inciso sulla debole crescita dello 0,5% per il secondo semestre 2014 e sulle previsioni per i primi mesi 2015, +1 per cento.
L’erboristeria rimane uno tra i più dinamici canali tradizionali, con una crescita media annua del 2,4% e una previsione di +3% per il primo semestre 2015. “Questi trend positivi – segnala una nota del Centro Studi –  sono dovuti alla crescente attenzione verso il cosmetico di derivazione naturale, che il consumatore cerca anche in canali non esclusivamente legati al green”.
 
 
Per scaricare il report, clicca QUI

DA OGGI SLIDESHARE ANALYTICS GRATIS PER TUTTI GLI ISCRITTI. Ecco come funziona

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Slideshare è il social network leader nel mondo delle presentazioni manageriali.
E’nato nel 2006 e due anni fa è stato acquistato da Linkedin.
In questi giorni ha reso disponibile gratuitamente il suo strumento di analisi delle performance: Slideshare Analytics.
Fino ad oggi era disponibile solo per le versioni a pagamento.
Slideshare Analytics si trova cliccando sotto la foto del profilo.
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Ecco le aree disponibili:
Summary
Mostra il trend delle visualizzazioni totalizzate nel periodo selezionato, la somma complessiva e il numero delle “Slideshare Actions” ossia del Total Engagement, calcolato come somma di like, commenti e presentazioni incorporate in siti.
Views
contiene il trend e la lista dei cinque contenuti con più visualizzazioni.
Actions
mostra i valori complessivi delle azioni fatte sulle presentazioni caricate e una tabella di dettaglio;
Viewers
espone le visualizzazioni dei soli ultimi 30 giorni, con indicazione della data e ora, della città, e del contenuto visto;
Export
permette di scegliere un periodo preciso e di scaricare un file .csv con le metriche più importanti per presentazione (visualizzazioni,downloads,preferiti,commenti, condivisioni via email, Facebook, Twitter e LinkedIn).
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In tutte le aree è possibile scegliere un periodo di analisi predefinito (1 settimana, 1-3-6 mesi, 1 anno, dal primo upload) e la singola presentazione per analizzare le sue statistiche in dettaglio.
Il rilascio degli Analytics gratuiti dovrebbe essere la prima di una serie di iniziative atte a rilanciare Slideshare.
Ecco l’annuncio ufficiale di Slideshare.