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TUTTI I NUMERI DEL SISTEMA SPORTIVO IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato ieri dal CONI

coni

 

 

Il Centro Studi del CONI ha presentato ieri il documento “Lo sport in Italia. Numeri e contesto”.

 

L’approfondimento, in collaborazione con l’Istat, oltre al monitoraggio sui dati del 2013 relativi al sistema sportivo, ha analizzato anche i risultati della rilevazione censuaria sulle istituzioni no profit e sull’indagine multiscopo effettuata sulle famiglie.

 

Le istituzioni non profit sportive sono 92.838, pari al 30,8% delle istituzioni non profit censite.

 

Oltre sei istituzioni sportive su 10 sono nate nell’ultimo decennio (+ 61,5% rispetto al 2000), 6.800 quelle che hanno erogato i propri servizi a persone con i disagi.

 

Nel settore è attivo un milione di volontari (il 92,2% delle risorse umane impiegate), 13mila lavoratori dipendenti e 75mila lavoratori esterni, per lo più giovani: il 23,7% è under 30.

 

Sono 61mila gli atleti, allenatori, accompagnatori, istruttori.

 

Nel corso del 2011 le istituzioni sportive hanno registrato un flusso di entrate economiche di oltre 4,8 miliardi di euro di entrate (il 7,6% del totale relativo al non profit) e di uscite di oltre 4,7 miliardi di euro (8,2%).

 

Il settore è cresciuto del 5% nel totale no profit rispetto al 1999, mentre è cresciuta di oltre il 60% la quota di istituzioni sportive costituesi nell’ultimo decennio.

 

Nel settore è attivo un milione di volontari, 13 mila lavoratori dipendenti e 75 mila lavoratori esterni.

 

Dallo studio emerge che sono oltre 4 milioni e mezzo gli atleti italiani tesserati (il 31% in più rispetto al 2003) dagli organismi riconosciuti dal CONI, un milione invece gli operatori sportivi (dirigenti sportivi e federali, tecnici e ufficiali di gara) e 64.829 le società sportive.

 

 

Numeri che continuano a crescere: è pari al 3,6% la crescita decennale del numero di società sportive, 1,6% quella relativa al numero degli operatori sportivi.

 

A livello di pratica sportiva ammonta al 42% la percentuale dei sedentari, ma sono aumentati, fino a toccare il 30%, i praticanti assidui.

 

 

Ecco il link per scaricare il report del Coni:
http://www.coni.it/images/1-Primo-Piano/Numeri_dello_sport_2013.pdf

 

 

 

LA PERCEZIONE TURISTICA DELLA SICILIA. Scarica la ricerca di marketing IZI Metodi

Sicilia

 

 

Gode di una buona immagine, la Sicilia, sia sul mercato nazionale, sia su quello internazionale.

 

È quanto emerge dalla ricerca di marketing ‘Attrattività, performance e potenzialità della Sicilia turistica’, finanziata dai fondi del Po-Fers 2007/13 e realizzata da Izi – Metodi, analisi e valutazioni economiche e da Simulation Intelligence.

Le interviste effettuate, basate su un campione di 9mila turisti effettivi e 16mila potenziali, fanno emergere un’immagine tutto sommato positiva della regione, con l’unico neo dei servizi troppo costosi.

La maggior parte degli intervistati (79,5 per cento del campione) si reca in Sicilia per vacanza, mentre sono pressoché assenti i turisti religiosi e i viaggi per motivi di lavoro rappresentano solo il 2 per cento del totale.

Gli italiani arrivano soprattutto da Campania (15,3 per cento), Lombardia (15 per cento) e Lazio (14,6); gli stranieri da Germania (24,4 per cento) e Francia (20,4).

 

Ad attrarre i turisti i templi, le architetture e il paesaggio, ma anche film come ‘Il Padrino’ e ‘Il Gattopardo’ e fiction come ‘Il Commissario Montalbano’.

Per quanto riguarda le attività svolte durante il soggiorno, al primo posto viene sempre il relax balneare, seguito dagli itinerari culturali e dallo shopping.

A parere dei tour operator, poi, la Sicilia ha molti punti di forza e anche qualche debolezza. Tra i primi il mare, il bagaglio artistico e culturale, l’offerta gastronomica di grande tradizione e qualità, una cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza fortemente radicata e la ricchezza di luoghi poco conosciuti, da scoprire.

Tra i punti deboli, invece le carenze delle infrastrutture, come strade e trasporti, la disomogeneità tra le strutture ricettive e il rapporto qualità/prezzo che non sempre è favorevole.

 

 

Ecco il link per scaricare il report:

http://www.lasicilia.it/media/attachment/Attrattivita_Sicilia.pdf

IN ITALIA IN SISTEMA SANITARIO NAZIONALE HA UN COSTO DI 113 MILIARDI DI EURO. Scarica il rapporto AIFA sul consumo dei farmaci (500 pagine)

farmaci

 

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il Rapporto 2013 sul Consumo di Farmaci in Italia.

Ecco i principali indicatori.

 

Complessivamente la spesa a bilancio per le risorse utilizzate dal sistema sanitario nazionale ammonta a 113,683 miliardi di euro, con un disavanzo di circa 1 miliardo di euro interamente a carico di Regioni e Province Autonome.

 

La maggior parte delle risorse vengono impiegate per gli oneri per il personale (35,6 miliardi) e per l’acquisto di beni e servizi (35,2 miliardi di euro).

 

Circa 9 miliardi di euro sono a carico del sistema sanitario per quel che concerne la spesa farmaceutica convenzionata.

 

Ecco il link per scaricare il report dell’AIFA:

http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Rapporto_OsMED_2013.pdf

 

IN 4 REPORT, LO SCENARIO ITALIANO DEL VENTURE CAPITAL & PRIVATE EQUITY

Ecco i 4 report:

 

 

00

 

http://www.aifi.it/?wpdmact=process&did=MTAzOS5ob3RsaW5r

 

 

01

 

Fai clic per accedere a rapporto_pem_2013_090614_031955.pdf

 

 

 

02

 

http://bebeez.it/wp-content/blogs.dir/5825/files/2014/07/Rapporto-VeM_2013.pdf

 

 

 

03

 

 

http://www.aifi.it/?wpdmact=process&did=MjcwLmhvdGxpbms=

PUBBLICITA’, MASS MEDIA, INTERNET E TELECOMUNICAZIONI. Lo scenario di mercato in Italia. Scarica il Rapporto Annuale AGCom (432 pagine)

agcom

 

 

 

L’Autority per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha presentato la sua relazione annuale 2014.

 

Ecco i principali indicatori.

 

Ancora giù il fatturato del settore comunicazione in Italia nel 2013.

 

I ricavi del macrosettore che comprende tlc, radio, tv, poste, editoria e internet sono scesi a 56,1 miliardi, in calo del 9% sul 2012.

 

Oltre alla crisi, pesa il calo dei prezzi, in picchiata del 44% negli ultimi 15 anni.

 

In particolare l’editoria quotidiana e periodica ha perso nel 2013 quasi 700 mln di ricavi.

 

Il fatturato dei quotidiani è sceso del 7%, quello dei periodici il 17,2%.

 

I ricavi dei quotidiani passano da 2,5 miliardi del 2012 a 2,3 miliardi del 2013.

 

I periodici da 2,8 mld a 2,3 miliardi.

 

Anno nero, il 2013, anche per la pubblicità.

 

Il calo dei ricavi complessivi rispetto all’anno precedente è stato del 10,9%, da 8,3 miliardi a 7,4 miliardi.

 

Crollano periodici (-24,1%) e quotidiani (-13,2%), ma vanno male anche tv (-10,1%) e cinema (-7%).

 

La radio perde il 6,4%.

 

Scende per il primo anno anche Internet (-2,5%).

 

Per quanto riguarda l’incidenza sul mercato complessivo – secondo il quadro che emerge dalla Relazione annuale dell’Agcom al Parlamento – la tv è largamente in vetta con il 43,7% (i ricavi sono 3 miliardi 257 milioni).

 

Aumenta il peso di Internet, ora al 19,7% (1 miliardo 465 milioni), i quotidiani sono al 13,2% (983 milioni).

 

 

 

Ecco il link per scaricare il report dell’AGCOM:

http://www.agcom.it/documents/10179/1482563/Relazione+annuale+AGCOM+2014+-+Testo+Completo/7beee3cf-3478-4e51-9908-e2f26e368a91

LE PERFORMANCE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE NEGLI ULTIMI 5 ANNI. Scarica il rapporto pubblicato dalla SDA Bocconi

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La Sda Bocconi ha pubblicato il 1°  rapporto della sull’attività delle nostre piccole e medie imprese dal 2007 a fine 2013.

Si tratta di un campione di 1.165 imprese localizzate soprattutto in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, con dimensioni superiori alla media.

 

L’analisi riguardava l’intero universo delle imprese italiane con fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro) e con una storia più lunga alle spalle.

 

Quanto al settore merceologico di appartenenza la gran parte rientra nel comparto del commercio all’ingrosso, degli alimentari e delle bevande (oltre alla meccanica e chimica-farmaceutica).

 

Il loro tasso di crescita medio nel periodo analizzato – si legge nel rapporto – è stato pari al 12,4% (circa due volte e mezzo quello degli altri) e la redditività operativa sempre doppia rispetto al resto delle pmi. Il segreto del loro successo?

 

Ecco il link del report pubblicato dall’Oservatorio SDA Bocconi:

http://www.sdabocconi.it/sites/default/files/upload/pdf/report_PMI_10_luglio_2014.pdf

 

 

SCARICA GRATIS IL RAPPORTO PUBBLICATO DALLA PROVINCIA DI LECCE (260 pagine)

lecce

 

L’Assessorato alle Politiche del Lavoro della Provincia di Lecce pubblica il Report 2013.

Il documento è prodotto dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro (OML) della Provincia ed è stato elaborato dall’ing. Francesco Villani.

 

La relazione riporta i dati relativi sull’andamento del mercato del lavoro in Provincia di Lecce nell’intero anno 2013.

Il Rapporto Annuale è un report approfondito sul mercato del lavoro provinciale, che affianca analisi ed elaborazioni sul mercato del lavoro ad un quadro delle tendenze generali per le variabili economiche più importanti del sistema produttivo provinciale.

 

Ecco il link per scaricare il report:

http://www.pugliaimpiego.it/sirfi/web/files//MdL_Rapporto_2013.pdf

 

 

 

LINKEDIN PRESENTA SUL MERCATO UNA NUOVA APP PER CERCARE LAVORO ATTRAVERSO SMARTPHONE E TABLET. Ecco di cosa si tratta

linkedin

 

 

Linkedin ha lanciato una nuova APP per cercare lavoro attraverso smartphone e tablet.

 

 

Partiamo da una premessa:

chi risponde a un annuncio di lavoro il giorno stesso in cui viene postato su LinkedIn ha il 10% di possibilità in più di ottenerlo.

 

A dirlo è LinkedIn stesso; non dimentichiamo che il 40% degli oltre 300 milioni di iscritti accede alla piattaforma tramite smartphone.
Con la nuova APP di Linkedin si potranno  ricercare gli annunci per ruolo, sede di lavoro, azienda, settore merceologico o livello di anzianità.

 

L’applicazione permette di salvare i risultati della ricerca, sulla base dei quali evidenzierà successivamente offerte di lavoro simili.

 

Le funzionalità includono un servizio di notifiche su tre livelli:

 

1) il primo invia automaticamente tramite app gli annunci di lavoro rilevanti per l’utente;

 

2) il secondo informa quando sta per avvicinarsi la scadenza di invio curriculum per un annuncio salvato nella app;

 

3) il terzo comunica invece quando l’azienda, o il selezionatore, ha preso visione della candidatura inviata.

La caratteristica interessante della app è che tutte le attività relative alla ricerca di lavoro e alle risposte agli annunci non sono mai rese visibili nel profilo né condivise con i contatti dell’utente per garantire il massimo della privacy ed evitare che il datore di lavoro scopra che il proprio dipendente è alla ricerca di un nuovo impiego.

 

La nuova app è disponibile per iPhone; la versione Android sarà pronta a fine anno.

 

E’ stata lanciata sul mercato statunitense e sarà gradualmente estesa anche agli altri paesi.

 

 

Ecco il link per l’Apple Store:

 

https://itunes.apple.com/us/app/linkedin-job-search/id886051313

 

 

 

NON DIMENTICHIAMO CHE IN ITALIA CI SONO 10 MILIONI DI POVERI. Per i numeri completi, scarica il rapporto dell’Istat

povertà

 

In Italia ci sono 10.048.000 persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione.

 

Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%).

 

È quanto rileva l’Istat nel report sulla Povertà in Italia.

 

Più povero chi ha titolo di studio medio-basso
L’incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all’11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all’11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).

 

 

Ecco il rapporto dell’ISTAT:

http://www.istat.it/it/archivio/128371

LO SCENARIO DEL WELFARE IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato dal Censis

WELFARE

 

 

Censis e Unipol hanno presentato il Rapporto «Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali».

 

Ecco i principali indicatori:

 

 

Aumenta la domanda di cura e di assistenza, ma per la prima volta diminuisce la spesa sanitaria privata (-5,7%).

 

Il valore pro-capite si è ridotto da 491 a 458 euro all’anno

 

Le famiglie italiane hanno dovuto rinunciare complessivamente a 6,9 milioni di prestazioni mediche private e per la prima volta è diminuito anche il numero delle badanti che lavorano nelle case degli anziani bisognosi: 4mila in meno.

 

Sono i segnali di una inversione di tendenza rispetto a un fenomeno consolidato nel lungo periodo per cui le risorse familiari hanno compensato una offerta del welfare pubblico che si restringeva.

 

Oggi anche il welfare privato familiare comincia a mostrare segni di cedimento.

 

Tra il 2007 e il 2013 la spesa sanitaria pubblica è rimasta praticamente invariata (+0,6% in termini reali) a causa della stretta sui conti pubblici.

 

È aumentata, al contrario, la spesa di tasca propria delle famiglie (out of pocket): +9,2% tra il 2007 e il 2012, per poi ridursi però del 5,7% nel 2013 a 26,9 miliardi di euro.

 

E anche il numero dei collaboratori domestici per attività di cura e assistenza (963mila persone) ha registrato una flessione nell’ultimo anno (-0,4% nel 2013), dopo un periodo di crescita costante (+4,2% tra il 2012 e il 2013).

 

Il Censis stima che 4,1 milioni di persone in Italia sono attualmente portatrici di disabilità (il 6,7% della popolazione).

 

 

Nel 2020 diventeranno 4,8 milioni, per arrivare a 6,7 milioni nel 2040.

 

La spesa totale per le disabilità ha registrato un forte incremento, superiore al 20% in termini reali tra il 2003 e il 2011, passando da 21,2 miliardi di euro a quasi 26 miliardi.

 

Cresce anche la domanda di assistenza per la popolazione anziana non autosufficiente (long term care).

 

In Italia gli anziani che usufruiscono di assistenza domiciliare integrata sono passati da poco più di 200mila nei primi anni 2000 a oltre 532mila nel 2012, cioè dal 2,1% della popolazione anziana (persone con 65 anni e oltre) al 4,3%. 4%, alla luce delle proiezioni demografiche.

L’allungamento dell’aspettativa di vita, il marcato invecchiamento della popolazione, le previsioni di incremento delle disabilità e del numero delle persone non autosufficienti prefigurano bisogni crescenti di protezione sociale.

 

Negli anni a venire l’incremento della domanda di sanità e di assistenza proseguirà a ritmi serrati.

 

Una domanda che l’offerta pubblica però non potrà soddisfare.

 

C’è già oggi una domanda inevasa di cure e di assistenza a cui il sistema pubblico non riesce a fare fronte.

 

Ecco il link per scaricare il rapporto (previa iscrizione gratuita al sito del Censis):

http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120972