Nel 2015 YouTube ha lanciato un applicazione dedicata ai bambini. Su tablet e smartphone possono accedere a una versione semplificata del sito con video adatti alla loro età. YouTube per bambini ha icone grandi, un design ad hoc e quattro sezioni: spettacoli, musica, impara ed esplora. I genitori potranno scegliere contenuti e tempi di fruizione. … Continua a leggere
I COMUNI ITALIANI AMANO GLI ANIMALI? Scarica il rapporto pubblicato da Legambiente
Legambiente presenta “Animali in città“ IV Rapporto nazionale sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia e delle Aziende sanitarie locali per gli amici a quattro . Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese. Moltissimi in famiglia, … Continua a leggere
MANDA I TUOI CONTENUTI FACEBOOK ALLA LISTA DI AMICI SU WHATSAPP. Partono i primi test
Facebook ha sborsato 19 miliardi dollari per acquistare Whatsapp. Arrivano i primi test per integrare le due piattaforme. Da oggi alcuni utenti potranno inviare i loro contenuti facebook agli amici presenti sulla rubrica di Whatsapp. Ecco i dettagli apparsi sulla rivista GEEK TIME
IL MERCATO FARMACEUTICO IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dal Monte Paschi di Siena
Il Monte Paschi di Siena ha pubblicato il Rapporto sull’Industria farmaceutica in Italia. La ricerca si occupa in particolare della formazione dei prezzi dei farmaci e della distribuzione, un segmento di attività economica molto strutturato e di diffusione capillare. Ecco alcuni indicatori. Sei euro su dieci del prezzo al banco di un farmaco ha origine … Continua a leggere
LE PRIVATE LABEL IN ITALIA, IN EUROPA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dalla Nielsen
Le marche commerciali sono parte integrante degli acquisti degli italiani rappresentando nel 2014 il 18,4% a valore del Grocery, anche se ancora lontano dal 41% di UK e Spagna e 34% della Germania. Tra le ragioni principali di acquisto dei prodotti a marchio commerciale, per il 66% degli italiani c’è il risparmio. Cosa intendono i … Continua a leggere
IL CAPITALE DI RISCHIO IN ITALIA. Scarica il rapporto completo pubblicato da AIFI
AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital) in collaborazione con PwC – Transaction Services hanno pubblicato l’annuale indagine sul mercato italiano del capitale di rischio. Il private equity internazionale torna in Italia e nel 2014 investe il 39% in più rispetto al 2013. Sotto il segno positivo anche tutti i dati registrati: – … Continua a leggere
FACEBOOK PRESENTA LA SUA NUOVA PIATTAFORMA DI FORMAZIONE. Ecco come funziona
Facebook presenta il nuovo progetto BluePrint. E’ una nuova iniziativa di formazione dedicata ad agenzie, partner e professionisti del marketing. Si offrono risposte e occasioni di formazione per tutti i professionisti del marketing che lavorano nelle Piccole e Medie Imprese (Pmi), grandi brand e agenzie. Si spiega concretamente come usare al meglio Facebook e … Continua a leggere
I CONSUMI DIGITALI DEGLI ITALIANI. Scarica il rapporto pubblicato dal Censis
Continua la crescita di internet e soprattutto la diffusione di smartphone e tablet.
La tv resta nel complesso la regina dei media, anche se i giovani preferiscono Facebook per informarsi.
E’ quanto emerge dal 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, promosso da Mediaset, Rai e Telecom Italia.
Prosegue la crisi della carta stampata e la lettura dei libri non dà segni di ripresa.
L’Italia appare comunque un paese spaccato, con un divario abissale tra giovani e anziani soprattutto sull’uso della rete, mezzo utilizzato in primo luogo per i servizi, ma sempre più anche per gli acquisti.
Nel 2015 gli utenti di internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana.
Ma solo il 5,2% si connette con banda ultralarga.
Continua la forte diffusione dei social network.
È iscritto a Facebook il 50,3% della popolazione, YouTube raggiunge il 42% di utenti, Twitter il 10,1%.
La televisione raggiunge la totalità della popolazione (il 96,7%), con un rafforzamento però delle nuove televisioni: la web tv è arrivata a una utenza del 23,7%, mentre le tv satellitari si attestano al 42,4% e il 10% usa la tv connessa.
Anche per la radio si conferma una larghissima diffusione (la ascoltano l’83,9% degli italiani).
L’uso degli smartphone continua ad aumentare (+12,9%) e ora vengono impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), mentre i tablet raddoppiano la diffusione in un biennio e oggi si trovano tra le mani del 26,6% degli italiani.
Non si inverte il ciclo negativo per la carta stampata: -1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013, tengono i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%).
Dopo la grave flessione degli anni passati, non si segnala una ripresa dei libri (-0,7%): gli italiani che ne hanno letto almeno uno nell’ultimo anno sono solo il 51,4% del totale.
La funzione pratica di internet maggiormente sfruttata è la ricerca di strade e località (lo fa il 60,4% degli utenti del web).
Segue la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%).
Poi viene l’home banking (46,2%) e l’ascolto della musica (43,9%, percentuale che sale al 69,9% nel caso dei più giovani).
Fa acquisti sul web ormai il 43,5% degli utenti, ovvero 15 milioni di italiani. Il 37,1% ritiene che, rispetto ai negozi tradizionali, fare la spesa sul web sia più economico. La comodità rappresenta un vantaggio per il 32,8%.
Il rischio che dietro allo scontrino virtuale si celino truffe è segnalato dal 28,7% degli italiani e solo il 10,3% si fida al cento per cento dei pagamenti online.
Sbrigare pratiche con uffici pubblici è invece un’attività ancora limitata al 17,1% degli internauti.
Per scaricare il rapporto Censis, clicca QUI (è necessaria l’iscrizione gratuita)
MARK SCATENATO AL CONVEGNO DEGLI SVILUPPATORI FACEBOOK. Ecco tutte le novità
A San Francisco si è tenuta in questi giorni la conferenza degli sviluppatori e dei programmatori di Facebook.
A rendere definitivamente Facebook una piattaforma e non più un social network è Oculus Rift, acquisito per 2 miliardi di dollari esattamente un anno.
I video sferici a 360 gradi realizzati con questi device sbarcano sul social network e si integrano con Newsfeed.
E’ la realtà virtuale che sbarca sulle nostre bacheche.
Presto infatti i video non saranno più semplici filmati ma esperienze interattive a tutti gli effetti.
“Immaginate una vista dall’alto di Google Maps”, ha aggiunto il Ceo di Facebook.
Dopo l’auto Play arriva anche l’Embedded Video Player che consente di integrare i video nativi di Facebook su siti esterni lanciando un guanto di sfida a YouTube
Messenger, forte dei suoi 600 milioni di utenti al mese (e del 10 per cento delle chiamate Voip) diventa di diritto piattaforma a sé e si guadagna un suo sito ad hoc.
Tante le chiavi di lettura di questa svolta già anticipata nei giorni scorsi con l’introduzione dei pagamenti.
Evidente è la necessità di monetizzare dopo aver creato una delle piattaforme più usate al mondo per comunicare, come sottolinea lo stesso Zuckerberg.
Così Messenger viene aperto all’esterno e alla possibilità di usare altre applicazioni.
Qualche esempio?
La condivisione direttamente di Gif animate (tra cui anche quelle sportive del network Usa Espn che saranno disponibili per la fine di marzo).
Ma anche di filmati e fotografie personalizzate
Il tutto corredato dal lancio di 40 nuove applicazioni, tra cui PingTank che permetterà di scambiarsi messaggi animati in 3d.
Ma è il vice presidente David Marcus a dare l’annuncio più importante e più atteso da Wall Street.
E’ Business on Messenger.
Su Messenger sarà possibile fare acquisti online, interagire con le aziende attraverso chat personalizzate, , essere aggiornati sulle ultime novità di prodotto, visualizzare la mappa del punto vendita più vicino e tanto altro ancora.
Così una volta che Menlo Park avrà stretto l’accordo con il marchio di moda (o con la piattaforma di e-commerce) all’utente basterà mettere un pollice verso per dire che sì vuole quella maglietta a righe o per chiedere di cambiare la taglia.
E non è finita perché è chiaro ormai come Messenger servirà anche a prenotare le vacanze, il ristorante e comprare i biglietti dell’aereo, così per citare qualcosa.
Ecco il comunicato ufficiale di Facebook con il video del convegno di San Francisco.
LO SCENARIO ITALIANO DELLE START UP. Scarica l’ultimo rapporto con i dati completi del 2014
È un ecosistema vitale, quello delle startup hi-tech italiane.
Nell’ultimo anno sono più che raddoppiate passando dalle 1.227 del 2013 alle 2.716 censite nel 2014.
Al dinamismo dell’innovazione creativa made in Italy non corrisponde però un altrettanto dinamico supporto economico, visto che gli investimenti sono calati del 9%, attestandosi nel 2014 a 118 milioni di euro.
Pochi, rispetto agli altri grandi paesi europei: in Italia si investe nelle startup tecnologiche un ottavo rispetto a Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito e poco meno della metà rispetto alla Spagna.
L’associazione Italia Startup e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano indicano che i trend di investimento stanno cambiando.
A fronte di una flessione del 23% dei finanziamenti provenienti da investitori istituzionali – nel 2014 pari a 63 milioni di euro – sono aumentati (del 17%) quelli resi disponibili da altre tipologie di investitori attraverso business angel, incubatori e acceleratori, che con 55 milioni hanno raggiunto quasi metà della quota investita.
“L’iniziativa privata sta acquisendo un peso significativo nell’ecosistema italiano e sta diventando un riferimento per i giovani startupper”, commenta Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup, “ma le aziende italiane sono ancora troppo timide negli investimenti finanziari industriali in startup e quelle estere troppo spesso non hanno nei loro radar il nostro ecosistema, ricco di startup di valore capaci di stare sulla frontiera dell’innovazione mondiale”.
La ricerca sull’ecosistema italiano delle startup ha comunque rilevato uno scenario articolato.
In Italia sono registrate:
– 2.716 startup innovative,
– 118 startup finanziate,
– 36 investitori istituzionali, di cui 6 pubblici e 30 privati,
– 100 incubatori e acceleratori, di cui 60 pubblici e 40 privati,
– 38 parchi scientifici,
– 62 spazi di coworking
– 52 competizioni e 46 bandi dedicati alle startup.
Fra le startup finanziate da investitori istituzionali, quelle nel settore information e communication technology sono il 68% del totale e hanno raccolto il 74% dei fondi.
Seguono quelle del settore medico-farmaceutico-biotecnologie, poi l’ambito delle tecnologie pulite e dell’energia.
Gli startupper italiani sono all’85% uomini e al 57% sotto i 40 anni; la quasi totalità è laureata, prevalentemente con un backgroud manageriale: solo un terzo dei fondatori di startup ha una formazione tecnica.













