DA OGGI, COLLAGE DI FOTO SU INSTAGRAM. Ecco come funziona la nuova app LAYOUT
Instagram ha lanciato poche ore fa la nuova app Layout.
Layout consente di realizzare collage di foto.
L’app nasce proprio dalla constatazione per gli sviluppatori di Instagram che uno su cinque dei suoi utenti mensili attivi condivide composizioni e collage di immagini create con app di terze parti.
Questo vuol dire che oltre 60 milioni di utenti Instagram utilizza queste applicazioni per realizzare modifiche e collage.
Mentre la prima app stand-alone di Instagram, Hyperlapse, è stato il frutto della mente di
Come funziona?
Quando scegli le foto dal rullino foto, Layout ti mostra automaticamente le anteprime delle tue composizioni personalizzate.
Troverai un’opzione Volti che ti mostra tutte le foto in cui sono presenti persone.
Per catturare gli attimi di spontaneità, Layout ha anche una feature Multiscatto che avvia un conto alla rovescia per consentirti di scattare foto che vengono visualizzate istantaneamente in una composizione.
Come per Instagram, puoi modificare le foto come vuoi tu.
Trascina e rilascia le foto per riorganizzarle, apri e chiudi le dita per ingrandirle o ridurle o tira i bordi di ogni foto per modificarne le dimensioni.
Capovolgi e ruota le foto così da poter creare composizioni originali ed effetti specchio.
Dopo aver modificato i collage, puoi inoltre condividere direttamente su Instagram e Facebook, o puoi aprirlo in un’altra applicazione.
Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.
Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.
LE CITTA’ PIU’ FELICI IN ITALIA. Scarica gratis l’E-Book pubblicato dal Corriere della Sera
Anche quest’anno, in occasione della terza giornata mondiale della felicità indetta dall’ONU, VOICES from the Blogs svela, nell’e-book “iHappy 2014”. Edito dal Corriere della Sera, l’andamento della felicità in Italia nel corso dell’anno, dal primo gennaio (il giorno più felice del 2014), fino al 31 dicembre, mostrando la classifica delle città più felici e più infelici e cercando di spiegare quali fattori abbiano contribuito a generare buonumore o tristezza.
Ecco allora tutti i risultati.
In base al contenuto di circa 40 milioni di messaggi su Twitter raccolti quotidianamente nelle 110 provincie italiane e analizzati per produrre l’indicatore iHappy, emerge che nel 2014 la palma di capitale della felicità è stata assegnata a Cagliari.

In fatto di felicità la Sardegna si conferma dunque sugli scudi e dopo Oristano (prima in classifica nel 2012), stavolta è il capoluogo sardo ad aggiudicarsi il primato (con un indice di iHappy pari al 67,4%).

Al secondo posto troviamo Lecce (67,1%), seguita da Genova (già vincitrice un anno fa).
Per scaricare l’E-Book pubblicato dal Corriere della Sera, clicca QUI
LE NUOVE IMPRESE SI RACCONTANO. Scarica gratis l’E-Book del Sole 24 Ore
Per creare una maggiore cultura digitale d’impresa, il progetto di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici Fabbrica 4.0 è stato portato nelle città d’Italia con un road show che ha coinvolto imprese e territorio.
Dall’esperienza del road show, che ha toccato dal 26 novembre 2014 Ancona, Napoli e Brescia, e che si concluderà nella prima metà di giugno a Roma, è nato l’e-book disponibile da oggi gratuitamente sul sito del Sole 24 Ore.
– Il libro raccoglie le testimonianze del territorio e anche numerose storie d’impresa di successo, casi aziendali che dimostrano come sia plausibile il disegno di respiro europeo per digitalizzare
e re-ingegnerizzare i processi produttivi, con l’obiettivo di far generare al manifatturiero il 20% del Pil entro il 2020.
– Tra le varie storie di eccellenza aziendale, vengono descritti i casi imprenditoriali di:
– Algorithmic Research (ARX), fornitore di soluzioni per firma elettronica e sicurezza dei dati destinate ai settori finanziari, commerciali, legali, e governativi;
– Metra, azienda leader nel campo dell’estrusione, della verniciatura, dell’ossidazione e dell’anodizzazione dell’alluminio;
– e-Lios Srl, società giovane e dinamica attiva come eccellenza nel campo delle Ict, con particolare attenzione al settore dello smart business;
– Protom Group, che realizza servizi e sistemi per privati e PA, sulla base di quattro linee di business (Advanced Engineering, Ict, Training e management consulting);
– Umana, agenzia per il lavoro “generalista”, autorizzata dal Ministero del Lavoro e iscritta all’Albo informatico.
Per scaricare gratis l’e-book, clicca QUI
ECCO I BIG ITALIANI DEL VINO.
I vignaioli italiani ringraziano l’euro debole.
Il valore dell’export è cresciuto superando i 5 miliardi, mentre il mercato domestico ha tenuto, chiudendo i conti con il segno positivo, nonostante le permanenti difficoltà, calo dei consumi in testa.
La tabella in alto anticipa qualche dato delle 14 superbig del mercato: le aziende con un giro d’affari superiore ai 100 milioni.
Il vertice è dominato ancora una volta da due cooperative, che appaiono al momento irraggiungibili.
Prima, con oltre 500 milioni, è l’emiliana Cantine Riunite Civ, di Compagine (Reggio Emilia). Leader nella produzione di Lambrusco e vini frizzanti, la coop presieduta da Corrado Casoli guarda tutti dall’alto al basso grazie al contributo decisivo del controllato Gruppo italiano vini, di gran lunga il maggiore singolo protagonista del mercato, con più di 300 milioni di consolidato.
Il secondo posto assoluto spetta alla Caviro di Faenza (Ravenna) con oltre 230 milioni nella sola divisione vino (il consolidato cresce considerando anche distilleria e energia).
Guidata da Sergio Dagnino, Caviro è numero uno per volumi, big nella grande distribuzione nell’area dei vini quotidiani e ha potenziato il suo portafoglio con prodotti di pregio.
Il terzo posto sul podio tocca ancora a una coop: è il gruppo trentino Mezzacorona presieduto da Luca Rigotti che consolida la sua posizione in vetta, con una crescita del fatturato al di sopra della media registrata dal gruppo di testa.
Meno di 2 milioni separano Mezzacorona dal gruppo Antinori, al quarto posto con 169,5 milioni.
E’ la più grande realtà privata del mercato, produttrice di etichette celebri.
Appartiene da nove secoli alla famiglia fiorentina dei marchesi Antinori, proprietaria della maggiore estensione di vigneti: ben 2.670 ettari.
Il quinto posto è della piemontese Fratelli Martini di Gianni Martini, grande azienda vinificatrice e imbottigliatrice, seguita, a distanza di pochi spiccioli, dalla Zonin 1821.
E’ questo il nuovo logo della storica cantina veneta di proprietà della famiglia Zonin, tra le più note in Italia nella produzione di vino, titolare di 1.900 ettari di vigne.
Al settimo posto riecco una grande coop trentina che marcia di buona lena: è la Cavit di Ravina guidata da Enrico Zanoni.
E’ quindi la volta del polo vino della Campari affidato alle cure di Sascha Cumia, managing director wines dal 1° marzo.
La flessione del fatturato si deve al differente perimetro operativo, a seguito della vendita di Odessa Sparkling wine.
Al nono posto ecco la grossa novità nella fascia dei big: l’Italian wine brands (Iwb) è il primo gruppo vinicolo italiano quotato in Borsa (sul mercato Aim).
Ammessa al listino a gennaio 2015, è una holding di taglio industriale con in pancia due aziende operanti in differenti aree di business: la piemontese Giordano vini, unica impresa attiva nella vendita diretta che nel 2013 era presente in classifica con poco più di 100 milioni, e la Provinco Italia di Rovereto, azienda che lavora esclusivamente all’estero nel canale della grande distribuzione con circa 38,9 milioni di ricavi nel 2013.
Presieduta da Mario Resca, la Iwb ha progetti di crescita ambiziosi, con nuove acquisizioni.
Al decimo e undicesimo posto altre due aziende venete a vocazione industriale e forte impegno export: Casa vinicola Botter ed Enoitalia, guidate rispettivamente dalle famiglie Botter e Pizzolo. Santa Margherita guadagna un posto e sale a quota 12, mettendo a segno il maggiore incremento del fatturato tra i big.
Di proprietà di Gaetano Marzotto e dei suoi fratelli attraverso la holding Zignago, è tra le realtà più solide e più pronte a crescere.
L’olimpo del vino si chiude con due coop: il romagnolo Gruppo Cevico presieduto da Ruenza Santandrea e la Cantina di Soave diretta da Bruno Trentini.
FACEBOOK PRESENTA EXPAT TARGETING. Il nuovo strumento pubblicitario rivolto al target degli emigranti. Ecco come funziona
Facebook presenta un nuovo strumento pubblicitario: Expat Targeting.
E’ una soluzione che consente alle aziende di raggiungere, attraverso la pubblicità su Facebook, un target mirato di espatriati all’estero (92 milioni quelli attualmente attivi su Facebook).
Chi ha lasciato il proprio paese per andare a vivere altrove usa Facebook per connettersi con amici e familiari, ma anche per seguire i brand, le organizzazioni e i personaggi noti del paese d’origine.
L’Expat Targeting si basa sulla nazionalità degli utenti.
Fa in modo che gli annunci pubblicitari siano visualizzati o da chi è andato a vivere in uno specifico paese (per esempio il Brasile, quindi i non brasiliani che vivono in Brasile) oppure da chi è espatriato da un paese specifico (per esempio, i brasiliani che vivono in un altro paese).
La nuova soluzione è stata adottata per la prima volta da Etihad Airways.
Prima di una festività hindu ha pubblicizzato con la nuova soluzione di targeting i propri voli per l’India presso gli indiani che vivono in Medio Oriente, invitandoli a tornare a casa per la festa.
Ciò ha garantito la massima rilevanza del messaggio per gli utenti e assicurato a Etihad, grazie alle vendite generate, un ritorno pari a 50 volte l’investimento.
Le azioni di targeting basate su una specifica nazionalità sono al momento disponibili per utenti provenienti da Brasile, Indonesia, Cina, Sudafrica e India, e probabilmente entreranno con gradualità anche negli altri mercati.
Ecco l’annuncio ufficiale di Facebook
ARRIVANO LE NUOVE SCHEDE DI YOUTUBE CON I BOTTONI CALL TO ACTION. Ecco come funzionano
Dopo l’annuncio dei video a 360°, YouTube effettua un nuovo ed importante aggiornamento per quanto riguarda l’utilizzo della propria piattaforma su desktop e mobile.
Ecco di cosa si tratta.
Mentre fino a qualche giorno fa bisogna utilizzare le “annotazioni” per visualizzare un supplemento di informazioni direttamente nei video, come ad esempio link che rimandano ad altre fonti o siti web, da oggi tale funzione è viene sostituita con le nuove “Schede“.
Accedendo al proprio account YouTube, comparirà l’avviso:
Ecco le schede: Con le schede puoi aggiungere promozioni e link ai tuoi video.
Inoltre, le schede funzionano anche sui dispositivi mobili.
Tale novità permette di rendere visibili le nuove schede su qualsiasi dispositivo utilizzato per la riproduzione del video, sia esso un computer oppure uno smartphone o tablet.
In questo video, Youtube ci spiega come:
Ovviamente è stata migliorata anche la grafica di tale feature, ora anche più semplice da utilizzare e con qualche funzionalità in più.
Le schede al momento disponibili sono queste:
Per saperne di più, clicca sulla pagina ufficiale di Youtube
GLI ITALIANI E INTERNET. Scarica il rapporto pubblicato da AudiWeb e Doxa
In base al nuovo report sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, sui dati di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con DOXA, nel 2014 l’online raggiunge l’84,6% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, 40 milioni di individui che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento.
Risultano, inoltre, 27,8 milioni gli italiani che possono accedere a internet da smartphone e 10,2 milioni da tablet.
I device mobili, smartphone e tablet, conquistano sempre più persone facendo da traino per l’ulteriore incremento della diffusione di internet in Italia: gli smartphone connessi sono disponibili per il 58,9% della popolazione (27,8 milioni, + 26% rispetto al 2013) e i tablet per il 21,6% (10,2 milioni+ 48%).
Per scaricare il report, clicca QUI
MENO MALE CHE CI SALVA L’EXPORT. Scarica il documento completo pubblicato dall’ISTAT
L’Istat ha pubblicato il nuovo report sulle esportazioni italiane.
Nel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l’Italia nord-occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).
Nell’intero anno 2014, la crescita dell’export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell’Italia insulare (-13,8%).
Le regioni che contribuiscono maggiormente all’espansione dell’export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%).
Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).
Nel 2014, l’aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali).
Per scaricare il documento integrale, clicca QUI
IL VALORE DELL’ECONOMIA ILLEGALE IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato dall’Associazione Bruno Trentin
L’Associazione Bruno Trentin (ABT), l’istituto di ricerca Tecnè e il Centro Europa Ricerche (CER) hanno pubblicato una ricerca sul valore dell’”economia non osservata” sommersa, informale, illegale.
Tre gli obiettivi, spiegano i promotori dello studio, che si sono voluti raggiungere: il primo è stato quello di studiare il fenomeno dell’economia non osservata, ossia di quell’economia sottratta alla contabilità nazionale e conseguentemente al sistema fiscale, cercando di quantificarne le dimensioni e la sottostante rete di affluenti.
Il secondo obiettivo è stato quello di misurare la percezione del fenomeno e rilevare le opinioni dei cittadini sui sistemi di contrasto più efficaci, non soltanto in chiave repressiva ma anche preventiva.
Il terzo obiettivo, infine, è stato quello, sulla base dei dati di contabilità nazionale, di stimare un maggior gettito da impegnare sulla base di 2 criteri: equità e stimoli alla crescita.
Lo studio dimostra come l’economia ‘non osservata’ nel nostro Paese, in un anno, raggiunge in totale tra i 250 e i 290 miliardi di euro.
Di questi, 180-210 miliardi riguardano l’economia sommersa ed informale (con un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e 70-80 miliardi l’economia illegale.
Sulla base di questi dati l’evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi di euro dei quali 14 miliardi possono essere recuperati rendendo più efficienti le norme attualmente in essere e implementando le misure di contrasto già esistenti nella lotta all’evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate.



















