Home » Articles posted by Rino Scoppio (Pagina 21)
Author Archives: Rino Scoppio
LA LOGISTICA, FATTORE DI COMPETITIVITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE. Scarica il Rapporto Banche Imprese

L’Osservatorio Banche Imprese ha pubblicato Rapporto Obi 2015 su Imprese e Competitività.
.
Il 70% delle imprese italiane si ritiene abbastanza competitivo, il 15% più che adeguato, mentre l’11% non si giudica all’altezza della concorrenza, a causa dei modesti tassi di innovazione tecnologica e di una scarsa capacità di cooperazione.
.
Il settore delle costruzioni è quello in cui vengono rilevate le situazioni più critiche; viceversa quello dell’Ict ha i più alti livelli.
.
In generale, le cause che limitano il potenziale competitivo delle imprese italiane sono costo del lavoro, inefficienza dei servizi alle imprese e difficoltà di accesso al credito.
.
Per scaricare il report, clicca QUI
IL NUOVO LIBRO DI SALVATORE GARBELLANO

Salvatore Garbellano ha pubblicato con l’editore Franco Angeli
“Come le medie imprese di successo hanno superato la crisi“.
.
Un saggio di economia aziendale che può essere letto come un manuale di automotivazione; un libro scritto da un esperto di organizzazione che parla come un business coach.
.
Anche qui, non sappiamo se ciò fosse nelle intenzioni dall’autore, ma chi prende in mano questo libro trova, oltre a una ricca serie di casi, informazioni e analisi, un “metodo motivazionale” da applicare allo sviluppo e alla gestione della propria impresa.
.
Salvatore Garbellano, docente di Modelli organizzativi al Politecnico di Torino e consulente di imprese e associazioni imprenditoriali, è convinto che sia nata una nuova generazione di imprese leader, circa il 20% del totale, che nel pieno della crisi “non soltanto sono riuscite a sopravvivere, ma hanno raggiunto e consolidato la leadership nei mercati mondiali”.
.
.
Queste imprese hanno capito che occorreva ricercare nuovi mercati al di fuori dell’Italia, arricchire l’offerta, migliorare la relazione con i clienti.
.
Se la maggior parte delle aziende ha reagito alla crisi riducendo, a volte anche drasticamente, i costi (senza parlare di quelle che hanno cessato l’attività), le imprese eccellenti di cui parla l’autore hanno percorso la strada inversa, quella dello sviluppo, avviando innovazioni sia nel prodotto sia nei processi sia nella tecnologia.
.
Focalizzazione non sulla riduzione dei costi (con relativa delocalizzazione all’estero) ma sulla qualità e sull’eccellenza, sia reale sia percepita, del prodotto, del prodotto italiano.
.
Per l’acquisto del libro, ecco il link al sito della Franco Angeli.
ALTRO CHE ANZIANI. Scopri il valore economico della longevità in Italia.

.
In Italia vivono più di 13 milioni di anziani, con un’articolazione estrema di stili di vita e bisogni:
.
– 7 milioni aiutano economicamente i giovani;
– 6 milioni frequentano cinema, teatri, musei;
– 3,5 milioni si dedicano all’attività fisica;
– oltre 3 milioni viaggiano;
– 400.000 si preparano ad avviare un’attività autonoma.
.
È un universo che mobilita risorse e genera nuovi fabbisogni.
.
In questa ricerca, Censis e Future Concept Lab presentano dati e riflessioni inediti.
.
Il documento contiene anche il programma di attività elaborato congiuntamente dai 2 partner del progetto.
.
Lo scopo:
affiancare istituzioni, aziende e organismi sociali interessati a trasformare la longevità in opportunità per se stessi e per la società.
.
Per scaricare la ricerca, clicca QUI
.
ECCO LE AZIENDE ITALIANE LEADER NELLA PRODUZIONE DI OCCHIALI. Scarica la ricerca

Nel 2014, il comparto dell’eyewear made in Italy ha registrato nel complesso una crescita del fatturato del 6,3%.
.
L’ebitda (earnings before interest, taxes, depreciation and amortization) totale in rapporto ai ricavi si è attestato al 18% (contro il 17 dell’anno prima).
.
Sono i risultati dell’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa sui bilanci 2014 del settore.
.
Il fatturato complessivo del campione preso in esame (comprende 11 aziende che nel periodo hanno tutte registrato segni positivi), è di 9,7 miliardi di euro, rispetto ai 9,1 miliardi dell’anno precedente.
.
Il leader di mercato è Luxottica.
.

Per scaricare il report, clicca sul magazine di Pambianco.
.
La ricerca si trova a pagina 50.
LE BIOTECNOLOGIE NON FINISCONO DI STUPIRE. Scarica la ricerca

Il Centro studi Assobiotec di Federchimica ha pubblicato il Rapporto BioInItaly 2015 sulle imprese di biotecnologie in Italia.
.
Nel nostro Paese la ricerca e la creazione di aziende che si occupano di tecnologie per la vita sono un’eccellenza.
.
Il rapporto è piuttosto articolato e analizza l’andamento facendo una puntuale suddivisione tra i diversi settori:
.
-
red biotech (salute dell’uomo e degli animali),
-
green biotech (agroalimentare),
-
white biotech (biotecnologie industriali).
.
Al 31 dicembre del 2014 tutti gli indicatori davano questo settore in crescita:
.
+ 1,6% il numero delle imprese (384 di cui 251 pure biotech e di cui 225 pure biotech a capitale italiano);
.
+ 4,2% il fatturato complessivo che supera i 7,7 miliardi di euro;
.
+ 4,5% investimenti in ricerca e sviluppo a oltre 1,5 miliardi di euro con circa 7300 ricercatori.
.

In pratica il biotech è in Italia uno dei settori che maggiormente investe in innovazione: mediamente il 19% del fatturato che cresce al 31% sulle pure biotech a capitale italiano.
.
Anche in un confronto europeo l’Italia appare ben messa: è terza per numero di imprese pure biotech (225) dopo Germania (428) e Regno Unito (309).

Per scaricare il report, clicca QUI
.
I CRIMINI INFORMATICI IN ITALIA. Scarica gratis il libro
“Migliorare la sicurezza informatica del sistema Paese rappresenta una sfida nazionale della massima importanza per la crescita e per il benessere e la sicurezza dei cittadini”
.
La correlazione tra prosperità economica di una nazione e la qualità delle sue infrastrutture cyber sarà sempre più stretta.
.
Roberto Baldoni e Rocco De Nicola hanno pubblicato il libro
“Il Futuro della Cyber Security in Italia-Un libro bianco per raccontare le principali sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi cinque anni”.
.
Il documento è curato dal Cyber security lab del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale informatico), sotto l’egida del Dis, il dipartimento informazioni e sicurezza.
..
.
Il volume sottolinea la necessità di “aumentare, a tutti i livelli, la consapevolezza della minaccia cyber e le capacità difensive del nostro Paese”.
.
.
Perché è indubbio “il progressivo incremento, quantitativo e qualitativo, di attacchi e minacce criminali con le finalità più disparate, in quella “terra di mezzo” che è oramai diventato il cyberspace.
.
.
I crimini più diffusi:
Frodi ed estorsioni informatiche , furti di identità e di dati sensibili, spionaggio, sabotaggi atti vandalici meramente emulativi.
Le violazioni perpetrate tramite il cyber space sono di fatto prive di confini fisici e di limiti geografici.
.
Spesso il crimine informatico è dunque più conveniente, anche per via della mancanza della sua percezione fisica da parte della vittima.
.
Oggi il cyber crime, si legge nel documento, è “un business fiorente (300 miliardi circa il costo per l’economia globale) che rappresenta il motore principale delle trasformazioni prossime e future delle minacce informatiche.
.
Il libro bianco spiega come è “oggi possibile ipotizzare che il mercato sia suddiviso in “cyberprofessionisti“ singoli o strutturati in piccoli gruppi (70%), organizzazioni criminali (20%), cyber-terroristi (5%), cyber-criminali afferenti/assoldati da enti governativi (4%), attivisti (1%).
.
L’assenza di una politica digitale in un Paese può produrre danni gravissimi nel breve e nel medio periodo, esponendolo al rischio di perdere rilevante opportunità di crescita, quali:
posti di lavoro qualificati in tutti i settori industriali e nei servizi, ricerca universitaria e privata, produzione di know how, imprese innovative e startup.
.
Per scaricare il libro, clicca QUI
TANTE STATISTICHE SU ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN ITALIA E NEI PAESI DELL’U.E. Scarica i documenti
Pubblicata con cadenza annuale, la relazione illustra l’evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione in Europa.
.
Mette insieme gli ultimi dati quantitativi e qualitativi, recenti relazioni tecniche e studi, nonché documenti e sviluppi strategici.
.
Pur soffermandosi soprattutto sui dati empirici, ogni sezione della relazione di monitoraggio reca chiare indicazioni politiche per gli Stati membri.
.
La relazione di monitoraggio sostiene l’attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e formazione rafforzandone la base di conoscenze e collegandolo più strettamente alla più ampia strategia Europa 2020.
.
.
Per scaricare il report completo per tutti i paesi dell’U.E, clicca QUI
.
Per scaricare la sezione dedicata all’Italia, clicca QUI
.
L’ANALISI DEL SISTEMA EDITORIALE ITALIANO. Ecco i bilanci dei gruppi leader di mercato
Il Centro Studi Mediobanca ha pubblicato il Focus sull’Editoria Italiana.
.
Dal 2010 al 2014 la diffusione cartacea del totale dei quotidiani italiani è diminuita di oltre 400mila copie passando da 3,6 a 3,2 milioni al giorno.
.
.
I ricavi dei gruppi leader sono diminuiti di 2 miliardi passando dai 5,9 del 2010 ai 4 miliardi di euro del 2014.
.

Per scaricare la ricerca Mediobanca, clicca QUI
IL SOCIAL RECRUITING IN ITALIA. Leggi la ricerca pubblicata da Adecco
È online la nuova ricerca Adecco Work Trends Study che indaga su social recruiting, digital reputation e, per la prima volta, smart working.
.
Condotta a livello internazionale su 26 Paesi nel mondo, in Italia ha raccolto le risposte di 2.742 candidati e 143 recruiter.
.
Nel 2015 infatti, il 64% delle attività di recruiting è stato attuato dai selezionatori online, dato in crescita rispetto al 2014 (era infatti al 44,8%) e si prevede arrivi al 71% nel 2016.
.
LinkedIn si conferma quale piattaforma maggiormente adoperata, rispetto a Facebook, per la maggior parte della attività svolte da chi è alla ricerca di un’occupazione.
.
Quanto conta la reputazione digitale quando si tratta di cercare lavoro?
E quanto la reputazione online di un’azienda interessa ai candidati in cerca di occupazione?
.
Pur mostrando una certa attenzione a ciò che un’azienda mostra di sé online la stragrande maggioranza dei candidati non si cura di inserire nel proprio CV i link di rimando ai propri profili social o al proprio blog.
.
.
Segnale, questo, che non è ancora entrato nell’abitudine collettiva il considerare identità online e offline come un tutt’uno complementare.
.
Il 41% dei selezionatori intervistati dichiara di aver sottoposto ai candidati in sede di colloquio domande sulla loro presenza online.
.
.
Nel 35% ha addirittura escluso alcuni profili dopo aver verificato la loro presenza sui social.
Al primo posto tra le ragioni che hanno spinto i recruiter a respingere candidature ci sono la pubblicazione di foto improprie (20% dei casi), informazioni non
coerenti con il CV (18,2% dei casi) e l’evidenza di caratteristiche della personalità non adatte alla posizione di lavoro aperta (16%).
.
Dall’analisi emerge che c’è una scarsa informazione sul fenomeno e sulle possibilità dello smartworking.
.
Ma di fronte ad una domanda specifica, più della metà si dichiarano disponibili.
Per scaricare la ricerca di Adecco, clicca QUI
.
.
LE BANCHE SONO ATTIVE SUI SOCIAL MEDIA? Leggi la ricerca pubblicata dall’ABI
.
L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) in collaborazione
con KPMG Advisory ha presentato il report su Banche e Social Media.
.
.
L’85% delle banche intervistate e’ presente sui canali social e un ulteriore 7% e’ pronto ad esserlo nel prossimo anno.
.
Insomma, le banche guardano con attenzione al mondo dei social
network, come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn, grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video.
Le banche sono presenti in media su 4 ‘canali’.
.


















