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I COMUNI ITALIANI AMANO GLI ANIMALI? Scarica il rapporto pubblicato da Legambiente

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Legambiente presenta “Animali in città“ IV Rapporto nazionale sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia e delle Aziende sanitarie locali per gli amici a quattro .

 

Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese.

Moltissimi in famiglia, tanti nelle colonie controllate, decisamente troppi per strada, nei canili o nei rifugi d’emergenza.

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E se cani e gatti sono le specie animali più diffuse nelle nostre case, sono moltissimi anche i conigli nani e i piccoli roditori, pesci, rettili più o meno innocui, uccelli autoctoni o tropicali.

Le nostre città, inoltre, risultano essere sempre più popolate da animali selvatici come il gabbiano reale, storni, cornacchie ma anche volpi e cinghiali, attratti dal cibo disponibile e dalla minore presenza di predatori.

Per conoscere la situazione delle politiche per la gestione e il benessere degli animali in Italia, Legambiente, per il quarto anno consecutivo, ha sottoposto uno specifico questionario a tutte le Amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane.

Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

MANDA I TUOI CONTENUTI FACEBOOK ALLA LISTA DI AMICI SU WHATSAPP. Partono i primi test

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Facebook ha sborsato 19 miliardi dollari per acquistare Whatsapp.

Arrivano i primi test per integrare le due piattaforme.

Da oggi alcuni utenti potranno inviare i loro contenuti facebook agli amici presenti sulla rubrica di Whatsapp.

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Ecco i dettagli apparsi sulla rivista GEEK TIME

IL MERCATO FARMACEUTICO IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dal Monte Paschi di Siena

Copertina Industria Farmaceutica nel mondo
Il Monte Paschi di Siena ha pubblicato il Rapporto sull’Industria farmaceutica in Italia.
La ricerca si occupa in particolare della formazione dei prezzi dei farmaci e della distribuzione, un segmento di attività economica molto strutturato e di diffusione capillare.

La struttura della distribuzione farmaceutica in Italia

Ecco alcuni indicatori.
Sei euro su dieci del prezzo al banco di un farmaco ha origine dai costi legati ai grossisti, alla vendita al dettaglio e al Fisco.

Contributi medi alla formazione del prezzo al dettaglio del farmaco

Solo una quota minoritaria, per quanto importante (il 40% del prezzo), si deve alle spese per ricerca e sviluppo e ai contributi delle attività d’importazione.
Non a caso si parla di un settore industriale tra “i più dinamici al mondo”, con il mercato raddoppiato durante gli ultimi dieci anni e le vendite che per la prima volta “hanno superato la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari, nel 2014”.


il mercato farmaceutico nel mondo

Anche in Italia, nonostante il contesto economico molto difficile nel 2013, il farmaceutico era cresciuto di poco meno del 6%, con il 72% dell’intera produzione destinato all’esportazione.
Per il Belpaese, però, si registra una spesa media inferiore a quella di Ue e Usa.
Il contributo dei farmaci alla spesa sanitaria globale in Italia

Il rapporto sfata anche alcuni luoghi comuni, “come il mito che la spesa sanitaria sia elevata quando rappresenta solo il 9% del Pil contro il 12% della media europea e addirittura il 17% negli Usa”.

Anche il confronto internazionale dei prezzi dei farmaci mette in rilievo come quelli praticati in Italia non siano elevati rispetto alla media estera.

Costo dei farmaci in Italia rispetto alla media europea

Recenti studi mettono in evidenza come i prezzi dei prodotti farmaceutici nel nostro paese siano del 14,6% più bassi rispetto alla media europea.
I costi che devono essere sostenuti dalle aziende per completare il processo di approvazione dei farmaci sono aumentati del 145% durante gli ultimi 10 anni, un tasso medio di crescita composto annuo dell’8,5%.
Vendite farmaci per classe teraupetica
Per scaricare il report, clicca QUI

LE PRIVATE LABEL IN ITALIA, IN EUROPA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dalla Nielsen

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Le marche commerciali sono parte integrante degli acquisti degli italiani rappresentando nel 2014 il 18,4% a valore del Grocery, anche se ancora lontano dal 41% di UK e Spagna e 34% della Germania.
Tra le ragioni principali di acquisto dei prodotti a marchio commerciale, per il 66% degli italiani c’è il risparmio.
Cosa intendono i consumatori italiani per risparmio?

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Dall’indagine Nielsen Global Survey on Private Label and Premiumization Trends condotta intervistando oltre 30.000 utenti internet in 60 Paesi, tra i quali l’Italia, emerge che ciò non significa necessariamente prodotti a basso costo, quanto la possibilità di poter spendere meno per gli stessi benefici offerti dai prodotti di marca: il rapporto qualità-prezzo della marca del distributore è ritenuto ottimo dal 67% dei consumatori.
Questo dato è in linea con la media europea, anche se non ancora al livello di paesi come la Germania, dove raggiunge il 79%.

private label in europa

Le catene distributive negli ultimi anni hanno concentrato le proprie energie nello sviluppo della marca commerciale focalizzandosi anche sulla qualità e i consumatori italiani le hanno premiate.
Emerge, infatti, che per il 60% degli italiani la qualità della marca del distributore è migliorata, anche se questo dato mostra una percentuale minore rispetto ad altri paesi europei come Svizzera e Francia (73%) e Regno Unito (71%).
Nell’ottica della qualità sono state sviluppate nel corso degli ultimi anni linee premium e green (biologico, ecosostenibile), che oggi raggiungono circa il 10% del totale del venduto della marca del distributore.
Il confronto tra prodotto a marca del distributore e industriale è costante e continuo da parte del consumatore, sia per ciò che riguarda il risparmio offerto che per la qualità dei prodotti.
l 56% degli italiani ritiene che le marche private abbiano una qualità assimilabile a quella dei prodotti di marca (rispetto al 23% del 2010) e il 47% ritiene che alcune siano superiori ai brand industriali.
I prodotti per cui il consumatore è disposto a spendere di più per la qualità offerta sono soprattutto gli alimentari freschi, in particolare pesce e carne freschi o surgelati (46%), pane e prodotti da forno (33%), formaggio (32%), latte (26%) e uova (21%).
Seguono i prodotti per la cura della persona e della casa.
Ma cosa vogliono gli italiani in termini di assortimento, prezzi, esposizione e prestazione?
Innanzitutto il 51% degli italiani dichiara che comprerebbe più prodotti a marchio del distributore se ci fosse maggior varietà.
Il 61% degli intervistati vorrebbe averli a fianco dei marchi dei produttori in modo da poter più facilmente compararne caratteristiche e prezzi.
Inoltre la maggioranza dei consumatori (62%) richiede un’offerta completa, che spazi dal primo prezzo ai prodotti di alta gamma, includendo i brand nazionali: tenere un giusto equilibrio tra le due tipologie di brand a scaffale diviene quindi una strategia fondamentale.
Nonostante l’atteggiamento dei consumatori sia molto positivo e la popolarità della marca del distributore sia molto cresciuta negli ultimi anni, nel 2014 la marca del distributore ha subito una battuta di arresto.
La sua quota sul totale del fatturato Grocery nel progressivo a settembre 2014 si è mantenuta agli stessi livelli del 2013 (18,4%) e per la prima volta le vendite non hanno sostenuto la crescita del largo consumo: -1,5% della marca del distributore rispetto al -0,9% degli altri brand.
Se i giudizi dei consumatori sulla marca del distributore sono molto positivi, la distribuzione non può disattendere le loro crescenti aspettative: risultati del breve mostrano che è arrivato il momento di fare un bilancio e valutare quali scelte passate sono state vincenti e su quali occorre invece ritornare, cercando di allinearsi maggiormente ai desideri dei clienti.
Per scaricare il rapporto della Nielsen, clicca QUI

IL CAPITALE DI RISCHIO IN ITALIA. Scarica il rapporto completo pubblicato da AIFI

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AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital) in collaborazione con PwC – Transaction Services hanno pubblicato l’annuale indagine sul mercato italiano del capitale di rischio.
Il private equity internazionale torna in Italia e nel 2014 investe il 39% in più rispetto al 2013.
Sotto il segno positivo anche tutti i dati registrati:
– nel 2014 gli investimenti arrivano a 3,5 miliardi di euro per 311 operazioni di cui 106 in seed e startup;
– L’ammontare investito stabile rispetto all’anno precedente, i fondi internazionali investono 1.905 milioni di euro in crescita rispetto ai 1.366 milioni di euro del 2013.
– La raccolta indipendente a 1.348 milioni di euro è in crescita rispetto ai 623 milioni dell’anno precedente e aumenta il peso della raccolta degli investitori istituzionali.
 
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Il primo settore di investimento per numero è l’IT con 47 operazioni, per ammontare, il lusso con 680 milioni investiti.
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Aumentano anche i disinvestimenti: 2.632 milioni di euro, cioè +36% rispetto al 2013 con 174 operazioni.
Ad oggi, gli operatori di private equity e di venture capital hanno in portafoglio 1.245 aziende che complessivamente impiegano 480mila addetti e fatturano 100 miliardi di euro.
Nonostante i dati positivi, però, quello del private equity è ancora un settore sottodimensionato perché l’Italia è ancora fortemente ancorata al sistema bancario, sistema che però non ha grandi margini per investire nelle piccole e medie imprese.
Le dimensioni del nostro mercato non sono affatto pari a quanto il nostro Paese potrebbe e dovrebbe permettersi.

Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

FACEBOOK PRESENTA LA SUA NUOVA PIATTAFORMA DI FORMAZIONE. Ecco come funziona

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Facebook presenta il nuovo progetto BluePrint.

E’ una nuova iniziativa di formazione dedicata ad agenzie, partner e professionisti del marketing.

 Copertina Blue Print

Si offrono risposte e occasioni di formazione per tutti i professionisti del marketing che lavorano nelle Piccole e Medie Imprese (Pmi), grandi brand e agenzie.

Si spiega concretamente come usare al meglio Facebook e lanciare campagne efficaci, ottenendo i risultati di business desiderati.

BluePrint è pensato per i due milioni di inserzionisti che operano sul social network e che va ad affiancarsi all’Ads Manager app che aiuta gli utenti business a gestire le campagne pubblicitarie.

Alle Piccole e Medie Imprese e a tutti coloro che per la prima volta si occupano di attività di marketing sulla piattaforma, Facebook affianca il programma Learn How, il nuovo centro di learning online che aiuta le aziende a “spremere” il massimo dalle Pagine e dalle inserzioni su Facebook.

Blueprint ha un eLearning center, con oltre 35 corsi online e vanta tracce organizzate per categoria, come il direct response marketing e tracce dedicate a ruoli specifici, come il digital buying.

Blueprint eLearning integra con facilità altri programmi di insegnamento e sviluppo ed offre report per tenere traccia dei progressi e dei risultati.

Il centro Blueprint eLearning è disponibile in inglese per desktop e mobile.

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In futuro si espanderà in altre lingue.

Per la pagina ufficiale di Bluprint (in inglese), clicca QUI

Per la pagina ufficiale di Learn to How (in italiano), clicca QUI

I CONSUMI DIGITALI DEGLI ITALIANI. Scarica il rapporto pubblicato dal Censis

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Continua la crescita di internet e soprattutto la diffusione di smartphone e tablet.

La tv resta nel complesso la regina dei media, anche se i giovani preferiscono Facebook per informarsi.

E’ quanto emerge dal 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione, promosso da Mediaset, Rai e Telecom Italia.

Prosegue la crisi della carta stampata e la lettura dei libri non dà segni di ripresa.

 i consumi di media

L’Italia appare comunque un paese spaccato, con un divario abissale tra giovani e anziani soprattutto sull’uso della rete, mezzo utilizzato in primo luogo per i servizi, ma sempre più anche per gli acquisti.

vecchi e giovani

Nel 2015 gli utenti di internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana.

Ma solo il 5,2% si connette con banda ultralarga.

Continua la forte diffusione dei social network.

È iscritto a Facebook il 50,3% della popolazione, YouTube raggiunge il 42% di utenti, Twitter il 10,1%.

La televisione raggiunge la totalità della popolazione (il 96,7%), con un rafforzamento però delle nuove televisioni: la web tv è arrivata a una utenza del 23,7%, mentre le tv satellitari si attestano al 42,4% e il 10% usa la tv connessa.

Anche per la radio si conferma una larghissima diffusione (la ascoltano l’83,9% degli italiani).

L’uso degli smartphone continua ad aumentare (+12,9%) e ora vengono impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), mentre i tablet raddoppiano la diffusione in un biennio e oggi si trovano tra le mani del 26,6% degli italiani.

 

Non si inverte il ciclo negativo per la carta stampata: -1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013, tengono i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%).

Dopo la grave flessione degli anni passati, non si segnala una ripresa dei libri (-0,7%): gli italiani che ne hanno letto almeno uno nell’ultimo anno sono solo il 51,4% del totale.

La funzione pratica di internet maggiormente sfruttata è la ricerca di strade e località (lo fa il 60,4% degli utenti del web).

 attività svolte sul web

Segue la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%).

Poi viene l’home banking (46,2%) e l’ascolto della musica (43,9%, percentuale che sale al 69,9% nel caso dei più giovani).

Fa acquisti sul web ormai il 43,5% degli utenti, ovvero 15 milioni di italiani. Il 37,1% ritiene che, rispetto ai negozi tradizionali, fare la spesa sul web sia più economico. La comodità rappresenta un vantaggio per il 32,8%.

Il rischio che dietro allo scontrino virtuale si celino truffe è segnalato dal 28,7% degli italiani e solo il 10,3% si fida al cento per cento dei pagamenti online.

Sbrigare pratiche con uffici pubblici è invece un’attività ancora limitata al 17,1% degli internauti.

Per scaricare il rapporto Censis, clicca QUI (è necessaria l’iscrizione gratuita)

MARK SCATENATO AL CONVEGNO DEGLI SVILUPPATORI FACEBOOK. Ecco tutte le novità

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A San Francisco si è tenuta in questi giorni la conferenza degli sviluppatori e dei programmatori di Facebook.

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A rendere definitivamente Facebook una piattaforma e non più un social network è Oculus Rift, acquisito per 2 miliardi di dollari esattamente un anno.
I video sferici a 360 gradi realizzati con questi device sbarcano sul social network e si integrano con Newsfeed.

E’ la realtà virtuale che sbarca sulle nostre bacheche.

Presto infatti i video non saranno più semplici filmati ma esperienze interattive a tutti gli effetti.
Immaginate una vista dall’alto di Google Maps”, ha aggiunto il Ceo di Facebook.
 

Dopo l’auto Play arriva anche l’Embedded Video Player che consente di integrare i video nativi di Facebook su siti esterni lanciando un guanto di sfida a YouTube
Messenger, forte dei suoi 600 milioni di utenti al mese (e del 10 per cento delle chiamate Voip) diventa di diritto piattaforma a sé e si guadagna un suo sito ad hoc.

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Tante le chiavi di lettura di questa svolta già anticipata nei giorni scorsi con l’introduzione dei pagamenti.
Evidente è la necessità di monetizzare dopo aver creato una delle piattaforme più usate al mondo per comunicare, come sottolinea lo stesso Zuckerberg.
Così Messenger viene aperto all’esterno e alla possibilità di usare altre applicazioni.
Qualche esempio?
La condivisione direttamente di Gif animate (tra cui anche quelle sportive del network Usa Espn che saranno disponibili per la fine di marzo).
Ma anche di filmati e fotografie personalizzate
 Il tutto corredato dal lancio di 40 nuove applicazioni, tra cui PingTank che permetterà di scambiarsi messaggi animati in 3d.
 
Ma è il vice presidente David Marcus a dare l’annuncio più importante e più atteso da Wall Street.

E’ Business on Messenger.

Su  Messenger sarà possibile fare acquisti online, interagire con le aziende attraverso chat personalizzate, , essere aggiornati sulle ultime novità di prodotto, visualizzare la mappa del punto vendita più vicino e tanto altro ancora.

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Così una volta che Menlo Park avrà stretto l’accordo  con il marchio di moda (o con la piattaforma di e-commerce) all’utente basterà mettere un pollice verso per dire che sì vuole quella maglietta a righe o per chiedere di cambiare la taglia.

immagini interazioni con i clienti

E non è finita perché è chiaro ormai come Messenger servirà anche a prenotare le vacanze, il ristorante e comprare i biglietti dell’aereo, così per citare qualcosa.

connettiti con i tuoi clienti

Ecco il comunicato ufficiale di Facebook con il video del convegno di San Francisco.

LO SCENARIO ITALIANO DELLE START UP. Scarica l’ultimo rapporto con i dati completi del 2014

startÈ un ecosistema vitale, quello delle startup hi-tech italiane.

Nell’ultimo anno sono più che raddoppiate passando dalle 1.227 del 2013 alle 2.716 censite nel 2014.

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Al dinamismo dell’innovazione creativa made in Italy non corrisponde però un altrettanto dinamico supporto economico, visto che gli investimenti sono calati del 9%, attestandosi nel 2014 a 118 milioni di euro.

Pochi, rispetto agli altri grandi paesi europei: in Italia si investe nelle startup tecnologiche un ottavo rispetto a Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito e poco meno della metà rispetto alla Spagna.

L’associazione Italia Startup e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano indicano che i trend di investimento stanno cambiando.

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A fronte di una flessione del 23% dei finanziamenti provenienti da investitori istituzionali – nel 2014 pari a 63 milioni di euro – sono aumentati (del 17%) quelli resi disponibili da altre tipologie di investitori attraverso business angel, incubatori e acceleratori, che con 55 milioni hanno raggiunto quasi metà della quota investita.

L’iniziativa privata sta acquisendo un peso significativo nell’ecosistema italiano e sta diventando un riferimento per i giovani startupper”, commenta Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup, “ma le aziende italiane sono ancora troppo timide negli investimenti finanziari industriali in startup e quelle estere troppo spesso non hanno nei loro radar il nostro ecosistema, ricco di startup di valore capaci di stare sulla frontiera dell’innovazione mondiale”.

La ricerca sull’ecosistema italiano delle startup ha comunque rilevato uno scenario articolato.

In Italia sono registrate:

– 2.716 startup innovative,

– 118 startup finanziate,

36 investitori istituzionali, di cui 6 pubblici e 30 privati,

 – 100 incubatori e acceleratori, di cui 60 pubblici e 40 privati,

– 38 parchi scientifici,

 – 62 spazi di coworking

– 52 competizioni e 46 bandi dedicati alle startup.

Fra le startup finanziate da investitori istituzionali, quelle nel settore information e communication technology sono il 68% del totale e hanno raccolto il 74% dei fondi.

Seguono quelle del settore medico-farmaceutico-biotecnologie, poi l’ambito delle tecnologie pulite e dell’energia.

Gli startupper italiani sono all’85% uomini e al 57% sotto i 40 anni; la quasi totalità è laureata, prevalentemente con un backgroud manageriale: solo un terzo dei fondatori di startup ha una formazione tecnica.

Per scaricare il report completo, clicca QUI

DA OGGI, COLLAGE DI FOTO SU INSTAGRAM. Ecco come funziona la nuova app LAYOUT

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Instagram ha lanciato poche ore fa la nuova app Layout.

Layout consente di realizzare collage di foto.

L’app nasce proprio dalla constatazione per gli sviluppatori di Instagram che uno su cinque dei suoi utenti mensili attivi condivide composizioni e collage di immagini create con app di terze parti.
Questo vuol dire che oltre 60 milioni di utenti Instagram utilizza queste applicazioni per realizzare modifiche e collage.
Mentre la prima app stand-alone di Instagram, Hyperlapse, è stato il frutto della mente di

Come funziona?

Quando scegli le foto dal rullino foto, Layout ti mostra automaticamente le anteprime delle tue composizioni personalizzate.
Troverai un’opzione Volti che ti mostra tutte le foto in cui sono presenti persone.
Per catturare gli attimi di spontaneità, Layout ha anche una feature Multiscatto che avvia un conto alla rovescia per consentirti di scattare foto che vengono visualizzate istantaneamente in una composizione.
Come per Instagram, puoi modificare le foto come vuoi tu.
Trascina e rilascia le foto per riorganizzarle, apri e chiudi le dita per ingrandirle o ridurle o tira i bordi di ogni foto per modificarne le dimensioni.
Capovolgi e ruota le foto così da poter creare composizioni originali ed effetti specchio.

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Dopo aver modificato i collage, puoi inoltre condividere direttamente su Instagram e Facebook, o puoi aprirlo in un’altra applicazione.

Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.

Ecco il comunicato ufficiale di Instagram.