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LA CEMENTIFICAZIONE IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato da ISPRA
L’Ispra ha presentato il Rapporto 2015 sul consumo del suolo in Italia.
QUASI il 20% della fascia costiera italiana, oltre 500 km quadrati e l’equivalente dell’intera costa sarda, è stato cancellato dal cemento.
Secondo lo studio è stato ‘impermeabilizzato’ (è il sinonimo di ‘cementificato’ utilizzato nel rapporto) il 19,4% di suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300-1000 metri.
Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi.
Nella classifica delle regioni “più consumate”, si confermano al primo posto Lombardia e Veneto (intorno al 10%), mentre alla Liguria vanno le maglie nere della copertura di territorio entro i 300 metri dalla costa (40%), del suolo consumato entro i 150 metri dai corpi idrici e quella delle aree a pericolosità idraulica (il 30%).
Tra le zone a rischio idraulico è invece l’Emilia Romagna, con oltre 100.000 ettari, a detenere il primato in termini di superfici.
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IL REPORT ONU CON LA CLASSIFICA DEI PAESI PIU’ FELICI AL MONDO. Scopri la posizione dell’Italia
È la Svizzera il Paese con il più alto tasso di felicità al mondo, davanti a Islanda e Danimarca.
È quanto emerge dalla nuova edizione del World Happiness Report (Rapporto sulla felicità nel mondo) realizzato per il Programma di sviluppo sostenibile dell’Onu.
Un rapporto che per la prima volta fotografa anche l’impatto della crisi economica degli ultimi anni sullo stato psicologico e sulla soddisfazione di sé delle delle popolazioni più colpite.
Non a caso la Grecia è il Paese dove l’indice della felicità ha accusato il più forte calo nel mondo: ben 1,5 punti in meno (su 10) rispetto al periodo pre-crisi.
Una flessione record a livello mondiale.
Non va molto meglio all’Italia, che nello stesso intervallo di tempo ha perso 0,8 punti di felicità, la terza flessione più grande dopo quelle di Grecia ed Egitto. Male anche la Spagna (-0,7).
L’Italia però mantiene una posizione assoluta discreta (cinquantesima su 158 nazioni censite), così come la Spagna (trentaseiesima), mentre la Grecia precipita.
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LA POVERTA’ IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il rapporto pubblicato dalla Fondazione David Hume
La Fondazione David Hume ha pubblicato il Rapporto sulla Diguaglianza in Italia e nel mondo.
La cosiddetta Terza società è composta da nove milioni di italiani (spiccano i giovani e le donne) “esclusi“, che non lavorano o lo fanno in nero, senza alcuna garanzia.
Tutti insieme rappresentano il 29,7% delle forze di lavoro e in più della metà dei casi vivono nel Mezzogiorno.
Nel 2006 gli outsider senza diritti acquisiti e senza un’occupazione stabile erano poco più di 7 milioni, il 24,7% delle forze di lavoro.
Nel 2009 erano saliti a 7,6 e nel 2012 hanno superato quota 8 milioni.
Poi l’ulteriore boom, che ha portato il numero complessivo a 8,99 milioni di cui 3,2 milioni di occupati in nero, 2,9 milioni che non cercano attivamente lavoro e 2,8 milioni di disoccupati in cerca di un posto.
Il rapporto paragona il loro peso percentuale con quello degli altri Paesi Ocse, arrivando alla conclusione che è il quinto più alto dopo quelli di Grecia,Croazia, Spagna e Bulgaria.
La media Ocse si ferma al 17,2%, quella dell’Unione europea è al 20,2.
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IL COMMERCIO EQUO-SOLIDALE NEL MONDO. Leggi il rapporto pubblicato da Fairtrade
Diffusa la sesta edizione del report “Monitoring the scope and the benefits of Fairtrade“, il rapporto di Fairtrade International che testimonia l’impatto di Fairtrade per gli agricoltori e i lavoratori del circuito.
Lo studio rappresenta il rapporto più ampio e dettagliato a disposizione sul circuito del commercio equo certificato e fa riferimento al periodo 2012-2013.
Sono 1,5 milioni gli agricoltori e i lavoratori parte del sistema, +7% rispetto al periodo preso in considerazione nel penultimo rapporto, raggruppati in 1.210 organizzazioni di 74 paesi di Asia, Africa e America Latina.
Tra le prime nazioni per numero di persone coinvolte vi sono il Kenya, la Tanzania e l’India; in media gli agricoltori lavorano su appezzamenti di terreno grandi 1.5 ettari.
Complessivamente le vendite a condizioni Fairtrade hanno generato presso le organizzazioni più di 944 milioni di euro, e parallelamente, il Fairtrade premium, ovvero il margine di guadagno aggiuntivo che i produttori ricevono per avviare progetti a vantaggio del lavoro e della comunità, ha raggiunto i 95 milioni di euro.
Secondo gli Standard Fairtrade sono i produttori a decidere collettivamente come impiegare la quota, sia nel caso dei soci delle cooperative che per i lavoratori delle piantagioni (attraverso un’assemblea di rappresentanti, il joint body).
Il rapporto mostra che i produttori hanno scelto di utilizzare il Premium per il 37% per il miglioramento della qualità del prodotto e per il 6% in attività per bambini, giovani e donne.
Nelle piantagioni invece i lavoratori hanno speso il 24% del Fairtrade premium per l’educazione.
Per scaricare il rapporto, clicca QUI.
LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI IN ITALIA E IN EUROPA. Scarica gratis il rapporto pubblicato dalla Cisl
In questi giorni la Cisl ha pubblicato il Rapporto sulla Formazione degli adulti in Italia e in Europa.
I dati purtroppo non sono incoraggianti.
Solo una persona ogni tredici – tra i 25 e i 64 anni – partecipa nel nostro Paese ad attività di istruzione e formazione permanente.
Una quota, pari al 7,6% degli aventi diritto, ancora molto lontana dall’obiettivo del 15% fissato da Europa 2020 (la strategia decennale per la crescita sviluppata dall’Unione europea).
Fra il 2008 – anno di inizio della crisi – e il 2014 si sono persi oltre 900mila posti di lavoro.

Secondo le tabelle pubblicate dall’organizzazione sindacale, la quota di popolazione tra i 25 e i 64 anni che partecipa all’apprendimento permanente è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 6% dal 2007 al 2013 per poi segnare un balzo al 7,6% nel 2014, un dato comunque ancora lontano dal 10,7% della media europea (era all’8,1% nel 2007).
I dati italiani mostrano una distribuzione delle opportunità formative molto sperequata a danno degli addetti che hanno un basso titolo di studio, delle persone non più giovani, di coloro che lavorano nelle piccole imprese.
Si accentua così il dualismo del mercato del lavoro e la diseguaglianza nella società.
Ad essere penalizzato nella formazione è soprattutto il Sud, con tassi di partecipazione nel 2014 inferiori al 5 per cento.
Per scaricare il rapporto della CISL, clicca QUI
VUOI LAVORARE NEL DIGITALE ? Iscriviti a Garanzia Giovani e partecipa a questo bando
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Google e Unioncamere, presenta “Crescere in Digitale”: un progetto che punta a formare giovani in cerca di occupazione attraverso training online e sul territorio focalizzata sulle competenze digitali, e a inserirli nel mondo del lavoro attraverso tirocini formativi nelle imprese italiane.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma “Garanzia Giovani“.
“Crescere in Digitale” prende spunto dal successo del progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale“, portato avanti da Google e Unioncamere, che per avvicinare le PMI italiane al web ha formato oltre 100 giovani e li ha incaricati di svolgere attività di sensibilizzazione ai temi del digitale, coinvolgendo oltre 20mila imprese in tutta Italia.
Attraverso l’iniziativa “Crescere in Digitale” agli oltre 500.000 giovani iscritti a Garanzia Giovani verrà offerta l’opportunità di seguire un percorso formativo definito dal Comitato scientifico del progetto, per acquisire competenze digitali strategiche per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Per saperne di più clicca QUI
IL MERCATO MONDIALE DELLA MUSICA DIGITALE. Scarica gratis il rapporto 2015 pubblicato da IFPI
La musica digitale è pronta al sorpasso sui dischi fisici, compact disc o vinile che siano.
I ricavi ottenuti a livello mondiale grazie alla vendita di file mp3 hanno pressoché raggiunto quelli fisici.
Nel 2014 sono stati incassati 6.9 miliardi di dollari, il 46 per cento del mercato globale, testimonia il Digital Music Report della IFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica.
I ricavi dei servizi di musica digitale hanno insomma quasi pareggiato quelli generati dalla vendita di supporti fisici, e sono cresciuti lo scorso anno del 6,9 per cento.
Ciò testimonia una profonda trasformazione nel modo di ascoltare e acquistare la musica, ma i nuovi consumi dell’industria musicale sono solo una parte della rivoluzione in corso, i cui effetti non sono ancora terminati.
Si affermano sempre più lo streaming gratuito e i servizi in abbonamento che hanno visto un rapido aumento dei ricavi (+39%), mentre scendono quelli ottenuti attraverso il download (-8%).
Il numero dei consumatori a pagamento per i servizi musicali è aumentato del 46.4% raggiungendo quota 41 milioni.
I ricavi totali nel 2014 hanno registrato una leggera flessione dello 0.4% per un valore di 14.97 miliardi di dollari.
L’artista che ha venduto di più nel mondo: Taylor Swift
Ecco la classifica di album e singoli:
Per scaricare l’intero report, clicca QUI
LE 250 SOCIETA’ LEADER MONDIALI NEI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO. Scarica il rapporto completo pubblicato da Deloitte
Deloitte ha pubblicato l’annuale rapporto Global Powers of Consumer Products 2015.
Contiene la classifica delle 250 società più importanti al mondo nel largo consumo.
Al vertice, così come l’anno precedente, si conferma Samsung, con 211 miliardi di vendite, in crescita di quasi 14 punti percentuali.
Seguono Apple (171 miliardi) e Nestlè (99 miliardi), davanti a Procter & Gamble.
Crescita a doppia cifra per Sony, che sale al quinto posto mentre PepsiCo scavalca Unilever una piazza più indietro.
Per scaricare il report, clicca QUI
LO SCENARIO DELL’E-Commerce in Italia – Scarica gratis il report pubblicato da Casaleggio e Associati
Casaleggio e Associati ha pubblicato l’annuale indagine sullo scenario dell’E-Commerce in Italia.
Nel 2014 l’e-commerce si è profondamente trasformato mantenendo una crescita invidiabile per un Paese abituato a vedere il suo PIL decrescere.
La crescita dell’8% è però ancora molto limitata se si considera che mercati come quello britannico che vale dieci volte tanto continuano ad avere crescite simili alle nostre o che il mercato mondiale dell’e-commerce galoppa con una crescita prevista per quest’anno del 20,9% che lo farà arrivare a 1600 miliardi di dollari entro la fine del 2015.
I marketplace e gli attori stranieri si stanno posizionando sul nostro mercato e sono responsabili della trasformazione a cui stiamo assistendo, dove i rivenditori on line italiani, in particolare nei settori dell’elettronica di consumo e dell’editoria, stanno lasciando spazio a economie di scala che non riescono a contrastare.
Gli esercenti italiani dovranno quindi capire come sfruttare al meglio questa affermazione sempre più ingombrante dei marketplace, in particolare utilizzandoli per espandere le proprie vendite all’estero.
Per quanto riguarda il mercato interno assisteremo probabilmente all’importazione di nuovi modelli logistici che ci permetteranno di ricevere i nostri acquisti sempre più velocemente, come le consegne entro un’ora dall’acquisto oggi offerte in alcune città statunitensi.
Alcune novità normative europee creeranno costi aggiuntivi per gli esercenti ma in generale dovrebbero migliorare l’esperienza di vendita del cliente e agevolare le vendite oltre confine.
Tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sarà probabilmente possibile contrattare al ribasso anche le commissioni bancarie per la gestione delle carte di credito.
Nel 2015 resteremo in attesa di altri attori stranieri (es. Netflix) che possano lanciare il mercato dei servizi di intrattenimento on line, che tuttavia è frenato dalla velocità della banda in Italia, ancora troppo legata all’ADSL fuori dai perimetri delle città metropolitane.
Il mondo della moda invece si affermerà come uno dei settori a maggiore crescita grazie all’ingresso di tutti i principali marchi e alla concorrenza lanciata dai retailer on line europei su questo mercato.
Per scaricare il file del rapporto clicca QUI
ECCO COME FUNZIONA LA NUOVA VERSIONE DI YOUTUBE RIVOLTA AI BAMBINI
Nel 2015 YouTube ha lanciato un applicazione dedicata ai bambini.
Su tablet e smartphone possono accedere a una versione semplificata del sito con video adatti alla loro età.
YouTube per bambini ha icone grandi, un design ad hoc e quattro sezioni: spettacoli, musica, impara ed esplora.
I genitori potranno scegliere contenuti e tempi di fruizione.
L’applicazione YouTube Kids, separata da quella principale della piattaforma è disponibile su dispositivi Apple e Android.
Ha un’interfaccia semplificata che non richiede di scorrere molto la pagina e icone più grandi per dare i comandi.
I genitori potranno stabilire un tempo massimo per la fruizione dei video e scegliere tra una lista di contenuti approvati, tra cui i video di National Geographic Kids e Thomas & Friends.
Le immagini sono grandi, così come i tasti, e visto che i bambini più piccoli non sanno scrivere, potranno fare ricerche con i comandi vocali.
Ecco il video di presentazione di Youtube Kids





























