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L’ITALIA, I SOCIAL NETWORK E I TURISTI STRANIERI. Ecco cosa dicono di noi
Expert System e Sociometrica hanno pubblicato il 1° Rapporto sulla percezione dell’Italia turistica’.
Cucina, piazze, spiagge e shopping. In una parola, l’Italian way of life che emerge dai giudizi su Facebook e Twitter dei turisti internazionali.
Sono questi gli elementi di maggiore successo nel modo in cui viene percepito il prodotto turistico italiano.
Il rapporto è stato realizzato attraverso una tecnologia che effettua l’analisi semantica di una enorme mole di dati per realizzare una traccia valutativa dell’esperienza.
In questo caso sono stati presi in esame 570mila post in lingua inglese pubblicati sui social media da persone che sono state in vacanza in Italia negli ultimi quattro mesi (fino al 1° luglio 2014), ricercando argomenti, trend, sentimenti che individuino i valori positivi e negativi dell’accoglienza turistica nel Belpaese.
E il risultato è, per certi versi, sorprendente.
Passano gli anni, cambiano le mode e i modi di fare turismo, si modificano gli strumenti di viaggio, ma non cambia quello che i turisti stranieri vogliono dall’Italia.
Ancora di più: non cambia quello che ‘vedono’ nell’Italia, come se ci fosse una sovrapposizione fra desiderio e realtà che fa virare il dato oggettivo verso l’esperienza ricercata.
Così, l’Italia vista dai turisti, oltre a guadagnare una promozione a pieni voti, è ancora quella dei borghi, delle piazze e delle buona cucina, accanto al bel mare e al made in Italy da comprare.
Tra le destinazioni che regalano la migliore esperienza la prima è Taormina, che unisce mare, qualità dell’ospitalità, un tocco di glamour, ma non perde la sua autenticità territoriale. A seguire il Salento, e ancora Portofino, Santa Margherita Ligure, il Garda, la Costa Smeralda e Amalfi, Capri, Forte dei Marmi e Tropea, in un alternarsi di destinazioni glam e altre invece più vicine al concetto di turismo famigliare e all’autenticità.
Spostando lo sguardo verso la montagna, Alto Adige e Trentino si confermano le destinazioni di punta, e poi Courmayeur, Cortina e Merano.
La sorpresa arriva dalle città d’arte: la percezione di migliore esperienza spetta a tre città ‘minori’: Parma, Lucca e Siracusa. Le grandi mete del turisdotto, Roma, Firenze e Venezia, sono ovviamente le più citate dai post, ma non tutti i giudizi su di loro sono positivi, un primato che invece si portano a casa i centri più piccoli e più vivibili anche per il turista.
Ecco il link per scaricare il report:
SEI UN COMMERCIALISTA ? Scarica il nuovo Codice di Autoregolamentazione degli scioperi
La Commissione di garanzia per lo sciopero ha approvato il codice di autoregolamentazione per il diritto allo sciopero proposto dalle sigle sindacali: Adc, Aidc, Andoc, Anc, Unagraco, Unione giovani dottori commercialisti, Unico.
I commercialisti potranno esercitare il diritto di sciopero, anche in coincidenza con le scadenze fiscali o con le udienze in commissione tributaria.
La proclamazione dell’astensione compete alle associazioni sindacali, che devono darne comunicazione almeno 15 giorni prima alle istituzioni interessate alla protesta: dall’Inail all’agenzia delle Entrate, dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria al ministero dell’Economia.
In caso di sciopero esteso su tutto il territorio l’avviso dovrà essere indirizzato alle istituzioni nazionali.
Dell’iniziativa deve essere informato anche il Consiglio nazionale: questo punto costituisce una delle differenze principali rispetto al codice di autoregolamentazione dei consulenti del lavoro, il cui vertice istituzionale, insieme con le componenti sindacali, può prendere l’iniziativa di indire lo sciopero.
I commercialisti, invece, hanno ritenuto di sottolineare la differenza tra il ruolo del sindacato, che rappresenta gli interessi dei professionisti, e quello del Consiglio nazionale, che dovrebbe tutelare l’interesse dei terzi o, con un’espressione un po’ pomposa, la «fede pubblica».
Ogni comunicazione vale per un solo periodo di astensione, che non può superare otto giorni lavorativi consecutivi.
I sindacati hanno superato le perplessità della Commissione di garanzia sulla compatibilità dello sciopero nei giorni delle scadenze fiscali rispetto ai diritti e alla tutela dei contribuenti.
La procedura da seguire fa perno sull’informazione del contribuente, che può attivarsi per pagare le deleghe o inviare i modelli in modo autonomo.
Il professionista non può rifiutarsi di elaborare e consegnare al suo cliente i documenti per ottemperare in modo corretto agli obblighi tributari.
Se il cliente non si attiva, il mancato rispetto dei termini sarà collegato con l’esercizio dello sciopero da parte del professionista e non verrà sanzionato.
Come per gli avvocati, il commercialista può non presenziare alle udienze del processo tributario e l’assenza sarà considera «legittimo impedimento».
Ecco il link per scaricare il nuovo codice di autoregolamentazione:
I NUMERI NON MENTONO. Scarica il Rapporto Svimez sul Mezzogiorno
Lo Svimez ha presentato il Rapporto 2013 sull’Economia del Mezzogiorno.
Un Paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell’arretramento.
Nel 2013 il divario di Pil pro capite è tornato ai livelli di dieci anni fa.
Negli anni di crisi 2008-2013 i consumi di delle famiglie sono crollati quasi del 13%, gli investimenti nell’industria addirittura del 53%, i tassi di iscrizione all’Università tornano ai primi anni Duemila e per la prima volta il numero di occupati ha sfondato al ribasso la soglia psicologica dei 6 milioni, il livello più basso dal 1977.
Una terra a rischio desertificazione industriale e umana, dove si continua a emigrare, non fare figli e impoverirsi: in cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, da 443mila a 1 milione e 14mila nuclei.
E le previsioni 2014-2015 contenute nel Rapporto di previsione territoriale SVIMEZ 01/2014 confermano il trend negativo.
Questa la fotografia che emerge dalle anticipazioni del Rapporto SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno 2014 presentate il 30 luglio 2014 alla Camera dei Deputati a Roma.
Ecco il documento:
http://www.svimez.info/images/RAPPORTO/materiali2014/2014_07_30_anticipazioni.pdf
I TANTI LAVORI CHE GLI ITALIANI NON SONO + DISPOSTI A FARE. Scarica il rapporto del Ministero del Lavoro
E’ stata presentata ieri la quarta edizione del Rapporto “Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia” a cura della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, realizzato in collaborazione con la Direzione Generale per le Politiche per i Servizi per il Lavoro, l’INPS, l’lNAIL, Unioncamere, e il coordinamento di Italia Lavoro.
Ecco i principali indicatori:
Nel 2013 i lavoratori stranieri occupati sono stati 2.355.923 in aumento di circa 22 mila unità rispetto all’anno precedente (+14.378 UE e +7.497 Extra UE) a fronte di una forte riduzione dell’occupazione italiana (-500 mila unità).
Il tasso di occupazione della componente rimane più alto rispetto a quello della popolazione italiana (58,1% vs. 55,3%) a differenza di quanto accade in Francia (55,3% vs.64,8%), nel Regno Unito (67,2% vs. 71,1%) in Germania (60,7% vs. 74,8%) e in Spagna (53,2% vs. 55,2%).
Dal 2007 al 2013, a fronte di un calo superiore a 1,6 milioni di italiani, l’occupazione degli stranieri è aumentata di 853 mila unità e nello stesso periodo l’incidenza degli stranieri nel mercato del lavoro italiano è cresciuta, raggiungendo nel 2013 il 10,5% del totale degli occupati, con punte del 19,7% nelle Costruzioni e del 13,6% in Agricoltura.
Aumenta in modo rilevante nelle aree del lavoro esecutive e manuale e nelle classi di età più giovani dato che il lavoro non qualificato continua a costituire la forma principale di inquadramento della forza lavoro straniera .
Da sottolineare il crescente peso dalla componente straniera nei Servizi di cura, settore in cui l’80% del totale della forza lavoro occupata è immigrata.
Ecco il rapporto: (173 pagine):
http://www.lavoro.gov.it/Notizie/Documents/IV%20Rapporto%20annuale%20MdL%20immigrati%202014.pdf
IN ITALIA IL BIOLOGICO VA ALLA GRANDE. Scarica il rapporto pubblicato da ISMEA
Sulla base delle elaborazioni Ismea dei dati del Panel famiglie Gfk-Eurisko, nei primi cinque mesi del 2014 gli acquisti domestici di biologico confezionato nella gdo sono aumentati del 17,3% in valore, mentre nello stesso periodo la spesa agroalimentare è risultata in flessione (-1,4%).
Parliamo di un settore che vale 3 miliardi di euro nel nostro Paese e che riguarda oltre il 10% della superficie agricola nazionale.
Ecco il rapporto:
LA PRESENZA COMMERCIALE DELL’ITALIA NEL MONDO. Scarica i 2 volumi pubblicati dall’ICE per un totale di 649 pagine
Ecco i documenti scaricabili:
Rapporto 2013-2014 “L’Italia nell’ecomonia internazionale”
Articolato in sette capitoli che forniscono un quadro sulla struttura geografica e settoriale e sulla dinamica del commercio estero e dell’internazionalizzazione dell’Italia in rapporto a quella di altri paesi, il volume è arricchito da grafici e tavole e contiene brevi riquadri e approfondimenti monografici sui temi di maggiore attualità.
Un apposito capitolo esamina le modalità di internazionalizzazione delle imprese italiane.
Annuario “Commercio estero e attività internazionali delle imprese -Edizione 2014”
L’annuario, completamente rinnovato nei contenuti e nella forma editoriale, dà accesso a 860 tavole statistiche che descrivono i principali aspetti dei complessi processi di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano in un contesto globale, navigabili in formato digitale.
Il volume contiene oltre a una selezione delle principali tavole, una Guida alla lettura utile per orientarsi nel patrimonio informativo offerto dall’annuario.
Ecco i link per scaricare i documenti:
http://rapportoice2014.ice.it/
L’ART BONUS E’ DIVENTATO LEGGE. Scopri tutte le novità
Tantissime novità per chi si occupa di Beni Culturali, Turismo Sponsorship e Digitalizzazione.
Ecco i dettagli:
UN DOCUMENTO IMPORTANTE PER CHI SI OCCUPA DI LAVORO, FORMAZIONE E ORIENTAMENTO.
Esistono soluzioni concrete per i 5 milioni di giovani disoccupati dell’UE.
Questo è il risultato di uno studio compiuto dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e presentato alla sua 500a sessione plenaria (studio dal titolo “Attuazione delle politiche dell’UE per l’occupazione giovanile: la prospettiva della società civile”).
Ecco il link per scaricare il report:
Fai clic per accedere a lmo-study_youth-employment_general-report_it.pdf
HAI UN PROGETTO DI INNOVAZIONE PER LA TUA PICCOLA E MEDIA IMPRESA? Fattelo finanziare dall’U.E. con 50.000 euro
“…La Commissione europea ha annunciato i primi risultati del nuovo strumento per le PMI di 3 miliardi di EUR, avviato nel quadro di Orizzonte 2020 per aiutare le piccole imprese innovative a portare sul mercato le idee sviluppate in laboratorio.
In totale 155 PMI appartenenti a 21 paesi (Stati membri dell’UE o paesi associati a Orizzonte 2020) riceveranno ciascuna 50 000 EUR per finanziare studi di fattibilità volti a sviluppare la loro strategia innovativa.
Inoltre, le PMI possono fruire di una formazione imprenditoriale specifica che può durare fino a tre giorni.
Nella prima tornata le PMI spagnole hanno ottenuto i migliori risultati, con 39 proposte selezionate, seguite da vicino dalle PMI del Regno Unito e dell’Italia.
Le domande per le prime sovvenzioni sono state 2.666 in totale.
Le imprese selezionate saranno ufficialmente informate in agosto dall’Agenzia esecutiva per le PMI (EASME) che gestisce il programma.
Le domande possono essere presentate in qualunque momento ma sono valutate quattro volte l’anno.
I risultati di oggi riguardano le domande pervenute entro la prima scadenza (18 giugno 2014) per le sovvenzioni della fase 1.
Le prossime scadenze per la valutazione sono il 24 settembre 2014 per la fase 1 e il 9 ottobre per la fase 2.
Nel 2014 dovrebbero ricevere finanziamenti circa 645 progetti (fase 1 e fase 2) che nel 2015 aumenteranno a 670.
Ecco il sito web dedicato:










