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Sblocca Export: il Piano per il Made in Italy. Dal Decreto Sblocca Italia 270 mln per promuovere Export e Made in Italy, ed attrarre investimenti esteri.

MadeinItaly

 

Nel Decreto Sblocca Italia  (scarica la bozza)  approdato in Consiglio dei Ministri trova spazio il Made In Italy, anche in vista di Expo 2015: il pacchetto include il lancio di un “Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia”. Per l’iniziativa vengono stanziati in totale oltre 270 milioni di euro nel triennio 2015-2017 per la realizzazione di interventi mirati all’Export e alla promozione delle produzioni italiane in campo industriale e agro-alimentare.

 

La promozione del Made in Italy passerà attraverso l’innovazione delle imprese coinvolte, che verranno incentivate a migliorarsi anche attraverso l’assunzione di figure professionali specializzate nei processi di internazionalizzazione (export manager).

 

Tra gli obiettivi prefissati, realizzare un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari Made in Italy e un potenziamento degli strumenti di contrasto al cosiddetto Italian sounding nel mondo, ovvero la distribuzione all’estero di copie di un prodotto tipicamente italiano con caratteristiche diverse rispetto all’originale che vanno ad ingannare i consumatori. Verranno inoltre create delle piattaforme logistico-distributive all’estero, rafforzati gli accordi con le reti di distribuzione, valorizzate e tutelate le certificazioni di qualità e di origine dei prodotti.

 

Per quanto riguarda il piano di attrazione degli investimenti esteri, ad occuparsene sarò l’ICE promuovendo le diverse opportunità presenti in Italia e fornendo assistenza tecnica agli operatori esteri per agevolare l’investimento da parte degli stessi nel territorio nazionale.

Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014. Scarica il documento

Il nuovo Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014, pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, contiene l’analisi della situazione sul costo dell’energia per consumatori e aziende (fra i più alti d’Europa), il livello di autonomia energetica (con un’alta quota di importazioni che coprono l’82% del fabbisogno), sui buoni risultati in materia di efficienza energetica e sui passi avanti, anche normativi, compiuti in questa direzione. Particolare attenzione viene posta al Dlgs 102/2014 di recepimento della Direttiva UE e agli obiettivi al 2020:

  • Allineamento con i prezzi europei di elettricità e gas (-9 miliardi di euro l’anno).
  • Riduzione delle emissioni di gas serra (21%) e dei consumi primari (24%).
  • Investimenti nella Green Economy per 170-180 miliardi di euro.
  • Approvvigionamento estero ridotto (-14 miliardi di euro l’anno).
  • Quota 19-20% di Rinnovabili sui consumi finali lordi.

 

Secondo il PAEE l’efficienza energetica si persegue attraverso molteplici canali, fra cui i certificati bianchi, le agevolazioni fiscali (la detrazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici), il conto termico e altre misure come ad esempio gli eco-incentivi auto. Per quanto riguarda le imprese, l’Italia utilizza anche il sistema delle diagnosi energetiche, obbligatori dal 5 dicembre 2015 per le grandi aziende e per quelle ad alto consumo di energia, indipendentemente dalle dimensioni.

 

Entro fine 2014, il MiSE pubblicherà un bando per la selezione e il cofinanziamento di progetti presentati dalle Regioni che dovranno avere l’obiettivo di promuovere gli audit (le diagnosi energetiche) anche fra le PMI. Il programma è finanziato con 15 milioni di euro l’anno per il 2014-2020. Nell’ipotesi di finanziare il 50% delle spese sostenute dalle PMI per la realizzazione della diagnosi energetica, si stima di coinvolgere nell’iniziative circa 15mila imprese ogni anno. 

 

Scarica il PAEE dal seguente link:

http://bit.ly/1AtyAVy

 

COSME: dall’UE 25 mld di finanziamenti alle PMI. Scarica le linee guida del Programma UE

Boccata d’ossigeno per le oltre 350 mila piccole e medie imprese europee: la Commissione europea ha firmato un accordo con Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) per dare il via a 25 miliardi di euro di finanziamenti addizionali. Il risultato è frutto dello stanziamento di 1,3 miliardi di euro nel bilancio del programma COSME per il periodo 2014-2020 (il programma europeo per la competitività delle imprese) per il finanziamento alle PMI che nell’arco dei prossimi sette anni produrranno un effetto leva proveniente dagli intermediari finanziari capace di mobilitare fino a 25 miliardi di euro.

 

L’intesa infatti l’impiego delle risorse per iniziative nel settore del venture-capital e per facilitare il flusso dei prestiti offrendo garanzie alle istituzioni finanziarie eroganti. Secondo i calcoli della Commissione UE, ad usufruire dei prestiti garantiti attraverso i fondi COSME saranno circa 330 mila PMI europee, delle quali il 90% con un organico fino a 10 dipendenti, per un volume totale di finanziamenti erogati che potrà arrivare fino a 21 miliardi di euro. I rimanenti 4 miliardi di euro stimati dovrebbero andare a sostenere l’espansione delle attività delle imprese di medio-piccole dimensioni in Paesi europei diversi da quelli di origine attraverso operazioni di venture capital.

 

Per la Commissione questo accordo prepara la via a finanziamenti di capitale e di debito per le PMI nell’ambito del programma COSME entro la fine del 2014.

COSME è il nuovo Programma UE 2014-2020 per la Competitività delle imprese e delle PMI che sostituisce il Programma Quadro 2007-2013 CIP.

 

Le azioni chiave del Programma sono:

  1. Accesso alla finanza per le PMI attraverso strumenti finanziari dedicati;
  2. Enterprise Europe Network: una rete di centri che offrono servizi alle imprese;
  3. Sostegno alle iniziative che favoriscono l’imprenditorialità;
  4. Accesso ai mercati: per il supporto alle PMI nei mercati al di fuori dell’Unione europea attraverso centri specifici e help desk.

 

Soggetti ammissibili

  •  Enti locali
  • Enti regionali
  • Imprese
  • Persone fisiche
  • Amministrazioni nazionali

 

 

Scarica le linee guida del Programma:

http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/cosme/index_en.htm

ASSINFORM: E-COMMERCE E CLOUD IN CRESCITA. Scarica la sintesi del rapporto ASSINFORM

Assinform ha reso noti i risultati del 45° Rapporto realizzato in collaborazione con NetConsulting sull’informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, il quale rivela timidi segnali di ripresa per l’ICT italiano e un trend in crescita per Cloud ed e-Commerce.

 

ecommerce-cloud

 

Assinform ha reso noti i risultati del 45° Rapporto realizzato in collaborazione con NetConsulting sull’informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, il quale rivela timidi segnali di ripresa per l’ICT italiano e un trend in crescita per Cloud ed e-Commerce. Il presidente di Assinform, Agostino Santoni, ha spiegato:

«L’innovazione digitale sta contribuendo ad aprire nuovi scenari in Italia nonostante le difficoltà e le resistenze evidenti».

Quest’anno potrebbero tornare a crescere gli investimenti in ICT, secondo le previsioni Assinform del +0,6%, contro il -4.4% dello scorso anno. Santoni ha fatto notare:

«A fine 2013 le componenti più innovative del mercato legate ad un uso diffuso e avanzato del web, Cloud, servizi mobili, pagamenti elettronici, e-Commerce, sicurezza, Internet delle cose, soluzioni di integrazione estesa in rete, piattaforme di gestione avanzate, hanno raggiunto un volume di circa 13 miliardi di euro. Si tratta, è vero, di una fetta ancora minoritaria per un settore che totalizza oltre 65 miliardi di euro l’anno, ma va considerato che l’accelerazione verso il cambiamento che queste componenti inducono nell’economia è molto forte, con effetti moltiplicatori e risultati in tempi sorprendentemente rapidi.

Cloud computing

Interessanti i dati relativi al Cloud Computing: una crescita del +32,2% rispetto al 2013, quando i ricavi hanno superato i 750 milioni.

e-Commerce

Con la diffusione delle tecnologie e di internet, continua a crescere anche l’e-Commerce: +17% per 13,2 milioni, contro il +18% del 2013 per 11,3 milioni.

Internet delle cose

Trend positivo anche per l’Internet delle cose che già nel 2013 presentava un mercato di 1.430 milioni (+13%).

Opportunità per PMI

Per massimizzare le opportunità legate a questi trend, le PMI dovrebbero avere piena percezione delle potenzialità dello sviluppo e della diffusione del digitale mentre, sottolinea Santoni, le PMI italiane non sembrano averne ancora preso coscienza. A dimostrarlo il fatto che

«… oggi le piccole imprese contribuiscono a più della metà del PIL e al 65% dell’occupazione, ma sono soltanto al 24% della domanda business di ICT».

Per questo Assinform chiede al Governo di concretizzare il proprio impegno a mettere l’innovazione al centro del rilancio del Paese:

«Ci aspettiamo azioni conseguenti, a partire dall’attuazione dei progetti di digitalizzazione connessi all’Agenda Digitale, che hanno grande impatto nel Paese come l’identità digitale, l’anagrafe unica, il fascicolo sanitario elettronico, la scuola digitale, i pagamenti e la fatturazione elettronica».

 

Ecco il link per scaricare la sintesi del rapporto ASSINFORM:

Presentazione di Giancarlo Capitani – AD NetConsulting

 

Fondi Ue 2014-2020: le novita’ per lo Sviluppo Locale di tipo partecipativo – CLLD

CCLD

 

 

Nell’ambito dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020, la Commissione Ue intende rafforzare lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), già promosso dal 1991 attraverso l’approccio LEADER del Programma di sviluppo rurale e dal 2007 nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo prevede:

  • che si concentri l’attenzione su aree subregionali specifiche;
  • il coinvolgimento di gruppi di azione locale costituiti da rappresentanti degli interessi socioeconomici pubblici e privati del territorio;
  • la previsione di strategie di sviluppo locale integrate e multi-settoriali, da implementare attraverso reti di cooperazione.

Nello specifico:

  • l’attenzione alle aree subregionali mira ad affrontare le sfide territoriali, promuovendo il senso di appartenenza comunitario, stimolando l’innovazione e coinvolgendo i vari livelli di governance;
  • i gruppi di azione locale devono includere soggetti quali imprese, autorità locali, associazioni di cittadini e organizzazioni collettive e di volontariato;
  • le strategie di sviluppo locale devono essere coerenti con i programmi dei fondi strutturali e di investimento europei (ESI), individuare obiettivi misurabili e includere un piano di azione che spieghi come realizzarli attraverso progetti concreti.

Per stimolare lo sviluppo locale di tipo partecipativo nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 è prevista:

  • una singola metodologia per agevolare l’accesso dei territori al sostegno dell’Unione europea;
  • la possibilità di finanziare i costi di esercizio delle strategie locali plurifondo tramite un unico fondo, denominato Lead;
  • l’opportunità di incrementare il tasso massimo di cofinanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e/o del Fondo sociale europeo (FSE), a livello di ciascun asse prioritario, di dieci punti percentuali.

Gli Stati membri sono tenuti a specificare nell’Accordo di partenariato i programmi e le aree di intervento in cui prevedono il sostegno allo sviluppo locale di tipo partecipativo. Questo tipo di approccio è facoltativo per il FESR, il FSE e per il FEAMP, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, mentre è obbligatorio per il FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

Inoltre, i paesi dell’Unione sono chiamati a definire i criteri per la selezione delle strategie di sviluppo locale, che dovranno essere approvate entro la fine del 2017. I gruppi di azione locale già esistenti in relazione alle programmazioni FEASR e FEP 2007-2013 dovranno presentare nuove strategie locali per il nuovo settennato, che potranno includere anche il ricorso agli altri fondi ESI.

Per approfondire:

FINANZIAMENTI UE ALLE PMI: Strumento per le PMI

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Da quest’anno, le PMI possono accedere alle linee di finanziamento agevolato previste dai nuovi Fondi Europei: il programma UE Horizon 2020, che offre una grossa  opportunità di sostegno agli investimenti in innovazione, ricerca e internazionalizzazione a beneficio della competitività.

 

Horizon 2020 è il nuovo programma UE per che finanzia le attività di Ricerca e Innovazione dopo quello FP7: rispetto a quelli passati, copre tutte le fasi di progetto: dallo sviluppo dell’idea all’approdo sul mercato, con un’attenzione particolare all’impatto sulla società di quanto realizzato grazie ai finanziamenti.

 

Nell’ambito di Horizon 2020 è stato inserito lo strumento per le PMI. Si tratta di una nuova misura specifica espressamente dedicata alle piccole e medie imprese.  Il suo scopo è incoraggiare la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici.

 

Lo strumento intende rivolgersi a tutte le piccole e medie imprese, orientate all’ internazionalizzazione e in grado di sviluppare un progetto di eccellenza nel campo dell’innovazione, di dimensione europea e ad elevato impatto economico.

 

E’ previsto che solo le PMI possano partecipare al bando di finanziamento e che il supporto avvenga in tre fasi, a copertura dell’intero ciclo di innovazione. L’impresa riceve un primo finanziamento per predisporre un’analisi di fattibilità tecnico-scientifica del progetto.

 

Se il progetto dimostra di avere potenziale tecnologico e commerciale, l’impresa riceve un ulteriore finanziamento per svilupparlo fino alla fase di dimostrazione.

 

Il sostegno alla fase di commercializzazione, finanziata con capitali privati, avviene invece indirettamente, tramite accesso agevolato agli strumenti finanziari e misure di gestione e sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale.

 

Parallelamente alle attività di ricerca, lo strumento offre gratuitamente alle imprese anche un supporto manageriale attraverso un servizio di Mentoring e Coaching.

 

Il coaching serve a rafforzare le capacità gestionali della PMI al fine di garantirne il massimo raggiungimento delle opportunità di crescita oltre alla concretizzazione del progetto in un prodotto commercializzabile a livello internazionale.

 

Entità del finanziamento:

Fase 1 “Studio di fattibilità”: somma forfettaria 50.000 euro (durata 6 mesi) + 3 giorni Coaching
Fase 2 “Innovazione”: finanziamento tra 0,5 e 2,5 milioni euro (durata 12/24 mesi) + 12 giorni Coaching
Fase 3 “Commercializzazione”: nessun finanziamento diretto, possibili facilitazioni indirette comprese debt e equity facilities + supporto Enterprise Europe Network per innovazione e internazionalizzazione

 

Ecco la pagina dell’APRE (Agenzia Per la Promozione della Ricerca Europea) dedicata allo Strumento PMI:

http://www.apre.it/le-pmi-in-europa/lo-strumento-pmi/

 

 

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