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ECCO I PUNTI VENDITA PIÙ CONVENIENTI D’ITALIA. Scarica il rapporto annuale pubblicato da Altro Consumo

|Autore: Rino Scoppio|
AltroConsumo, storica associazione di tutela dei consumatori, ha pubblicato la sua annuale indagine sui punti vendita alimentari più convenienti in Italia.

Sono stati rilevati 1.002.269 prezzi in 922 punti vendita di 67 città italiane per tracciare la mappa del risparmio.
Si può risparmiare tantissimo a seconda del supermercato, ipermercato o discount prescelto.
Ecco i punti vendita più convenienti per la totalità dei prodotti (di marca e non).
Legenda: La catena più conveniente d’Italia viene indicata con il valore 100.
Quella che ad esempio viene indicata con il valore 101 significa che i suoi prezzi sono più alti in media dell’1% rispetto alla catena prima in classifica.

Ecco la classifica sui prodotti a marchio commerciale dell’insegna distributiva (ad esempio i biscotti a marchio Coop).

Ecco la classifica dei punti vendita dove trovare i prodotti di “primo prezzo”; quelli con i prezzi più bassi in assoluto.

Per scaricare l’indagine completa di Altro Consumo, clicca QUI

I NUMERI DI SCUOLA E UNIVERSITÀ IN ITALIA E NEI PAESI OCSE. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’OCSE

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|Autore: Rino Scoppio|
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L’OCSE ha pubblicato l’edizione 2016 del rapporto «Education at glance».
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Il documento analizza i sistemi educativi di 35 paesi nel mondo.
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Si tratta di dati del 2014 e, dunque, per quel che riguarda il livello di spesa, i numeri non considerano gli investimenti messi in campo con la «Buona scuola».
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Secondo i dati, tra il 2008 e il 2013 l’Italia ha tagliato la spesa pubblica per le istituzioni scolastiche del 14%.
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Nel 2013 il nostro Paese ha stanziato solo il 7% della spesa pubblica complessiva per l’insieme dei cicli d’istruzione – contro l’11% della media Ocse.
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La spesa annua dell’Italia per l’istruzione dalla scuola primaria all’istruzione universitaria nel 2013 è stata in media di 9.238 dollari per studente, inferiore di oltre 1.200 dollari alla media Ocse.
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In ogni caso, spiega il rapporto, la gran parte della spesa per l’istruzione in Italia resta finanziata da fonti pubbliche (il 96%, 5 punti più della media Ocse).
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Il corpo insegnante italiano è il più anziano rispetto a quello di tutti i Paesi Ocse e registra una delle quote più basse di docenti di sesso maschile.
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Sei/sette prof su dieci sono ultracinquantenni (58% nella scuola primaria, 59% nelle medie e 69% nelle superiori).
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Otto su dieci sono di sesso femminile.
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Nel rapporto Ocse si dà tuttavia atto al governo italiano di aver varato un piano di assunzioni che potrebbe “ringiovanire” il corpo insegnante del Paese.
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Lo squilibrio di genere è molto meno spiccato a livello dirigenziale.
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Sul fronte delle retribuzioni, l’Ocse indica poi che dal 2010 al 2014 i salari degli insegnanti sono diminuiti del 7% in termini reali sia nella scuola primaria che in quella secondaria.
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Nel 2014 un insegnante italiano poteva contare su un salario di 32.995 dollari.
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I prof più “ricchi” sono quelli del Lussemburgo con 108mila dollari, ma ben sopra la media risultano anche i quasi 64mila dollari dei tedeschi.
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Il tasso di ingresso dei giovani italiani nei corsi di laurea triennale, dice il rapporto, non supera il 37%, contro una media Ocse del 59 per cento.
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Sugli studi universitari pesa anche il nodo del diritto allo studio, che secondo l’Ocse è lungi dal garantire l’equità.
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Infatti circa l’80% degli iscritti a corsi di primo e secondo livello non riceve alcun aiuto finanziario per le tasse d’iscrizione.
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I dati Ocse dicono che in Italia oltre un terzo dei giovani tra i 20 e i 24 anni di età non lavora e non studia e tra il 2005 e il 2015 la loro percentuale è aumentata di 10 punti, molto più che negli altri paesi.
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Unica nota positiva sul fronte dell’occupazione è quella di chi ha frequentato un istituto tecnico o professionale.
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In Italia i giovani con questo titolo di studio vantano un tasso di disoccupazione inferiore rispetto agli altri paesi.
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Per scaricare il rapporto completo dell’OCSE, clicca QUI
Per scaricare il capitolo del rapporto dedicato all’Italia, clicca QUI
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GLI ITALIANI DOVE INVESTONO I LORO SOLDI ? Scarica il nuovo report pubblicato dalla Consob

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|Autore: Rino Scoppio|
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La Consob ha pubblicato in questi giorni un nuovo report:
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“LE SCELTE DI INVESTIMENTO DELLE FAMIGLIE ITALIANE”.
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Il documento conferma il basso livello di conoscenze finanziarie delle famiglie italiane.
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Solo poco più del 40% degli intervistati è in grado di definire correttamente alcune nozioni di base, quali inflazione e rapporto fra rischio e rendimento.
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Concetti più sofisticati riguardanti le caratteristiche dei prodotti più diffusi registrano percentuali anche inferiori.
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Il livello di conoscenze finanziarie, omogeneo tra generi, è più elevato per i soggetti più istruiti e i residenti in Italia settentrionale.
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Più del 20% degli intervistati dichiara di non avere familiarità con alcuno strumento finanziario.
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Il restante 80% indica più frequentemente i titoli del debito pubblico e le obbligazioni bancarie, seguiti da azioni quotate e fondi azionari.
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Per scaricare il report integrale della Consob (in italiano), clicca QUI
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370 PAGINE DI STATISTICHE SUI CONSUMI FOOD & NON FOOD DEGLI ITALIANI. Scarica il rapporto Coop

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|Autore: Rino Scoppio|
Coop ha pubblicato il suo annuale Report sui consumi food e non food in Italia .
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Ecco alcuni degli indicatori più interessanti.
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16 milioni di italiani sfruttano ogni occasione per fare attività fisica.
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Siamo tutti ossessionati dalle diete.
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La nostra alimentazione mediterranea e il buon clima ci rendono uno dei popoli più magri al mondo.
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Mangiamo sempre più spesso fuori casa.
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La gran parte del nostro budget familiare è dedicato alle spese per la casa
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Internet & Social Media sono la nostra ossessione quotidiana.

La crisi ci spinge ad acquistare i prodotti usati e a condividere quelli che abbiamo.
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La Sharing Economy diventa sempre più importante nel nostro paese.

Per scaricare il report di COOP, clicca QUI

BREAKING NEWS: SU INSTAGRAM ARRIVANO I PROFILI BUSINESS.Ecco la procedura per attivarli

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Autore: Rino Scoppio
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In questi giorni Instagram ha fatto un importante annuncio:
I PROFILI BUSINESS ARRIVANO IN TUTTO IL MONDO.
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(clicca QUI per il testo integrale).
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In questo articolo vedremo 3 aspetti:
1) Come si crea il profilo business
2) Come si leggono le statistiche (Insights) del nostro profilo
3) Come si attivano i Promoted Post direttamente da smartphone
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COME SI CREA IL PROFILO BUSINESS DI INSTAGRAM
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Con il tuo smartphone vai sul simbolo dell’ingranaggio e clicca su OPZIONI.
Vai su PASSA A PROFILO BUSINESS.
Scegli a quale delle tue pagine Facebook vuoi collegare il tuo profilo business di Instagram
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Inserisci le informazioni del tuo profilo business di Instagram.
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COME SI LEGGONO LE STATISTICHE DEL PROFILO BUSINESS DI INSTAGRAM
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Una volta attivato il tuo profilo business, clicca in alto a destra nel simbolo cerchiato di blu

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Dagli insights potremo vedere i nostri post più popolari e le performance del singolo post.
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Cliccando su SEE MORE, potremo vedere il profilo socio-demografico dei nostri followers in base a Età, Sesso, Provenienza geografica e Orario di visita del nostro profilo.
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COME SI ATTIVANO I PROMOTED POST DIRETTAMENTE DA SMARTPHONE
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Clicchiamo su PROMUOVI e decidiamo gli obiettivi della nostra campagna.
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Scegliamo Audience, Budget e Durata del Promoted Post

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Paghiamo il nostro Promoted Post.
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Guardiamo le performance del nostro promoted post.
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In questo video, abbiamo tutta la procedura:
Clicca QUI per scaricare tutta la procedura per attivare i profili business di Instagram.
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GLI ITALIANI, DOVE INVESTONO I LORO SOLDI? Scarica il nuovo rapporto pubblicato dal Centro Einaudi

Aut.
Autore: Rino Scoppio
Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo hanno pubblicato in questi giorni la nuova indagine sul “RISPARMIO E SULLE SCELTE FINANZIARIE DEGLI ITALIANI“.
Ecco i principali indicatori.
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E’ aumentata la quota degli italiani che non sono riusciti ad essere finanziariamente indipendenti.
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Fatto 100 coloro coloro che non si sentono indipendenti, la maggioranza continua a fare affidamento sul reddito del coniuge.
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Il proprio reddito appare sempre meno sufficiente a sostenere le spese quotidiane.
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Come hanno reagito gli italiani di fronte alla crisi di questi ultimi anni?
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Per molti la pensione non sarà sufficiente a mantenere lo standard di vita e comunque il 18,5% degli intervistati non è in grado di fare previsioni.
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E infine, solo l’11% degli intervistati ha stipulato una polizza integrativa.
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Per scaricare il report completo, clicca QUI
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TWITTER PRESENTA IL NUOVO CRUSCOTTO DI CONTROLLO PER I PROFILI BUSINESS. Ecco come funziona

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Il 28 giugno 2016 Twitter ha presentato il nuovo Dashboard per i profili Business.
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Questo strumento aiuterà le aziende a monitorare con maggiore efficacia la loro presenza su Twitter.
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Ecco cosa ci consente di fare questo nuovo Dashboard:
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1) Misurare con maggiore facilità le statistiche della nostra pagina (analytics)
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2) Configurare un Newsfeed personalizzato nel quale potremo vedere per primi i tweet degli account che ci interessano maggiormente
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3) Conoscere gli account Twitter che parlano di noi e del nostro brand (anche attraverso gli hashtags)
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4) Programmare tweet e risposte automatiche
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Una volta entrati nel Twitter Dashoboard con la nostra password, dovremo scegliere in quale categoria registrare la nostra attività.
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Fatta la configurazione, si aprirà il nostro cruscotto di controllo.
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Ecco il comunicato ufficiale di Twitter.
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Ecco il link per accedere a Twitter Dashboard.
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IL CROWDINVESTING IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il nuovo report pubblicato da POLIMI

L’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato il 1° Report italiano sul Crowdinvesting.
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Le nuove forme di finanziamento delle imprese iniziano a diventare rilevanti anche in Italia.
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Lo studio focalizza l’attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori.
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Ecco le principali modalità:
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– Sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding);
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– Prestiti (lending crowdfunding);
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– Cessione di fatture commerciali (invoice trading).
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Il Crowdinvesting è un sottoinsieme del Crowdfunding.
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Si realizza quando investitori finanziari diffusi, attraverso una piattaforma Internet abilitante, rispondono direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale.
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Il Crowdfunding è un fenomeno molto recente, eppure nel 2015 ha raccolto risorse a livello mondiale per circa 34 miliardi di dollari.
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A determinarne lo sviluppo è stata la crisi finanziaria, che ha portato le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative con interessi competitivi.
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In Italia esistono circa 80 piattaforme specializzate sulle diverse modalità.
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Per scaricare il report del POLIMI, clicca QUI
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SECONDO TE, DOVE ANDRANNO IN VACANZA GLI ITALIANI QUESTA ESTATE? Scarica il nuovo report pubblicato da SWG

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Swg e Confesercenti hanno pubblicato l’indagine sulle vacanze estive degli italiani per il 2016.
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Questo sarà l’anno del rilancio per le vacanze estive degli italiani.
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Saranno quasi 36 milioni i vacanzieri che nei prossimi mesi si metteranno in viaggio, in Italia e all’estero, confermando ed anzi rilanciando il trend degli ultimi anni che ha visto tornare la voglia di vacanza.
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A concedersi il meritato riposo estivo sarà il 69% degli italiani, contro il 60% del 2015.
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Il fattore economico sarà la principale discriminante per chi resterà a casa, ma anche per chi partirà.
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Il budget previsto rimane al di sotto dei 1.000 euro.
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Quanto alle mete, l’Italia rimane la preferita (76%), mentre il 27% si recherà in altri Paesi europei.
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Tra le destinazioni nazionali, in testa alla classifica delle regioni più gettonate svetta la Puglia (16%).
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Tra le destinazioni internazionali svetta la Spagna con il 23% delle preferenze.
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Più della metà degli italiani che partirà (53%), lo farà ancora in agosto, ma in percentuale minore rispetto agli ultimi anni.
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Aumenta il numero di coloro che si muoveranno tra luglio (38%), settembre (18%) e giugno (14%).
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Il periodo di riposo si attesterà fra i 7 e i 14 giorni.
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La prenotazione su internet conquista nuove fasce di clienti.
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Quanto alla scelta delle strutture, più della metà continuano a preferire alberghi, pensioni (36%) e case in affitto (25%).
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Per scaricare il report di Confesercenti, clicca QUI
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PER LA PRIMA VOLTA IN 90 ANNI, CALA LA POPOLAZIONE RESIDENTE IN ITALIA. Scarica l’ultimo Bilancio Demografico pubblicato dall’ISTAT

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Al 31 dicembre 2015 risiedono in Italia 60.665.551 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera.
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Nel corso del 2015 il numero dei residenti ha registrato una diminuzione consistente per la prima volta negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo è negativo per 130.061 unità.
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Il calo riguarda esclusivamente la popolazione di cittadinanza italiana – 141.777 residenti in meno – mentre la popolazione straniera aumenta di 11.716 unità.
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Il movimento naturale della popolazione ha fatto registrare un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 162 mila unità.
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Continua la diminuzione delle nascite in atto dal 2008.
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Nel 2015 in Italia abbiamo avuto 485.780 nascite e 647.571 decessi.
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Gli stranieri non riescono più a compensare la scarsa natalità dei cittadini italiani.
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Di conseguenza l’indice di vecchiaia continua a crescere.
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La cittadinanza straniera maggiormente rappresentata in Italia è quella rumena (22,9%) seguita da quella albanese (9,3%).
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Per scaricare il documento dell’Istat, clicca QUI
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