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IL CROWDINVESTING IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica il nuovo report pubblicato da POLIMI

L’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato il 1° Report italiano sul Crowdinvesting.
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Le nuove forme di finanziamento delle imprese iniziano a diventare rilevanti anche in Italia.
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Lo studio focalizza l’attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori.
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Ecco le principali modalità:
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– Sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding);
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– Prestiti (lending crowdfunding);
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– Cessione di fatture commerciali (invoice trading).
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Il Crowdinvesting è un sottoinsieme del Crowdfunding.
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Si realizza quando investitori finanziari diffusi, attraverso una piattaforma Internet abilitante, rispondono direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale.
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Il Crowdfunding è un fenomeno molto recente, eppure nel 2015 ha raccolto risorse a livello mondiale per circa 34 miliardi di dollari.
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A determinarne lo sviluppo è stata la crisi finanziaria, che ha portato le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative con interessi competitivi.
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In Italia esistono circa 80 piattaforme specializzate sulle diverse modalità.
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Per scaricare il report del POLIMI, clicca QUI
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SECONDO TE, DOVE ANDRANNO IN VACANZA GLI ITALIANI QUESTA ESTATE? Scarica il nuovo report pubblicato da SWG

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Swg e Confesercenti hanno pubblicato l’indagine sulle vacanze estive degli italiani per il 2016.
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Questo sarà l’anno del rilancio per le vacanze estive degli italiani.
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Saranno quasi 36 milioni i vacanzieri che nei prossimi mesi si metteranno in viaggio, in Italia e all’estero, confermando ed anzi rilanciando il trend degli ultimi anni che ha visto tornare la voglia di vacanza.
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A concedersi il meritato riposo estivo sarà il 69% degli italiani, contro il 60% del 2015.
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Il fattore economico sarà la principale discriminante per chi resterà a casa, ma anche per chi partirà.
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Il budget previsto rimane al di sotto dei 1.000 euro.
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Quanto alle mete, l’Italia rimane la preferita (76%), mentre il 27% si recherà in altri Paesi europei.
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Tra le destinazioni nazionali, in testa alla classifica delle regioni più gettonate svetta la Puglia (16%).
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Tra le destinazioni internazionali svetta la Spagna con il 23% delle preferenze.
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Più della metà degli italiani che partirà (53%), lo farà ancora in agosto, ma in percentuale minore rispetto agli ultimi anni.
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Aumenta il numero di coloro che si muoveranno tra luglio (38%), settembre (18%) e giugno (14%).
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Il periodo di riposo si attesterà fra i 7 e i 14 giorni.
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La prenotazione su internet conquista nuove fasce di clienti.
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Quanto alla scelta delle strutture, più della metà continuano a preferire alberghi, pensioni (36%) e case in affitto (25%).
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Per scaricare il report di Confesercenti, clicca QUI
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PER LA PRIMA VOLTA IN 90 ANNI, CALA LA POPOLAZIONE RESIDENTE IN ITALIA. Scarica l’ultimo Bilancio Demografico pubblicato dall’ISTAT

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Al 31 dicembre 2015 risiedono in Italia 60.665.551 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera.
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Nel corso del 2015 il numero dei residenti ha registrato una diminuzione consistente per la prima volta negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo è negativo per 130.061 unità.
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Il calo riguarda esclusivamente la popolazione di cittadinanza italiana – 141.777 residenti in meno – mentre la popolazione straniera aumenta di 11.716 unità.
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Il movimento naturale della popolazione ha fatto registrare un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 162 mila unità.
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Continua la diminuzione delle nascite in atto dal 2008.
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Nel 2015 in Italia abbiamo avuto 485.780 nascite e 647.571 decessi.
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Gli stranieri non riescono più a compensare la scarsa natalità dei cittadini italiani.
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Di conseguenza l’indice di vecchiaia continua a crescere.
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La cittadinanza straniera maggiormente rappresentata in Italia è quella rumena (22,9%) seguita da quella albanese (9,3%).
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Per scaricare il documento dell’Istat, clicca QUI
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IL TURISTA DIGITALE E LE SUE SCELTE DI ACQUISTO. Scarica il rapporto pubblicato da Kayak

Il cambiamento radicale dei comportamenti di viaggio nell’ultimo decennio – dall’acquisto alle modalità di fruizione, fino al racconto dell’esperienza.
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E’ il tema del Mobile Travel Report 2016 di Kayak.it.
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Dieci anni fa gli italiani sceglievano una destinazione di viaggio consultando le agenzie di viaggio tradizionali, gli amici e le guide turistiche.
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Oggi la scelta si fa principalmente sui siti di alberghi e compagnie aeree e guardando le offerte delle agenzie online.
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Il check-in si faceva per lo più in aeroporto, e l’esperienza di viaggio si condivideva spedendo cartoline: quasi nessuno usava i social media.
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Si tratta solo di dieci anni fa, ma sembra un’altra epoca.
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Se dieci anni fa a utilizzare le agenzie di viaggio online, i siti delle compagnie aeree o degli hotel per selezionare la destinazione era circa il 10% di chi viaggiava, oggi le percentuali sono quasi invertite.
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Metà degli italiani va online e solo il 28% ricorre a un’agenzia di viaggi tradizionale rispetto al 51% del 2006.
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Si sono affermati anche i social media, utilizzati dal 26% degli italiani contro il 6% di dieci anni fa, così come i blog (29% contro 7%).
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Anche per quanto riguarda le modalità di prenotazione il confronto con il passato evidenzia una forte spinta evolutiva.
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Ancora dieci anni fa il canale preferito era la telefonata all’albergo o alla compagnia aerea.
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Oggi l’80% delle persone prenota sul web, e solo nella metà dei casi direttamente sui siti degli operatori interessati: l’altra metà delle prenotazioni è intermediata dalle agenzie di viaggio online.
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Lo scorso decennio scrivere recensioni online era attività di pochi (il 5%), mentre oggi a farlo regolarmente è il 25% di chi viaggia.
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Per scaricare il report di Kayak, clicca QUI
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IL LUSSO HA IL FIATONE. Ecco gli ultimi dati pubblicati da Altagamma
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Altagamma e Bain & Company hanno pubblicato il nuovo report sul mercato mondiale del lusso nel 2016.
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In questo periodo i consumi di beni di alta gamma sono in un periodo di stallo.
Le previsioni 2016 sono meno rosee rispetto a sei mesi fa, ma quantomeno non fanno registrare un calo di vendite.
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Sono previste a crescita zero, diversamente da quanto ipotizzato a ottobre 2015, l’Asia (0% vs +2%), il Nord America (0% vs 3,0%) e l’America Latina (0% vs +1%).
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In crescita decisa il Giappone (+5%, confermato), più moderata l’Europa (+2% vs 4%), ancora più lieve Medio Oriente e Resto del Mondo (+1% vs +3%).
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Accessori in pelle e prodotti beauty si confermano i comparti in migliore salute (+4%).
Più moderata (+1% vs 3%) la crescita prevista per l’abbigliamento.
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Secondo il Monitor Bain/Altagamma, il mercato globale dei beni personali di alta gamma nel 2015 si è attestato su un valore di 253 miliardi di euro, in crescita del +13% a tassi correnti (del +1% a tassi costanti).
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L’ultimo trimestre è stato particolarmente difficile, sia negli Stati Uniti, dove il consumatore locale ha rallentato gli acquisti, sia in Europa, dove gli attacchi terroristici di Parigi hanno inflitto un duro colpo agli acquisti natalizi nella capitale francese sia di locali sia di turisti (prevalentemente asiatici).
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Si prevede per i prossimi anni una crescita ad un tasso moderato (tasso medio annuo del 2-3%) guidato principalmente dalla crescita della Cina e dei consumatori cinesi.
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Per scaricare il report, clicca QUI
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GLI ITALIANI SPENDONO OGNI ANNO 2 MILIARDI DI EURO PER I LORO AMICI PELOSI. Scarica il report con tutti i dati
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Assalco è l’associazione che riunisce i produttori di articoli per animali da compagnia.
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Ieri ha pubblicato il RAPPORTO ASSALCO – ZOOMARK 2016 ALIMENTAZIONE E CURA DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA.
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Gli animali da compagnia sono sempre più presenti nelle famiglie italiane.
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Il 43% degli italiani vive con almeno un pet, un cane o un gatto oppure un pesce, un uccellino, una tartaruga, un roditore o un animale esotico.
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In totale i pet in Italia risultano essere circa 60 milioni .
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Di questi:
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7 milioni sono cani;
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7,5 milioni gatti;
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gli uccellini sono 12,906 milioni;
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i pesci 29,918 milioni;
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i piccoli mammiferi e rettili 3,199 milioni.
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Il mercato di alimenti per cani e gatti in Italia chiude positivamente il 2015, con un giro d’affari di 1,91 miliardi di euro e 551.200 tonnellate di prodotti commercializzati.
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Ecco i canali distributivi prevalenti.
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Nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), i prodotti per i PET crescono più della media.
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I fatturati più importanti si realizzano con i prodotti per i gatti.
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Per scaricare il report completo, clicca QUI
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TUTTI I NUMERI DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Anvur

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In questi giorni l’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario, ha presentato il “Rapporto 2016 sullo stato del sistema universitario e della ricerca”.
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Il fenomeno di maggior rilievo rispetto al precedente rapporto è dato dalla ripresa delle immatricolazioni, soprattutto nella fascia di età più giovane”, dopo stagioni di continue riduzioni.
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Negli ultimi due anni il calo si è arrestato e negli ultimi dodici mesi si è registrata “una decisa inversione di tendenza, con un incremento dell’1,6 per cento del numero di immatricolati.
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Il sistema universitario italiano è basato sulle università statali (61 atenei), che accolgono nove iscritti su dieci.
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Nelle lauree triennali, solo il 58 per cento arriva in fondo al percorso, a fronte di un 39 per cento di abbandoni.
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Una quota alta rispetto ai paesi industrializzati.
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Il 55 per cento delle matricole è donna.
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Nonostante una costante crescita osservata negli ultimi anni, siamo tra gli ultimi in Europa per quota di popolazione in possesso di un titolo di istruzione terziaria.
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Crolla il numero docenti in cattedra: erano 62.753 nel 2008, sono diventati 50.369 nel 2015.
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Negli ultimi ventisette anni il processo di innalzamento dell’età dei docenti è stato continuo: dal 1988 al 2015 l’età media è aumentata di quasi 7 anni, arrivando a sfiorare i 53.
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I professori ordinari e associati insegnano mediamente per 111 ore l’anno.
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Per scaricare il report dell’Anvur, clicca QUI

TUTTI PAZZI PER LA BICI ITALIANA. Scarica il report con i numeri del mercato

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In Italia cresce la passione per le bici; fanno bene alla salute ma anche alla nostra economia.
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La fotografia del settore è stata scattata da Confartigianato in un rapporto dell’Ufficio Studi.
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Le imprese che producono, riparano e noleggiano biciclette sono 3.043, danno lavoro a 7.815 addetti e, tra il 2013 e il 2016, sono aumentate del 2,8%.
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Un piccolo ma agguerrito esercito di aziende in cui dominano gli artigiani con 2.103 imprese e 3.936 addetti, concentrate soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
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Il fatturato del settore tocca 1,2 miliardi.
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Nel primo bimestre 2016 la produzione è aumentata del 13,8%.
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Nel 2015 il nostro export di biciclette ha totalizzato un valore di 617 milioni di euro, con una crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente della componentistica.
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Siamo al 3° posto fra i paesi esportatori.
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E’ la Francia, rivale storica dell’Italia nelle grandi sfide sportive sulle due ruote, il nostro maggiore acquirente.
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Nel Paese d’Oltralpe esportiamo bici complete e componentistica per 100 milioni di euro, pari al 16,2% del nostro export.
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Non soltanto sport e tempo libero: la bicicletta sta diventando il mezzo di trasporto preferito dai nostri connazionali per recarsi al lavoro.
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Dal rapporto di Confartigianato emerge che nel 2015 sono 743.000 gli italiani che hanno scelto la bicicletta per andare al lavoro.
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La fascia di età prevalente è quella compresa fra i 45 e i 64 anni.
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Per scaricare il report di Confartigianato, clicca QUI
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TUTTE LE STATISTICHE SUI LAUREATI ITALIANI E SUI LORO SBOCCHI PROFESSIONALI. Scarica i 2 report pubblicati da Almalaurea

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AlmaLaurea ha presentato in questi giorni 2 interessanti documenti:
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– Il Rapporto 2016 sul Profilo dei laureati
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– Il Rapporto 2016 sulla Condizione Occupazionale dei Laureati
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Il Rapporto 2016 AlmaLaurea sul Profilo dei laureati, usciti nel 2015 da 71 Università delle 73 aderenti, offre una documentazione ampia e aggiornata per valutare l’offerta formativa del sistema universitario italiano e gli esiti che ne conseguono.
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Il Rapporto indaga le caratteristiche dei laureati dal loro ingresso all’università alla riuscita negli studi, dai tirocini formativi alle esperienze di studio all’estero, dal lavoro durante gli studi alla frequenza alle lezioni, dai giudizi sull’esperienza universitaria ai servizi per il diritto allo studio, fino alle prospettive di studio e lavoro per il futuro post-laurea.
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Dal XVIII Rapporto emerge che:
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1) cresce la percentuale di laureati stranieri;
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2) aumenta la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti;
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3) si mantiene costante la quota di chi svolge periodi di studio all’estero;
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4) resta stabile la quota di laureati che sceglie di svolgere esperienze di tirocinio durante gli studi;
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5) diminuisce la quota di laureati che svolgono attività lavorative durante gli studi
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Il Rapporto 2016 sulla Condizione Occupazionale dei Laureati è lo strumento che approfondisce la condizione formativa ed occupazionale dei laureati dopo uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
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Indaga le prospettive del mercato del lavoro e le relazioni fra studi universitari e sbocchi occupazionali.
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Restituisce un’ampia e dettagliata fotografia sulla tipologia dell’attività lavorativa svolta, sulla professione, sulla retribuzione degli occupati e sulla loro soddisfazione per il lavoro svolto, sul ramo e settore in cui lavorano, sull’utilizzo nel lavoro svolto delle competenze acquisite all’università.
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Per scaricare il Rapporto 2016 sul Profilo dei laureati, clicca QUI
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Per scaricare il Rapporto 2016 sulla Condizione Occupazionale dei Laureati, clicca QUI
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LA SALUTE DEGLI ITALIANI. Leggi il nuovo rapporto

Diminuiscono significativamente i sedentari.
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Ma non migliorano altre cattive abitudini come lo scarso consumo di frutta e verdura.
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La popolazione italiana è sempre più grassa.
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L’invecchiamento del Paese continua inesorabile e l’aumento dell’aspettativa di vita subisce una battuta d’arresto.
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Si continua a registrare una pericolosa carenza di investimenti in strategie preventive in tema di salute pubblica.
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È questa in estrema sintesi la situazione che emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute (2015), un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane.
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Il Rapporto è frutto del lavoro di 180 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.
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Le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano:
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– il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità;
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– l’aumento dell’incidenza di alcune patologie tumorali prevedibili;
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– le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il settore della sanità.
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Per scaricare le sezioni del report (previa iscrizione al portale di Osservasalute), clicca QUI
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