TUTTI I NUMERI DELL’ECONOMIA ITALIANA. Scarica il volume completo pubblicato dall’ISTAT
Il “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi“, alla sua terza edizione, fornisce un quadro informativo dettagliato e tempestivo sulla struttura, la performance e la dinamica del sistema produttivo italiano.
Il Rapporto valorizza le numerose informazioni statistiche esistenti sui settori economici.
Per ciascun settore è resa disponibile una base dati di oltre 70 indicatori, ove possibile in serie storica e con dettagli settoriali, dimensionali e per varie tipologie di impresa.
Da questa edizione, inoltre, la base dati contiene anche indicatori con dettaglio territoriale.
A corredo del Rapporto vengono fornite schede per ogni settore con i principali indicatori sulla struttura, le strategie e la performance delle imprese del comparto, cui si affiancano grafici che consentono una lettura degli andamenti più recenti del settore tramite alcuni indicatori congiunturali.
Gli argomenti della parte di analisi sono individuati di anno in anno sulla base dell’evoluzione dell’economia e del dibattito economico.
L’edizione 2015 approfondisce l’intensità delle relazioni tra industria e servizi, con l’obiettivo di evidenziarne il legame con il livello di competitività delle nostre imprese ed il loro potenziale di crescita.
Ci si sofferma, in particolare, sul ruolo che l’efficienza dei servizi acquistati dalle imprese svolge per la performance, valutata in termini di dinamica del fatturato industriale, del comparto manifatturiero.
Inoltre, vengono esaminate le dinamiche recenti delle imprese industriali e dei servizi, evidenziando i segmenti più dinamici e quelli ancora in difficoltà.
Infine, i risultati di una rilevazione ad hoc condotta a novembre 2014 consentono di approfondire le valutazioni degli imprenditori in merito alle conseguenze della crisi, all’esternalizzazione di alcune funzioni aziendali, all’adeguatezza del proprio potenziale produttivo, alla capacità di risposta a segnali di ripresa della domanda.
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LA REGIONE PUGLIA LANCIA IN NUOVO MICRO-PRESTITO FINO A 25.000 EURO. Possono accedere anche commercianti e professionisti. Ecco come funziona
Il Microcredito/MicroPrestito d’Impresa è lo strumento con cui la Regione Puglia offre alle microimprese pugliesi già operative e non bancabili un finanziamento per realizzare nuovi investimenti.
L’iniziativa è attuata da Puglia Sviluppo SpA.
CHI PUÒ RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO?
L’impresa deve:
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aver emesso la prima fattura almeno 6 mesi prima della domanda preliminare (le imprese del settore del commercio devono aver emesso la prima fattura almeno 24 mesi prima della domanda ed aver avuto un fatturato di almeno 60.000€ negli ultimi 12 mesi)
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avere meno di 10 addetti e non essere partecipata per la maggioranza da altre imprese
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avere una delle seguenti forme giuridiche: ditta individuale, soc. coop., s.n.c., s.a.s., associazione tra professionisti, s.r.l. ordinarie e semplificate.
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essere non bancabile, avendo rispettato negli ultimi 12 mesi tutti i seguenti requisiti:
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non avere avuto liquidità per più di € 50.000
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non essere stata proprietaria di immobili e macchinari per un valore superiore a € 200.000
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non avere fatturato più di € 240.000
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non aver beneficiato di finanziamenti superiori a € 30.000
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QUALI ATTIVITÀ NON SI POSSONO FINANZIARE?
Il Fondo non finanzia i settori seguenti:
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pesca, agricoltura e zootecnia
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energia, acqua e fogne
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lotterie, scommesse, case da gioco
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organizzazioni associative
COME FUNZIONA IL FINANZIAMENTO?
Importo: da € 5.000 a € 25.000
Durata massima: 60 mesi (più preammortamento di 6 mesi)
Tasso di interesse: fisso, 70% del tasso di riferimento UE (da gennaio 2015 il tasso è stato 0,24%)
Rimborso: in rate mensili costanti posticipate. È possibile, in qualsiasi momento, estinguere il finanziamento
Modalità di rimborso: RID con addebito sul conto corrente.
Alle imprese che avranno rispettato tutte le scadenze del finanziamento sarà riconosciuta una premialità di importo pari a tutti gli interessi pagati.
SONO RICHIESTE GARANZIE?
Le garanzie patrimoniali e finanziarie sono richieste solo per le soc. coop., per le s.r.l. semplificate e per le associazioni professionali.
In questo caso saranno richieste garanzie personali nel caso in cui il patrimonio non sia proporzionato all’entità del finanziamento concesso.
L’impresa dovrà essere presentata da un garante morale o da una Associazione imprenditoriale o sindacale.
La garanzia morale o la presentazione tecnica – che non potrà essere rilasciata dietro compenso – non costituisce responsabilità patrimoniale del garante.
Potranno rilasciare garanzie morali persone che operano con un ruolo di riferimento in organizzazioni, associazioni, comunità o gruppi sociali purché radicati sul territorio.
QUALI SPESE SI POSSONO FINANZIARE?
Spese di investimento (almeno il 30% del totale):
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opere murarie e assimilate
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macchinari, impianti, attrezzature, automezzi di tipo commerciale
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programmi informatici, brevetti e licenze
Altre spese:
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materie prime, semilavorati, materiali di consumo
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locazione di immobili, affitto apparecchiature di produzione
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utenze
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polizze assicurative
COME RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO
Si compila su Internet una domanda preliminare sintetica.
Non è previsto l’invio di documenti cartacei.
Sono a disposizione sul territorio sportelli gratuiti informativi e di assistenza.
L’istanza di finanziamento vera e propria sarà redatta durante un colloquio di tutoraggio presso Puglia Sviluppo S.p.A.
Il bando si estende anche a commercianti e professionisti
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LE MIGLIORI SQUADRE DI CALCIO SU FACEBOOK. Scarica gratis il report pubblicato da Blogmeter
Blogmeter ha analizzato i profili Facebook globali ufficiali di 16 dei principali team italiani ed internazionali partecipanti alle massime competizioni europee.
Barcellona, Manchester United, Real Madrid e Chelsea i casi di eccellenza su Facebook, mentre Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma rimangono distanti dai migliori club europei per capacità di creare una community numerosa, specie sui mercati esteri, e coinvolgerla.
Dall’analisi, effettuata sul bimestre dicembre 2014 – gennaio 2015, emerge che il sistema calcio italiano ha molto da imparare dalle squadre impegnate nei campionati di Spagna, Inghilterra e Germania, per quel che riguarda la capacità di valorizzare le attività sui social media.
Il Barcellona, in particolare, rappresenta un caso di eccellenza: è il team più seguito su Facebook e quello più coinvolgente, che riesce a generare il più alto tasso di engagement (la capacità di generare interazioni – like, commenti, condivisioni – in relazione ai contenuti prodotti).
Manchester United, Real Madrid e Chelsea rappresentano ulteriori best case.
I club italiani inseguono a distanza.
Tra i team più amati sul principale social network al mondo ai primi tre posti della classifica si trovano, nell’ordine: Barcellona (81,9 milioni di fan), Real Madrid (81,4mio) e Manchester United (64,6mio).
Il Milan, leader in Italia, risulta in ottava posizione con “solamente” il 30% dei fan delle regine di Spagna (24,3 mio).
Ancora più staccata la Juventus (11° con poco meno di 16,3 milioni di fan al 31 gennaio) e a seguire, a distanza, tutte le altre squadre italiane (nell’ordine Inter, Roma e Napoli), che chiudono la classifica (rispettivamente 14°, 15° e 16°) e non raggiungono quota 6 milioni di fan.
Il gap con i top club europei è particolarmente evidente nella capacità di attrarre seguaci al di fuori dei confini nazionali: dagli Stati Uniti ai Paesi asiatici passando per i Paesi emergenti.
Peraltro la distanza tra l’Italia e l’estero nella capacità di consolidare la propria community su Facebook aumenta giorno dopo giorno, con il Real Madrid che guadagna 50 mila fan al giorno nel periodo analizzato contro i 19 mila della Juventus, gli 11 mila del Milan ed i 10,9 mila dell’Inter.
Ancora più indietro Roma e Napoli.
L’Inter è scatenata su facebook.
Con 1 post prodotto su Facebook in media ogni ora del giorno, per un totale di 25,1 post pubblicati in media quotidianamente. Anche la Juventus sale sul podio di questa classifica (al 3° posto), con una media di 22,3 post prodotti al giorno.
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MENO MALE CHE CI SONO I DISTRETTI PRODUTTIVI. Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Istituto San Paolo
La Direzione Studi e Ricerche di Intesa SanPaolo ha pubblicato il 7° Rapporto Annuale sull’Economia e Finanza dei distretti industriali italiani.
Il rapporto analizza i bilanci aziendali degli ultimi sei anni (2008-13) di circa 12.100 imprese, appartenenti a 144 distretti industriali e di 34.300 imprese non-distrettuali attive negli stessi settori di specializzazione.
Alla fine di quest’anno avranno recuperato pressoché interamente i livelli di fatturato del 2008, con tre anni di anticipo rispetto all’intero sistema manifatturiero italiano, che ritornerà ai livelli pre-crisi, se tutto va bene, solo nel 2018.
E, a dispetto di quanti li hanno dati prematuramente per morti, esportano a tutta birra: nel gennaio-settembre 2014 hanno esportato il 3,5% in più rispetto ai primi nove mesi del 2013, un tasso di crescita superiore a quello del settore manifatturiero della Germania (+2,1% nello stesso periodo), la locomotiva d’Europa.
I distretti industriali italiani nel 2014 hanno registrato una crescita stimata del fatturato intorno all’1%, a prezzi correnti, sovraperformando il manifatturiero italiano, che è rimasto stagnante.
A partire dal 2016, recuperati quest’anno i livelli di fatturato pre-crisi, i distretti italiani torneranno a crescere, grazie anche al contesto più favorevole, caratterizzato dal costo dell’energia più basso grazie al calo dei prezzi del petrolio, dal consolidamento fiscale ormai realizzato e dal cambio dell’euro con il dollaro, più favorevole rispetto al passato, ha evidenziato De Felice.
Tra il 2008 e il 2014 sono quasi cinque i punti percentuali di crescita in più per le imprese dei distretti rispetto alle aree non distrettuali. Alcuni distretti si sono rivelati particolarmente dinamici.
Al primo posto nella classifica stilata da Intesa si colloca la gomma del Sebino Bergamasco.
Tra il secondo e il quarto posto i vini del Chianti, il caffè, le confetterie e il cioccolato torinese, l’occhialeria di Belluno.
Seguono le calzature di San Mauro Pascoli, la concia di Arzignano, la pelletteria e le calzature di Arezzo, le calzature napoletane. Tra i migliori quindici distretti anche il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, i vini del Veronese, i dolci di Alba e Cuneo, la pelletteria e le calzature di Firenze, la food machinery di Parma, le macchine per l’imballaggio di Bologna e il marmo di Carrara.
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TI OCCUPI DI LAVORO E FORMAZIONE ? Ecco una nuova importante banca dati da consultare
Isfol e Istat hanno presentato un nuovo strumento di di analisi:
il ‘Sistema informativo sulle professioni’
E’ un insieme aggiornato di dati utili sui percorsi di lavoro, di formazione e di sviluppo della carriera.
Assembla e arricchisce le informazioni sull’occupazione attuale e tendenziale e sulle caratteristiche delle professioni presenti nel mercato del lavoro.
Gli utenti potenziali di tale sistema sono decisori politici, imprese, istituzioni pubbliche, giovani in cerca di lavoro, lavoratori, operatori della formazione, operatori del mercato del lavoro e famiglie”.
In tempo reale si possono ottenere informazioni qualitative e dati statistici utili a definire politiche del lavoro e della formazione nonché a scegliere percorsi professionali, di aggiornamento e di sviluppo di carriera.
Il Sistema informativo delle professioni è nato “dall’idea di valorizzare il patrimonio di dati statistici e-o amministrativi che diversi soggetti, in prevalenza istituzioni pubbliche, producono con finalità di vario genere”.
Nell’ambito del sistema sono descritte e analizzate circa 800 unità professionali, rappresentative dell’intero panorama del mercato del lavoro.
“E’, infatti, possibile navigare -si chiarisce- attraverso la classificazione delle professioni e ottenere informazioni e dati relativi a stock di occupati, caratteristiche delle professioni, fabbisogni professionali, previsioni di assunzione a breve e a medio termine, incidentalità, incrocio domanda-offerta di lavoro, offerta di formazione professionale e mercato del lavoro locale (a livello regionale), iscritti agli ordini professionali”.
Attualmente, gli attori che partecipano al Sistema e che producono informazioni sono: Isfol, Istat, ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, albo professionale agrotecnici. Sono in procinto di entrare nel Sistema Miur, Inps e Enpam.
Un generico utente può decidere di accedere al Sistema informativo per acquisire informazioni sulle caratteristiche dell’unità professionale di suo interesse, per esempio quella identificata dal codice 21141 ‘Analisti e progettisti di software’.
L’utente può scegliere di entrare nel Sistema attraverso la porta del sito Isfol (professionioccupazione.isfol.it), cominciando ad acquisire, per la professione scelta, le informazioni che riguardano i fabbisogni professionali (conoscenze e competenze da aggiornare nel breve termine) e le prospettive di occupazione a medio termine.
Proseguendo attraverso gli altri ‘nodi’ del Sistema, potrebbe verificare se e dove, al momento della consultazione, sono disponibili delle concrete offerte di lavoro da cogliere al volo (sito del ministero del Lavoro).
Può, inoltre, ottenere informazioni relative al numero e alle caratteristiche degli occupati che esercitano quella professione (sito Istat), alle previsioni di assunzione nel breve termine (sito Unioncamere), nonché ai rischi e agli incidenti connessi al suo svolgimento (sito Inail).
Se la professione di suo interesse fosse tra quelle regolamentate, l’utente potrebbe continuare il suo percorso di navigazione nel Sistema consultando il sito dell’ordine professionale di riferimento (per esempio il sito degli Agrotecnici), per sapere più in dettaglio quanti sono coloro che possono esercitarla legittimamente e la loro distribuzione per sesso, classe di età e territorio.
Ecco il link.
I NUMERI DELLA COOPERAZIONE AGROALIMENTARE IN ITALIA. Scarica il rapporto completo
Con le sue 5.042 imprese attive, la cooperazione agricola italiana garantisce occupazione a più di 93.400 addetti e genera un fatturato di quasi 35 miliardi di euro, pari al 23% del valore dell’alimentare italiano.
Questi numeri sono ottenuti attraverso la lavorazione e trasformazione di una quota pari al 37% della materia prima agricola italiana, per un valore di 19 miliardi di euro.
I dati principali emersi dal Rapporto 2014 dell’Osservatorio sulla cooperazione agricola, istituito dal ministero delle Politiche agricole e sostenuto dalle organizzazioni Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Unicoop.
Di rilievo il livello delle esportazioni, che vede le cooperative rappresentare il 13% del totale dell’export agroalimentare italiano, pari a 4 miliardi di euro.
Ma l’elemento forse tra i più significativi riguarda le performance economiche della cooperazione che nel 2013 ha fatto segnare un +5,8% di crescita del fatturato rispetto all’anno precedente, contro un più contenuto +1,5% dell’alimentare nel suo complesso.
Permane anche nell’ultimo Rapporto una certa disomogeneità del tessuto imprenditoriale cooperativo sul territorio nazionale.
Il 45% delle cooperative ha sede al Nord Italia ed è capace di generare l’82% del fatturato totale contro il 7% e l’11% generato rispettivamente dalle cooperative del Centro e del Sud Italia.
Le dimensioni medie d’impresa sono pari a 13 milioni di euro per le cooperative del Nord Italia e di appena 2 milioni per quelle del Sud, anche se qualche segnale di crescita dimensionale va registrato anche in alcune regioni del Mezzogiorno.
Le cooperative giocano un ruolo fondamentale per la valorizzazione di prodotti made in Italy tanto in Italia quanto sul mercato estero: le imprese cooperative, infatti, lavorano materia prima che per il 73% è di provenienza locale, per il 26% è nazionale e solo per l’1% viene dall’estero.
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LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI IN EUROPA. Scarica l’indagine Eurydice
Il rapporto Eurydice sostiene lo scambio di politiche e buone prassi tra paesi e si concentra sulle misure che garantiscono ai gruppi più vulnerabili di discenti adulti, in particolare chi possiede scarse competenze di base o qualifiche insufficienti, accesso appropriato alle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
I sei capitoli del rapporto comprendono:
– dati statistici sull’istruzione e la formazione degli adulti,
– gli impegni politici a livello nazionale,
– le tipologie principali di programmi di sostegno pubblico,
– la flessibilità nell’apprendimento
– i percorsi di avanzamento,
– le iniziative realizzate
– i servizi di consulenza, il sostegno finanziario mirato.
Il rapporto è principalmente basato su dati raccolti nel 2014 e copre 35 sistemi educativi nazionali in 32 paesi europei (tutti gli Stati membri nonché Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Turchia).
Oltre alle informazioni di Eurydice, il rapporto comprende anche dati da una vasta gamma di progetti di ricerca e statistiche da studi internazionali.
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LE VENDITE DEI QUOTIDIANI IN ITALIA. Leggi i dati completi
Accertamenti Diffusione Stampa (ADS) ha pubblicato i nuovi dati sulle vendite dei quotidiani in edizione cartacea e digitale.
Ecco le novità.












