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UNIPOL FINANZIA 6 PROGETTI NON PROFIT CON 60.000 EURO CIASCUNO. Scarica il bando

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La Fondazione Unipolis promossa da UNIPOL indice il bando nazionale “Culturability – spazi d’innovazione sociale” per sostenere progetti di innovazione culturale caratterizzati da un forte impatto sociale, che contribuiscano ad affermare e concretizzare una nuova dimensione di welfare culturale con attività e iniziative che promuovano il benessere individuale e collettivo, lo sviluppo civile ed economico dei territori e delle comunità.
La partecipazione è riservata a organizzazioni non profit, prevalentemente composte da under 35, e a reti di partenariato fra questi soggetti.
Possono accedere al bando anche team informali composti da giovani under 35 purché, in caso di selezione, ci sia un impegno a costituirsi successivamente in enti giuridicamente riconosciuti.
La call è aperta dall’1 dicembre 2014 al 28 febbraio 2015.
Fondazione Unipolis mette a disposizione risorse per complessivi 360 mila euro, che verranno suddivise fra i 6 progetti selezionati al termine del percorso, ciascuno dei quali riceverà 40 mila euro come contributo a fondo perduto e 20 mila euro in attività di incubazione e formazione.

Per scaricare i bandi, clicca QUI

DA OGGI ANCHE IN INGHILTERRA SI POTRA’ INVIARE DENARO VIA GMAIL. Ecco come funziona

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Dal maggio 2013 gli utenti americani del provider di posta elettronica Gmail hanno la possibilità di inviare (e ricevere) valuta elettronica come se fosse un normale allegato in una email.
Da gennaio 2015 il servizio è sbarcato anche in Europa.
I primi utenti a poterlo sperimentare: gli inglesi (maggiorenni).
COME FUNZIONA.
È molto semplice: vicino all’icona a forma di graffetta nella parte inferiore della finestra di scrittura è comparso il simbolo della sterlina (£).
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Basta cliccarlo e allegare i soldi da inviare.
Una volta che l’utente ha ricevuto il denaro, questo sarà inserito all’interno del proprio account; in un secondo momento potrà essere trasferito sul conto collegato, inviato ad altri utenti o, in alternativa, speso all’interno di Google Play, il negozio virtuale di Mountain View.
Bisogna ancora attendere per sapere se il servizio sarà disponibile anche in Italia.
Da Google Italia spiegano che la novità, per il momento, riguarda soltanto l’utenza inglese.
Ma non è difficile immaginare che possa essere presto estesa a tutti i possessori di un account Gmail (disposti a consegnare a Google le proprie coordinate bancarie).

Il file allegato con la valuta digitale può essere ricevuto anche da chi non ha un account con il servizio di posta elettronica di Google.

Tuttavia, per mandare (e ricevere) il denaro è necessaria l’iscrizione a Google Wallet, il «portafoglio digitale» di Mountain View, collegato ad una carta o un conto bancario.

Il tetto massimo della transazione? 5mila sterline (circa 6.600 euro), per un massimo di 10mila in cinque giorni.

I trasferimenti possono essere effettuati solo tra conti bancari del Regno Unito.

La novità ha in ogni caso le potenzialità per rivoluzionare i pagamenti online.

E dare filo da torcere a PayPal e Apple Pay.

Ecco il comunicato ufficiale di Google

SCARICA IL 27° RAPPORTO EURISPES SULLA TRISTE SITUAZIONE SOCIALE DEL NOSTRO PAESE

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L’Eurispes ha pubblicato la 27^ edizione del Rapporto Italia.
Gli indicatori non sono positivi.
E’ un racconto impietoso del grande freddo che si è abbattuto sul nostro paese, alle prese con la peggiore recessione di sempre.

Dopo sette anni di ciclo economico negativo, le ripercussioni si abbattono anche sulla tenuta sociale: l’Italia è in cima alla classifica degli abbandoni scolastici e siamo tra gli europei che hanno subito la maggior caduta del potere d’acquisto.

Non per nulla, è in costante aumento il numero di coppie, più o meno giovane, che per tirare avanti deve ricorrere all’aiuto dei genitori.

Per scaricare il rapporto, clicca QUI

(previa iscrizione gratuita al sito di Scribd)

What is a Brand?

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SCARICA IL BANDO FUTURE LAB E PRESENTA IL TUO PROGETTO.

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Il Politecnico di Bari presenta il progetto “Future Lab”.
L’iniziativa intende trasformare le idee migliori in un progetto imprenditoriale che testato sul mercato  possa evolversi in realtà di impresa.
Il progetto è rivolto a giovani di età compresa tra i 18 e i  35 anni, che vorranno proporre la propria intuizione nei settori:
– Food e agricoltura;
– Valorizzazione dei beni culturali, turismo e internazionalità;
– Information and Communication Technology;
– Efficienza energetica, energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, edilizia sostenibile e sicurezza;
– Smart cities and communities, social innovation e rigenerazione urbana;
– Welfare e salute;
– Editoria, media, learning e comunicazione;
– Life Sciences;
– Economia e Finanza;
– Arte, spettacolo, moda, design, sport e tempo libero.
Le idee e/o i progetti presentati verranno valutati da docenti e professionisti.
I giovani selezionati saranno invitati a partecipare, a titolo gratuito, ad un’attività di formazione/accompagnamento insieme ad un team di esperti di innovazione sociale e di sviluppo di impresa.
L’obiettivo specifico  è quello di mettere i partecipanti nelle migliori condizioni per trasformare le loro idee in imprese e costituire un portafoglio di progetti di qualità da presentare ad eventuali investitori interessati alla loro realizzabilità e diffusione sul mercato.
Scadenza per la presentazione delle idee: ore 12.00 del 25 febbraio 2015.

Per scaricare il bando, clicca QUI

TUTTI I NUMERI DI WEB & SOCIAL IN ITALIA E NEL MONDO. Scarica gratis il super report di 376 pagine

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La popolazione mondiale è passata da 7 a 7.2 miliardi di persone, e il numero di utenti internet attivi ha superato i 3 miliardi di utenti – erano 2.5 miliardi 12 mesi fa (con una penetrazione che ha raggiunto il 42% dell’intera popolazione mondiale).

Gli account attivi sui social media sono oggi più di 2 miliardi (penetrazione 29%), questo significa che rispetto a 12 mesi fa è cresciuta del 12%.

Se osserviamo i dati relativi al mobile, è interessante notare come a fronte di un incremento della diffusione del 5% di utenti mobile, sia cresciuto invece del 23% il numero di persone che usano attivamente social media dai propri smartphone (313 milioni di persone in più).

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

La crescita di tutti questi indicatori è un fenomeno assolutamente globale.

Ma l’Italia?Se a livello di penetrazione il dato è superiore alla media (60% vs 42% della media mondiale), osservando il tempo speso online ci accorgiamo che quello relativo all’accesso a internet da desktop è – di poco – superiore alla media – mentre quello legato alla navigazione da mobile è decisamente inferiore (2.2 ore al giorno, contro una media di 2.7 ore).

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Insomma, sembra che gli italiani prediligano molte sessioni, ma di durata inferiore rispetto a quanto accade in altri paesi: a livello globale il numero di pagine visitate da desktop è diminuito del 13%, mentre è aumentato del 39% da smartphone (e 17% da tablet).

L’analisi relativa all’utilizzo – attivo – dei canali social evidenzia come anno dopo anno risulti sempre più determinante permettere alle persone di interagire, e di trovare le informazioni che cercano: oggi sono più di 2 miliardi gli account attivi su piattaforme social (con una penetrazione del 29% sul totale della popolazione): in Italia la penetrazione è del 46% (il valore più alto è quello registrato a Singapore – 66% – mentre in Francia, ad esempio, è 45%, e in Germania 35%).

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

La piattaforma – largamente – più usata rimane Facebook (1.36 miliardi di utenti attivi), ma è interessante osservare come continui il trend di crescita dei servizi di instant messaging (WhatsApp ha superato i 600 milioni di utenti, contro i 400 milioni di 12 mesi fa, e Facebook Messenger è usato oggi da più di 500 milioni di persone; WeChat ha quasi raddoppiato la sua user-base, raggiungendo oggi i 468 milioni di utilizzatori).

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

La grande new entry in questa classifica è Instagram, che è oggi utilizzato da più di300 milioni di persone.

Gli italiani trascorrono 6.7 ore al giorno su internet (tra mobile e desktop), e2.5 ore sono dedicate all’utilizzo di canali social: contro una media mondiale di 2.4 ore (2 ore in Francia e 1.9 in Spagna – per offrire dei termini di paragone).

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Ecco, invece, com’è cresciuto – negli anni – il traffico da dispositivi mobile a livello globale:

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Ma scendiamo ora nel dettaglio, e osserviamo da vicino la situazione relativa all’Italia.

Il 60% degli italiani accede regolarmente a internet, e gli account attivi sui canali social sono oggi 28 milioni (22 milioni accedono da dispositivi mobile): quest’ultimo (accesso a canali social da mobile) è il dato che ha visto il maggior incremento negli ultimi 12 mesi (+11%), a dimostrazione di una sempre maggior propensione di interagire in mobilità e in maniera attiva con i contenuti a cui è possibile accedere online.

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Ed ecco invece cosa emerge osservando il tempo speso su diversi media:

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Di seguito invece i dati che abbiamo visto relativamente a ciò che accade a livello globale, calati sulla nostra popolazione:

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Abbiamo visto come WhatsApp e – in generale – le piattaforme di messaging siano sempre più usate in tutto il mondo, ma in Italia questo è ancora più vero, tanto che – rispetto al totale della popolazione – sia proprio WhatsApp il servizio più usato ogni mese (ancor più di Facebook):

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Quindi, anche in Italia, il mobile è sempre più il mezzo attraverso cui accedere a piattaforme di relazione e conversazione online.

Gli italiani infatti usano i propri smartphone per svolgere diverse attività, un tempo delegate a schermi più grandi: la fruizione di contenuti video è sempre maggiore, così come l’uso diapplicazioni legate a piattaforme social.

È interessante poi osservare come le percentuali relative a chi cerca informazioni su prodotti da acquistare, e di chi poi finalizza effettivamente l’acquisto da desktop siano identiche (39%), mentre c’è un piccolo discostamento tra chi cerca da smartphone, e chi finalizza poi dallo stesso dispositivo (20% vs 19%), perché – probabilmente – preferisce approfondire da desktop prima di concludere la transazione.

Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Per scaricare il report di WE ARE SOCIAL, clicca QUI

COME ATTIRARE I MIGLIORI TALENTI AL MONDO. Scarica il rapporto Insead Adecco

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Insead in collaborazione con Adecco ha pubblicato il Global Talent Competitiveness Index (GTCI).
La ricerca classifica 93 Paesi in base alla capacità di far crescere, attrarre e trattenere i talenti.
Per il 2014 il Global Talent Competitiveness Index ha assegnato alla Svizzera la prima posizione, seguita da Singapore e Lussemburgo.
L’Italia si aggiudica un onorevole 36° posto, dimostrando di avere buone capacità di sviluppare i propri talenti, ma non riuscendo ancora a tenere il passo nella capacità di attirare risorse ad alto valore aggiunto e creare i giusti presupposti per farle crescere.

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Secondo la ricerca, gli investimenti in competenze per l’idoneità al lavoro e formazione professionale sono la chiave per attrarre e sviluppare i talenti all’interno di mercati del lavoro in continuo cambiamento e a crescente disoccupazione.
I tre paesi in testa alla classifica hanno optato per economie aperte, un ingrediente essenziale per essere competitivi a livello dei talenti.
Molte delle altre economie tra le “top 20” sono caratterizzate da radicate tradizioni d’immigrazione, come Stati Uniti (al quarto posto), Canada (al quinto), Svezia (al sesto) e Regno Unito (al settimo).

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Tutti i paesi con le performance più elevate sono caratterizzati anche da un altro fattore: una lunga educazione prioritaria, come nel caso degli altri paesi scandinavi, tutti tra i primi 15, con la Danimarca all’ottavo posto, la Norvegia all’undicesimo e la Finlandia al tredicesimo.
Ciò che colpisce, più ancora delle differenze all’interno della stessa Europa, è lo squilibrio correlato ai talenti a livello globale. Nonostante 33 milioni di persone in cerca di un lavoro negli Stati Uniti e in Europa, sono oltre 8 milioni i posti di lavoro ancora scoperti.
Contemporaneamente, in alcuni paesi d’Europa, persiste una disoccupazione giovanile pari ad oltre il 50%.
Tra le strade indicate per un miglioramento dell’indice italiano non si può non menzionare una maggiore attenzione allo STEM, acronimo utilizzato in riferimento alle discipline accademiche di Scienze, Teconologie, Ingegneria e Matematica, per il quale, già nel 2004, è stato avviato il Progetto Lauree Scientifiche, nato con la motivazione di incrementare il numero di iscritti ai corsi di Laurea in Chimica, Fisica e Matematica, frutto della collaborazione del Ministero dell’Istruzione, della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze e Tecnologie e di Confindustria.

Per scaricare il report di Insead, clicca QUI

LA QUALITA’ DELL’ARIA IN ITALIA E IN EUROPA. Scarica il report pubblicato da Legambiente

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Siamo solo alla fine di gennaio ma la situazione dell’inquinamento atmosferico del 2015 appare già fuori controllo. 
 
32 capoluoghi hanno registrato, dall’inizio dell’anno ad oggi, oltre 10 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di PM10 e in 14 si è registrato un superamento un giorno su due. 
 
Tra queste città  troviamo tutti i principali centri urbani dell’area padana e alcune grandi città del centro sud, come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11).  
 
Frosinone e Parma aprono la classifica delle più colpite dalle polveri sottili del 2015 con 20 giorni di superamento del limite.

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Il trasporto su gomma è  tra le principali fonti di inquinamento nelle città. 
 
L’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni, e il trasporto privato continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno.
 
Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto  pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita. 
 

Per scaricare il report di Legambiente, clicca QUI

MIRACOLO. Il mercato immobiliare inizia a dare qualche segno di ripresa. Ecco i dati pubblicati dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato i dati del mercato immobiliare nell’ultimo trimestre del 2014.
Si intravedono finalmente i primi segni di ripresa.
Nel III trimestre del 2014 il mercato immobiliare riprende a crescere, segnando un +3,7% sul III trim 2013.

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Tutte le regioni mostrano segnali di recupero nel comparto dell’abitativo, con valori sopra la media nazionale al Centro (+5,2%), al Nord-Est (+4,5%) e nelle Isole (+3,9%).
Le convenzioni notarili per compravendite immobiliari ad uso economico fanno registrare aumenti significativi nelle Isole (+17,7%) e al Centro (+16,6%), mentre al Nord-Ovest (+1,4%) e al Nord-Est (-3,6%) risultano inferiori alla media nazionale.

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Nel III trimestre 2014 i mutui, i finanziamenti e le altre obbligazioni con costituzione di ipoteca (66.350) registrano un forte aumento (+13,9%, per un totale di 66.350 mutui).
Nei primi nove mesi dell’anno, la crescita è pari al 7,8%. per un totale di 201.079 convenzioni rogate.

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Per i dati completi pubblicati dall’Istat, clicca QUI

LA POTENZA DELLA GDO NEL MONDO. Leggi la classifica completa pubblicata da Deloitte

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Deloitte presenta la diciottesima edizione dello studio Global Powers of Retailing, realizzato in collaborazione con Media STORES 2015.
In questo documento sono analizzati i risultati di bilancio resi pubblici dai più grandi retailer del mondo.
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Nonostante le prolungate difficili condizioni economiche, nell’ultimo anno fiscale  i fatturati dei 250 più grandi Retailer mondiali hanno raggiunto i 4.355 miliardi di dollari, con un tasso di crescita aggregato del 4,1%, in rallentamento rispetto al +4,9% dell’anno precedente.
Il Rapporto include anche una lista dei top 50 e-Retailer di tutto il mondo  ed evidenzia che circa tre quarti di essi (37 aziende) fanno parte dei primi 250 retailer a livello mondiale.

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La situazione in Italia
Secondo un’indagine di Deloitte Italia condotta sui bilanci dei principali retailer italiani e di alcuni operatori europei per il periodo 2009-13, si è registrato un rallentamento della crescita del fatturato totale nell’ultimo esercizio (+0,6% rispetto all’anno precedente) anche in Italia,  principalmente a seguito della riduzione dei volumi di vendita.
Gli italiani hanno cambiato il comportamento di acquisto.
Il consumismo sfrenato che ha caratterizzato gli anni di ricchezza economica è ormai superato e pensare di fare paragoni tra oggi è il passato può risultare fuorviante.
Nel periodo 2009-2013 la redditività dei retailer italiani è sostanzialmente rimasta invariata.
L’incidenza sul fatturato del margine commerciale della GDO (differenza tra ricavi e costo di acquisto dei prodotti venduti) è stata praticamente costante passando dal 25,4% al 25,6%, quasi tre punti in più rispetto al campione internazionale (22,9% -22,3%) che peraltro risulta essere in calo.
In Italia Coop, numero 67 del ranking globale, si deve guardare le spalle: Conad è poco dietro e fa registrare un alto tasso di crescita.
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Per scaricare il report di Deloitte, clicca QUI