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LE VENDITE DEI QUOTIDIANI IN ITALIA. Leggi i dati completi

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Accertamenti Diffusione Stampa (ADS) ha pubblicato i nuovi dati sulle vendite dei quotidiani in edizione cartacea e digitale.

Ecco le novità.

Le diffusioni totali dei quotidiani italiani (comprensive delle copie cartacee e di quelle digitali) a dicembre 2014 si sono attestate poco sopra i 4 milioni.
Rispetto a novembre la flessione è stata del 4% mentre a confronto con un anno prima il calo è stato ancora maggiore: -7% con oltre 292mila copie perse fra quelle diffuse in media ogni giorno, abbonamenti compresi.
Allo stesso tempo le edizioni digitali sono aumentate del 3% su base mensile e sono state il 25% in più rispetto a un anno prima.
Il che significa 537.775 copie «2.0», pari al 13% del totale di quelle diffuse complessivamente ogni giorno.
A livello generale qualcosa si sta quindi muovendo visto che in un anno le copie digitali sono passate dal 10 al 13% delle diffusioni complessive.
Crescita dunque, ma ancora i margini di miglioramento sono non indifferenti.
Il Sole 24 Ore ha 201.022 copie digitali di media a dicembre 2014.
Solo nell’ultimo mese sono cresciute del 2,9%, ma sono balzate del 34,7% su base annua (con un +69,2% di copie singole) e sono il 329% in più rispetto a gennaio 2013 (primo mese delle rilevazioni in cui sono state inserite le copie digitali).
A seguire sulle copie «2.0» ci sono il Corriere della Sera (81.918 copie, in calo del 2,7% su base mensile e dell’11,8% rispetto a dicembre 2013) e La Repubblica (71.962 copie, in crescita del 7,4% mensile e del 23,6% annuo).
Considerando copie cartacee e digitali, il quotidiano di Rcs rimane il primo per diffusione complessiva (393.792 copie), seppure in calo del 3,3% su base mensile, del 12,5% su base annua e del 13,9% se si va a prendere il primo dato di gennaio 2013, mese di partenza delle rilevazioni digitali).
Al secondo posto – e per il quarto mese consecutivo – si colloca Il Sole 24 Ore che ha ridotto il suo distacco dal Corriere della Sera ponendosi a sole 11.680 copie di distanza.
Per il quotidiano del Gruppo 24 Ore, infatti, dicembre si è chiuso con 382.112 copie (in crescita del 2% sul mese precedente, dell’11% su dicembre 2013 e del 35,7% rispetto al mese di gennaio del 2013), aumentando il suo distacco su la Repubblica, distanziata di 25.852 copie e che ha chiuso dicembre 2014 a quota 356.260 (+0,6% su base mensile; -6,4% sull’anno e -11,7% rispetto a gennaio 2013) comunque confermandosi prima per le copie vendute esclusivamente in edicola (243.321) davanti al Corriere della Sera (236.604).
Proprio sul fronte edicola, per il Sole 24 Ore i ricavi da edicola cartacea a prezzo pieno e invariato sono risultati in crescita del 5,9%, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato.
Per quanto riguarda gli altri principali quotidiani, La Stampa (220.627 copie; stabile sul mese precedente e rispetto a dicembre 2013) è al quarto posto per diffusione complessiva seguita da Gazzetta dello Sport (211.350; +4,4% mensile, ma -5,8% annuo), Il Messaggero (136.124; +0,1 mensile e -1,8% annuo), Qn Il Resto del Carlino (120.022; -1,6% mensile e -3,7% annuo), Avvenire (117.969; +0,5% mensile e +5,4% annuo), Il Corriere dello Sport (101.989; stabile rispetto a novembre e -10,9% sull’anno) e Il Giornale (93.966; +0,8% mensile e -11,5% su base annua).

Per scaricare i dati completi, clicca QUI

LA POVERTA’ IN ITALIA ED EUROPA. Scarica il rapporto in lingua italiana pubblicato dalla Caritas

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Caritas Europa e Caritas Italiana hanno presentato il “Terzo Rapporto sull‘impatto della crisi economica in Europa”.
Uno studio approfondito sull‘impatto della crisi e delle misure di austerità sulla popolazione europea, con un focus sulla situazione di Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Romania e Spagna.
In Italia oltre una persona su quattro (il 28,4% della popolazione) è a rischio povertà.
Lo sottolinea il rapporto di Caritas Europa sull’impatto della crisi.
A fronte di un rischio di povertà o esclusione sociale del 24,5% nella Ue a 28, nei 7 Paesi ‘deboli’ della Ue (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Romania e Cipro) il rischio povertà riguarda una persona su tre (il 31% della popolazione).
Caritas: in Italia a rischio povertà oltre 1 su 4
In tema di povertà e di esclusione sociale, Caritas evidenzia un’Europa «a due velocità».
Alla fine del 2013 il 24,5% della popolazione europea (122,6 milioni di persone, un quarto del totale) era a rischio di povertà o esclusione sociale, 1,8 milioni in meno rispetto al 2012. Nei sette Paesi considerati più vulnerabili a seguito della crisi, lo stesso fenomeno coinvolge il 31% della popolazione.
Nonostante alcuni segnali di ripresa, «gli effetti della crisi appaiono ancora molto forti e persistenti», secondo Caritas Europa.
Nell’Unione a 28 sono più di 25 milioni i cittadini privi di lavoro (8,4 milioni in più rispetto al dato pre-crisi del 2008).
«Le persone più colpite – ricorda Caritas – sono quelle con bassi livelli di istruzione e i giovani. Aumenta la disoccupazione di lungo periodo».
Il numero di persone che vive in famiglie quasi totalmente prive di lavoro è aumentato in tutti i sette Paesi europei considerati dal Rapporto di Caritas: erano il 12,3% nel 2012 e sono diventate il 13,5% nel 2013.
Per l’Italia «triste primato» dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano.
In 5 anni raddoppiato intervento Caritas in Italia.
La crisi economica ha fatto aumentare l’attività di assistenza.
In Italia l’azione Caritas si esplica attraverso 1.148 iniziative anticrisi.
Dal 2010 ad oggi le iniziative diocesane risultano raddoppiate (+99%). Rispetto ai contributi erogati con il «fondo straordinario anticrisi» attivato nel 2013 da Caritas, il 39,6% delle risorse sono state utilizzate per integrare il reddito delle famiglie; il 32% è invece impiegato per l’acquisto di beni di prima necessità.

Ecco il link per scaricare il rapporto della Caritas

IL NUOVO PROGETTO DI EXPO 2015 PER GLI ITALIANI CHE VIVONO ALL’ESTERO. Ecco le agevolazioni

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Al via la procedura di selezione dei fornitori di beni e servizi nell’ambito del programma “Made of Italians” di Expo Milano 2015.

Made of Italians si rivolge a tutti gli italiani residenti all’estero e a tutti i cittadini stranieri di origine italiana.

Il programma vuole incoraggiare queste persone a cogliere l’occasione di Expo per tornare a visitare il proprio Paese di origine.
A tutti i cittadini che aderiranno al programma, verranno riservate esclusive promozioni e offerte su un’ampia gamma di beni e servizi.

La procedura attivata da Expo Milano spa è finalizzata alla ricezione di manifestazioni di interesse alla fornitura di beni e servizi per il programma Made of Italians a condizioni agevolate ed esclusive per il programma Made of Italians di Expo Milano 2015 e rientrare nelle categorie merceologiche specificate nel documento.

Per beni e servizi si intende qualsiasi merceologia che potrebbe risultare d’interesse per il programma Made of Italians, limitatamente ai settori: servizi di viaggio, musei e mostre, ristorazione e divertimenti, shopping.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 28 febbraio 2015.

Ecco il sito web dedicato

IL PROFILO SOCIO-DEMOGRAFICO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA. Guarda gli ultimi dati 2014 pubblicati dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato gli ultimi dati demografici sulla popolazione italiana.

Ecco i principali indicatori.

Nel 2014 in Italia ci sono state 509mila nascite, cinquemila in meno rispetto al 2013, il livello minimo dall’Unità d’Italia.

I morti sono 597 mila unità, circa quattromila in meno dell’anno precedente.

Il numero medio di figli per donna è pari a 1,39, come nel 2013.

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L’età media al parto sale a 31,5 anni.

Calano le nascite da madri sia italiane sia straniere, con le prime che nel 2014 procreano 1,31 figli contro 1,97 delle seconde.

Un significativo calo della mortalità ha determinato un ulteriore aumento della speranza di vita alla nascita, giunta a 80,2 anni per gli uomini e a 84,9 anni per le donne.

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Per via del processo di convergenza della sopravvivenza maschile a quella femminile la differenza di genere è scesa a 4,7 anni.

La provincia di Bolzano ha il miglior tasso di natalità in Italia.

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Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2015 sono 5 milioni 73 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione residente totale.

Rispetto al 1° gennaio 2014 si riscontra un incremento di 151 mila unità.

A livello regionale, la Liguria è la regione che in Italia ha perso il maggior numero di residenti.

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Per scaricare il rapporto completo dell’Istat, clicca QUI

VUOI VENDERE I TUOI PRODOTTI SU FACEBOOK ? Da oggi si può fare. Ecco come funziona

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Facebook annuncia un’importante novità.

Da oggi potremo vendere i nostri prodotti all’interno dei gruppi.

Ciascun membro potrà selezionare la funzione “Vendi” nel momento di creazione di un post, oltre ad aggiungere una descrizione di ciò che vendono, includere un prezzo e impostare luogo di consegna o ritiro.

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I venditori potranno anche contrassegnare un prodotto come “Disponibile” o “Venduto” e visualizzare il catalogo di quelli già venduti.

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Questa funzione al momento è disponibile solo negli Stati Uniti ma presto verrà estesa in tutto il mondo.

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Ecco il post dal blog ufficiale di Facebook

LE VACANZE DEGLI ITALIANI. Scarica il rapporto completo pubblicato oggi dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato oggi l’indagine sulle vacanze degli italiani nel 2014.

 

Ecco i principali indicatori.

 

Nel 2014, i residenti in Italia hanno effettuato 63 milioni e 632 mila viaggi con pernottamento,

il 9,5% in meno rispetto all’anno precedente (erano 70 milioni e 350 mila).

La durata media dei viaggi resta stabile a 5,8 notti per un totale di 370 milioni di pernottamenti.

Diminuiscono le vacanze brevi (-23,6% e -21,2% in termini di pernottamenti), mentre i viaggi per vacanza lunga (29,9 milioni) e quelli effettuati per motivi di lavoro (8,2 milioni) rimangono sostanzialmente invariati (anche in termini di pernottamenti).

Il calo si registra tra i viaggi in Italia (-15,2%), che rappresentano oltre i tre quarti del totale, mentre quelli all’estero aumentano (+19,7%), a seguito della crescita dei viaggi di lavoro nei paesi dell’Ue (+23,8%).

Francia e Spagna sono le destinazioni europee preferite per le vacanze: nella prima si trascorre circa un terzo (32,8%) delle vacanze brevi, mentre nella seconda il 16,5% delle lunghe.

La Germania è, invece, il paese più visitato per motivi di affari (21,9%).

Tra le destinazioni extra-europee, il Marocco e la Tunisia sono i luoghi più visitati per le vacanze (3,5% e 2,7%) e gli USA per i viaggi di lavoro (8%).

In Italia, oltre il 10% delle vacanze lunghe estive è trascorso in Toscana (13,2%) e Puglia (10,2%), mentre le mete invernali preferite sono Trentino-Alto Adige (27,6%) e Lombardia (16,7%).

 

Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI

LE REGIONI PIU’ GENEROSE NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE. Ecco la classifica

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Tra trasferimenti correnti e contributi in conto capitale ogni anno le Regioni italiane trasferiscono al sistema delle imprese circa 6 miliardi di euro, suddivisi tra contributi erogati ad aziende private e trasferimenti concessi ad aziende pubbliche.

Una cifra consistente, pari allo 0,36% del Pil nazionale.

Lo rivela una ricerca del Centro studi “ImpresaLavoro”, che ha elaborato i dati più recenti contenuti in SIOPE, il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici del Ministero delle Finanze.

Gli ultimi dati disponibili certificano infatti che nel 2013 le Regioni italiane hanno trasferito complessivamente 3,3 miliardi di euro a imprese private (1 miliardo in trasferimenti correnti e 2,3 miliardi in contributi in conto capitale) e 2,5 miliardi di euro a imprese pubbliche (1,1 miliardi in trasferimenti correnti e 1,4 miliardi in conto capitale) .

Dal punto di vista regionale, a fare la parte del leone è il Trentino Alto Adige, che trasferisce annualmente al suo sistema delle imprese circa 762 milioni di euro. Seguono la Sicilia con 683 milioni e la Puglia con 591 milioni.

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Elaborazione ImpresaLavoro su dati Siope e Istat

Il dato assunto in mero valore assoluto rischia però di essere fuorviante, considerato che si paragonano regioni molto diverse sia per popolazione che per Prodotto interno lordo.

Dal punto di vista dei contributi che ogni regione eroga rapportati alla popolazione, il Trentino Alto Adige risulta ancora di gran lunga il territorio più generoso: con 736 euro di contributo per ogni cittadino residente quasi doppia la Valle d’Aosta che si classifica al secondo posto.

Terza la Basilicata con 200 euro a cittadino e quarta un’altra Regione autonoma, il Friuli Venezia Giulia, che trasferisce ogni anno alle sue imprese 186 euro per cittadino residente.

Molto meno generose sono la Toscana (37 euro), la Lombardia (41 euro) e il Lazio (42 euro).

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Elaborazione ImpresaLavoro su dati Siope e Istat

Anche con riferimento al Pil Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Basilicata si confermano le regioni in cui vengono erogati più contributi alle imprese: nelle province di Trento e Bolzano, infatti, la contribuzione regionale ad aziende pubbliche e private raggiunge i 2 punti di Pil: il doppio di quanto avviene in Valle d’Aosta e Basilicata e 20 volte l’impatto che queste misure hanno in regioni importanti come Lombardia, Toscana, Lazio e Veneto.

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Elaborazione ImpresaLavoro su dati Siope e Istat

Le singole Regioni si differenziano non solo in termini quantitativi: particolarmente curioso è analizzare la composizione dei contributi al sistema delle imprese diviso tra quanto finisce in tasca ad aziende private e quanto invece va a foraggiare il sistema delle imprese pubbliche. Liguria ed Emilia Romagna, ad esempio, scelgono di erogare larghissima parte dei loro contributi ad aziende di proprietà dello Stato, delle Regioni o degli Enti Locali.

In Liguria quasi il 93% dei contributi erogati finisce al pubblico mentre in Emilia-Romagna le aziende di stato si portano a casa l’82% del totale stanziato a favore dell’economia reale.

Terza in questa speciale classifica di attenzione alle società pubbliche è la Puglia con il 64% dei contributi erogati, seguita dalla Campania cn il 63,5% e dalla Sardegna con il 54,1%.

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Elaborazione ImpresaLavoro su dati Siope e Istat

Al contrario, si dimostrano particolarmente attente al sistema delle aziende private Molise, Campania e Sicilia che stanziano a loro favore rispettivamente il 94,4%, il 90,7% e l’86% delle risorse disponibili per contributi alle imprese.

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Elaborazione ImpresaLavoro su dati Siope e Istat
 

300 ABBONAMENTI GRATUITI PER VIAGGIARE A PIENO CARICO. Scarica il bando per partecipare all’iniziativa della CCIAA di Bari

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A chi è destinato il servizio di Borsa Carichi
Ad aziende pugliesi operanti nei settori di autotrasporto e/o spedizione. I codici ATECO ammissibili sono 49.41, 52.24, 52.29 e relative sottocategorie.
Sono in tutto 6.750 le aziende pugliesi potenzialmente interessate.
Gli abbonamenti gratuiti sono 300 e verranno assegnati a sportello, in base all’ordine di arrivo delle domande ammissibili.

Come ci si candida ad uno dei 300 abbonamenti gratuiti?
Partecipando al Bando per la concessione gratuita di un servizio di borsa carichi telematica alle imprese pugliesi di autotrasporto e spedizioni.

Come funziona la Borsa Carichi?
Immaginiamo un furgone di una azienda pugliese che va a Francoforte per scaricarvi fiori.
Viaggerà carico all’andata, vuoto al ritorno.

Oppure, si sposterà non completamente saturo.
Tutto questo per un’azienda rappresenta un costo e un mancato introito.
In soccorso degli operatori arriva allora la borsa carichi, un database online che permette all’azienda di viaggiare invece sempre a pieno carico, massimizzando il proprio business, creando economie di scala e contribuendo alla minore emissione di CO2.
La Borsa Carichi è un luogo d’incontro dell’offerta e della domanda; sull’altro versante del mercato, infatti, chi ha un carico da offrire (cioè ha bisogno di trasportare prodotti da un luogo all’altro) può inserire la propria offerta nel sito e trovare qualcuno che soddisfi la sua necessità.

Chi offre il servizio?
Il primo player italiano sul mercato, Transpobank, attivo dal 1989.

Ogni giorno sui suoi database vengono inserite oltre 10.000 nuove offerte di carichi.
Fra i clienti, migliaia di aziende italiane di spedizioni merci, logistica e autotrasporto di tutte le dimensioni, dal “padroncino” alla grande flotta.

Perchè il servizio non costerà nulla per un anno?
Perchè la Camera di Commercio di Bari utilizzerà le risorse europee del GIFT 2.0, un progetto finanziato dall’Interreg Italia-Grecia 2007-2013 (capofila Regione Puglia, Assessorato ai Trasporti).

L’Ente, attraverso vari casi pilota per lo sviluppo della logistica delle merci, intende in tal modo offrire servizi reali alle imprese e farlo in maniera del tutto gratuita.

Per scaricare il bando della CCIAA di Bari, clicca QUI

DIGITAL MEDIA LAB. La nuova iniziativa di Mediaset rivolta alle Start Up. Ecco come candidarsi

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Digital Media Lab è un’iniziativa promossa da Mediaset, in collaborazione con PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, che premia e supporta i progetti imprenditoriali più innovativi in ambito Internet Media.

In particolare i progetti possono essere candidati nelle seguenti categorie:

  • Mobile advertising: cioè progetti innovativi volti a monetizzare al meglio, tramite qualsiasi formato di pubblicità, i contenuti editoriali su Smartphone;
  • Second screen: cioè progetti volti a innovare e arricchire l’interazione con i programmi televisivi attraverso Smartphone;
Digital Media Lab è aperto a startup, team, sviluppatori, aziende con progetti innovativi negli ambiti sopra descritti.

I progetti ritenuti più interessanti (finalisti) dopo una prima fase di selezione, saranno invitati a partecipare ad una giornata di confronto finalizzata, attraverso incontri one-to-one con i manager di Mediaset e con gli esperti universitari, ad approfondire la conoscenza reciproca e a ipotizzare collaborazioni win-win.

I progetti vincitori:
  • potranno contare sul supporto di Mediaset, con tutti i suoi asset, per accelerare il raggiungimento dei propri obiettivi di business;
  • in particolare – ove vi fossero le condizioni di reciproca convenienza – potranno diventare partner/fornitori di Mediaset;
  • potranno essere ospitati per 6 mesi all’interno di PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, in cui saranno seguiti da mentor del Politecnico e manager di Mediaset.

Per maggiori informazioni clicca QUI

IL GOVERNO ITALIANO INTRODUCE UN NUOVO MECCANISMO DI AGEVOLAZIONI PER LE PMI INNOVATIVE. Ecco come funziona

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Il Governo Italiano introduce un nuovo strumento:
Le Pmi innovative.
Sono piccole medie imprese che innovano ed avranno diritto a quasi tutte le agevolazioni previste per le startup.
Questa novità è stata presenta nel Decreto Legge “Investment Compact” del 24 gennaio 2015.
Le agevolazioni si applicano alle piccole e medie imprese costituite da non più di sette anni.
 
Per definizione le PMI hanno meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo inferiore a 50 milioni, l’attivo dello stato patrimoniale inferiore a 43 milioni.
Se prima non potevano accedere al regime agevolato del decreto crescita 2.0 del 2012, una volta approvato e promulgato l’Investment Compact, sarà loro consentito di usufruire praticamente delle stesse agevolazioni delle start up innovative.
Le agevolazioni si possono ottenere a fronte di requisiti ben specifici (almeno due su tre):
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1) Spese in ricerca e sviluppo pari al 3% del maggiore importo tra costo del lavoro e valore totale della produzione (da cui vanno escluse le spese per immobili).
Tra le spese in ricerca e sviluppo possono rientrare anche quelle per lo sviluppo precompetitivo e competitivo, quelle relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni,
le spese legali per la registrazione di proprietà intellettuale;
2) Almeno un quinto dei dipendenti o collaboratori deve essere altamente qualificato,…dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza; oppure formato per almeno un terzo da personale in possesso di laurea magistrale;
3) Depositaria o licenziataria di privativa industriale, oppure titolare di software registrato.
Sono introdotte anche delle agevolazione fiscali per chi investe nel capitale delle pmi. 
 
Per le persone fisiche un investimento fino a 500mila euro e il 19% di sgravio, per le persone giuridiche il 20% con un limite di 1,8 milioni.
La possibilità di remunerare il proprio personale e/o i propri fornitori attraverso stock option e grazie al modello di work for equity, sarà applicabile anche alle piccole medie imprese.
Non meno importante, sempre in tema di raccolta di capitale, anche le pmi innovative potranno accedere ai portali online di equity crowdfunding, per finanziare i propri progetti di espansione.
Non verranno invece applicate le norme in tema di diritto del lavoro e fallimentare.

Per scaricare il Decreto legge che istituisce le PMI Innovative, clicca QUI