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MEGLIO ANDROID O IOS? Arriva la risposta di Wired Italia

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Android o Ios? Quante volte avete dibattuto con il vostro collega su questo argomento…

Arriva la risposta da parte dell’autorevole Wired Italia…

VINCE…ANDROID! leggi l’articolo completo: http://bit.ly/1nfPQoN

10 things only bad managers say…

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We know the kinds of things good managers say: They say “attaboy” or “attagirl,” “Let me know if you run into any roadblocks, and I’ll try to get rid of them for you,” and “You’ve been killing yourself…

See article at following link:

http://www.nbcnews.com/id/44732669/ns/business-us_business/t/things-only-bad-managers-say/#.U59GD17oHFE

 

La pensione? E chi la vedrà mai…

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La pensione? E chi la vedrà mai? È questa la risposta che più frequentemente si ottiene toccando il tema, soprattutto parlando con i lavoratori più giovani. Questa brutale…

Ecco il link per leggere tutto l’articolo:

http://www.risparmiamocelo.it/investire-per-la-pensione-e-una-cosa-da-giovani-come-fare-e-a-cosa-stare-attenti

 

Export : serve una strategia per affrontare i mercati esteri

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Fare a meno dell’internazionalizzazione oggi? Impossibile.

La congiunta economica sfavorevole – ed il calo repentino dei consumi interni – impongono alle PMI italiane di rivolgersi all’estero dato anche il fortissimo richiamo del “Made in Italy” all’estero.
Dopo l’ovvia premessa resta da chiedersi: come mai le parole “internazionalizzazione” , “export marketing”, “marketing internazionale” e così via, sono di moda da anni ma solo poche aziende intraprendono la strada dei mercati esteri?

Le scelte dell’impresa e la sua performance nei mercati esteri sono influenzate da una decisione di estrema importanza: l’adozione di una strategia di marketing internazionale “ad hoc” che consenta alle aziende di scegliere i mercati giusti.
Uno degli errori più frequenti che l’azienda compie è quello di intraprendere processi di esportazione verso “paesi limitrofi” in virtù di minori costi di trasporto, minori rischi di cambio, cultura e lingua simili. O ancora, esportare in paesi “famosi”, solo perché più conosciuti e presi di mira dalla stragrande maggioranza delle aziende.

Scontato sottolineare che né l’uno, né l’altro, sono comportamenti strategicamente validi.

Il primo step da compiere per intraprendere un valido percorso di internazionalizzazione è, infatti, strutturare un piano di marketing internazionale “ad hoc” ovvero modellato sull’esigenze dell’azienda e dei suoi prodotti a cui segua una correlata strategia comunicativa.

Lo step successivo è quello di studiare nel dettaglio il paese ed il relativo mercato target a cui potenzialmente rivolgersi che, per molteplici fattori (differenze culturali, religiose, linguistiche, normative, burocratiche e così via) può essere più o meno ricettivo nei confronti del prodotto da promuovere. In base ai risultati ottenuti dalle ricerche, l’azienda potrà sapere se esistono concrete opportunità di mercato in altri paesi, le capacità umane produttive e finanziarie richieste nonché i competitor già presenti e decidere quindi se entrare nel maggior numero di mercati possibili o se concentrare la sua azione su pochi mercati.

In seguito si passa all’esame delle possibili “entry strategies“, le strategie che l’impresa può adottare per entrare nel mercato prescelto; tali strategie sono evidentemente molteplici, poiché risultanti dalla combinazione di vari elementi riguardanti la scelta del prodotto, le politiche dei prezzi, le scelte dei canali di importazione e distribuzione, la localizzazione geografica della produzione, le forme di promozione delle vendite e vanno sempre disegnate sulle caratteristiche e sulle esigenze dell’azienda e dei prodotti.

Le strategie di approccio ai mercati esteri possono essere ricondotte principalmente a quattro macro-categorie: esportazione indiretta, vendita diretta all’estero, integrazione con il mercato estero, impresa multinazionale o impresa globale. Qualunque sia il meccanismo scelto, fondamentale è la strategia di comunicazione internazionale posta in essere tenendo conto delle specifiche differenze dei mercati target: lo sviluppo di efficaci strumenti di comunicazione d’impresa rappresenta, infatti, un passaggio importante per aumentare la competitività dell’azienda.

Gli strumenti che prioritariamente (ma non certamente gli unici) devono essere definiti prima di proporsi sui mercati esteri sono:

il listino prezzi per l’estero: il “prezzo export” dei prodotti va determinato a seconda che l’acquirente sia il cliente finale, l’importatore o il distributore e  dovrà essere calcolato sulla base del costo di produzione e del margine di profitto, non prescindendo dalle spese di imballaggio, di confezionamento e di produzione di etichette adatte al mercato di riferimento, dai costi di trasporto, di sdoganamento, di assicurazione e dagli eventuali dazi per l’ingresso nel paese estero.

– il catalogo informatico e cartaceo: un catalogo ben fatto dovrà rispondere alle tre domande chi siamo (descrizione dell’azienda), cosa vendiamo e quali sono i vantaggi (prodotti e servizi) e cosa abbiamo fatto (referen­ze). Dovrà essere redatto con terminologia tecnica adeguata e in lingua inglese,  ancor meglio se redatto anche in spagnolo, tedesco, arabo e così via: un catalogo trilingue potrà essere usato nella maggior parte dei paesi.

– l’etichettatura: le norme al riguardo variano infatti da Stato a Stato. Benché l’inglese sia ampiamente utilizzato, in alcuni paesi è obbligatoria l’etichettatura in lingua locale, così come riportare eventuali informazioni aggiuntive richieste dalla legislazione vigente nel paese.

Infinite combinazioni di azioni specifiche possono poi essere ideate per conseguire l’obiettivo preposto:

– ricerca di partner esteri: questa azione, propedeutica alle altre, consente di individuare un gruppo ristretto di opera­tori locali che risponda ai requisiti predefiniti dall’impresa italiana  quali ad esempio: la licenza per l’importazione, la localizzazione in una determinata area, la disponibilità di un magazzino, la disponibilità a un mandato in esclusiva;

– eventi/missioni promozionali all’estero: attraverso queste iniziative, l’azienda ha la possibilità di presentarsi ad un pubblico specializzato favorendo il ricordo del brand grazie all’esperienza di un vero e proprio evento emozionale;

degustazioni/tasting guidate del prodotto: la degustazione del prodotto e la comunicazione interpersonale con il produttore consente di evidenziare le caratteristiche principali dello stesso, giocando su fattori esperienziali e sensoriali;

partecipazione a fiere/incontri BtoB: la presenza dell’azienda in fiera può, se ben programmata e gestita, creare un contatto immediato con operatori esteri interessati al prodotto: attenzione va posta in tal caso alla fase seguente, quella del “follow up”, ovvero il consolidamento e la trasformazione del contatto ottenuto in un accordo commerciale;

incoming in azienda: l’azione di incoming rappresenta il mezzo privilegiato per “far entrare” direttamente in azienda gli operatori esteri, favorendo la conoscenza della storia, della cultura e delle tradizioni legate a quel prodotto e a quell’azienda.

E’ essenziale creare iniziative mirate e soprattutto inserirle in una specifica strategia di penetrazione dei mercati esteri e rinnovarle periodicamente: approcci commerciali sporadici,  investimenti elevati in missioni o attività fieristiche che si traducono in ritorni poveri, basso controllo della rete distributiva, errate strategie comunicative,  scarsa conoscenza di regole e legislazioni diverse possono causare notevoli perdite per le aziende sia in termini di risorse finanziarie che di competitività e percezione del brand all’estero.

In un epoca economico-sociale caratterizzata da instabilità ed indecisione, l’unica vera certezza oggi è che chi non è “marketing oriented” non può più essere competitivo e rimanere sul mercato.

QUESTI PUGLIESI VANNO FORTE IN TUTTO IL MONDO. Scarica il rapporto dell’ISTAT

 

 

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Tra le regioni che forniscono un contributo rilevante alla crescita tendenziale dell’export nazionale

nel primo trimestre 2014 si segnalano:

Puglia (+18,1%)

Marche (+10,5%),

Piemonte (+6,9%),

Emilia-Romagna (+5,9%),

Veneto (+2,7%)

 

 

Ecco il link per scaricare il report dell’ISTAT:

http://www.istat.it/it/files/2014/06/comreg_new_I_trim2014.pdf?title=Esportazioni+regioni+italiane+-+11%2Fgiu%2F2014+-+Testo+integrale.pdf

WINE-MARKETING: UNA GROSSA SFIDA PER I “MARKETTARI”

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Il vino è un prodotto molto complesso e promuoverlo richiede una grande sfida per chi si occupa di Marketing.

COME SI MUOVEREBBE UN FUORICLASSE DEL MARKETING IN QUESTO DIFFICILE SETTORE?

Un asso del Marketing si dovrebbe concentrare sulla comprensione del comportamento del consumatore, analizzando sia la dimensione edonica, che rileva il piacere potenziale ricavato dal consumatore, sia la dimensione utilitaristica, che rivela la capacità di risolvere necessità funzionali dell’individuo.

Il prodotto edonico si distingue per il processo di risposta del consumatore allo stimolo. Questo bene si caratterizza per l’apprendimento emotivo e il debole coinvolgimento; il soggetto risponde allo stimolo seguendo 3 fasi:

  1. Do: l’individuo acquista il prodotto;
  2. Feel: si crea una relazione tra il consumatore e il prodotto;
  3. Learn: il consumatore apprende informazioni sul prodotto acquistato.

Il vino viene sempre maggiormente legato ad aspetti di piacere e socialità e sempre meno alla nutrizione. Dal suo consumo ci si aspetta non solo di soddisfare un bisogno utilitaristico come la sete, ma soprattutto edonico attraverso l’assaggio ed il gusto, qualcosa che va oltre il semplice bere e richiama emozioni legate a persone, eventi e momenti della vita. Le emozioni che un vino può trasmettere non riguardano solo il suo aspetto e i suoi aromi, ma si estendono anche alle sfaccettature del gusto.

L’esperienza che deve essere vissuta con il consumo di vino dipende dalla personalità del consumatore; un individuo può ricercare la suggestione di un ricordo, la superbia di potersi concedere qualcosa di valore, la golosità del suo sorseggio, l’emulazione del divo del cinema.

Il consumatore risponde a stimoli che riguardano il coinvolgimento (associato al prodotto o alla marca), e l’atmosfera del punto vendita vista come l’insieme degli stimoli ambientali di varia natura che, agendo sul sistema percettivo del consumatore, influenza il suo comportamento d’acquisto.

Il coinvolgimento è legato all’esperienza di consumo e di acquisto e tende ad aumentare al crescere dell’impegno del consumatore nell’attività di shopping, cioè alla crescita del valore attribuito dall’acquirente all’attività in grado di soddisfare i suoi bisogni emozionali.

COME ATTRARRE DUNQUE I NOSTRI POTENZIALI CLIENTI?

Solo riuscendo a far vivere al consumatore un’esperienza memorabile di consumo e di acquisto, raggiungendo tutti i sensi per indurre in lui la percezione di stati emozionali positivi.

LE START UP VANNO DI MODA. Speriamo che diventi un trend consolidato. Scarica la ricerca

start up

 

“…Uno dei termini più usati oggi nel mondo delle imprese e sui titoli dei giornali è certamente startup,

inteso come attività imprenditoriale, azienda che prima non esisteva e che viene avviata

(dall’inglese startup: avvio, decollo).

 

Eppure, se si cerca la parola sui dizionari italiani, spesso non si trova.

 

Non è solo il mondo del business ad essere in continua evoluzione, ma anche quello della lingua.

 

Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative ed Expert System, leader in tecnologia

semantica, hanno sviluppato una ricerca con l’obiettivo di capire:

 

– come è cambiato l’uso del termine startup

– quando ha cominciato a diffondersi in modo più rilevante

– a quali tematiche socioeconomiche la parola è maggiormente collegata

– la relazione fra startup e altre parole associate semanticamente, cioè dal significato

correlato, come incubatore, innovazione, digitale, ICT.

 

L’analisi si è basata sull’uso del software Cogito e ha riguardato oltre 1 milione e 880 mila

articoli in lingua italiana apparsi dal 1992 a oggi….”

 

Ecco il link per scaricare la ricerca:

http://www.expertsystem.net/images/eventi/2014/RICERCA_Evoluzione_del_termine_startup_sulla_stampa.pdf

IL MERCATO EUROPEO DELLA PUBBLICITA’ SUL WEB. Scarica il rapporto pubblicato da IAB Europe

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IAB Europe ha pubblicato il Rapporto Annuale AdEx Benchmark 2013.

 

Il documento descrive lo stato dell’arte nel mercato europeo della pubblicità online.

 

 

In Europa nel 2013 la pubblicità online ha registrato il nuovo record di 27,3 miliardi di euro.

 

Al suo interno l’Italia si conferma in quinta posizione (dopo Uk, Germania, Francia e Russia) con un mercato che vale 1,7 miliardi di euro e una crescita del 13%, superiore alla media europea (11.9%).

 

In Italia il Display è stato il settore che ha segnato la crescita maggiore fra le diverse categorie analizzate (DisplaySearchClassifieds and Directories), con un aumento del 25% e un valore pari a 867 milioni di euro.

 

Anche qui l’Italia fa meglio della media europea, che è stata del +14,9%.

 

Ad influenzare la crescita, l’evoluzione dei modelli di consumo e l’utilizzo di diverse tipologie di device (tablet, smartphone, etc.).

 

 

Per le sottocategorie del Video advertising e del Mobile advertising la crescita è invece significativa sia in Italia che in Europa: da noi il Video advertising, con un incremento del 46%, è arrivato a un valore di 130 milioni di euro.

 

La crescita media europea è stata del 45,4% nel 2013, sfiorando per la prima volta la quota di 1,19 miliardi di euro.

Il Mobile advertising in Italia è cresciuto del 41%, portando il valore del comparto a circa 80 milioni di euro, legato alla diffusione di tablet e smartphone e all’aumento del tempo speso online dai consumatori, cui ha fatto seguito un progressivo spostamento di budget di investimenti pubblicitari su questi canali.

 

Particolarmente brillante i risultati del Mobile Display (+63%).

 

Ecco il link per scaricare il documento:

http://www.iabeurope.eu/files/2914/0066/8365/AdEx_Benchmark2013_Interact_Paris_FINAL.pdf

 

 

 

 

 

UN DOCUMENTO IMPORTANTE RIVOLTO A PROFESSORI, STUDENTI E SMANETTONI DEL WEB. Scarica la guida

social privacy

 

 

Il Garante della Privacy ha pubblicato il manuale ‘Social privacy, come tutelarsi nell’era dei social network’ .
Un’agile guida con soluzioni e comportamenti atti a evitare le trappole e a preservare la propria privacy.

 

Il volume digitale analizza problemi e opportunità legati all’uso dei social network:

 

– Professionisti che mettono a rischio i propri contatti di lavoro,

 

– Utenti che installano software o app dannosi attratti dal fatto che sono gratuiti,

 

– Persone che rendono pubblici i propri dati bancari,

 

– Ragazzi che postano i propri segreti e le proprie immagini

 

 

E’ suddiviso in 4 capitoli

 

Facebook & co,

Avvisi ai naviganti,

Ti sei mai chiesto?,

10 consigli per non rimanere intrappolat

 

In allegato contiene un glossario che riporta il gergo della rete.

 

Il manuale prende in considerazione le nuove frontiere aperte non solo dai social network tradizionali, ma anche dalle numerose piattaforme di messaggistica sociale istantanea.

 

Sono cresciute tantissimo in questi anni di pari passo con la rapida diffusione dei dispositivi mobili (smartphone e tablet) e dei dispositivi indossabili come occhiali e orologi “intelligenti”.

 

Un focus particolare su temi delicati come la creazione di false identità, sexting e cyberbullismo.

 

Ecco il link per scaricare il report:

 

http://194.242.234.211/documents/10160/2416443/Social+privacy.+Come+tutelarsi+nell%27era+dei+social+network.pdf

LA FAME DI EATALY E’ SENZA FINE. Leggi i dettagli

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Sorgerà in un’area autostradale a 100-150 km da Milano, probabilmente in Emilia Romagna, il primo Eataly che nasce dall’accordo firmato dalla società di Oscar Farinetti (nella foto) con Autogrill.

 

A riferirlo è l’a.d. di Autogrill, Gianmario Tondato da Ruos, che ha parlato dell’intesa all’assemblea degli azionisti senza però fornire ulteriori dettagli.

 

L’area compresa per il nuovo punto vendita dovrebbe comunque essere compresa tra Parma e Reggio Emilia.

Il progetto fa parte del piano di razionalizzazione delle aree di servizio in Italia avviato da Autogrill:

 

Per quanto riguarda l’accordo con Eataly, Tondato ha spiegato: “Faremo un grande punto vendita e, se funziona, penseremo anche ad altre aree”.