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UNA RIVOLUZIONE NELLA TRASPARENZA DEI CONTI PUBBLICI. Da oggi possiamo conoscere in dettaglio tutte le spese effettuate dagli uffici della pubblica amministrazione. Ecco di cosa si tratta.

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Il Siope è il sistema informativo delle operazioni di tesoreria degli enti pubblici.

 

Da sempre è stato considerato dalla Ragioneria generale dello Stato come uno degli strumenti maggiormente «confidenziali».

Un segreto, appunto.

 

Tanto che era in passato era stato espressamente vietato da un decreto dare accesso esterno a questa infrastruttura informatica nella quale lo Stato, tutti gli enti locali, le università, le aziende ospedaliere, gli enti di ricerca, le Comunità Montane e qualsiasi altro ente pubblico, devono registrare giorno per giorno tutte le loro spese.

 

Per chi ha accesso al Siope, una piattaforma realizzata dalla Banca d’Italia, gli 800 miliardi di denaro pubblico che ogni anno escono dalle casse dello Stato non hanno segreti.

 

Da qualche giorno questa immensa banca dati è a disposizione di tutti.

 

Basta digitare l’indirizzo http://www.siope.it, cliccare su accedi e il gioco è fatto.

 

Niente password, niente accessi limitati, niente vincoli.

 

Tutte le spese che ogni giorno sono registrate sulla piattaforma sono accessibili a qualsiasi cittadino.

Una vera rivoluzione.

Il Siope ha, ed avrà sempre di più, un ruolo fondamentale nel controllo della spesa pubblica.

 

Tutti i flussi di cassa dello Stato e delle sue articolazioni passano ogni giorno sulla piattaforma.

 

La navigazione rivela molti dettagli interessanti.

Nel primo semestre dell’anno, per esempio, le uscite dello Stato centrale hanno superato i 174 miliardi.

Meno della metà dei 421 miliardi spesi in tutto il 2013.

COME RENDERE LA TUA PAGINA POPOLARE: mostra agli utenti ciò che vogliono

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Facebook da qualche tempo ha modificato il suo algoritmo.

Risultato?
Molte aziende hanno lamentato un crollo delle visite sulle loro pagine semplicemente perché i loro post non apparivano più sui newsfeed degli utenti.

Motivo?
L’intenzione di Fb è di spingere sempre più aziende a fare pubblicità sul social network. Ciò ha penalizzato chi aveva duramente lavorato ed investito per ottenere numerosi fan sulle sue pagine.

Quali sono gli indicatori che portano al successo?
1) La popolarità dei post precedenti del creatore.
2) La popolarità di quel singolo post tra chi lo ha visto
3) La popolarità dei precedenti post per il singolo utente che lo visualizza.
4) Il tipo di post (link, update status, foto, video) incrociato con quelli più popolari del passato
5) Quanto è recente il nuovo messaggio.
In pratica, Fb assegna un punteggio a ogni post che viene visto da un utente e non importa se il messaggio arriva da un amico o da una pagina, l’obiettivo è di mostrare agli utenti ciò che vogliono.

Soluzione?
Pubblicare contenuti di livello!

I NEGOZI IKEA ARRIVANO IN CITTA’. Ecco i dettagli

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“…Ikea, il più grande retailer di arredamento al mondo, dopo aver raggiunto il successo grazie ai suoi enormi centri posizionati fuori dalle principali città,

implementa la sua strategia diventando ancora più accessibile alla clientela.

 

Da oggi, almeno ad Amburgo in Germania (principale mercato per Ikea), i prodotti del brand svedese saranno raggiungibili a piedi perché è stato aperto il primo grande negozio in città.

 

Il quartiere di Altona è stato scelto per questo progetto pilota che se darà un feedback positivo sarà realizzato anche altrove, a partire da Berlino.

I colori riconoscibili del brand, blu e giallo, saranno protagonisti del nuovo spazio che ha richiesto un investimento di 80 milioni di euro.

 

 

MARK, MA QUANTI SOLDI SPENDI OGNI SETTIMANA ? Leggi i dettagli del suo ultimo acquisto

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Facebook ha comprato LiveRail una delle piattaforme per la monetizzazione dei video più note degli Stati Uniti d’America.

 

Costo dell’operazione: 500 milioni di dollari.

 

LiveRail, fondata nel 2007 a San Francisco e con sedi dislocate in tutto il mondo, può vantare un portafoglio clienti di tutto rispetto.

I video pubblicitari, soprattutto in versione mobile, sono senz’altro un business redditizio e in grande crescita.

Per questo Facebook ha deciso di investire tanto in LiveRail, società che negli ultimi tre anni ha dimostrato di saper aiutare gli editori a monetizzare molto bene i contenuti.

 

Molto presto, dunque, potremmo trovarci video inserzioni pubblicitarie sulla nostra time-line di Facebook.

 

 

Ecco l’annuncio ufficiale di Facebook:

http://newsroom.fb.com/news/2014/07/facebook-to-acquire-liverail/

 

IL SORPASSO E’ AVVENUTO. Scarica questa importante ricerca pubblicata da Audiweb

audiweb

 

 

“…Lo certificano i dati di gennaio, febbraio e marzo 2014 diffusi per la prima volta questa mattina da Audiweb durante lo Iab Seminar.

 

A marzo gli utenti internet attivi su base mensile in Italia erano 25milioni tra i 18 e i 74 anni, dato che nel giorno medio scende a 19,8 milioni.

 

Di questi, quelli che accedono a internet da smartphone e tablet sono 17,2 milioni, contro i 24 milioni che lo fanno su pc.

 

Se invece guardiamo il giorno medio, scopriamo che smartphone e tablet superano il pc: 14,5 milioni contro 12,5 milioni.

 

Significa in sintesi che gli utenti mobile sono più attivi.
Lo stesso vale se consideriamo chi usa esclusivamente un device a vantaggio dell’altro: 7,4 milioni di italiani scelgono lo smartphone contro i 5,2 milioni su pc.

 

Che cosa fanno gli utenti su mobile?

 

In primo luogo controllano i social network (59% del tempo totale), poi vanno su siti o app legati al mondo dei cellulari , contenuti vari di intrattenimento, portali.

 

Le news e le mail, invece, hanno una quota molto più elevata da pc.

 

Marta Valsecchi, responsabile ricerca dell’osservatorio mobile marketing & service del Politecnico di Milano, ha detto che a fine 2014 saranno 45 milioni gli smartphone in circolazione in Italia e 12 milioni i tablet (su quest’ultimi si avuta la crescita maggiore rispetto a un anno fa: + 113,5%).

 

Le previsioni del mercato per il 2014 sono positive: si prevede di raggiungere i 300 milioni di euro di investimenti pubblicitari su mobile, pari a circa il 14% del totale investimenti in internet advertising e al 5% dell’investimento su tutti i mezzi….”

 

 

 

 

Ecco la ricerca Audiweb, potete scaricarla da Slideshare:

http://www.slideshare.net/Audiweb/audiweb-i?ref=http://www.audiweb.it/?post_type=eventi&p=11865

SCARICA I DATI OCSE SULLA SALUTE E SCOPRI CHI VIVE DI PIU’ FRA UOMINI E DONNE IN ITALIA

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Sono stati  pubblicati i dati sullo stato di salute dei cittadini residenti nei paesi OCSE.

 

Ecco i risultati più interessanti.

 

In Italia nel 2012 l’aspettativa di vita alla nascita era di 82,3 anni, oltre due anni in più della media Ocse (80,2 anni), con un aumento di oltre 2,4 anni rispetto al 2000.

 

La qual cosa ci pone al 5° posto della classifica dei 34 Paesi.

 

Solo il Giappone (83,2), l’Islanda (83), la Svizzera (82,8) e la Spagna (82,5) hanno una speranza di vita superiore.

 

Disarticolando i dati per genere, alla nascita le donne italiane posso sperare di giungere a 84,8 anni, , mentre per gli uomini l’aspettativa è di 79,9 anni,

 

 

Ecco i dati completi, clicca sul paese di tuo interesse:

http://www.compareyourcountry.org/chart?cr=oecd&cr1=oecd&lg=en&project=health&page=0#

WEB MARKETING: le 3 convinzioni del Personal Branding.

Me

CONVINZIONE 1: Il mio servizio attira gli utenti online.

DELUSIONE 1: Gli utenti non sanno neanche che esisti!

CONVINZIONE 2: i miei servizi sono migliori di quelli dei miei concorrenti.

DELUSIONE 2: offrite più o meno la stessa cosa!

CONVINZIONE 3: la mia competenza conta più della mia visibilità.

DELUSIONE 3: la competenza è necessaria, ma non sufficiente

“La visibilità è un modo per far entrare i clienti dalla porta, la competenza è il modo per farceli rimanere”_Luigi Centenaro

HAI UN’IDEA INNOVATIVA NEL CAMPO DELLA RISTORAZIONE O DELL’AGROALIMENTARE ? Partecipa a questo bando della Regione Puglia

fooding

 

 

“Il progetto promuove un approccio integrato tra nutrizione, salute, innovazione e tipicità delle produzioni agro-alimentari delle regioni coinvolte, per salvaguardare le diversità agro-alimentari locali che si stanno perdendo a causa dell’imporsi di diete eccessivamente semplificate e di nuovi stili di vita.

 

Beneficiari

Giovani innovatori, singoli e/o gruppi ove il referente e la maggioranza del gruppo non abbiano compiuto i 35 anni al momento della scadenza del Bando e che risiedono nei territori eleggibili dal Programma (Puglia e Grecia).

 

Verranno scelte 30 idee e progetti di impresa.

 

Criteri di valutazione

  • Carattere innovativo:
    • Innovazione tecnologica per migliorare la quantità e/o la qualità dei prodotti agro-alimentari, con particolare riferimento agli aspetti salutistici;
    • Forme innovative di distribuzione e commercializzazione in linea con le evoluzioni dei consumi;
    • Innovazione nella presentazione e modalità di somministrazione dei prodotti agro-alimentari.
  • Competenza del soggetto proponente;
  • Modalità di presentazione creativa dell’idea progettuale;
  • Sostenibilità economica.

 

 

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Premi

Nella prima fase, 30 idee selezionate verranno ospitate all’interno di uno spazio di “co-working” realizzato presso il CIHEAM –IAMB di Valenzano e affiancate per massimo 6 mesi.

Nel periodo di incubazione, saranno assegnte 10 Borse di Studio di € 2.500,00 ciascuna per completare la propria formazione all’estero.

Al termine dell’accompagnamento, 5 progetti d’impresa riceveranno un totale di € 50.000 a seguito di una due diligence.

Tutti i progetti ammissibili avranno visibilità nell’ambito dello “showroom of food experience” e delle altre forme comunicative previste nel progetto FOODING.

 

 

I progetti devono essere inviati dal 15 giugno al 30 ottobre 2014

utilizzando il format disponibile sulla piattaforma:
http://www.foodingproject.org/

 

EXPORT: Perché non siamo i numeri 1?

made in italy

Il settore agroalimentare riveste un peso considerevole nell’economia mondiale e presenta notevoli margini di crescita. Sia la crescente domanda di prodotti tipici, biologici e di qualità, che il sovraffollamento del mercato italiano, fornisce valide motivazioni alle nostre aziende per investire anche fuori dai confini internazionali. Pur essendo il sistema agroalimentare italiano legato ad un elevato numero di prodotti tipici nazionali, alla straordinaria ricchezza delle diversità che caratterizzano l’agricoltura e ad un’affascinante tradizione culinaria, nel panorama internazionale si rileva una quota dell’export agroalimentare made in Italy in linea con quella di Cina, Brasile, Argentina e Canada: concorrenti che evidenziano una maggiore dinamicità nel lungo periodo.
La qualità del made in Italy, ampiamente riconosciuta dai consumatori esteri, è un patrimonio per il nostro Paese, che ha l’opportunità di trasformare il suo sistema agroalimentare di qualità da potenzialmente a concretamente primo nel mondo, riuscendo a qualificare il settore e rendendo adeguatamente produttiva e remunerativa l’agricoltura nel suo complesso.

Ma perché ciò non avviene? Perché non siamo i numeri 1?

1) “All’estero, stima la Coldiretti, sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro. Il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari “Made in Italy” vale oltre 50 miliardi di euro. In altre parole le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, causa di danni economici e di immagine”.

2) All’interno dell’azienda spesso non si trovano conoscenze e competenze idonee per effettuare azioni di marketing verso i potenziali clienti stranieri e a volte l’insostenibilità di un budget di progetto troppo elevato ostacola il processo export. Troppo spesso poi, le nostre aziende “tentano” di esportare senza un valido studio alle spalle e senza la convinzione necessaria.

3) Non facciamo rete, non ci aiutiamo. Non abbiamo ancora compreso che i nostri concorrenti non si trovano all’interno dei confini nazionali,…ma all’estero!

LA COLLABORAZIONE PREMIA LE IMPRESE. Scarica il rapporto UnionCamere

coesione

 

 

“….C’è un’Italia che, nonostante la crisi, resiste e sa essere innovativa, creativa, unita, vocata alla qualità e alla bellezza.

 

In una parola competitiva.

 

È l’Italia della coesione, quella che vede le aziende camminare con le comunità, coinvolgere i cittadini, valorizzare e sostenere i lavoratori.
 

Proprio le imprese “coesive” – quelle fortemente legate a comunità di appartenenza e territorio in cui operano, che investono nel benessere economico e sociale, nelle competenze e cura dei propri lavoratori, nella sostenibilità, nella qualità e bellezza, radicate nella filiera territoriale e tese a soddisfare le esigenze di fornitori, clienti e stakeholder in generale, che hanno relazioni con il non profit e le istituzioni territoriali – hanno una marcia in più che permette loro di andare lontano.

 
Tanto che le nostre imprese “coesive” hanno registrato nel 2013 aumenti del fatturato, rispetto al 2012, nel 39% dei casi, mentre fra le imprese “non coesive” tale quota si ferma ben al di sotto, al 31%.

E’ quanto emerge dal rapporto “Coesione è Competizione – Le nuove geografie della produzione del valore in Italia”realizzato da Consorzio Aaster, Fondazione Symbola e Unioncamere.

 

“La buona riuscita di un’iniziativa economica – ha detto il Segretario Generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi – non si gioca più soltanto sul prezzo di un prodotto o servizio ma soprattutto su aspetti qualitativi di ciò che viene offerto.

 

La coesione tra impresa, lavoratori, territorio, istituzioni, mondo del non profit sta sempre più diventando un elemento vincente della competizione economica nei Paesi evoluti.

 

A differenza di altri Paesi, la forza dell’Italia non è nella standardizzazione dei grandi numeri, ma nella qualità di un’offerta altamente specializzata di filiere e distretti che ci fanno grandi nel mondo.

 

Alla base c’è un tessuto di piccole imprese su cui il Paese deve continuare a puntare.

 

La piccola dimensione di per sé non è un ostacolo, perché si traduce in una maggiore capacità di adattamento al mercato.

 

Lo diventa se l’impresa opera isolata dal contesto, se non ha strutture di riferimento, come le Camere di commercio, che l’aiutino a crescere per esempio con la formula dei contratti di rete e sostenendo il rafforzamento delle filiere produttive a maggior radicamento territoriale”.

 

Ecco il link per scaricare lo studio promosso da UnionCamere:

http://www.unioncamere.gov.it/download/3487.html